05/06/2026
Un anno è passato ma ogni giorno rimane nel cuore.
L’ultimo giorno di scuola è sempre un mix di felicità e di nostalgia: un po’ stanchi, pronti a vivere l’estate, forse in ciascuno la consapevolezza di avere dovuto fare meglio, preziose emozioni che si avvertono nei cuori di alunni e docenti, perché il Leto è, innanzitutto, il “giardino” in cui germogliano e fruttificano passioni e conoscenze.
“L’ultimo giorno di scuola – ha detto il Dirigente Scolastico, Professoressa Maria D’Alessio – è sempre il resoconto di un’esperienza, il momento di ripercorrere con la mente un intero anno scolastico, ricordando ogni giorno, tra impegni, interrogazioni, riunioni, lezioni, compiti da correggere. D’altra parte, questa è LA SCUOLA, questo vuol dire ESSERE docente, alunno …Dirigente Scolastico. Eppure quel senso di nostalgia palpabile accomuna ciascun “Letiano”: forse la gioia è anche questa. Quest’anno il Pomponio Leto ha vissuto tre momenti tristissimi, eventi inattesi, imprevedibili che hanno fatto piangere, ma, nel contempo, hanno reso più intensa la volontà di continuare a vivere a pieno il proprio dovere di alunno e di docente anche in nome di coloro che ci sono stati strappati via: ciao Emma, ciao Nicola, grazie Prof. Vincenzo”.
Tanti gli studenti che fremono: sono le alunne e gli alunni delle classi quinte. Per loro è giunto – quasi - il momento di salutare il Leto, di lasciare un “nido” che per cinque anni li ha accolti e li ha fatti crescere. Un grande “in bocca al lupo”, raga!!! Vi aspetta la vita oltre il Pomponio Leto!
“E se quest'anno poi passasse in un istante, vedi amico mio come diventa importante che in questo istante ci sia anch'io”.