04/07/2020
COME LA VEDIAMO NOI DI “UN'ALTRA TELESE”
I recenti accadimenti politico amministrativi che hanno portato alla sfiducia dell’Amministrazione Carofano non ci piacciono. Lo diciamo chiaramente: senza se e senza ma. Per questa strada non si va da nessuna parte.
A nostro avviso, se vogliamo recuperare il senso di una comunità, quella “pace sociale” che tutti sembrano auspicare a parole, non è per questa via che si deve operare. In questo modo, semmai, le fratture aumentano, è chiaro a tutti. Un progetto politico che ci dia la speranza di una Telese migliore non può nascere tramite atti notarili: sarebbe veramente riduttivo e già monco.
Politica vuol dire confronto di idee, che può essere anche aspro, se necessario, ma sempre sui binari della correttezza personale ed istituzionale. Il confronto deve avvenire nei luoghi deputati che, nella fattispecie, sono il Consiglio Comunale e le Urne Elettorali: altre strade non esistono. Quelle che esistono, perfettamente legittime, sia chiaro, sono altra cosa dalla politica.
E, parlando di politica, comprendiamo che ci possa essere chi decide di terminare la sua esperienza pubblica e chi si vede messo in minoranza ed estromesso dall’amministrazione. Siamo quantomeno perplessi verso coloro i quali hanno improvvisi ripensamenti a distanza di tre mesi dalle votazioni. Ci domandiamo perché mai certi dubbi, certe criticità, non sono state evidenziate pubblicamente quando il tempo era quello giusto e quando potevano avere un senso, assumendosene, conseguentemente, la responsabilità, come pure altri hanno fatto. Come pure noi stiamo facendo, da tempi non sospetti e da comuni cittadini, a viso aperto. Forse è il caso che questo momento di ripensamento duri qualche anno almeno.
Abbiamo detto, qualche settimana fa, che ci sembrava si stesse ben operando alla costruzione di una prospettiva nuova per Telese, abbiamo anche evidenziato la necessità di partire rapidamente con un confronto sulle idee e sui progetti. Questo sappiamo fare e questo siamo disposti a fare. Nella trasparenza dei comportamenti che ci contraddistingue, a questo punto, riteniamo necessaria una pausa di riflessione per verificare se esistono ancora i presupposti per un nostro contributo, se questo contributo è ancora compatibile con il progetto e soprattutto se è ancora richiesto. Lo diciamo pubblicamente “mettendoci la faccia”. Ci teniamo distinti e distanti da tutto quanto non può essere definito politica. E quanto è avvenuto non è politica. O, almeno, non è la politica che immaginiamo noi.