Movimento Indipendenza - Teramo e provincia

Movimento Indipendenza - Teramo e provincia Coordinamento Territoriale Abruzzo Erminio Cetrullo

Un silenzio lungo 2 settimane,  quello della nostra pagina, che oggi sancisce ufficialmente il suo capolinea.Con rispett...
06/04/2026

Un silenzio lungo 2 settimane, quello della nostra pagina, che oggi sancisce ufficialmente il suo capolinea.

Con rispetto prendiamo atto delle decisioni del nostro segretario Gianni Alemanno di far confluire Indipendenza in Futuro Nazionale per conclusioni che in pochi hanno avuto l’onore di ragionare.

Non un annuncio il nostro perché altrimenti tardivo, ma un grande augurio a chi continuerà la strada della militanza, non importa sotto quale sigla né sotto quale caporale, purché essa abbia l’obiettivo di restituire all’Italia e agli italiani il diritto di decidere per le sorti della sua gente e del sua terra che avi lontani e vicini hanno protetto e conservato saldamente ancorato ad antichi e trascendenti valori.

La Storia ci racconterà quale strada sarà stata la più coraggiosa e la più visionaria.

Buona battaglia a Noi perché “Combattere é un destino”.

Con: Roberto Vannacci (Presidente), Massimiliano Simoni (Coordinatore Nazionale per il Movimento Indipendenza), Massimo Arlechino (Presidente Movimento Indipendenza), Felice Costini (Vice Segretario Vicario Nazionale Movimento Indipendenza)

Bingo!
25/03/2026

Bingo!

DIARIO DI CELLA 50. VINCE IL NO AL REFERENDUM: LA GIUSTIZIA VA BENE COSÌ? OPPURE È TEMPO DI FARLA FINITA CON LE RISSE E DI AFFRONTARE I VERI PROBLEMI DEL SISTEMA PENALE?
Riceviamo da Gianni Alemanno e pubblichiamo nel rispetto delle norme dell’Ordinamento.

Rebibbia, 23 marzo 2026 – 445° giorno di carcere.
Un po’ la sentivano nell’aria, ma la batosta per il fronte del Sì è stata molto più grave del previsto. Questa è la fine di una riforma nata male, presentata nel modo peggiore all’elettorato italiano e devastata da una campagna referendaria f***e.

Primo: non si fanno riforme costituzionali a colpi di maggioranza parlamentare. O c’è un consenso ampio e trasversale, oppure queste riforme sono destinate ad essere bocciate dal voto popolare. È successo a Berlusconi nel 2006, a Matteo Renzi nel 2016, non si capisce per quale motivo non dovesse succedere anche a Giorgia Meloni nel 2026. Eppure la riforma della separazione delle carriere e dei CSM – di per sé una riforma vecchia e contorta, copiata tal quale dal centrodestra berlusconiano – è stata portata avanti con ottusa determinazione, senza neppure provare a costruire un dialogo con le opposizioni, senza inserirla in una riflessione più ampia sul sistema penale, che di riforme – anche non costituzionali – ha bisogno eccome.

Secondo: all’inizio Giorgia Meloni ha provato a tenersi distante dallo scontro referendario, ma poi ha dovuto misurarsi con la pochezza dei vertici del Ministero della Giustizia che avrebbero dovuto guidare questa campagna. Il Ministro Nordio, ma soprattutto il Capo di Gabinetto Bartolozzi e il Sottosegretario Delmastro hanno fatto di tutto per convincere gli incerti ad andare a votare per il No. Quando noi dalla nostra misera e disperata postazione sottolineavamo che il Ministero non riusciva ad affrontare neppure l’emergenza carceraria e chiedevamo a tutta la politica di assumersi le proprie responsabilità, con quanta attenzione siamo stati ascoltati e compresi?

Terzo: il Presidente del Consiglio ha dovuto quindi impegnarsi in prima persona nella campagna referendaria alzando i toni a livello dei leader dell’opposizione. Ma questo non te lo puoi permettere quando governi e devi nello stesso tempo fronteggiare delle gravi crisi internazionali su cui non hai una posizione chiara e un’incombente crisi economica su cui nessuno sa cosa fare. Per cui il referendum è diventato – come già ai tempi di Berlusconi e di Renzi – un sondaggio sull’efficacia dell’azione di Governo. E a questo punto tra persone di sinistra avvelenate e persone di destra deluse, hanno stravinto le prime.

Risultato? Capitolo chiuso? Tutto va bene nella Giustizia italiana?

Alle elezioni politiche mancano ancora molti mesi e può accadere di tutto. Ma quelli che pagano subito il prezzo di questo risultato referendario sono coloro, come le persone detenute, che aspettavano sulla loro pelle un segnale di cambiamento nella Giustizia italiana. Quelli che magari non sentivano il bisogno di una riforma costituzionale (avrebbe prodotto degli effetti positivi? E fra quanti anni li avrebbe prodotti?), ma semplicemente di organici più adeguati nella magistratura, in particolare quella di sorveglianza, un’azione per ridurre una popolazione carceraria che rimane costantemente al 138% di sovraffollamento, un uso più mirato e accorto dell’azione penale, per affrontare i problemi di sicurezza, ma anche per garantire i diritti di tutti i cittadini.

Pensiamo che – al netto di tutte le altre considerazioni politiche che non è questa la sede per fare – un atteggiamento maturo e responsabile da parte di maggioranza e opposizione dovrebbe portare a non archiviare l’emergenza giustizia e a fare quello che si può fare con maggioranze ampie e trasversali.

Finita la rissa, rimangono sul tappeto i problemi concreti della Giustizia. Anche quelli del sistema carcerario, come il Presidente Mattarella ha di nuovo sottolineato all’incontro con la Polizia penitenziaria. Vogliamo finalmente affrontarli con un dibattito serio e aderente alla realtà? Non sarebbe il segnale migliore da dare a tutti gli Italiani dopo questo referendum?

Gianni Alemanno e Fabio Falbo

Abbiamo chiuso ieri mattina a Chieti il ciclo di presentazione del libro “ L’EMERGENZA NEGATA . Il collasso delle carcer...
23/03/2026

Abbiamo chiuso ieri mattina a Chieti il ciclo di presentazione del libro “ L’EMERGENZA NEGATA . Il collasso delle carceri “ scritto dall’onorevole Gianni Alemanno e dallo “scrivano di Rebibbia” Fabio Falbo con il contributo di altri detenuti del braccio G8 .
L’esperienza raccontata dai due autori, le cui storie diametralmente opposte si sono incontraciate il 31 dicembre 2024 nella casa circondariale di Roma all’arresto di Gianni a due ore dal Capodanno 2025, ci lascia una testimonianza diretta delle condizioni critiche in cui versano le carceri italiani oggi, ma contemporaneamente fornisce un validissimo strumento per superarne le anomalie, il sovraffollamento, il malfunzionamento, l’inefficienza del relativo ordinamento.
Il Presidente di Indipendenza Massimo Arlechino ed il coordinatore regionale Movimento Indipendenza - Abruzzo intervistati dicono ⤵️:

https://youtu.be/3rNeakn487M?is=xDndi1GmWCJMNClR

L’EMERGENZA è NEGATA come è stata negata da parte delle autorità invitate all’incontro la GIUSTA ATTENZIONE ad un tema c...
21/03/2026

L’EMERGENZA è NEGATA come è stata negata da parte delle autorità invitate all’incontro la GIUSTA ATTENZIONE ad un tema che merita la considerazione di una classe politica che invece chiede il rispetto dei diritti umani solo quando si accendono le luci delle telecamere 🎥 e dei palcoscenici 🎭.
Il tema delle drastiche condizioni delle nostre carceri riguarda:

1️⃣ il grado di sicurezza che non si riesce a garantire alla nostra società nel momento in cui si è incapaci di rieducare chi ha sbagliato al rispetto delle regole e di aumentare le possibilità di reintrodurlo con piena e riabilitata cittadinanza nella vita delle nostre città;
2️⃣ la forza di un ordinamento democratico capace di tutelare il rispetto delle sue stesse norme fondanti laddove si é costituzionalmente obbligato a garantire sanzioni finalizzate al reinserimento sociale del condannato (Art. 27 della Costituzione Italiana);
3️⃣ a garantire ambienti di lavoro sani e sicuri dove agenti di polizia penitenziaria, educatori, psicologi, medici, infermieri, psichiatri, insegnanti, impiegati amministrativi, mediatori culturali, operatori di cooperative, e anche gli stessi avvocati difensori possano svolgere serenamente il proprio lavoro e le proprie mansioni senza l’angoscia di entrare in un mondo dimenticato dai vivi;
4️⃣ non ultima la necessità di ridurre il danno erariale tre tipi di costi:
*-* di mantenimento in cella in termini di personale, strutture e sostentamento per le migliaia di detenuti che potrebbero avere accesso alle pene alternative alla detenzione;
*-* derivanti dai ricorsi per risarcimento per detenuti che presentano reclami per condizioni disumane per cui la legge italiana prevede un indennizzo di 8 euro per ogni giorno di detenzione in condizioni non conformi;
*-* per le condanne che lo Stato Italiano è tenuto a pagare in forza delle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che può condannare lo Stato responsabile per violazione sistematica dell'art. 3 della CEDU (trattamenti inumani e degradanti), che impone almeno 3 mq calpestabili per detenuto.

Insomma tutte questioni che NON STANNO A CUORE ai politici e alle autorità della nostra provincia, ma che stanno a cuore ai nostri cittadini che invece sono intervenuti numerosi.

Una menzione speciale però va fatta all’UNICO avvocato presente in sala tra i partecipanti e all’UNICA figura, non ancora istituzionale (non a caso una donna), a cui auguriamo una buona campagna elettorale alle prossime elezioni comunali nella Città di Roseto degli Abruzzi.

Gianni Alemanno porterà ancora la sua testimonianza continuando questa battaglia di civiltà per tutti quelli, che come lui, sono vittime di una giustizia ingiusta e di una politica che, ancora una volta, abbandona i suoi figli più fragili.

All’Avvocato Vincenzo Di Nanna rinnoviamo la nostra stima e la nostra gratitudine.

19/03/2026

Ancora una volta la cronaca regionale ci riferisce delle preoccupanti condizioni delle carceri abruzzesi dalla voce del Segretario Nazionale del Sindacato della Polizia Penitenziaria Mauro Nardella.
Le criticità raccontate sono le aggressioni che gli agenti subiscono a causa di una cronica carenza di organico, di un insuperabile sovraffollamento e di episodi di suicidi che, nonostante tutto, si riescono anche ad impedire.

Insomma l'Abruzzo dimostra di essere in questi giorni una sede privilegiata (purtroppo!) per dare spazio alle testimonianze raccolte nel libro “L’EMERGENZA NEGATA – IL COLLASSO DELLE CARCERI ITALIANE” scritto a firma dell’On. Gianni Alemanno, del detenuto Fabio Falbo e vari autori detenuti nel braccio G8 di Rebibbia, con la prefazione dell'On. Rita Bernardini.

Sabato 21 Marzo alle ore 17.30 presso il Lido La Vela Roseto sul Lungomare Trieste, 1 a Roseto Degli Abruzzi incontreremo i professionisti del settore, le autorità invitate e tutti i cittadini che saranno interessati al tema della riforma di un sistema carcerario più umano e coerente con le nostre prescrizioni costituzionali, che sono alla base del diritto di una Stato civile e rispettoso dei diritti umani.

'L'EMERGENZA NEGATA. IL COLLASSO DELLE CARCERI ITALIANE"Che il sovraffollamento carcerario sia un'emergenza anche in Abr...
18/03/2026

'L'EMERGENZA NEGATA. IL COLLASSO DELLE CARCERI ITALIANE"

Che il sovraffollamento carcerario sia un'emergenza anche in Abruzzo lo racconta oggi Il Centro - Quotidiano d'Abruzzo che riporta numeri raccapriccianti:

↗ Casa Circondariale di CHIETI: 146 detenuti ospitati su 79 posti letto (184% di sovraffollamento);
↗ San Donato, Pescara: 400 detenuti ospitati su 276 posti letto (148%);
↗ Castrogno, Teramo: 460 detenuti ospitati su 255 posti letto (180%);
↗ Casa di Reclusione di Sulmona: 608 detenuti ospitati su 523 posti letto (116%).

Non solo sovraffollamento, ma disorganizzazione strutturale non compatibile con criteri di sicurezza per i detenuti in regime di 41-bis, carenza di personale (l'incendio nel carcere di Castrogno di appena 2 settimane fa ne è la prova).

Sono anche questi i temi affrontati da Gianni Alemanno e Fabio Falbol nel libro 'L'EMERGENZA NEGATA. IL COLLASSO DELLE CARCERI ITALIANE", assieme alle questioni della farraginosità della macchina amministrativa che rallenta il ricorso a misure alternative alla detenzione (in Italia accordate solo al 15% delle condanne contro il 70% in Francia , l'85% in Spagna e Gran Bretagna!), all'anomalia degli effetti perversi della centralizzazione della competenza del Tribunale di Sorveglianza di Teramo per i detenuti in regime di 41-bis.

Ne parleremo insieme Sabato 21 marzo alle ore 17.30 presso il Lido La Vela Roseto con l'Avv. Vincenzo Di Nanna, la dott.ssa Fiammetta Trisi in presenza dei nostri responsabili nazionali e regionali.
Indipendenza, Movimento Indipendenza - Abruzzo e Movimento Indipendenza - Teramo e provincia vi aspettano per un confronto sereno e plurale in nome ed in rispetto della nostra Carta Costituzionale.

Quasi 2.300 detenuti in regione, ma la capacità massima complessiva è 1.800

Vi aspettiamo Sabato 21 presso Lido La Vela Roseto 🇮🇹
17/03/2026

Vi aspettiamo Sabato 21 presso Lido La Vela Roseto 🇮🇹

13/03/2026

Non lo dice Indipendenza ma Giuseppe Visone.
❗️ VOTATE SÌ ❗️

12/03/2026

FASCISTI BALORDI O TEPPISTI BALORDI ?

“A Roseto in corso operazione contro l’estrema destra”
Le indagini degli ultimi 5 mesi hanno dato il via alla spettacolare operazione eseguita all’alba di oggi 11 marzo dai Carabinieri della Compagnia di Teramo, coordinata dal lavoro del Nucleo Investigativo, durante la quale sono state eseguite 17 perquisizioni e “diversi fermi”*…anzi 4 (3 ai domiciliari e uno in detenzione).

Secondo quanto emerso dalle indagini, le persone coinvolte sarebbero riconducibili a un gruppo di estrema destra legato anche ad alcuni ultras del basket rosetano.

Il tutto nasce da un’aggressione avvenuta 5 mesi fa ai danni di una pattuglia dei Carabinieri dopo una partita di basket.
Da allora nient’altro. Pare nemmeno una denuncia per violenza aggravata da motivi razziali.

Pare non si tratti di giovanissimi balordi in cerca di identità autoreferenziali ma veri e propri estremisti politici, facilmente connotabili politicamente da scambi di messaggi sulle chat di gruppo.

Eppure tutto nasce da una partita di basket e dall’azione di un piccolo gruppo di ultras. Di giovani balordi esaltati.

Il confronto con l’imponente dispiegamento di mezzi tra volanti, elicotteri, numero degli agenti impiegati nel blitz e la risonanza nazionale della notizia apre un capitolo doloroso che ferisce l'immagine di una cittadinanza laboriosa, composta, persino monotona, sempre rispettosa nei confronti di ospiti a volte anche ingombranti (non dimentichiamo i pur sporadici episodi di violenza verificatesi non pochi mesi fa nel centro città), mentre l’affabulazione narrativa della stampa locale apre un dubbio di un’opportunità che deve fare i conti con l’importante appuntamento elettorale del referendum popolare.

Alle Forze dell’Ordine ed ai suoi uomini, invece, esprimiamo tutta la nostra stima, il nostro rispetto e la nostra gratitudine per rendere ogni giorno con il loro servizio le nostre città sicure e per difendere con il loro coraggio l’onore di una Patria che torni indipendente ed autorevole tra i forti.

Ubi dubium, ibi libertas.

Indirizzo

Teramo
64100

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