Partito Democratico della Provincia di Teramo

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Buon Ferragosto a tutte e tutti, dal Partito Democratico provinciale di Teramo.
15/08/2026

Buon Ferragosto a tutte e tutti, dal Partito Democratico provinciale di Teramo.

11/08/2026

La vicenda che sta vivendo la comunità di Campli sembra, anzi è, la fotocopia di ciò che è accaduto lo scorso anno ad Atri l’unica differenza sta nelle cifre: 6 milioni di euro Campli – 12 milioni e spiccioli Atri. Atri ha 9.798 abitanti, Campli 6.613. I conti fateli voi. Quanti soldi e quan...

11/08/2026

Il PD: "Basta promesse, serve una piattaforma per rilanciare un settore industriale strategico"

11/08/2026
𝗕𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼: 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗔𝘁𝗿𝗶, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗹𝗶 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝘀𝘁𝗼6 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗮𝘃𝗮𝗻𝘇𝗼. 𝗣𝗗 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶...
29/07/2026

𝗕𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼: 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗔𝘁𝗿𝗶, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗹𝗶 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝘀𝘁𝗼
6 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗮𝘃𝗮𝗻𝘇𝗼. 𝗣𝗗 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗔𝗴𝗼𝘀𝘁𝗶𝗻𝗲𝗹𝗹𝗶.

Si è tenuta questa mattina, presso la sede provinciale del Partito Democratico di Teramo, la conferenza stampa dei consiglieri comunali di minoranza del Comune di Campli: Fabiana Mariani, Marino Fiora, Simone Iampieri e Alessia Di Giovanni.

Nel corso dell'incontro sono state illustrate tutte le criticità emerse nei conti del comune di Campli e rese ufficialmente note nelle ultime ore dal sindaco Agostinelli: un disavanzo di oltre 6 milioni di euro, IVA non versata tra il 2025 e i primi mesi del 2026 per circa 700 mila euro, una variazione di bilancio di 450 mila euro effettuata senza il passaggio nei dovuti organi politici — Giunta e Consiglio comunale — e numerose irregolarità nella gestione del personale. Una situazione che rischia concretamente di portare il Comune verso il dissesto finanziario, con conseguenze pesanti e dirette sulle tasche dei cittadini camplesi.

Una vicenda che richiama da vicino quanto accaduto pochi mesi fa ad Atri.

I consiglieri hanno chiesto le dimissioni del sindaco Agostinelli, sottolineando come — da professionista competente in materia e delegato al bilancio — avrebbe dovuto accorgersi molto prima di ciò che stava maturando nei conti dell'ente.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche il segretario provinciale del Partito Democratico, Robert Verrocchio, che ha aggiunto una riflessione: se è vero che la normativa vigente separa le competenze amministrative da quelle politiche, ed è quindi giusto che si proceda ora con tutte le verifiche tecniche necessarie all'interno della struttura comunale, questo non esime la politica dalla propria responsabilità di controllo e vigilanza. Il bilancio di un Comune non è mai un fatto puramente tecnico: è un patrimonio costruito nel tempo, che i cittadini affidano a chi amministra per un periodo limitato, con il dovere di custodirlo e di consegnarlo a chi verrà dopo in condizioni sane, con una visione per il territorio.

25/07/2026

‼️ Il circolo PD di Martinsicuro e Villa Rosa cresce e si evolve 💪 diventa a tutti gli effetti un circolo strutturato, come già hanno fatto tanti circoli del nostro territorio. Ma cosa significa per un circolo del Partito Democratico “strutturarsi”? Ce lo spiega il segretario del circolo PD di Martinsicuro e Villa Rosa Stefano Bamonti, che con le iscritte e gli iscritti hanno compiuto questo passo avanti. Strutturare un circolo significa avere entrate gestite in proprio, maggiori risorse ed un ritorno immediato da poter investire sul territorio. Come spiega Stefano, “non è un traguardo, ma un punto di partenza per affrontare meglio le sfide e stare più vicini alle nostre comunità”. Alla presentazione sono intervenuti anche il consigliere regionale Dino Pepe, il segretario provinciale Robert Verrocchio, la direzione provinciale, insieme alle iscritte ed agli iscritti del circolo.

20/07/2026

𝗡𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲: 𝗠𝗮𝗿𝘀𝗶𝗹𝗶𝗼 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗶 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗲 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶

Marsilio vuole cancellare i collegi provinciali perché, dice, i consiglieri regionali non si occuperebbero abbastanza dei 305 comuni abruzzesi ma solo di quelli della propria provincia.
È un errore di ruolo, prima ancora che di merito.
Lo Statuto regionale è chiaro: il consigliere ha funzione legislativa, di indirizzo, di programmazione, di funzione ispettiva e di controllo. Il suo lavoro è in Consiglio regionale, per l'intera regione — non fare il pendolare sui 305 comuni. Chi dovrebbe presiedere anche fisicamente tutto il territorio è il presidente insieme all'organo esecutivo, cioè agli assessori da lui scelti.
E qui nasce il vero problema abruzzese: per la prima volta un presidente, Marsilio, visita e tratta solo con i sindaci del suo stesso colore politico. Lo sanno bene i sindaci di appartenenza politica diversa dalla destra, lasciati fuori dalla porta della Regione.
𝗡𝗼𝗻 𝗲' 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘁𝗮: 𝗲' 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘁𝗮!

E se la teoria del presidente Marsilio fosse vera, dovrebbe valere anche per Roma. I parlamentari abruzzesi sono eletti nel collegio regionale ma legiferano per quasi 59 milioni di italiani. Nessuno chiede un collegio unico nazionale per "responsabilizzarli" verso tutto il Paese. Perché allora dovrebbe valere il contrario per il Consiglio regionale?

La verità è un'altra: questa riforma punta a scoraggiare le candidature, alza i costi delle campagne elettorali, spopola i territori di rappresentanza istituzionale e riduce lo spazio per le donne in Consiglio.

Il suo unico vero obiettivo è blindare la rielezione dei consiglieri uscenti, e in particolare i consiglieri di maggioranza che temono di non essere riconfermati — lo stesso disegno in atto per lo Stabilicum a livello nazionale.

In questi giorni si susseguono dichiarazioni gravi e presuntuose, tra cui quelle del presidente della Commissione Statuto D'Amario, che minaccia di approvare la riforma anche senza il voto dei consiglieri di minoranza.

A lui, che detiene anche la delega al turismo e che dovrebbe conoscere bene "il valore dei territori" , vorrei ricordare che le regole delle elezioni democratiche non sono mai nella disponibilità di una sola parte politica.
A un partito grande e strutturato sul territorio come il PD, un sistema assurdo come questo potrebbe persino convenire, come direbbe Nordio. Ma una politica seria e responsabile non guarda mai al proprio tornaconto, come sta facendo la destra di Marsilio: ha il dovere di guardare all'interesse dei territori e alla rappresentanza di tutte le comunità politiche.
Nessun'altra regione italiana ha oggi un collegio unico: il sistema attuale, in linea con quello della gran parte delle regioni italiane, funziona e non va stravolto. Alcuni correttivi sono invece necessari e li chiediamo da tempo: la possibilità del voto disgiunto, l'eliminazione della norma anti-sindaci, ad esempio, ma sempre nel rispetto dei quattro collegi provinciali.

abruzzo
Partito Democratico della Provincia di Teramo Pd Abruzzo PD Teramo

𝗟𝗘𝗚𝗚𝗜 𝗘𝗟𝗘𝗧𝗧𝗢𝗥𝗔𝗟𝗜: 𝗕𝗔𝗦𝗧𝗔 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗘 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗩𝗩𝗔𝗡𝗧𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗖𝗛𝗜 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗔​Il PD di Teramo dice NO al collegio unico di Ma...
10/07/2026

𝗟𝗘𝗚𝗚𝗜 𝗘𝗟𝗘𝗧𝗧𝗢𝗥𝗔𝗟𝗜: 𝗕𝗔𝗦𝗧𝗔 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗘 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗩𝗩𝗔𝗡𝗧𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗖𝗛𝗜 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗔

​Il PD di Teramo dice NO al collegio unico di Marsilio e allo Stabilicum di Meloni: "Riformano per sopravvivere, non per i cittadini. Ridateci le preferenze e il voto ai fuori sede".

​Questi giorni Il Centro ha dedicato la prima pagina al "vertice per cambiare le regole" sulla legge elettorale regionale. L'assessore 𝗗'𝗔𝗺𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗺𝗯𝗮𝗿𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝘀𝗮𝗿𝗮' 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶 𝘃𝗼𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗲. Sono parole di una gravità istituzionale inaudita, che fotografano con brutale chiarezza la qualità democratica di chi governa l'Abruzzo.

​Lo diciamo con nettezza: queste riforme non nascono da un interesse per il Paese, ma dall'esigenza di chi le propone di piegare le regole per restare al potere. Non è una lettura di parte, è la realtà dei fatti.

​Marsilio e Meloni appartengono allo stesso partito ed entrambi propongono riforme che, non casualmente, avvantaggiano la propria coalizione.

In Abruzzo, Marsilio introduce il collegio unico regionale sostenendo di voler "superare i campanili". In realtà 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝘁𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗶𝗹𝗶, che è una cosa profondamente diversa. Cancellare i collegi provinciali significa privare le aree interne — meno dense di popolazione — di qualsiasi voce in Consiglio. Significa riservare la competizione politica solo a chi può permettersi campagne elettorali su 305 comuni. In sintesi: regalare un vantaggio enorme a chi è già in carica e può permettersi di girare l'Abruzzo intero con anni di anticipo. Una disparità costruita ad arte.

​Mentre si discute di collegi, arriva un'altra notizia che non lascia spazio a interpretazioni: Meloni firma il decreto che 𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗶 in Abruzzo e nella provincia di Teramo, privandoli di risorse fondamentali per sanità, famiglie e scuole. Da un lato si svuota la rappresentanza territoriale, dall'altro si tagliano i fondi. Non sono due notizie separate, ma le due facce della stessa strategia: prima ti tolgono la voce, poi ti tolgono i soldi.

A questo si aggiunge la questione della 𝘁𝗿𝗶𝗽𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮: presentata come una conquista di parità, è in realtà concepita nei fatti per ostacolare la vera rappresentanza femminile. L'ennesima foglia di fico.

​Sul piano nazionale il quadro non è migliore. 𝗟𝗼 𝗦𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝗰𝘂𝗺 — approdato in Aula alla Camera il 26 giugno — mantiene le liste bloccate: i candidati continueranno a sceglierli le segreterie di partito, non i cittadini. Il premio di maggioranza previsto non ha nulla a che fare con la "stabilità" invocata come giustificazione; è piuttosto un meccanismo per costruire una maggioranza parlamentare abnorme, capace di 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮, figura di garanzia che la Costituzione ha voluto sottrarre alla disponibilità di una sola fazione.

Non stanno riformando la legge elettorale, stanno costruendo un sistema di potere. E non possiamo ignorare che questo avviene mentre nella coalizione di governo siedono forze che con la Costituzione repubblicana hanno un rapporto storicamente travagliato.

​Sul 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗲𝗱𝗲, intanto, cala il silenzio assoluto.
Secondo lo studio commissionato dal governo Draghi nel 2022, ci sono 4,3 milioni di lavoratori e 591mila studenti lontani dalla propria residenza: 𝗶𝗹 10% 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗼𝗴𝗴𝗶 è 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹'𝗮𝘀𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼. Nel resto d'Europa il problema è risolto da decenni: la Germania ha il voto per corrispondenza dal 1957; la Spagna lo garantisce gratuitamente per ogni elezione; Francia e Belgio prevedono il voto per procura; l'Estonia vota online. Nel 2018 l'Italia era tra i soli quattro Stati UE (insieme a Malta, Cipro e Portogallo) a non offrire alcuna alternativa al voto fisico nel comune di residenza, ma nel 2023 persino il Portogallo ha risolto il problema.
Negli Stati Uniti, dal 1997, votano perfino gli astronauti in orbita. In Italia, nel 2026, un lavoratore fuori sede non può ancora farlo. Non è una dimenticanza: è una scelta politica.

​Se si vogliono davvero avvicinare i cittadini alle istituzioni bastano due riforme concrete:

​𝗥𝗲𝗶𝗻𝘁𝗿𝗼𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲, per restituire agli elettori il potere di scegliere da chi farsi rappresentare.
​𝗚𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗮𝗶 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗲𝗱𝗲, oggi trattati come cittadini di serie B.

​Ogni anno, il giorno dopo le elezioni, il coro della politica è unanime: "Preoccupa l'astensionismo". Poi si torna nei palazzi e si cambiano le regole solo per blindare la propria rielezione. I cittadini questo lo capiscono perfettamente, ed è esattamente per questo che smettono di votare.

​Le regole della democrazia non appartengono a chi governa.

Appartengono a tutti.

🇻🇪 Una terra che trema. Un popolo che non si arrende. La nostra solidarietà è con il Venezuela.Il terremoto del 24 giugn...
28/06/2026

🇻🇪 Una terra che trema. Un popolo che non si arrende. La nostra solidarietà è con il Venezuela.

Il terremoto del 24 giugno ha colpito il nord del Venezuela con una violenza devastante — oltre 1.400 morti, 3.150 feriti e 50.000 dispersi. Il bilancio salirà ancora.
Si scava tra le macerie. Si cercano persone. Un popolo già duramente provato che affronta ora la prova più dura della sua storia recente.
Il Partito Democratico Provinciale di Teramo esprime la propria vicinanza al popolo venezuelano e a tutte le famiglie colpite da questa tragedia.

🟥✊ Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori delle Case di riposo Asp 1, oggi in presidio a Teramo. ✊ 🟥🗣️ Le parole n...
26/06/2026

🟥✊ Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori delle Case di riposo Asp 1, oggi in presidio a Teramo. ✊ 🟥

🗣️ Le parole non bastano più. Il personale delle strutture di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto da mesi affronta sacrifici enormi, ritardi nei pagamenti e un’incertezza sul futuro che calpesta la dignità di chi, ogni giorno, si prende cura delle persone più fragili della nostra comunità.

Come Partito Democratico della Provincia di Teramo siamo in viale Mazzini, davanti alla Prefettura, per dare voce a questa battaglia di dignità.

Il fallimento della gestione della governance dell’Asp 1 è sotto gli occhi di tutti, e le istituzioni regionali non possono continuare a voltarsi dall'altra parte.

‼️ Chiediamo risposte immediate, il saldo immediato delle spettanze arretrate e un piano di rilancio serio e stabile per i servizi socio-sanitari del nostro territorio.

🏥 La sanità e l'assistenza pubblica si difendono tutelando chi ci lavora.

Noi ci siamo e continueremo a lottare al loro fianco. 🤝

Indirizzo

Corso De Michetti 20
Teramo
64100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
Venerdì 09:00 - 12:30

Telefono

0861241847

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