Noi Non Paghiamo - Terni

Noi Non Paghiamo - Terni Basta guerra, carobollette e carovita! Non pagheremo noi la vostra guerra e le vostre speculazioni!

12/03/2025

Ciro Abbazia si è impiccato a 40 anni mentre l'ufficiale giudiziario che gli stava notificando lo sfratto era nella sua cucina.

Questa è l'altra Caivano. Questa è l'altra Italia. Quella di cui non si parla nei talk show, ma nei mercati, sui posti di lavoro.

È l'Italia di chi rischia uno sfratto perché lo stipendio non basta o perché non gli è stato rinnovato il contratto di lavoro o perché gli affitti schizzano e magari il proprietario di casa ti vuole fuori per aprire un b&b.

È l'Italia della maggioranza. Se non ne parliamo noi, chi ne parlerà mai? Chi mai potrà risolvere i suoi problemi e costruire un orizzonte collettivo di emancipazione?

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24/02/2023

24/26 Febbraio 2023

L' nelle piazze di tutta Italia con

Firenze

24/02/2023

𝗟𝗮𝗴𝗵𝗶 𝗲 𝗳𝗶𝘂𝗺𝗶 𝗶𝗻 𝘀𝗲𝗰𝗰𝗮, 𝗹𝗲 𝗔𝗹𝗽𝗶 𝗰𝗼𝗹 𝟱𝟯% 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗲𝘃𝗲. 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗮

La metà della neve che in genere cade sulle Alpi, i bacini di laghi e fiumi a livelli critici, con quello del Po' che ha un deficit del 61%. E poi ancora il Tevere in secca e una bassa marea eccezionale a Venezia dovuta alla mancanza di perturbazioni. La situazione delle acque nel paese è critica, e lo diventerà ancor di più in primavera, con l'aumento delle necessità idriche dell'agricoltura.

Bisogna fare in modo che il governo attui al più presto una strategia nazionale per affrontare la crisi idrica, ma che non passi dalla tipica prassi di scaricare sui singoli individui la responsabilità del "risparmio" dell'acqua. Serve manutenzione dei bacini idrici, con assunzioni strutturali pubbliche, serve ridurre le perdite degli acquedotti e togliere al privato la gestione delle acque, che non è interessato allo stato della rete idrica ma solo ad aumentare le tariffe.

I media nostrani, sulla linea guerrafondaia dei governi euroatlantici, esultano per un inverno caldo che ha permesso di gestire meglio lo sganciamento dal gas russo. Un'altra evidenza della miopia delle nostre classi dirigenti, e del capitalismo che osannano e che ormai corre verso la guerra, mostrando l'incompatibilità con la tutela ambientale e delle nostre stesse vite.


24/02/2023

Esprimiamo la nostra solidarietà alla preside Annalisa Savino del Liceo scientifico da Vinci di Firenze, attaccata violentemente dal ministro “revisionista” Valditara. Anziché condannare con forza il vile atto squadrista compiuto contro gli studenti …

24/02/2023
05/02/2023

"Ho paura di morire. Non so quando si spegnerà la luce né cosa ci sarà dall’altra parte. Ma in un certo senso sono anche eccitato dal poterlo scoprire".

“La lezione che ha imparato di più? Una sola, semplice: ovvero, capiamo qual è l'importanza della vita, delle cose per le quali vale davvero battersi/amare, solo quando ci accorgiamo che stiamo per perderle. O le abbiamo già perse”.

Per sempre Gianluca Vialli

🏳️‍🌈Milano, 10 Gennaio 2023.
04/01/2023

🏳️‍🌈Milano, 10 Gennaio 2023.

SUPPORTIAMO SIMONE!

📅 Martedì 10 gennaio, ore 10:00
📍 Di fronte al Tribunale di Milano (Corso di Porta Vittoria, 15, Milano)

Fra 10 giorni esatti, Simone Ficicchia entrerà nella sede del Tribunale di Milano per essere sottoposto a processo.

Simone ha 20 anni, e a quel processo verrà deciso se applicare su di lui la Sorveglianza Speciale, una misura molto dura di limitazione della propria libertà personale disciplinata dal cosiddetto “Codice Antimafia”.

Cosa ha fatto Simone per arrivare a ciò? In che modo ha messo in pericolo l’incolumità pubblica a tal punto da vedersi indicato come “soggetto socialmente pericoloso”?

Ha protestato.

Ha protestato con azioni di disobbedienza civile nonviolenta, rispondendo alle Forze dell’Ordine con la resistenza passiva.

Non una singola arma addosso, non un singolo gesto di violenza. Solo i propri documenti con sé, e qualche volta un libro da leggere ad alta voce durante le attese in Questura.

Non ha bloccato ambulanze né impedito soccorsi, avvertendo sempre il 118 prima di scendere in strada.

Ha sempre fornito i propri dati e affrontato ogni conseguenza, e il 10 gennaio lo farà di nuovo.

Verrà processato per questo, per aver spinto il mondo a fermarsi qualche minuto a comprendere quanto il nostro governo non stia facendo nulla contro il collasso ecoclimatico.

Ma non abbiamo intenzione di lasciarlo solo. Il 10 gennaio saremo lì con lui, in quantə più persone possibile.

Perché troviamo assurdo che di fronte alla preoccupazione per il proprio futuro e quello delle prossime generazioni si risponda con la repressione.

Non vogliono grida, non vogliono dissenso che non possano arginare con poche frasi accondiscendenti. Ma noi continuiamo, e il 10 gennaio sarà impossibile non sentirci gridare.

Ci vediamo a Milano!

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