Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Terni

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Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Terni Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Terni, Organizzazione governativa, Strada di Cardeto n. 67, Terni.

L'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Terni - OMCeOTerni è un Ente pubblico non economico, sussidiario dello Stato, che ha il compito di tutelare gli interessi pubblici connessi all'esercizio della professione medico-odontoiatrica.

CHE FINE HA FATTO POPPER?Per parecchi anni sembrava quasi impossibile partecipare a un convegno medico senza incontrarlo...
03/09/2026

CHE FINE HA FATTO POPPER?

Per parecchi anni sembrava quasi impossibile partecipare a un convegno medico senza incontrarlo.
Prima o poi qualcuno pronunciava la parola magica: «Falsificabilità».

Una teoria, per essere scientifica, deve essere falsificabile. E Karl Popper entrava nella sala. Non importava sempre che la falsificabilità avesse molto a che fare con l'argomento di cui si stava discutendo. Pronunciarla aveva comunque un certo effetto. Stabiliva immediatamente da quale parte passasse il confine fra ciò che era scientifico e ciò che non lo era.
Poi è accaduta una cosa curiosa. Popper è quasi scomparso.
Naturalmente non dalla storia della filosofia della scienza. E neppure dalle biblioteche. Ma da quella specie di epistemologia quotidiana con la quale noi medici decidiamo continuamente che cosa considerare evidenza, dimostrazione, efficacia, causalità, consenso e, qualche volta con una certa disinvoltura, persino «verità scientifica».
Eppure quelle decisioni le prendiamo ancora. Parliamo di Evidence Based Medicine, linee guida, trial randomizzati, significatività statistica, meta-analisi, livelli di evidenza, consenso degli esperti.
Ma dietro ciascuna di queste espressioni si nascondono domande molto meno tranquille di quanto sembri.
Che cosa rende scientifica un'affermazione? Un esperimento contrario basta davvero a confutare una teoria? Se venti studi confermano un'ipotesi e il ventunesimo la contraddice, che cosa dobbiamo pensare?
Se tutti gli esperti di un gruppo sono d'accordo, quella conclusione diventa più vera?
Una differenza statisticamente significativa è necessariamente importante per il nostro paziente?
Una meta-analisi sta più in alto nella piramide delle evidenze: significa che è anche più vicina alla verità?
E soprattutto: esiste davvero un unico metodo capace di rispondere correttamente a tutte le domande che incontriamo in medicina?
Non pretendiamo certamente di risolvere qui problemi sui quali filosofi, scienziati e medici discutono da oltre un secolo. Vorremmo fare una cosa molto più modesta — e forse più divertente.

Nei prossimi articoli proveremo a prendere alcune delle parole che utilizziamo continuamente quando parliamo di medicina e a guardare che cosa c'è dentro. Cominceremo proprio dalla falsificabilità di Popper.
Poi incontreremo probabilmente Kuhn, Lakatos, Feyerabend e qualcun altro. Prima o poi arriveranno anche gli RCT, il placebo, la significatività statistica, le meta-analisi e quella misteriosa creatura che chiamiamo «consenso scientifico».

E incontreremo inevitabilmente anche Ludwig Wittgenstein. Con Popper ebbe nel 1946 una celebre discussione a Cambridge durante la quale comparve persino un attizzatoio del focolare.
Per il momento cercheremo di farne a meno. Ma non promettiamo nulla.

Che fine ha fatto Popper?
Una piccola serie sulla scienza, sul modo in cui cerchiamo di conoscerla e soprattutto su alcune certezze che utilizziamo ogni giorno senza avere sempre il tempo di chiederci da dove provengano.

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Gli articoli della serie saranno pubblicati per esteso dentro il gruppo: 'Medici, Umanesimo e Scienza'.
L'iscrizione al gruppo è aperta a tutti i medici italiani e stranieri iscritti ad un Ordine professionale:
Se volete iscrivervi al gruppo seguite questo link: https://www.facebook.com/groups/medici.umanesimo.scienza.omceotr

COME ISTRUIAMO IL NOSTRO CHATBOT? Che cosa gli diamo da “mangiare” per rispondere bene?Nel gruppo-laboratorio di I.A. vi...
02/09/2026

COME ISTRUIAMO IL NOSTRO CHATBOT? Che cosa gli diamo da “mangiare” per rispondere bene?

Nel gruppo-laboratorio di I.A. vi abbiamo preparato un esempio pratico facile e funzionante da eseguire.
Seguite questo link https://www.facebook.com/groups/omceotr.ia.lab e se non siete iscritti chiedete l'iscrizione. Possono iscriversi al gruppo i medici iscritti all'Ordine di Terni e in qualsiasi altro Ordine dei Medici italiano o estero, in questo ultima caso bisogna che l'iscrizione si adocumentata.

L'INFINITE SCROLLING NON FINISCE MAI...Un libro ha un’ultima pagina.Una trasmissione finisce.Una conversazione prima o p...
02/09/2026

L'INFINITE SCROLLING NON FINISCE MAI...

Un libro ha un’ultima pagina.
Una trasmissione finisce.
Una conversazione prima o poi si interrompe.
L’infinite scroll no.
Continuiamo a scorrere e, appena uno stimolo scompare, un altro ne prende il posto. Senza che sia necessario decidere nuovamente di continuare. È soltanto una comodità dell’interfaccia?

Una recente vicenda giudiziaria americana che ha coinvolto Meta e Google offre lo spunto per una domanda forse più interessante per noi medici: che rapporto esiste tra consapevolezza, automatismi del comportamento e ambienti digitali progettati per non interrompere mai la sequenza degli stimoli?

La domanda diventa ancora più delicata quando quegli ambienti vengono frequentati durante l’infanzia e l’adolescenza, mentre si stanno formando le capacità di attenzione, controllo, scelta e costruzione della propria esperienza.

Ne parliamo nel nostro 'Gruppo Generale', partendo da una recente riflessione di Radio3 e provando ad andare un po’ più a fondo: dalla psicologia alla neurobiologia del comportamento.

Perché forse il problema non è soltanto ciò che troviamo continuando a scorrere. È anche ciò che, mentre continuiamo a scorrere, non facciamo.

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Segui il seguenti link per andare al 'Gruppo Generale degli iscritti all'Ordine dei Medici di Terni': https://www.facebook.com/groups/gruppo.generale.omceo.terni
Questo gruppo è aperto solo ai medici iscritti all'Ordine della Provincia di terni.

LA MEMORIA PERDUTA DELLA DIFTERITEC’è una parola che molti giovani medici probabilmente non hanno mai sentito pronunciar...
26/08/2026

LA MEMORIA PERDUTA DELLA DIFTERITE

C’è una parola che molti giovani medici probabilmente non hanno mai sentito pronunciare e che invece, fino a qualche generazione fa, nelle nostre famiglie faceva paura: “lu cruppu”.
Nel dialetto ternano indicava popolarmente quelle gravi malattie della gola e della laringe che potevano arrivare a soffocare un bambino. Non era certamente una diagnosi nel significato preciso che attribuiamo oggi a questa parola e sotto quel nome potevano essere comprese condizioni differenti. Ma fra quelle malattie c’era anche la difterite.

E la paura era terribilmente concreta. Per gran parte della storia dell’umanità le malattie infettive hanno rappresentato una delle principali cause di sofferenza e di morte. Con la crescita delle comunità stanziali e poi delle città, epidemie e infezioni hanno accompagnato per millenni la storia dell’uomo. Soprattutto nell’infanzia, morire per un’infezione era qualcosa di drammaticamente ordinario.

È soltanto da pochissime generazioni che, almeno nei Paesi come il nostro, abbiamo smesso di vedere tutto questo. La difterite ne è un esempio impressionante.
Ancora nel 1943, in Europa, si registrarono circa un milione di casi e 50.000 morti. Poi la diffusione della vaccinazione, insieme agli enormi progressi dell’assistenza sanitaria, della terapia e della sorveglianza epidemiologica, cambiò radicalmente la storia della malattia. E la difterite progressivamente scomparve dalla nostra quotidianità. Non soltanto dagli ambulatori. Scomparve dalla nostra memoria. I medici smisero di incontrarla. I genitori smisero di temerla. Le nuove generazioni crebbero senza vedere bambini morire per quelle malattie che avevano terrorizzato le generazioni precedenti.

Ed è accaduto qualcosa di paradossale. Il successo della prevenzione è stato così grande che abbiamo finito per dimenticare la ragione per cui quella prevenzione era stata costruita. La difterite, però, non è stata eradicata.
Nel 2024 sono stati notificati 151 casi nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo. Anche in Paesi nei quali sembrava ormai appartenere ai libri di storia continuano a essere osservati casi sporadici e piccoli focolai.

E non stiamo parlando semplicemente di una br**ta infezione della gola. La tossina difterica può provocare ostruzione delle vie respiratorie, miocardite, neuropatie e morte. Questo non significa che davanti a ogni vaccinazione il medico debba rinunciare a discutere. Al contrario. Indicazioni, benefici, rischi, richiami, popolazioni alle quali proporla e qualità delle evidenze devono poter essere discussi. È esattamente ciò che dovrebbe fare la medicina. Ma il dubbio scientifico consiste nel formulare una domanda e cercare le migliori prove disponibili per rispondervi. Non consiste nel decidere la risposta prima ancora di aver esaminato le prove.

E davanti a una malattia come la difterite, anche la storia della medicina costituisce una parte importante di quelle prove.
Forse possiamo permetterci di dimenticare la difterite proprio perché qualcuno, prima di noi, ha fatto in modo che non dovessimo più vederla.
Il problema comincia quando dalla memoria scompare anche il motivo per cui non la vediamo più.

Nel Gruppo Generale degli iscritti abbiamo preparato un approfondimento dedicato ai medici: Corynebacterium diphtheriae, tossina, trasmissione, clinica, diagnosi, antitossina, antibiotici, vaccinazione e situazione epidemiologica attuale.

Perché ogni tanto anche una malattia che pensavamo di conoscere merita di essere ripescata dalla memoria.

La Redazione

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Chi non ha accesso al 'Gruppo Generale degli Iscritti alla Pagina Facebook - OMCeO Terni' può farlo seguendo questo link:
https://www.facebook.com/groups/gruppo.generale.omceo.terni
Il gruppo è accessibile ai soli iscritti all'Ordine dei Medici della Provincia di Terni.

LA REDAZIONE CRESCE. VUOI COLLABORARE CON NOI?La pagina Facebook dell'Ordine è diventata nel tempo qualcosa di più di un...
25/08/2026

LA REDAZIONE CRESCE. VUOI COLLABORARE CON NOI?

La pagina Facebook dell'Ordine è diventata nel tempo qualcosa di più di uno spazio nel quale pubblicare comunicazioni istituzionali.

Accanto alle informazioni di servizio sono nate rubriche, gruppi di approfondimento, aggiornamenti scientifici e professionali, iniziative culturali e momenti di confronto.

Tutto questo richiede idee, competenze e soprattutto colleghi che abbiano qualcosa da raccontare e vogliano imparare a raccontarlo bene.

Per questo la Redazione è aperta alla collaborazione di altri medici.

Partecipare non significa necessariamente assumersi un impegno gravoso o continuativo. Può significare seguire un argomento che si conosce bene, proporre una rubrica, segnalare pubblicazioni interessanti o contribuire alla preparazione di alcuni contenuti.

È anche un'occasione per imparare qualcosa: comunicare meglio la medicina, approfondire le proprie competenze e conoscere un uso professionale e responsabile dei nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale applicati alla comunicazione.

Ma c'è una ragione ancora più importante.

Comunicare bene la medicina significa svolgere un servizio alla comunità professionale e ai cittadini, partecipare alla vita dell'Ordine e contribuire a mantenere alto il livello di autorevolezza e considerazione della professione medica.

Nel Gruppo Generale degli iscritti spieghiamo più estesamente che cosa significa collaborare con la Redazione e come farlo.

I Colleghi interessati possono manifestare la propria disponibilità contattando la Segreteria dell’Ordine o direttamente il Presidente.

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La Redazione attuale della pagina Facebook del nostro Ordine è così composta:

Redattore Capo
Dr. Alessandro Camilli – Presidente dell'Ordine

Vice Redattore Capo
Dr. Giacomo Giovannelli – Segretario dell'Ordine

Redattori
Dr. Massimo Ceccobelli – Coordinatore della Commissione per le Medicine Non Convenzionali e membro supplente della Commissione per gli Esami di Laurea e gli Esami di Stato, in rappresentanza dell'Ordine.

Dr.ssa Giulia Guerrieri – Membro della Commissione per le Medicine Non Convenzionali e responsabile del Gruppo di informazione e formazione continua sulla Cannabis Terapeutica.

Dr. Edoardo Di Legino – Membro della Commissione per le Medicine Non Convenzionali e responsabile di alcuni gruppi Facebook della Community.

La Redazione è aperta a tutti i colleghi che desiderino portare competenze, interessi, idee e un po' del proprio tempo in questo progetto comune.

I NOSTRI GRUPPI: UN ALTRO MODO PER RIMANERE AGGIORNATIIn questi mesi la pagina Facebook dell'Ordine è cresciuta anche at...
25/08/2026

I NOSTRI GRUPPI: UN ALTRO MODO PER RIMANERE AGGIORNATI

In questi mesi la pagina Facebook dell'Ordine è cresciuta anche attraverso i suoi gruppi riservati, nati per consentire ai colleghi di approfondire argomenti che difficilmente potrebbero trovare spazio nella Home Page.

Oggi, complessivamente, abbiamo superato i 320 post pubblicati.
Non sono soltanto notizie. Nei diversi gruppi abbiamo raccolto e continuiamo a pubblicare aggiornamenti scientifici, approfondimenti professionali, bibliografia, riflessioni sulla Evidence-Based Medicine, Intelligenza Artificiale, medicina e società, Cannabis terapeutica, Medicine Non Convenzionali, storia e cultura della medicina, oltre a materiali più direttamente collegati alla vita professionale.
L'idea che stiamo cercando di portare avanti è molto semplice: la formazione di un medico non finisce con un congresso, con un corso o con l'acquisizione dei crediti ECM.
L'ECM formale rimane naturalmente indispensabile e segue regole ben precise. Ma accanto ad essa può esistere anche una sorta di “ECM continua” informale: leggere un articolo interessante, scoprire una pubblicazione appena uscita, rimettere in discussione qualcosa che davamo per scontato, confrontarsi con i colleghi, recuperare un concetto dimenticato o semplicemente trovare lo stimolo per andare ad approfondire un argomento. È quello che stiamo cercando di fare, giorno dopo giorno, nei nostri gruppi.

Perché iscriversi?
Perché la Home Page deve necessariamente rimanere uno spazio generale, rapido e accessibile a tutti.
Nei gruppi, invece, possiamo permetterci di fermarci un po' di più. Possiamo pubblicare l'articolo completo. Possiamo aggiungere bibliografia e documenti. Possiamo continuare una discussione nei commenti. Possiamo costruire nel tempo vere e proprie piccole rubriche. E soprattutto tutto il materiale rimane lì, consultabile anche successivamente.

Non è necessario leggere tutto. Non è necessario partecipare a tutte le discussioni. E naturalmente iscriversi a un gruppo non significa aderire a una posizione, a una corrente o a un'opinione.
Significa semplicemente aggiungere alla propria pagina Facebook una possibile fonte di informazione professionale e scegliere, di volta in volta, che cosa merita cinque minuti della nostra attenzione e che cosa invece possiamo tranquillamente saltare.
Tra oltre 320 contributi, probabilmente qualcosa che interessa ciascuno di noi ormai c'è. E continueremo ad aggiungerne.

Un invito, quindi, molto semplice. Date un'occhiata ai gruppi dell'Ordine. Entrate in quelli che corrispondono maggiormente ai vostri interessi professionali o culturali.
Poi utilizzateli liberamente: leggete, commentate, proponete argomenti, segnalate articoli e pubblicazioni interessanti.

La pagina dell'Ordine può servire per comunicare.
I gruppi possono diventare anche qualcosa di più: un luogo nel quale continuare, insieme, a fare il mestiere più antico del medico dopo quello di curare: continuare a studiare.

La Redazione

MA DOVE VIVE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE?Ne parliamo continuamente come se fosse qualcosa di immateriale.Facciamo una dom...
25/08/2026

MA DOVE VIVE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE?

Ne parliamo continuamente come se fosse qualcosa di immateriale.

Facciamo una domanda, premiamo Invio e dopo pochi secondi arriva una risposta.
Ma da qualche parte qualcosa ha dovuto lavorare per produrla.
Sono i data center: enormi strutture contenenti migliaia di server e, sempre più spesso, le GPU necessarie all'Intelligenza Artificiale.
E consumano molta elettricità.
Nel 2024 i data center hanno rappresentato circa l'1,5% del consumo elettrico mondiale; secondo l'International Energy Agency, entro il 2030 il loro consumo potrebbe più che raddoppiare.
Da qui nascono titoli allarmistici, discussioni sul consumo d'acqua e comunità che non vogliono nuovi data center vicino casa.

Ma perché consumano così tanto? Dove finisce tutta quell'energia? È vero che consumano enormi quantità d'acqua? E un data center rappresenta realmente un problema per chi vive nelle vicinanze?
Nel gruppo “Medici & IA” abbiamo provato a raccontarlo senza catastrofismi e senza minimizzare il problema. Perché anche l'Intelligenza Artificiale ha un corpo. Solo che normalmente non lo vediamo.

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L'iscrizione al gruppo è riservata ai medici iscritti all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Terni e ai medici di tutta Italia regolarmente iscritti al proprio Ordine provinciale. È aperta anche ai medici stranieri che possano documentare l'iscrizione al rispettivo Ordine professionale.

Se non siete ancora iscritti al gruppo, potete richiedere l'iscrizione a questo indirizzo:
https://www.facebook.com/groups/omceotr.medici.ia

24/08/2026

EBOLA 2026: CHE COSA SAPPIAMO OGGI?

Dietro i numeri drammatici dell'epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo c'è anche una storia scientifica che merita di essere conosciuta.

In pochi decenni abbiamo imparato moltissimo su Ebola: trasmissione, diagnosi, assistenza intensiva, controllo delle epidemie, vaccini e, per alcune forme, terapie specifiche.

Ma l'epidemia attuale è causata dal Bundibugyo virus e questo cambia alcune cose importanti.

Quanto di ciò che sappiamo dalle precedenti epidemie può essere trasferito alla situazione attuale? Quali vaccini e trattamenti abbiamo realmente a disposizione? Che cosa è già acquisito e che cosa, invece, è ancora oggetto di ricerca?

Nel gruppo “OMCeO TR - BIBLIOGRAFIA” abbiamo raccolto un aggiornamento dedicato proprio a questo:
“Ebola 2026: che cosa sappiamo oggi?”

Non un altro racconto dell'epidemia, ma una piccola mappa delle conoscenze disponibili, accompagnata dai principali documenti e dalle fonti attraverso cui ciascun collega può approfondire e continuare ad aggiornarsi.
Perché soprattutto davanti a un'emergenza in rapida evoluzione, una buona informazione scientifica non dovrebbe limitarsi a dire che cosa sappiamo.
Dovrebbe permettere anche di verificare come lo sappiamo e dove andare a cercare ciò che sapremo domani.

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Se non siete iscritti al gruppo "OMCeO TR - BIBLIOGRAFIA", seguite questo link e richiedete l'iscrizione: https://www.facebook.com/groups/omceotrbibliografia.
Il gruppo è riservato ai medici iscritti all'Ordine della provincia di Terni e di tutti gli Ordini in Italia e esteri (documentati).👨‍⚕

IL DRAMMA EBOLAMentre da noi l'estate volge lentamente al termine, nella Repubblica Democratica del Congo si sta consuma...
24/08/2026

IL DRAMMA EBOLA

Mentre da noi l'estate volge lentamente al termine, nella Repubblica Democratica del Congo si sta consumando una grave emergenza sanitaria e umanitaria.
L'attuale epidemia di Ebola, causata dal Bundibugyo virus, ha già coinvolto migliaia di persone e provocato migliaia di morti.
Ma forse il dato più impressionante non è soltanto il numero.

Nei giorni scorsi l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha richiamato l'attenzione su un fenomeno particolarmente preoccupante: molte persone stanno morendo nelle proprie case e nelle comunità, senza essere arrivate ai centri di trattamento e, in numerosi casi, senza essere state precedentemente individuate dal sistema di sorveglianza sanitaria.
Per Ebola questo ha un significato drammatico anche dal punto di vista epidemiologico.

Il virus si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto con sangue e altri liquidi biologici di persone malate o decedute e con materiali contaminati.
Per interrompere la trasmissione occorre quindi riuscire rapidamente a:
riconoscere il malato → diagnosticarlo → isolarlo → assisterlo → individuare i suoi contatti → seguirli nel tempo.
Ma che cosa accade quando il malato vive molto lontano da una struttura sanitaria, le vie di comunicazione sono difficili, mancano operatori e materiali sufficienti, intere popolazioni sono in movimento e persino raggiungere una persona ammalata può diventare un'impresa?

Ecco perché questa epidemia racconta qualcosa che va oltre Ebola.
Oggi sappiamo identificare il virus, conosciamo molto bene le modalità fondamentali della sua trasmissione, sappiamo quali misure possono interrompere le catene di contagio e abbiamo imparato moltissimo dalle epidemie precedenti.
Eppure possedere la conoscenza scientifica non significa automaticamente riuscire a trasformarla in cura.
Fra le due cose devono esserci medici e infermieri, laboratori, strutture sanitarie, mezzi di trasporto, materiali, organizzazione, sorveglianza epidemiologica e la possibilità concreta di raggiungere le persone.
Quando questa catena si interrompe, anche ciò che la medicina conosce può non arrivare in tempo a chi ne avrebbe bisogno.

Perché dietro le immagini e i numeri di un'epidemia lontana rimane una domanda che riguarda molto da vicino anche noi medici: quanto può valere la migliore conoscenza scientifica, se non riusciamo a farla arrivare fino alla persona che ne ha bisogno?

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Nel 'Gruppo Generale degli Iscritti alla Pagina Facebook - OMCeO Terni', abbiamo cercato di raccontare più compiutamente che cosa sta accadendo nella Repubblica Democratica del Congo: quale Ebola stiamo affrontando, come si trasmette, perché questa epidemia è particolarmente difficile da controllare e quali strumenti possiede oggi la medicina.
L'iscrizione al gruppo è riservata ai soli iscritti all'Ordine dei Medici della Provincia di Terni, se non siete iscritti seguite questo link e richiedete l'iscrizione: https://www.facebook.com/groups/gruppo.generale.omceo.terni

LABORATORIO PRATICO DI I.A.In vacanza, magari, troviamo anche mezz'ora per smontare un chatbot…In questi giorni di Agost...
14/08/2026

LABORATORIO PRATICO DI I.A.

In vacanza, magari, troviamo anche mezz'ora per smontare un chatbot…

In questi giorni di Agosto qualcuno avrà forse un po' più di tempo e di curiosità per fare un piccolo esperimento.

Nel nostro Laboratorio pratico di I.A. stiamo cercando di capire come funziona davvero un chatbot in un modo molto semplice: provando, poco alla volta, a costruircene uno piccolo piccolo tutto nostro.

Non per diventare informatici e neppure per competere con ChatGPT.
Semplicemente perché un conto è utilizzare uno strumento, un altro è cominciare a capire che cosa succede sotto il cofano.

Questa volta partiamo proprio dall'inizio: quando scriviamo una frase a un'intelligenza artificiale, che cosa “vede” realmente il modello?

Parleremo di tokenizzazione e, soprattutto, faremo un piccolo esperimento direttamente su Google Colab (https://colab.research.google.com/) , accessibile anche a chi non ha mai programmato.

Il notebook è già pronto: basta aprirlo, premere qualche pulsante e poi cominciare a giocare con le frasi.

Per chi, tra una passeggiata e un po' di meritato riposo, avesse voglia di mettere le mani dentro l'I.A., ci vediamo nel gruppo “Laboratorio pratico di I.A.”.
Il gruppo è riservato ai medici iscritti all'Ordine della provincia di Terni e di tutti gli Ordini in Italia e esteri (documentati).
Per iscriversi seguite questo link: https://www.facebook.com/groups/omceotr.ia.lab

Buone vacanze… e buon esperimento!

Indirizzo

Strada Di Cardeto N. 67
Terni
05100

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 14:00
Martedì 10:00 - 14:00
Mercoledì 10:00 - 14:00
Giovedì 10:00 - 14:00
Venerdì 10:00 - 14:00

Notifiche

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