22/05/2026
Legge 194 a Terni: sulla carta esiste, nella pratica sempre meno.
Il 22 maggio 1978 veniva promulgata la legge 194. 48 anni dopo, qui da noi la situazione è difficile da guardare in faccia.
Partiamo dai fatti locali. In tutta l'Umbria le strutture che offrono il servizio di IVG si contano sulle dita di una mano, e solo una parte di esse serve l'intera provincia di Terni, un territorio vasto, con aree interne e comuni di confine con il Lazio. Sul fronte dell'obiezione di coscienza, in Umbria le percentuali superano di gran lunga il dato nazionale, e sono in crescita.
Qualche dato specifico sull’ospedale di Terni? Spoiler: non esistono ✨
L'azienda ospedaliera non ha mai comunicato il numero totale del personale impiegato, rendendo impossibile calcolare la percentuale reale di obiettori di coscienza.
L'opacità è già di per sé una risposta.
Il quadro nazionale, certamente, non è più rassicurante di quello locale. Meno della metà degli ospedali con reparto di ginecologia effettua IVG. La relazione annuale sulla legge 194, per il terzo anno consecutivo, è arrivata con oltre un anno di ritardo: dati vecchi su una realtà che nel frattempo è peggiorata. Non si tratta di difficoltà tecniche, è chiaramente una scelta politica.
Nel frattempo le difficoltà di accesso restano una realtà concreta, aggravate dalla chiusura di consultori e dalla presenza di associazioni antiabortiste all'interno delle strutture pubbliche, un modello già applicato in Umbria (ed anche nelle Marche), dove la cronaca ha documentato episodi di pressione indebita su donne che stavano esercitando un loro diritto.
La 194 non è stata abrogata, ma si svuota ogni anno di più, pezzo per pezzo, struttura per struttura.
Un diritto che non si riesce a esercitare non è un diritto ma è una promessa vuota, e non si fanno promesse vuote, né sui diritti, né sulla salute delle donne.