27/05/2026
Il 25 maggio abbiamo accompagnato il senatore al carcere di Terni, per una delle visite che il parlamentare compie abitualmente nelle carceri italiane e umbre. Lo abbiamo fatto perché l'emergenza del sistema carcerario, anche a Terni, deve essere all'attenzione delle istituzioni, delle forze politiche e sociali. E noi, che seguiamo questi temi per studio o per lavoro, vogliamo che siano nell'agenda e nelle iniziative dei Giovani Democratici.
Abbiamo partecipato all'incontro e alle interlocuzioni con il direttore, la vicedirettrice, con il personale della polizia penitenziaria e alcuni dei tanti sottoufficiali e guardie carcerarie. Queste personalità ci hanno palesato una fotografia assai preoccupante e contempla le seguenti criticità:
1 - A Terni (dato del 25 maggio) ci sono 566 detenuti a fronte di una capienza massima di 420, con un sovraffollamento del 134%.
2 - Il regime del 14-bis rappresenta una grave criticità organizzativa, poiché occupa quasi tutte le celle originariamente destinate all'isolamento.
3 - Quest'anno sono previsti 10 pensionamenti, che aggraveranno ulteriormente il già critico sotto organico di sottoufficiali.
4 - Restano irrisolti problemi strutturali, come quello dell'acqua ai piani alti, che durante il periodo estivo aggrava situazioni di disagio e tensione.
L'impressione è che il direttore, la vicedirettrice, la polizia penitenziaria e il personale di sorveglianza svolgano le loro funzioni tenendo al centro la funzione rieducativa del carcere, in netto contrasto con la visione securitaria e repressiva proposta dalla destra di governo.
La salute della nostra democrazia si misura soprattutto nel come lo Stato agisce nei confronti dei più fragili, dei rei e dei marginalizzati. Anche perché un detenuto rieducato è un futuro cittadino che ha compreso come vivere nella società civile.
Grazie ancora all'onorevole Verini per questa preziosa opportunità formativa 🧡