Movimento 5 Stelle Terni

Movimento 5 Stelle Terni Pagina ufficiale del MoVImento 5 Stelle di Terni Carta dei Principi e dei Valori

CINQUE STELLE. Giustizia sociale. Innovazione tecnologica. PACE. DEMOCRAZIA.

Le cinque stelle che costellano il nostro orizzonte e orientano la nostra azione sono
i beni comuni, l’ecologia integrale, la giustizia sociale, l’innovazione tecnologica e
l’economia eco-sociale di mercato. Queste stelle costituiscono i punti cardine
dell’azione politica del Movimento 5 Stelle. Sono le priorità programmatiche
dell’impegno civico e istituzionale dei suoi rappresentanti. La costell

azione dei valori
della Carta dei principi ha l’obiettivo di costruire un futuro migliore, realizzare una
società più equa e solidale, che consenta il pieno sviluppo della personalità di ognuno
e garantisca migliori opportunità di vita a tutti:

Beni comuni. La valorizzazione della categoria dei beni comuni si ascrive fortemente alla necessità
di assumere la persona umana come centro dell’azione dello Stato. I beni comuni
rendono infatti possibile l’esercizio dei diritti fondamentali e il libero sviluppo della
persona. Essi costituiscono una particolare tipologia di beni pubblici su cui nessuno
può vantare pretese esclusive. Appartengono a tutti e a nessuno, il loro godimento è
diffuso e la loro gestione richiama processi partecipativi e inclusivi delle comunità. L’acqua, l’aria, le foreste, i ghiacciai, i tratti di costa che sono riserva ambientale, la
fauna e la flora, i beni culturali: sono beni che devono essere difesi e custoditi anche
a beneficio delle generazioni future. C’è poi una nuova tipologia di bene comune che
può essere identificata nella conoscenza, bene per sua natura globale e presupposto
per la crescita della persona e per la sua piena partecipazione, in condizioni di
eguaglianza, alla vita politica, economica e sociale del Paese. A tutti deve essere
garantito il diritto alla conoscenza, garantendo la libertà di espressione e il diritto a essere informati, anche attraverso l’accesso libero e gratuito alla rete. Ecologia integrale.
È impensabile risolvere problemi quali l’inquinamento, il degrado ambientale, la
dissipazione delle risorse naturali per mezzo di specifici, circoscritti interventi. Occorre rivoluzionare il nostro modo di pensare e privilegiare un nuovo modello di
sviluppo che offra adeguate risposte ai bisogni della generazione presente senza
compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare, a loro volta, i
propri bisogni. Occorre superare i tradizionali modelli di sviluppo costruiti
esclusivamente sugli indici di crescita della produzione, e affidarsi a un modello di
sviluppo aperto a una nozione ampia e incisiva di prosperità, che garantisca
condizioni effettive di benessere equo e sostenibile a tutti i membri della comunità,
che contrasti gli sconvolgimenti climatici, che preservi la biodiversità e le risorse
naturali, che sia imperniato su programmi e strategie di protezione degli ecosistemi e
di promozione di una più elevata qualità dell’ambiente e quindi della comunità nel
suo insieme. La buona politica agisce per combattere e annullare le tante diseguaglianze:
economiche e sociali, di genere, intergenerazionali, territoriali. La politica deve
promuovere le condizioni perché tutti possano partecipare, a pieno titolo, alla vita
politica, sociale, economica, culturale della comunità, deve contrastare tutte le varie
forme di ingiustizia e deve rimuovere gli ostacoli che impediscono a ciascuno di
beneficiare di opportunità di vita migliori. In particolare, la politica deve elaborare
progetti e interventi diretti a migliorare le condizioni di vita dei giovani e a favorire il
loro pieno inserimento nel mondo del lavoro. La politica deve promuovere le
iniziative utili a favorire i percorsi di autodeterminazione delle donne, agevolando il
cambiamento delle relazioni di potere tra i generi sia nell’ambito delle relazioni
interpersonali, sia nell’ambito della dimensione collettiva. la politica deve tendere alla
coesione territoriale, in modo da garantire anche ai cittadini appartenenti a comunità
territoriali svantaggiate, le medesime opportunità sociali, culturali ed economiche. La
politica deve garantire il rispetto della dignità, dell’autonomia individuale e della
libertà e indipendenza delle persone con disabilità, promuovendo la loro piena ed
effettiva partecipazione e inclusione nella società. Il grado di civiltà di una comunità si misura anche dall’attenzione che riserva ai propri
membri più vulnerabili, più emarginati, più anziani. Il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica, frutti dell’intelligenza e della
creatività umana, sottraggono spazio all’incertezza e consentono di migliorare le
condizioni di vita delle persone. Ma non possiamo rimanere indifferenti alle sottese
logiche di dominio e di potere economico. Bisogna realizzare le condizioni affinché
la ricerca scientifica si caratterizzi quale impresa intrinsecamente democratica, affidata a metodi, procedure, esperimenti riproducibili ovunque da parte di chiunque. Il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica devono svilupparsi “a misura
d’uomo”, assicurando condizioni di vita più sicure, più confortevoli, più sostenibili. Essi devono contribuire alla riduzione delle diseguaglianze, offrendo anche alle
persone più fragili ed emarginate opportunità di vita migliori. Economia eco-sociale di mercato. Il modello di sviluppo capitalistico affidato alla piena libertà del mercato non è in
grado di garantire equità sociale, assicurando agli imprenditori di poter competere tra
loro in condizioni di pari opportunità e ai consumatori di potere operare scelte
pienamente libere e consapevoli. E’ determinante, pertanto, la funzione regolatrice
dei pubblici poteri, volta a impedire la concentrazione dei poteri economici e a
garantire la protezione dell’ambiente. In questa prospettiva, promuoviamo un uso
consapevole delle risorse e cicli produttivi sostenibili, orientati alla riduzione
dell’impiego delle risorse, delle emissioni nocive e del degrado. E’ inoltre
fondamentale garantire la possibilità per i “consumatori” di assumere il ruolo di
“consumautori”. IL RISPETTO DELLA PERSONA. La politica deve muovere dal riconoscimento della dignità di ogni essere umano e dal
rispetto dei suoi diritti e libertà fondamentali e deve avere quale obiettivo la
promozione delle condizioni che ne consentano il pieno sviluppo della personalità. L’essere umano non va assunto nella sua astratta esemplarità, ma va considerato nella
concretezza della sua esistenza e nella consapevolezza della sua unicità e singolarità. La dignità dell’essere umano e la tutela effettiva dei suoi diritti e libertà fondamentali
devono essere preservate in ogni contesto. Le libertà individuali sono un caposaldo
di uno Stato laico. E dunque, tra i diritti e le libertà fondamentali, va ricompreso il
pieno diritto ad amare e ad essere amati, nel rispetto delle identità sessuali e di genere. Ogni forma di discriminazione va combattuta, valorizzando un approccio culturale
basato sul rispetto dell'”altro”. Espressamente richiamata nella nostra Carta costituzionale, la pace è un principio
assoluto che, colto nella sua originaria carica semantica, sottende una specifica
prospettiva sul mondo e sulle relazioni tra persone e popoli. È il prisma con il quale
leggere il tempo presente, la visione in grado di alimentare i sogni e le aspirazioni di
intere generazioni, soprattutto delle generazioni più giovani. Ispirandoci a questo
fondamentale canone, in coerenza con i tradizionali pilastri della nostra politica
estera, a partire dall'appartenenza all'Unione europea, crediamo fermamente nel
multilateralismo come strumento più efficace per affrontare l’attuale contesto
internazionale e, in questa prospettiva, restiamo aperti al dialogo con gli altri attori di
rilievo globale. Per naturale vocazione geografica e storica, dobbiamo impegnarci, in
una prospettiva di pace, per la stabilizzazione e lo sviluppo del Mediterraneo, affinché
torni ad essere luogo privilegiato per lo scambio dei beni e per la condivisione e
l’integrazione delle culture dei popoli che vi si affacciano. Il rapporto tra cittadini e i propri rappresentanti deve essere costantemente
alimentato. È alla base del buon funzionamento della nostra società. In questa
prospettiva si inseriscono interventi diretti a migliorare la qualità del sistema
rappresentativo, ma anche a rafforzare gli istituti di democrazia partecipativa,
attraverso i quali i cittadini sono direttamente coinvolti nell’assunzione delle decisioni
di interesse collettivo. POLITICA COME SERVIZIO. La politica è l’attività privilegiata di governo della complessità, chiamata a farsi carico
del destino di una intera comunità. Essa deve muovere dalla valutazione complessiva
di tutti gli interessi in gioco e deve esprimere visioni prospettiche, con l’obiettivo di
migliorare la società e, in particolare, le condizioni di vita delle persone, evitando di
perseguire utilità o vantaggi particolari a beneficio esclusivo di singoli gruppi o
persone. ETICA PUBBLICA. I cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche, ai sensi dell’art. 54 della
Costituzione italiana, sono chiamati a svolgerle con “disciplina e onore”. La norma
richiama l’impegno di tutti coloro ai quali sono affidati incarichi di rilievo pubblico a
rispettare non solo le regole formali, ma ad alimentare anche l’ethos pubblico,
coltivando le virtù della correttezza e del senso di responsabilità. Questo impegno
evoca lo spazio proprio della “responsabilità politica”, che va tenuta distinta dalla
responsabilità giuridica, in particolare penale. RISPETTO DELLA LEGALITÀ. Il rispetto della legge e delle regole giuridiche è condizione indispensabile per
assicurare una pacifica convivenza e un più ordinato svolgimento della vita sociale. Lottare contro le organizzazioni criminali e contro la corruzione significa combattere
le rendite parassitarie di chi indebitamente drena le risorse della intera collettività,
significa difendere i diritti di tutti i cittadini onesti e contrastare lo svantaggio
competitivo che subiscono le imprese e, più in generale, gli operatori economici che
agiscono nella legalità rispetto a quelli che operano nel malaffare. TRASPARENZA E SEMPLIFICAZIONE. La trasparenza è un principio fondamentale che migliora il funzionamento dei sistemi
democratici. La trasparenza impone a tutti coloro che assumono incarichi di rilievo
pubblico il dovere di rendere conto del proprio operato ai cittadini, un principio che
integra quello di legalità e alimenta la condivisione dell’ethos pubblico. Il principio di
semplificazione impone invece alla pubblica amministrazione di snellire e abbreviare
i procedimenti, in modo da offrire un rapporto chiaro e paritario ai cittadini e alle
imprese. I principi di trasparenza e di semplificazione contribuiscono a migliorare la
qualità dell’azione della pubblica amministrazione, a responsabilizzare i pubblici
poteri nell’esercizio delle proprie prerogative, a elevare il grado di fiducia dei cittadini
nei confronti delle istituzioni. CITTADINANZA ATTIVA. La politica non si pratica soltanto nelle sedi delle istituzioni e delle formazioni
politiche, ma ovunque i cittadini si ritrovino per esercitare consapevolmente i propri
diritti e si confrontino per elaborare proposte e assumere decisioni riguardanti la vita
collettiva della comunità di appartenenza. In questa prospettiva diventa essenziale
sollecitare e sostenere le iniziative di cittadinanza attiva, vale a dire le pratiche di
“attivismo civico” mirate a rendere effettivi i diritti esistenti o a promuovere il
riconoscimento di nuovi diritti, favorendo l’inclusione sociale di tutti i cittadini. IL DIRITTO ALLA SALUTE. La salute è il bene primario della persona, riconosciuto dalla Costituzione come
fondamentale, presupposto per il godimento di tutti gli altri diritti. La salute non è
solo assenza di malattie, né può essere ascritta solo al benessere fisico, ma
ricomprende il benessere psicologico e sociale. Il ruolo del Servizio sanitario
nazionale è un pilastro fondamentale nella cura e nella prevenzione delle malattie,
così come lo è quello di una sanità pubblica di qualità, il cui accesso universale va
garantito a ogni persona. IL DIRITTO ALL’ ISTRUZIONE E ALLA CULTURA
Tutti devono poter accedere ad adeguati percorsi pubblici di istruzione e di
formazione di qualità, in modo da promuovere la piena consapevolezza di sé e poter
contribuire al processo di democratizzazione dell’intera società. La cultura deve
essere resa accessibile a tutti, in quanto patrimonio di conoscenze e strumento di
dialogo e di riconoscimento delle diversità. Tutti hanno diritto a una formazione
culturale aperta, partecipata, pienamente fruibile, inclusiva, che valorizzi le
inclinazioni e le professionalità di ognuno affinché tutto il nostro patrimonio
culturale, materiale e immateriale, rappresenti, sia per il singolo e sia per l’intera
comunità, un efficace strumento di lettura e di interpretazione del presente e anche
una bussola nelle sfide future. IL DIRITTO AL LAVORO. Occorre dare attuazione ai principi della Costituzione italiana che riconoscono il
diritto al lavoro e il diritto a una retribuzione giusta e adeguata. Occorre garantire la
qualità dell’occupazione e promuovere le condizioni affinché tutti possano vivere
nella dignità del proprio lavoro, in un ambiente sicuro e stimolante, che favorisca lo
sviluppo della propria personalità e una piena promozione professionale e sociale. Il
lavoro deve essere compatibile con il tempo libero e gli spazi di vita personale. IMPRESE RESPONSABILI. L’attività di impresa contribuisce al progresso economico di una comunità, offrendo
prospettive occupazionali e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini
attraverso i beni prodotti o i servizi erogati. La finalità lucrativa è caratteristica
dell’impresa e la remunerazione dell’iniziativa economica è fondamentale perché
aiuta a distinguere l’attività di impresa dalle iniziative filantropiche o di solidarietà. Ma un’impresa è anche comunità di donne e di uomini che lavorano insieme, che
interloquisce, a sua volta, con comunità più ampie: è assolutamente indispensabile
che un’impresa si premuri delle conseguenze delle proprie attività sul piano
dell’impatto ambientale, dei diritti e del benessere dei lavoratori. PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ. I bisogni dei cittadini possono essere efficacemente e legittimamente soddisfatti
anche in virtù delle iniziative degli enti territoriali più prossimi (autonomia verticale)
o delle iniziative degli stessi cittadini, con particolare riguardo alle attività del terzo
settore (autonomia orizzontale). CURA DELLE PAROLE. La cura delle parole, l’attenzione per il linguaggio adoperato sono importanti anche
al fine di migliorare i legami di integrazione e di rafforzare la coesione sociale. Le
espressioni verbali aggressive devono essere considerate al pari di comportamenti
violenti. La facilità di comunicare consentita dalle tecnologie digitali e alcune
dinamiche innescate dal sistema dell’informazione non devono indurre a
dichiarazioni irriflesse o alla superficialità di pensiero. Il dialogo profondo, il
confronto rispettoso delle opinioni altrui contribuiscono ad arricchire la propria
esperienza personale e l’esperienza culturale delle comunità di rispettiva
appartenenza

CARDINALI VUOLE BRUCIARE I RIFIUTI A TERNI: IL RICAVO PER ACEA È CERTO IL RISPARMIO PER I TERNANI NO Prima di progettare...
02/09/2026

CARDINALI VUOLE BRUCIARE I RIFIUTI A TERNI: IL RICAVO PER ACEA È CERTO IL RISPARMIO PER I TERNANI NO

Prima di progettare il modello nazionale di economia circolare, il presidente di ASM faccia funzionare davvero la tariffa puntuale in città

Il presidente di ASM torna a fare politica e propone di usare l'inceneritore di Maratta per bruciare i rifiuti. Ma non dice il dato decisivo: quanto pagherebbero i cittadini e chi ci guadagnerebbe davvero oltre ad ACEA.

Ho letto con attenzione l'intervento del presidente di ASM Sergio Cardinali, che propone di prendere 30 mila tonnellate di rifiuti ternani e bruciarli nell'inceneritore ACEA di Maratta, sostenendo che così potremmo mandare meno rifiuti in discarica a Orvieto e perfino ridurre la TARIC.

Cardinali invita a un confronto "numeri alla mano", ma proprio i numeri decisivi non li fornisce. Quanto chiederebbe ACEA per ogni tonnellata conferita? Quanto costerebbero il trattamento necessario prima dell'incenerimento e la successiva gestione delle ceneri e degli altri residui? Quale sarebbe il costo complessivo rispetto all'attuale sistema? E soprattutto: di quanti euro diminuirebbe concretamente la bolletta di una famiglia ternana?

Finché questi numeri non vengono messi sul tavolo, il risparmio per i cittadini resta soltanto un'ipotesi. Una cosa invece è certa: se quelle 30 mila tonnellate entreranno nell'impianto di Maratta, ACEA riceverà un corrispettivo per trattarle. Quindi, il ricavo per ACEA è certo mentre il risparmio per i ternani è ancora tutto da dimostrare.

Prima di spiegare alla Regione come organizzare il ciclo dei rifiuti, Cardinali dovrebbe poi spiegare ai ternani come funziona la loro TARIC. Una persona che vive sola e utilizza i bidoni comuni del condominio può vedersi comunque addebitati almeno 1.040 litri di rifiuto indifferenziato all'anno: l'equivalente di 26 svuotamenti di un secchio da 40 litri che non possiede. Che tariffa "puntuale" è, se si paga comunque una quantità minima presunta di rifiuti, anche quando se ne producono molti meno? Prima di progettare il modello nazionale di economia circolare, il presidente di ASM faccia funzionare davvero la tariffa puntuale a Terni: chi produce meno rifiuti deve pagare meno.

C'è poi una questione istituzionale: Sergio Cardinali non è più assessore allo Sviluppo economico, ma presidente di ASM, società partecipata dal Comune e dal gruppo ACEA. La sua nomina è oggetto di un procedimento di vigilanza ANAC sulla possibile inconferibilità legata al passaggio quasi immediato dalla Giunta comunale alla presidenza della partecipata. E proprio mentre ANAC valuta quel passaggio, Cardinali continua a intervenire da protagonista nel dibattito politico.

Quando parla dell'inceneritore, quindi, lo fa a titolo personale? Per l'amministrazione Bandecchi? Oppure sta presentando una proposta industriale formalmente assunta da ASM? Se è una proposta ufficiale della società, ci mostri gli atti. Anche perché il Comune possiede la maggioranza di ASM, ACEA è il socio privato e ci avviciniamo alla fase in cui dovranno essere ridefiniti gli equilibri dei patti parasociali concordati dalla Giunta Latini e più volte contestati dallo stesso Bandecchi per il peso riconosciuto al partner privato.

C'è poi un dato che non può essere ignorato: ACEA è presente in più punti del ciclo dei rifiuti ternano e umbro. È socio privato di ASM, possiede l'inceneritore di Terni e controlla Orvieto Ambiente, la società che gestisce la discarica di Orvieto, della quale la stessa ASM possiede una quota. In altre parole, ACEA è contemporaneamente socio privato della società che gestisce il servizio rifiuti a Terni, proprietario dell'impianto nel quale Cardinali propone di bruciarli e controlla la società che gestisce la discarica dalla quale vorrebbe sottrarli.

Se Cardinali propone di spostare 30 mila tonnellate dal circuito di Orvieto all'inceneritore ACEA di Terni, deve quindi mettere sul tavolo il conto economico completo. Una cosa la sappiamo già: ACEA incasserebbe il corrispettivo per trattare quei rifiuti. Quello che ancora non sappiamo è quanto risparmierebbe ASM e, soprattutto, quanto risparmierebbero i cittadini ternani.

La proposta di Cardinali è quella di sostituire una parte del pulper oggi utilizzato nell'inceneritore ACEA con rifiuto urbano residuo ternano. Ma pulper e rifiuto urbano non sono la stessa cosa: cambiano caratteristiche, trattamento necessario, emissioni e residui della combustione. Anche su questo servono dati: non è possibile paragonare le due cose soltanto sulla base del peso.

Sul CSS, cioè il combustibile che può essere ricavato dopo aver trattato e selezionato la parte dei rifiuti che non si riesce a riciclare, la posizione della Regione è semplice: prima ridurre i rifiuti, poi recuperare quanta più materia possibile e solo alla fine recuperare energeticamente ciò che non può essere recuperato diversamente. Inoltre, non è scritto da nessuna parte che il CSS prodotto in Umbria debba obbligatoriamente finire a Gubbio.

Su Orvieto Cardinali e la sindaca Tardani provano a riscrivere la storia. Tardani arriva a chiedere a Proietti di fermare l'ampliamento di Le Crete, come se la vicenda fosse nata con questa Giunta. Dimenticano un particolare: il Piano rifiuti della Giunta Tesei prevedeva un nuovo inceneritore, ma lasciava Le Crete come una delle sole due discariche dell'Umbria destinate a restare operative. Il modello del centrodestra, quindi, non era inceneritore al posto della discarica: prevedeva l'inceneritore e, contemporaneamente, il mantenimento della discarica di Orvieto. Prima di scaricare sulla nuova Giunta regionale la responsabilità dell'attuale vicenda, Tardani dovrebbe ricordare cosa aveva deciso la Giunta Tesei, sostenuta dagli stessi partiti che oggi sostengono la sua amministrazione a Orvieto.

Intanto la nuova Giunta regionale ha già drasticamente ridotto i rifiuti speciali provenienti da fuori Umbria che finiscono nelle nostre discariche. Nel 2025 sono scesi da quasi 47 mila a poco più di 22 mila tonnellate: più che dimezzati in un solo anno. Nello stesso periodo i conferimenti complessivi in discarica sono diminuiti del 23%, da oltre 225 mila a circa 174 mila tonnellate. Questa è la direzione scelta dalla Giunta Proietti: meno rifiuti da fuori regione e meno rifiuti in discarica.

Sulle scorie AST, Cardinali scopre oggi l'acqua calda e prova perfino a darci lezioni: chiede ricerca, università, innovazione e collaborazione con l'industria. È esattamente la strada già avviata con l'Accordo di programma AST del 2025, sottoscritto dalla Giunta Proietti con il Governo, Arvedi e il Comune di Terni, di cui Cardinali era assessore. Delle due l'una: o sapeva cosa stava firmando e oggi ricicla come proposta personale una linea già in corso, oppure non lo sapeva. In entrambi i casi, la lezione alla Regione può risparmiarsela.

Del resto, in materia di "soluzioni innovative", Cardinali ha già dato. Da assessore presentò il potenziamento della centrale turbogas Edison come soluzione per AST, arrivando a ipotizzare 35 milioni di euro l'anno di risparmio. Di quella "soluzione" tecnicamente irrealizzabile e che non avrebbe portato alcun beneficio economico ad AST, oggi non è rimasto nulla. Prima di dispensare ricette alla Regione, farebbe bene a ricordare come è finita l'ultima.

Oggi Cardinali presenta l'Hub di Sviluppumbria di Strada delle Campore come uno dei pilastri della sua visione per la Terni del futuro. Peccato che appena pochi mesi fa Bandecchi spiegasse agli "Stati generali dell'economia" che "Sviluppumbria a Terni non ha sviluppato nulla", mentre la Provincia aveva perfino una procedura di uscita da Sviluppumbria ancora in corso, successivamente fermata dall'amministrazione Bandecchi. Oggi la stessa Sviluppumbria e lo stesso Hub diventano improvvisamente il cuore della strategia che Cardinali presenta come nuova. Cambiare idea è legittimo, soprattutto quando quella degli altri si scopre improvvisamente essere una buona idea.

Infine una precisazione storica. Cardinali ricorda che l'inceneritore ACEA è stato costruito in passato e allude a responsabilità di amministrazioni dello stesso colore politico dell'attuale Regione. Evidentemente ricorda male: il progetto dell'inceneritore Terni EN.A. ottenne l'autorizzazione ministeriale alla costruzione e all'esercizio l'8 settembre 1998, quando a Terni governava il sindaco di centrodestra Gianfranco Ciaurro.

Cardinali chiede un confronto "numeri alla mano" e noi accettiamo. Ma partiamo da quelli che ancora mancano. Se vogliamo parlare di efficienza, economia circolare e convenienza per i cittadini, partiamo dai conti e dalle bollette. Il resto viene dopo.

Daniele Pica Coordinatore provinciale M5S Terni

01/09/2026
M5S Terni: "Bandecchi vuole il confronto? Accettiamo volentieri. Porti le promesse fatte ai ternani in questi anni"Stefa...
28/08/2026

M5S Terni: "Bandecchi vuole il confronto? Accettiamo volentieri. Porti le promesse fatte ai ternani in questi anni"

Stefano Bandecchi chiede un confronto pubblico? Accettiamo volentieri. Scelga luogo e data. Possibilmente davanti alle telecamere, con un giornalista a moderare, tempi uguali e documenti sul tavolo. Perché, prendendo in prestito una celebre espressione di Indro Montanelli, dietro il “guappo di cartone” che alza continuamente la voce arriva sempre il momento in cui bisogna smettere di fare il gradasso e cominciare a rispondere delle proprie parole. E visto che Bandecchi ha deciso di trasformare una discussione sui rifiuti in un giudizio sulla capacità di governare, parleremo volentieri anche dei suoi tre anni alla guida di Terni.

Porteremo con noi il programma con cui si è fatto eleggere e gli chiederemo conto delle promesse fatte ai ternani. Nel 2023 prometteva che i cittadini di Terni avrebbero pagato ZERO EURO DI BOLLETTA ELETTRICA. A che punto siamo? Nel programma elettorale denunciava Terni come la “discarica autorizzata della Regione Umbria” e annunciava persino una riflessione sulla dismissione degli inceneritori. Oggi vuole far arrivare a Terni i rifiuti dell’Umbria per bruciarli e ci spiega che i termovalorizzatori sarebbero il “futuro della libertà”. Quale dei due Bandecchi dobbiamo credere? Quello che chiedeva i voti nel 2023 o quello che governa oggi?

E poi parleremo del nuovo ospedale la cui prima pietra doveva essere messa in 6 mesi, del Teatro Verdi che doveva ospitare Sanremo 2026, delle 72 mila buche da tappare in 6 mesi con gli operai comunali, del cambio di vocazione di Terni da industriale a turistica, delle tasse ancora al massimo nonostante siamo usciti dal dissesto nel 2024, del campo da golf a Piediluco, della centrale Edison che avrebbe dato energia a basso costo all’Acciaieria, del sottopasso di Cospea realizzato in 6 mesi e di tutte quelle promesse sulle quali dopo tre anni è arrivato il momento di dare conto ai cittadini che lo hanno eletto.

Ma naturalmente parleremo anche di rifiuti. Gli chiederemo quanti rifiuti vuole far arrivare a Terni, quanto costerebbe conferirli, quale sarebbe il beneficio economico concreto per i ternani e di quanto diminuirebbe realmente la loro TARIC. E noi presenteremo il nostro modello: riduzione dei rifiuti, riuso, riciclo, recupero della materia e progressiva riduzione di ciò che resta da destinare al recupero energetico. Poi lasciamo giudicare i cittadini, perché una cosa è fare comunicati, dirette social e provocazioni. Un’altra è sedersi davanti ai ternani con le promesse elettorali da una parte e i risultati ottenuti dall’altra. Sindaco Bandecchi, stavolta porti il programma elettorale, al resto pensiamo noi.

Daniele Pica coordinatore provinciale M5S Terni
Gruppo territoriale Movimento 5 Stelle Terni Daniele Pica

M5S Terni: "Il futuro e la libertà di Bandecchi: importare i rifiuti di tutta l'Umbria e bruciarli a Terni, regalando ad...
27/08/2026

M5S Terni: "Il futuro e la libertà di Bandecchi: importare i rifiuti di tutta l'Umbria e bruciarli a Terni, regalando ad Acea 20 milioni di euro l'anno"

Venti milioni di euro l'anno. Ecco il regalo che Bandecchi vuole fare ad Acea (non certo ai cittadini ternani) bruciando 130 mila tonnellate di rifiuti da tutta l'Umbria a Terni alla modica cifra di 150 euro alla tonnellata.

Il sindaco di Terni continua a lanciare slogan e offese per evitare l'unica verità che fa male alla sua propaganda: la sua idea di sviluppo per Terni consiste nel trasformarla nel caminetto dell'Umbria, bruciando l'immondizia di tutta la regione. Messo di fronte al fallimento politico della sua amministrazione, ai suoi slogan sempre più vuoti, gli insulti e le offese che ormai fanno quasi sorridere, il sindaco si lancia in stravaganti lezioni di geopolitica, citando la Cina come modello di "libertà" ambientale grazie a nucleare e termovalorizzatori, ed evidenziando una confusione ideologica e amministrativa preoccupante.

Termovalorizzatore o inceneritore? Cambia il nome, restano i fumi. Bandecchi scopre l'acqua calda, ma la fisica non si cura della sua propaganda: che lo si chiami termovalorizzatore o inceneritore, il processo non cambia: si brucia materia, si producono ceneri e si immettono emissioni in un'aria, quella della conca ternana, già fortemente compromessa. Chiamare "futuro" e "libertà" (forse il suo futuro, la sua libertà) un impianto che brucia rifiuti significa essere rimasti all'età del carbone. Il vero progresso, quello europeo ed evoluto, si chiama economia circolare, riduzione alla fonte, riciclo e riuso. Ma per comprendere questo serve una visione di lungo periodo, non la fretta di fare cassa bruciando i rifiuti altrui.

Sulla città rifiorita grazie a lui, stendiamo un velo pietoso. Invitiamo Bandecchi a scendere ogni tanto dal suo piedistallo dorato, a posare la valigia che doveva tenere sempre pronta per cercare finanziamenti per Terni, e farsi un giro reale tra i quartieri. Le strade sono un dissesto unico. Le famiglie ternane pagano tariffe massime. I servizi pubblici arrancano, mentre la spesa per la politica aumenta.

Liquidare la tutela della salute dei cittadini, della qualità dell'aria e dell'ambiente come un "salvare le zanzare e i pidocchi" dimostra solo una profonda mancanza di argomenti e disprezzo totale per chi a Terni ci vive e respira ogni giorno. Definire "mondezza" una riforma regionale che prova finalmente a superare la logica delle discariche e degli inceneritori qualifica chi lo dice, non chi l'ha scritta. I ternani non dormiranno affatto sonni tranquilli sapendo che l'unica carta rimasta a questa amministrazione comunale per far quadrare i conti è quella di aprire i cancelli della città alla spazzatura di tutta l'Umbria.

Gruppo Territoriale M5S Terni

𝐑𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐬𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐂𝐀𝐋: 𝐁𝐚𝐧𝐝𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐛𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥'𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚 𝐚 𝐓𝐞𝐫𝐧𝐢, 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐃𝐞 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐝...
26/08/2026

𝐑𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐬𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐂𝐀𝐋: 𝐁𝐚𝐧𝐝𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐛𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥'𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚 𝐚 𝐓𝐞𝐫𝐧𝐢, 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐃𝐞 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐬𝐭𝐨𝐩 𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞

La verità è finalmente sotto gli occhi di tutti: dietro agli attacchi di Stefano Bandecchi contro la nuova proposta di legge regionale sui rifiuti e contro l’assessore De Luca, si nasconde una precisa e inaccettabile intenzione del sindaco di Terni e presidente della Provincia.

Questa verità è emersa chiaramente durante la riunione del Consiglio delle autonomie locali convocata per discutere proprio dell'aggiornamento del piano rifiuti. Nel corso della seduta, davanti a tutti i membri del CAL, Bandecchi ha detto chiaramente di voler bruciare la mondezza di tutta la regione a Terni, confermando questa volontà anche nel comunicato stampa, edulcorato dietro la retorica del mancato sfruttamento energetico dei rifiuti.

È proprio per questo che oggi attacca l’assessore De Luca che, come noto, sta portando avanti una riforma coraggiosa e innovativa nella gestione dei rifiuti, pensata per dire definitivamente basta alla stagione degli inceneritori e ai nuovi ampliamenti delle discariche. Una svolta che punta con decisione su economia circolare, riciclo, riuso e sul massimo riutilizzo della materia, per tutelare la salute dei cittadini e valorizzare il territorio umbro.

𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐌𝟓𝐒 𝐓𝐞𝐫𝐧𝐢
𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐓𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐌𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝟓 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐓𝐞𝐫𝐧𝐢

21/08/2026

SEMBRA UNA CIMINIERA. MA POTREBBE SEGNARE L’INIZIO DELLA FINE DELLE POLVERI DI PRISCIANO.

Per chi vive a Prisciano le polveri provenienti dal trattamento delle scorie dell’AST sono un problema che dura da decenni.

Ora qualcosa può finalmente cambiare.

La grande ciminiera comparsa nei giorni scorsi dietro lo stabilimento non è collegata a un nuovo impianto produttivo che genererà altro inquinamento: è il punto di uscita del sistema di aspirazione e filtraggio della nuova rampa scorie.

Il cambiamento è sostanziale.

Le scorie bianche saranno raffreddate all’interno di una struttura chiusa e aspirata. Le polveri che oggi possono disperdersi nell’ambiente verranno così intercettate, convogliate verso i filtri e trattate.

La nuova rampa è uno degli interventi previsti dall’Accordo di programma sottoscritto nel 2025 da Regione Umbria, Governo e Arvedi AST, seguito per la Regione dall’assessore all’Ambiente Thomas De Luca.

Adesso manca l’ultimo passaggio: completare la rampa, metterla in funzione e verificare i risultati.

Perché alla fine saranno i dati a dirci se questa battaglia è stata vinta: le polveri diffuse dovranno diminuire concretamente.

Terni è una città industriale e deve continuare a esserlo. Ma difendere industria e lavoro non può significare chiedere ai cittadini di pagarne il prezzo con la propria salute.

Lavoro, industria, ambiente e salute possono e devono stare dalla stessa parte.

🌱 È questa la crescita felice che vogliamo per Terni.

▶️ Nel video spieghiamo in modo semplice come nasce il problema delle polveri di Prisciano, come funzionerà la nuova rampa scorie e cosa cambierà per il quartiere.

NON ASFALTIAMO IL FUTURO. CON 30 MILIONI COSTRUIAMO LA TERNI DEL 2035M5S Terni: «Finalmente anche la destra riconosce un...
18/08/2026

NON ASFALTIAMO IL FUTURO. CON 30 MILIONI COSTRUIAMO LA TERNI DEL 2035
M5S Terni: «Finalmente anche la destra riconosce una priorità che sosteniamo da anni. Al prossimo Consiglio proponiamo un atto condiviso sul clima»
I 30 milioni destinati alle strade siano l’occasione per rendere Terni più fresca, verde e vivibile. Cogliamo con favore quanto proposto dal capogruppo di FdI Roberto Pastura sul piano da oltre 30 milioni di euro per la manutenzione delle strade di Terni: non limitarsi a rimettere asfalto dove c’è già oggi, ma utilizzare questa enorme mole di investimenti per ripensare una parte della città alla luce dei cambiamenti climatici. Proponiamo un Piano comunale di adattamento climatico e un tavolo permanente aperto a tutte le forze politiche. Finalmente anche una parte della destra ternana riconosce come prioritaria una battaglia che il Movimento 5 Stelle porta avanti da anni. Già nel maggio 2023 Thomas De Luca, allora consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, chiedeva formalmente alla precedente Giunta regionale, di cui Fratelli d’Italia faceva parte, un vero Piano di adattamento ai cambiamenti climatici e indicava proprio Terni tra i territori maggiormente esposti alle ondate di calore. Nell’aprile dello scorso anno, da assessore regionale all’ambiente, De Luca definiva la Conca ternana il principale hotspot climatico dell’Umbria, chiedendo di integrare l’adattamento nelle politiche urbanistiche, sanitarie e sociali. E nel marzo 2026 indicava con chiarezza alcune delle azioni necessarie: piantare alberi, ridurre le isole di calore e togliere cemento per permettere all’acqua di drenare. Sono, nella sostanza, molte delle misure che oggi ritroviamo nella proposta di Pastura. Bene quindi che si inizi finalmente a costruire una consapevolezza trasversale. Ora però questa convergenza deve trasformarsi in atti concreti.
I dati spiegano perché non possiamo aspettare. L’indice del clima 2026 del Sole 24 Ore, colloca Terni agli ultimissimi posti tra i capoluoghi italiani per le condizioni legate al caldo: 30 ondate di calore all’anno, 47 giorni con temperature pari o superiori a 35 gradi e 72 notti tropicali. Un aumento della temperatura media annua 3 gradi. Le rilevazioni effettuate da Legambiente nel 2026 mostrano ancora più concretamente cosa significhi vivere a Terni: presso una fermata dell’autobus sono stati rilevati 54 gradi sull’asfalto esposto al sole contro 31 all’ombra degli alberi. Dietro questi numeri ci sono anziani che aspettano un autobus sotto il sole, bambini che percorrono marciapiedi roventi e persone fragili che devono raggiungere ospedali e servizi sanitari durante le ondate di calore. Il modo in cui progettiamo una strada è ormai anche una questione di salute pubblica. Per questo i 30 milioni destinati alla rete stradale rappresentano un’occasione che Terni non può permettersi di sprecare. Rifare le strade esattamente come erano significherebbe congelare per altri venti o trent’anni un modello urbano pensato per un clima che non esiste più. La nostra proposta è semplice: al prossimo Consiglio comunale proponiamo un atto di indirizzo condiviso per avviare un Piano comunale di adattamento climatico e costituire un tavolo permanente e trasversale, coinvolgendo Comune, Regione Umbria, ARPA, Provincia, Università, ordini professionali, associazioni, aziende dei servizi e rappresentanze economiche e sociali. Il primo passo dovrà essere una mappatura scientifica delle isole di calore, delle superfici impermeabilizzate e delle vulnerabilità climatiche e sociali, per individuare le aree nelle quali intervenire prioritariamente.
Contestualmente chiediamo che gli interventi previsti dal piano strade vengano valutati anche sotto il profilo climatico, verificando caso per caso la possibilità di introdurre deimpermeabilizzazione del suolo, superfici drenanti, nuove alberature, corridoi verdi, fermate del trasporto pubblico ombreggiate e materiali capaci di ridurre l’accumulo di calore. La priorità dovrà andare ai luoghi più frequentati dalle persone vulnerabili: scuole, ospedale e strutture sanitarie. Non ci interessa piantare mille alberi per poter dire di averne piantati mille. Ci interessa sapere quanti saranno vivi tra dieci anni, quanta ombra produrranno, quanto contribuiranno ad abbassare le temperature e quanta acqua riusciranno a trattenere: questa è pianificazione climatica. Sull’ambiente di Terni non devono esistere divisioni ideologiche. Raccogliamo quindi la disponibilità dimostrata da Fratelli d’Italia e la sfidiamo a trasformarsi in un impegno amministrativo. La stessa proposta la rivolgiamo alla maggioranza che sostiene il Bandecchi e a tutte le forze politiche. Noi questa battaglia la portiamo avanti da anni. Se oggi finalmente ci sono arrivati anche altri, non ci interessa mettere una bandierina: ci interessa che Terni non perda altro tempo. Siamo pronti a fare la nostra parte. Vediamo chi ci sta.

Daniele Pica coordinatore provinciale M5S Terni
Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle Terni

18/08/2026

Ci siamo abituati a tutto.

A lavorare e diventare più poveri.
A vedere uno stipendio sparire tra affitto, bollette e spesa.
A pagare 2 euro per un litro di carburante.
A rinunciare a una casa o a un figlio.
A smettere perfino di immaginare il futuro.

Ci siamo abituati a un’Umbria senza alta velocità.
A collegamenti più lenti.
A perdere occasioni.
A essere nel cuore dell’Italia e restare fuori dai collegamenti veloci.

Non è normale.

Ci siamo abituati a sentirci dire dal Governo Meloni che per la sanità pubblica i soldi non bastano.
Che bisogna fare di più con meno.
Che bisogna accettare nuovi sacrifici.
Poi si parla di armi e i miliardi si trovano.

Non è normale.

Fuori dall’Italia il Governo alimenta la corsa al riarmo.
Dentro l’Italia la guerra è già arrivata.

È quella di chi lavora e resta povero.
Di chi non riesce a pagare una casa.
Di chi vive in un territorio isolato e parte già svantaggiato.

Una guerra sociale che non fa rumore ma presenta il conto ogni giorno.

Non è normale.
È solo diventato abituale.

Hanno fatto mille promesse.
Dovevano abbassare le tasse e ridurre le accise.
Dopo 4 anni le promesse sono rimaste slogan e il conto continua ad arrivare alle famiglie.

Non è normale.

Ma non siamo condannati a vivere così.

Possiamo decidere di cambiare rotta.

La salute prima delle armi.
Il lavoro prima della precarietà.
I territori prima dell’abbandono.
La pace prima del riarmo.

Quando arriverà il momento non basterà indignarsi.

Bisognerà scegliere.
Scegliere di tornare a vivere.

Indirizzo

Palazzo Spada
Terni
05100

Sito Web

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