Le cinque stelle che costellano il nostro orizzonte e orientano la nostra azione sono
i beni comuni, l’ecologia integrale, la giustizia sociale, l’innovazione tecnologica e
l’economia eco-sociale di mercato. Queste stelle costituiscono i punti cardine
dell’azione politica del Movimento 5 Stelle. Sono le priorità programmatiche
dell’impegno civico e istituzionale dei suoi rappresentanti. La costell
azione dei valori
della Carta dei principi ha l’obiettivo di costruire un futuro migliore, realizzare una
società più equa e solidale, che consenta il pieno sviluppo della personalità di ognuno
e garantisca migliori opportunità di vita a tutti:
Beni comuni. La valorizzazione della categoria dei beni comuni si ascrive fortemente alla necessità
di assumere la persona umana come centro dell’azione dello Stato. I beni comuni
rendono infatti possibile l’esercizio dei diritti fondamentali e il libero sviluppo della
persona. Essi costituiscono una particolare tipologia di beni pubblici su cui nessuno
può vantare pretese esclusive. Appartengono a tutti e a nessuno, il loro godimento è
diffuso e la loro gestione richiama processi partecipativi e inclusivi delle comunità. L’acqua, l’aria, le foreste, i ghiacciai, i tratti di costa che sono riserva ambientale, la
fauna e la flora, i beni culturali: sono beni che devono essere difesi e custoditi anche
a beneficio delle generazioni future. C’è poi una nuova tipologia di bene comune che
può essere identificata nella conoscenza, bene per sua natura globale e presupposto
per la crescita della persona e per la sua piena partecipazione, in condizioni di
eguaglianza, alla vita politica, economica e sociale del Paese. A tutti deve essere
garantito il diritto alla conoscenza, garantendo la libertà di espressione e il diritto a essere informati, anche attraverso l’accesso libero e gratuito alla rete. Ecologia integrale.
È impensabile risolvere problemi quali l’inquinamento, il degrado ambientale, la
dissipazione delle risorse naturali per mezzo di specifici, circoscritti interventi. Occorre rivoluzionare il nostro modo di pensare e privilegiare un nuovo modello di
sviluppo che offra adeguate risposte ai bisogni della generazione presente senza
compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare, a loro volta, i
propri bisogni. Occorre superare i tradizionali modelli di sviluppo costruiti
esclusivamente sugli indici di crescita della produzione, e affidarsi a un modello di
sviluppo aperto a una nozione ampia e incisiva di prosperità, che garantisca
condizioni effettive di benessere equo e sostenibile a tutti i membri della comunità,
che contrasti gli sconvolgimenti climatici, che preservi la biodiversità e le risorse
naturali, che sia imperniato su programmi e strategie di protezione degli ecosistemi e
di promozione di una più elevata qualità dell’ambiente e quindi della comunità nel
suo insieme. La buona politica agisce per combattere e annullare le tante diseguaglianze:
economiche e sociali, di genere, intergenerazionali, territoriali. La politica deve
promuovere le condizioni perché tutti possano partecipare, a pieno titolo, alla vita
politica, sociale, economica, culturale della comunità, deve contrastare tutte le varie
forme di ingiustizia e deve rimuovere gli ostacoli che impediscono a ciascuno di
beneficiare di opportunità di vita migliori. In particolare, la politica deve elaborare
progetti e interventi diretti a migliorare le condizioni di vita dei giovani e a favorire il
loro pieno inserimento nel mondo del lavoro. La politica deve promuovere le
iniziative utili a favorire i percorsi di autodeterminazione delle donne, agevolando il
cambiamento delle relazioni di potere tra i generi sia nell’ambito delle relazioni
interpersonali, sia nell’ambito della dimensione collettiva. la politica deve tendere alla
coesione territoriale, in modo da garantire anche ai cittadini appartenenti a comunità
territoriali svantaggiate, le medesime opportunità sociali, culturali ed economiche. La
politica deve garantire il rispetto della dignità, dell’autonomia individuale e della
libertà e indipendenza delle persone con disabilità, promuovendo la loro piena ed
effettiva partecipazione e inclusione nella società. Il grado di civiltà di una comunità si misura anche dall’attenzione che riserva ai propri
membri più vulnerabili, più emarginati, più anziani. Il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica, frutti dell’intelligenza e della
creatività umana, sottraggono spazio all’incertezza e consentono di migliorare le
condizioni di vita delle persone. Ma non possiamo rimanere indifferenti alle sottese
logiche di dominio e di potere economico. Bisogna realizzare le condizioni affinché
la ricerca scientifica si caratterizzi quale impresa intrinsecamente democratica, affidata a metodi, procedure, esperimenti riproducibili ovunque da parte di chiunque. Il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica devono svilupparsi “a misura
d’uomo”, assicurando condizioni di vita più sicure, più confortevoli, più sostenibili. Essi devono contribuire alla riduzione delle diseguaglianze, offrendo anche alle
persone più fragili ed emarginate opportunità di vita migliori. Economia eco-sociale di mercato. Il modello di sviluppo capitalistico affidato alla piena libertà del mercato non è in
grado di garantire equità sociale, assicurando agli imprenditori di poter competere tra
loro in condizioni di pari opportunità e ai consumatori di potere operare scelte
pienamente libere e consapevoli. E’ determinante, pertanto, la funzione regolatrice
dei pubblici poteri, volta a impedire la concentrazione dei poteri economici e a
garantire la protezione dell’ambiente. In questa prospettiva, promuoviamo un uso
consapevole delle risorse e cicli produttivi sostenibili, orientati alla riduzione
dell’impiego delle risorse, delle emissioni nocive e del degrado. E’ inoltre
fondamentale garantire la possibilità per i “consumatori” di assumere il ruolo di
“consumautori”. IL RISPETTO DELLA PERSONA. La politica deve muovere dal riconoscimento della dignità di ogni essere umano e dal
rispetto dei suoi diritti e libertà fondamentali e deve avere quale obiettivo la
promozione delle condizioni che ne consentano il pieno sviluppo della personalità. L’essere umano non va assunto nella sua astratta esemplarità, ma va considerato nella
concretezza della sua esistenza e nella consapevolezza della sua unicità e singolarità. La dignità dell’essere umano e la tutela effettiva dei suoi diritti e libertà fondamentali
devono essere preservate in ogni contesto. Le libertà individuali sono un caposaldo
di uno Stato laico. E dunque, tra i diritti e le libertà fondamentali, va ricompreso il
pieno diritto ad amare e ad essere amati, nel rispetto delle identità sessuali e di genere. Ogni forma di discriminazione va combattuta, valorizzando un approccio culturale
basato sul rispetto dell'”altro”. Espressamente richiamata nella nostra Carta costituzionale, la pace è un principio
assoluto che, colto nella sua originaria carica semantica, sottende una specifica
prospettiva sul mondo e sulle relazioni tra persone e popoli. È il prisma con il quale
leggere il tempo presente, la visione in grado di alimentare i sogni e le aspirazioni di
intere generazioni, soprattutto delle generazioni più giovani. Ispirandoci a questo
fondamentale canone, in coerenza con i tradizionali pilastri della nostra politica
estera, a partire dall'appartenenza all'Unione europea, crediamo fermamente nel
multilateralismo come strumento più efficace per affrontare l’attuale contesto
internazionale e, in questa prospettiva, restiamo aperti al dialogo con gli altri attori di
rilievo globale. Per naturale vocazione geografica e storica, dobbiamo impegnarci, in
una prospettiva di pace, per la stabilizzazione e lo sviluppo del Mediterraneo, affinché
torni ad essere luogo privilegiato per lo scambio dei beni e per la condivisione e
l’integrazione delle culture dei popoli che vi si affacciano. Il rapporto tra cittadini e i propri rappresentanti deve essere costantemente
alimentato. È alla base del buon funzionamento della nostra società. In questa
prospettiva si inseriscono interventi diretti a migliorare la qualità del sistema
rappresentativo, ma anche a rafforzare gli istituti di democrazia partecipativa,
attraverso i quali i cittadini sono direttamente coinvolti nell’assunzione delle decisioni
di interesse collettivo. POLITICA COME SERVIZIO. La politica è l’attività privilegiata di governo della complessità, chiamata a farsi carico
del destino di una intera comunità. Essa deve muovere dalla valutazione complessiva
di tutti gli interessi in gioco e deve esprimere visioni prospettiche, con l’obiettivo di
migliorare la società e, in particolare, le condizioni di vita delle persone, evitando di
perseguire utilità o vantaggi particolari a beneficio esclusivo di singoli gruppi o
persone. ETICA PUBBLICA. I cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche, ai sensi dell’art. 54 della
Costituzione italiana, sono chiamati a svolgerle con “disciplina e onore”. La norma
richiama l’impegno di tutti coloro ai quali sono affidati incarichi di rilievo pubblico a
rispettare non solo le regole formali, ma ad alimentare anche l’ethos pubblico,
coltivando le virtù della correttezza e del senso di responsabilità. Questo impegno
evoca lo spazio proprio della “responsabilità politica”, che va tenuta distinta dalla
responsabilità giuridica, in particolare penale. RISPETTO DELLA LEGALITÀ. Il rispetto della legge e delle regole giuridiche è condizione indispensabile per
assicurare una pacifica convivenza e un più ordinato svolgimento della vita sociale. Lottare contro le organizzazioni criminali e contro la corruzione significa combattere
le rendite parassitarie di chi indebitamente drena le risorse della intera collettività,
significa difendere i diritti di tutti i cittadini onesti e contrastare lo svantaggio
competitivo che subiscono le imprese e, più in generale, gli operatori economici che
agiscono nella legalità rispetto a quelli che operano nel malaffare. TRASPARENZA E SEMPLIFICAZIONE. La trasparenza è un principio fondamentale che migliora il funzionamento dei sistemi
democratici. La trasparenza impone a tutti coloro che assumono incarichi di rilievo
pubblico il dovere di rendere conto del proprio operato ai cittadini, un principio che
integra quello di legalità e alimenta la condivisione dell’ethos pubblico. Il principio di
semplificazione impone invece alla pubblica amministrazione di snellire e abbreviare
i procedimenti, in modo da offrire un rapporto chiaro e paritario ai cittadini e alle
imprese. I principi di trasparenza e di semplificazione contribuiscono a migliorare la
qualità dell’azione della pubblica amministrazione, a responsabilizzare i pubblici
poteri nell’esercizio delle proprie prerogative, a elevare il grado di fiducia dei cittadini
nei confronti delle istituzioni. CITTADINANZA ATTIVA. La politica non si pratica soltanto nelle sedi delle istituzioni e delle formazioni
politiche, ma ovunque i cittadini si ritrovino per esercitare consapevolmente i propri
diritti e si confrontino per elaborare proposte e assumere decisioni riguardanti la vita
collettiva della comunità di appartenenza. In questa prospettiva diventa essenziale
sollecitare e sostenere le iniziative di cittadinanza attiva, vale a dire le pratiche di
“attivismo civico” mirate a rendere effettivi i diritti esistenti o a promuovere il
riconoscimento di nuovi diritti, favorendo l’inclusione sociale di tutti i cittadini. IL DIRITTO ALLA SALUTE. La salute è il bene primario della persona, riconosciuto dalla Costituzione come
fondamentale, presupposto per il godimento di tutti gli altri diritti. La salute non è
solo assenza di malattie, né può essere ascritta solo al benessere fisico, ma
ricomprende il benessere psicologico e sociale. Il ruolo del Servizio sanitario
nazionale è un pilastro fondamentale nella cura e nella prevenzione delle malattie,
così come lo è quello di una sanità pubblica di qualità, il cui accesso universale va
garantito a ogni persona. IL DIRITTO ALL’ ISTRUZIONE E ALLA CULTURA
Tutti devono poter accedere ad adeguati percorsi pubblici di istruzione e di
formazione di qualità, in modo da promuovere la piena consapevolezza di sé e poter
contribuire al processo di democratizzazione dell’intera società. La cultura deve
essere resa accessibile a tutti, in quanto patrimonio di conoscenze e strumento di
dialogo e di riconoscimento delle diversità. Tutti hanno diritto a una formazione
culturale aperta, partecipata, pienamente fruibile, inclusiva, che valorizzi le
inclinazioni e le professionalità di ognuno affinché tutto il nostro patrimonio
culturale, materiale e immateriale, rappresenti, sia per il singolo e sia per l’intera
comunità, un efficace strumento di lettura e di interpretazione del presente e anche
una bussola nelle sfide future. IL DIRITTO AL LAVORO. Occorre dare attuazione ai principi della Costituzione italiana che riconoscono il
diritto al lavoro e il diritto a una retribuzione giusta e adeguata. Occorre garantire la
qualità dell’occupazione e promuovere le condizioni affinché tutti possano vivere
nella dignità del proprio lavoro, in un ambiente sicuro e stimolante, che favorisca lo
sviluppo della propria personalità e una piena promozione professionale e sociale. Il
lavoro deve essere compatibile con il tempo libero e gli spazi di vita personale. IMPRESE RESPONSABILI. L’attività di impresa contribuisce al progresso economico di una comunità, offrendo
prospettive occupazionali e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini
attraverso i beni prodotti o i servizi erogati. La finalità lucrativa è caratteristica
dell’impresa e la remunerazione dell’iniziativa economica è fondamentale perché
aiuta a distinguere l’attività di impresa dalle iniziative filantropiche o di solidarietà. Ma un’impresa è anche comunità di donne e di uomini che lavorano insieme, che
interloquisce, a sua volta, con comunità più ampie: è assolutamente indispensabile
che un’impresa si premuri delle conseguenze delle proprie attività sul piano
dell’impatto ambientale, dei diritti e del benessere dei lavoratori. PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ. I bisogni dei cittadini possono essere efficacemente e legittimamente soddisfatti
anche in virtù delle iniziative degli enti territoriali più prossimi (autonomia verticale)
o delle iniziative degli stessi cittadini, con particolare riguardo alle attività del terzo
settore (autonomia orizzontale). CURA DELLE PAROLE. La cura delle parole, l’attenzione per il linguaggio adoperato sono importanti anche
al fine di migliorare i legami di integrazione e di rafforzare la coesione sociale. Le
espressioni verbali aggressive devono essere considerate al pari di comportamenti
violenti. La facilità di comunicare consentita dalle tecnologie digitali e alcune
dinamiche innescate dal sistema dell’informazione non devono indurre a
dichiarazioni irriflesse o alla superficialità di pensiero. Il dialogo profondo, il
confronto rispettoso delle opinioni altrui contribuiscono ad arricchire la propria
esperienza personale e l’esperienza culturale delle comunità di rispettiva
appartenenza