02/09/2026
CARDINALI VUOLE BRUCIARE I RIFIUTI A TERNI: IL RICAVO PER ACEA È CERTO IL RISPARMIO PER I TERNANI NO
Prima di progettare il modello nazionale di economia circolare, il presidente di ASM faccia funzionare davvero la tariffa puntuale in città
Il presidente di ASM torna a fare politica e propone di usare l'inceneritore di Maratta per bruciare i rifiuti. Ma non dice il dato decisivo: quanto pagherebbero i cittadini e chi ci guadagnerebbe davvero oltre ad ACEA.
Ho letto con attenzione l'intervento del presidente di ASM Sergio Cardinali, che propone di prendere 30 mila tonnellate di rifiuti ternani e bruciarli nell'inceneritore ACEA di Maratta, sostenendo che così potremmo mandare meno rifiuti in discarica a Orvieto e perfino ridurre la TARIC.
Cardinali invita a un confronto "numeri alla mano", ma proprio i numeri decisivi non li fornisce. Quanto chiederebbe ACEA per ogni tonnellata conferita? Quanto costerebbero il trattamento necessario prima dell'incenerimento e la successiva gestione delle ceneri e degli altri residui? Quale sarebbe il costo complessivo rispetto all'attuale sistema? E soprattutto: di quanti euro diminuirebbe concretamente la bolletta di una famiglia ternana?
Finché questi numeri non vengono messi sul tavolo, il risparmio per i cittadini resta soltanto un'ipotesi. Una cosa invece è certa: se quelle 30 mila tonnellate entreranno nell'impianto di Maratta, ACEA riceverà un corrispettivo per trattarle. Quindi, il ricavo per ACEA è certo mentre il risparmio per i ternani è ancora tutto da dimostrare.
Prima di spiegare alla Regione come organizzare il ciclo dei rifiuti, Cardinali dovrebbe poi spiegare ai ternani come funziona la loro TARIC. Una persona che vive sola e utilizza i bidoni comuni del condominio può vedersi comunque addebitati almeno 1.040 litri di rifiuto indifferenziato all'anno: l'equivalente di 26 svuotamenti di un secchio da 40 litri che non possiede. Che tariffa "puntuale" è, se si paga comunque una quantità minima presunta di rifiuti, anche quando se ne producono molti meno? Prima di progettare il modello nazionale di economia circolare, il presidente di ASM faccia funzionare davvero la tariffa puntuale a Terni: chi produce meno rifiuti deve pagare meno.
C'è poi una questione istituzionale: Sergio Cardinali non è più assessore allo Sviluppo economico, ma presidente di ASM, società partecipata dal Comune e dal gruppo ACEA. La sua nomina è oggetto di un procedimento di vigilanza ANAC sulla possibile inconferibilità legata al passaggio quasi immediato dalla Giunta comunale alla presidenza della partecipata. E proprio mentre ANAC valuta quel passaggio, Cardinali continua a intervenire da protagonista nel dibattito politico.
Quando parla dell'inceneritore, quindi, lo fa a titolo personale? Per l'amministrazione Bandecchi? Oppure sta presentando una proposta industriale formalmente assunta da ASM? Se è una proposta ufficiale della società, ci mostri gli atti. Anche perché il Comune possiede la maggioranza di ASM, ACEA è il socio privato e ci avviciniamo alla fase in cui dovranno essere ridefiniti gli equilibri dei patti parasociali concordati dalla Giunta Latini e più volte contestati dallo stesso Bandecchi per il peso riconosciuto al partner privato.
C'è poi un dato che non può essere ignorato: ACEA è presente in più punti del ciclo dei rifiuti ternano e umbro. È socio privato di ASM, possiede l'inceneritore di Terni e controlla Orvieto Ambiente, la società che gestisce la discarica di Orvieto, della quale la stessa ASM possiede una quota. In altre parole, ACEA è contemporaneamente socio privato della società che gestisce il servizio rifiuti a Terni, proprietario dell'impianto nel quale Cardinali propone di bruciarli e controlla la società che gestisce la discarica dalla quale vorrebbe sottrarli.
Se Cardinali propone di spostare 30 mila tonnellate dal circuito di Orvieto all'inceneritore ACEA di Terni, deve quindi mettere sul tavolo il conto economico completo. Una cosa la sappiamo già: ACEA incasserebbe il corrispettivo per trattare quei rifiuti. Quello che ancora non sappiamo è quanto risparmierebbe ASM e, soprattutto, quanto risparmierebbero i cittadini ternani.
La proposta di Cardinali è quella di sostituire una parte del pulper oggi utilizzato nell'inceneritore ACEA con rifiuto urbano residuo ternano. Ma pulper e rifiuto urbano non sono la stessa cosa: cambiano caratteristiche, trattamento necessario, emissioni e residui della combustione. Anche su questo servono dati: non è possibile paragonare le due cose soltanto sulla base del peso.
Sul CSS, cioè il combustibile che può essere ricavato dopo aver trattato e selezionato la parte dei rifiuti che non si riesce a riciclare, la posizione della Regione è semplice: prima ridurre i rifiuti, poi recuperare quanta più materia possibile e solo alla fine recuperare energeticamente ciò che non può essere recuperato diversamente. Inoltre, non è scritto da nessuna parte che il CSS prodotto in Umbria debba obbligatoriamente finire a Gubbio.
Su Orvieto Cardinali e la sindaca Tardani provano a riscrivere la storia. Tardani arriva a chiedere a Proietti di fermare l'ampliamento di Le Crete, come se la vicenda fosse nata con questa Giunta. Dimenticano un particolare: il Piano rifiuti della Giunta Tesei prevedeva un nuovo inceneritore, ma lasciava Le Crete come una delle sole due discariche dell'Umbria destinate a restare operative. Il modello del centrodestra, quindi, non era inceneritore al posto della discarica: prevedeva l'inceneritore e, contemporaneamente, il mantenimento della discarica di Orvieto. Prima di scaricare sulla nuova Giunta regionale la responsabilità dell'attuale vicenda, Tardani dovrebbe ricordare cosa aveva deciso la Giunta Tesei, sostenuta dagli stessi partiti che oggi sostengono la sua amministrazione a Orvieto.
Intanto la nuova Giunta regionale ha già drasticamente ridotto i rifiuti speciali provenienti da fuori Umbria che finiscono nelle nostre discariche. Nel 2025 sono scesi da quasi 47 mila a poco più di 22 mila tonnellate: più che dimezzati in un solo anno. Nello stesso periodo i conferimenti complessivi in discarica sono diminuiti del 23%, da oltre 225 mila a circa 174 mila tonnellate. Questa è la direzione scelta dalla Giunta Proietti: meno rifiuti da fuori regione e meno rifiuti in discarica.
Sulle scorie AST, Cardinali scopre oggi l'acqua calda e prova perfino a darci lezioni: chiede ricerca, università, innovazione e collaborazione con l'industria. È esattamente la strada già avviata con l'Accordo di programma AST del 2025, sottoscritto dalla Giunta Proietti con il Governo, Arvedi e il Comune di Terni, di cui Cardinali era assessore. Delle due l'una: o sapeva cosa stava firmando e oggi ricicla come proposta personale una linea già in corso, oppure non lo sapeva. In entrambi i casi, la lezione alla Regione può risparmiarsela.
Del resto, in materia di "soluzioni innovative", Cardinali ha già dato. Da assessore presentò il potenziamento della centrale turbogas Edison come soluzione per AST, arrivando a ipotizzare 35 milioni di euro l'anno di risparmio. Di quella "soluzione" tecnicamente irrealizzabile e che non avrebbe portato alcun beneficio economico ad AST, oggi non è rimasto nulla. Prima di dispensare ricette alla Regione, farebbe bene a ricordare come è finita l'ultima.
Oggi Cardinali presenta l'Hub di Sviluppumbria di Strada delle Campore come uno dei pilastri della sua visione per la Terni del futuro. Peccato che appena pochi mesi fa Bandecchi spiegasse agli "Stati generali dell'economia" che "Sviluppumbria a Terni non ha sviluppato nulla", mentre la Provincia aveva perfino una procedura di uscita da Sviluppumbria ancora in corso, successivamente fermata dall'amministrazione Bandecchi. Oggi la stessa Sviluppumbria e lo stesso Hub diventano improvvisamente il cuore della strategia che Cardinali presenta come nuova. Cambiare idea è legittimo, soprattutto quando quella degli altri si scopre improvvisamente essere una buona idea.
Infine una precisazione storica. Cardinali ricorda che l'inceneritore ACEA è stato costruito in passato e allude a responsabilità di amministrazioni dello stesso colore politico dell'attuale Regione. Evidentemente ricorda male: il progetto dell'inceneritore Terni EN.A. ottenne l'autorizzazione ministeriale alla costruzione e all'esercizio l'8 settembre 1998, quando a Terni governava il sindaco di centrodestra Gianfranco Ciaurro.
Cardinali chiede un confronto "numeri alla mano" e noi accettiamo. Ma partiamo da quelli che ancora mancano. Se vogliamo parlare di efficienza, economia circolare e convenienza per i cittadini, partiamo dai conti e dalle bollette. Il resto viene dopo.
Daniele Pica Coordinatore provinciale M5S Terni