La Città del Possibile

La Città del Possibile Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di La Città del Possibile, Organizzazione politica, Terracina.

Un progetto culturale mirato ad aprire un confronto e un dibattito che possano favorire condizioni di sviluppo sociale, politico ed economico della Città di Terracina Nato durante le elezioni amministrative del 2023 e formato da donne e uomini provenienti da sensibilità culturali e politiche diverse, il Gruppo “La Città del Possibile” si impegna a far diventare Terracina una città sostenibile, so

lidale, partecipata e democratica, al passo delle migliori realtà europee contemporanee. Il nuovo panorama politico, che si è aperto dopo la fase elettorale, ha portato il Gruppo de “La Città del Possibile” (del quale l’Associazione “Terracina Rinasce” è parte integrante, e sostenuto dai molti cittadini che continuano a credere nel progetto), a intraprendere un nuovo percorso di crescita sempre nella direzione degli obiettivi predefiniti, con il compito di supportare l’attività politica che il consigliere Fabrizio Di Sauro, rappresentante istituzionale del Gruppo “La Città del Possibile” nel Comune di Terracina, continuerà a portare avanti con tutto il suo impegno e le capacità già mostrate nel periodo trascorso. Questa pagina ha lo scopo, in primo luogo, di aggiornare e tenere informati i cittadini sulle iniziative di Fabrizio Di Sauro nella sua attività istituzionale, con l’obiettivo, inoltre, di generare confronti e riflessioni sulle questioni sociali, culturali e politiche della città, nell’ottica di stimolare forme di cittadinanza attiva.

GRAZIE FABRIZIO Con questo comunicato, il gruppo che ha sostenuto “la Città del Possibile” vuole rendere pubblico il pro...
13/02/2025

GRAZIE FABRIZIO
Con questo comunicato, il gruppo che ha sostenuto “la Città del Possibile”
vuole rendere pubblico il proprio ringraziamento a Fabrizio Di Sauro che si è dimesso dal consiglio comunale di Terracina per motivi personali.
Il gruppo, non dimenticherà facilmente la disponibilità di Fabrizio ad accettare l'invito di candidarsi a Sindaco della città, come pure a lavorare collettivamente, per fornire la più ampia coalizione delle forze democratiche e progressiste, sotto il nome "La Città del Possibile" Coalizione che ha portato alla elezione di tre consiglieri e che sfortunatamente è finita sul nascere per cui, Fabrizio di Sauro si e ritrovato a intraprendere la carica di consigliere, come unico rappresentante della "Città Del Possibile" in quanto la coalizione non si è costituita come gruppo unico e si è sciolta. Fabrizio, ha più volte dichiarato l'importanza della cultura, mettendola al centro della sua azione politica, come motore principale per generare conoscenza, coscienza di cambiamento della società e della città. Spesso è rimasto da solo e non risiedendo a Terracina ha subito il peso e la fatica degli spostamenti, che, tuttavia non gli hanno impedito di contribuire alla costruzione del comitato cittadino della pace, a stimolare la diffusione e la costruzione di alcuni comitati di quartiere per far crescere la coscienza civica dei cittadini.
Noi del gruppo che ha sostenuto "La Città Del Possibile "non vogliamo lasciare che questo impegno e lavoro avviato da Fabrizio vada disperso, quindi, ci appelliamo a tutti coloro che, durante la campagna elettorale, si sono mobilitati per un cambiamento di questa nostra città, in senso democratico e progressista, a ritrovarci insieme e a sviluppare forme e momenti di confronto. Partendo dall'esperienze che già si stanno sviluppando nelle associazioni e nei comitati di quartiere di appartenenza; così sarà possibile realizzare un Coordinamento delle varie esperienze in atto in modo da contribuire al miglioramento e al cambiamento di Terracina in senso democratico e progressista.

Gruppo di supporto alla "Città Del Possibile"

TERRACINA CITTÀ DOLENTE IN MANO AD UNA AMMINISTRAZIONE SENZA VISIONE, SENZA IDEE E INCHIODATA IN UNO STALLO POLITICO AMM...
17/12/2024

TERRACINA CITTÀ DOLENTE IN MANO AD UNA AMMINISTRAZIONE SENZA VISIONE, SENZA IDEE E INCHIODATA IN UNO STALLO POLITICO AMMINISTRATIVO.
Sono trascorsi già 20 mesi dall’avvio operativo dell’amministrazione Giannetti, cioè è trascorso un terzo del tempo di durata complessiva del mandato elettorale e per esprimere una valutazione sull’operato dell’amministrazione, ci facciamo aiutare con la parafrasi del titolo di un famoso libro americano: “a Terracina, oltre la siepe, c’è solo buio”. La coalizione politica, capeggiata da Francesco Giannetti, ha vinto le elezioni con una promessa potente: “disegniamo insieme una città nuova”; ma dove sta questo disegno di “citta nuova”? Dov’è il disegno di “città nuova” che si sta facendo in termini, per esempio, di Lavori pubblici? Dove sono le opere pubbliche ideate, programmate e progettate dall’Amministrazione Giannetti? L’unica opera pubblica in corso di realizzazione è la riqualificazione, nel Borgo Pio, dell’Area del Mercato Marina un’opera ideata e progettata ben prima dell’arrivo dell’amministrazione Giannetti e finanziata con i fondi statali del PNRR. E quindi non è farina del sacco di questa amministrazione.
Un’altra opera pubblica importante, di cui si è discusso nei giorni scorsi anche in Consiglio Comunale, è la realizzazione di un nuovo Asilo Nido a Borgo Hermada: un intervento reso possibile da un finanziamento statale con i fondi del PNRR. Su questo intervento abbiamo fatto qualche domanda, come minoranze in consiglio comunale, per sapere quali sono stati i criteri di scelta visto che a Borgo Hermada c’è già un Asilo Nido e se ne realizza un secondo, mentre in altre zone della città molto popolate (ad esempio la zona di Calcatore), ne attendono invano almeno uno, da anni. E l’amministrazione comunale ha risposto, come di abitudine, un pò schernendo, un po’ distraendo, un po’ travisando, ma evitando attentamente il senso reale delle domande. Perché le domande chiedevano sostanzialmente: ma quale è il disegno di “città nuova” che l’Amministrazione sta realizzando a Borgo Hermada? Questo nuovo Asilo nido, che è il secondo Asilo nido per Borgo Hermada, in quale contesto si colloca, per soddisfare quali standard sociali? E tutti gli altri standard urbanistici indispensabili per Borgo Hermada che riguardano la mobilità e viabilità, che riguardano i parcheggi, che riguardano il verde pubblico, che riguardano i servizi culturali quando saranno disegnati dall’Amministrazione? Gli impegni che l’Amministrazione Giannetti ha assunto in campagna elettorale, che ha riportato nel Programma di mandato e nel DUP e che ha approvato con tutta la maggioranza, quando si realizzeranno? Che cosa intende fare questa Amministrazione per affrontare il collegamento, attraverso la bretella della “migliara 57”, della via Pontina con la via Appia? Che cosa intende fare l’Amministrazione Giannetti per affrontare il problema della riqualificazione della portualità con riferimento al Porto Badino, al Porto Sisto e il necessario raccordo con Borgo Hermada? Dove sta il disegno per la riqualificazione e lo sviluppo di Borgo Hermada? Domande queste che nascono da una constatazione sempre più evidente: questa è un’Amministrazione che naviga a vista, che interviene se, possibile, dove possibile, senza alcuna pianificazione strategica né capacità di programmazione. Si va avanti, come stiamo dicendo da tempo, mettendo una pezza di quà e una pezza di là.
Intanto i cittadini cercano di organizzarsi autonomamente e fanno proposte che sarebbe utile tenere nella giusta considerazione, visto la carenza delle idee della politica, e che riguardano la riqualificazione e la valorizzazione di un edificio, oggi fatiscente, che rappresenta un bene importante da un punto di vista culturale e storico. È l’edificio dell’ex Pileria sito nel Centro storico di Borgo Hermada che richiama la memoria storica del borgo dal periodo antecedente alla bonifica integrale fino agli inizi degli anni 70. Una proposta avanzata dal “Comitato civico di Borgo Hermada e zone limitrofe” e rivolta all’Amministrazione comunale (con il sostegno di circa 800 firme di cittadini) per valutare le possibilità di intervento finalizzato all’acquisizione, al recupero e alla valorizzazione con finalità pubbliche culturali e polifunzionale (Biblioteca, museo, sala conferenze, etc.). Questa proposta del Comitato civico di Borgo Hermada è stata fatta sulla base di quanto approvato dal Consiglio comunale di Terracina con la deliberazione n.29060 del 04 aprile 1995 (Variante al PPE di Borgo Hermada), che ha riconosciuto l’edificio e l’area della ex Pileria come “Lotto Edificato di Edilizia Storica” (art.4), prescrivendo il rispetto architettonico del complesso, le destinazioni d’uso compatibili e gli interventi ammissibili.
In conclusione, sino ad ora il disegno della “città nuova” non c’è stato e gli ordinari interventi di riqualificazione non si vedono, mentre la città declina e il Borgo Hermada, con il suo Centro Storico, attende ormai da un quarto di secolo una soluzione ai suoi annosi problemi urbani ed urbanistici”.

il Capogruppo e consigliere comunale di Terracina Città del Possibile Fabrizio Di Sauro

IL NUOVO PUA.Consiglio Comunale del 30 settembre 2024. Intervento del consigliere Fabrizio Di Sauro sull’approvazione de...
30/09/2024

IL NUOVO PUA.
Consiglio Comunale del 30 settembre 2024. Intervento del consigliere Fabrizio Di Sauro sull’approvazione del ​

Prima di esprimermi in merito all’oggetto di questo nostro incontro devo rappresentare al Presidente una protesta riferita alle modalità con cui ci sono stati messi a disposizione questi documenti e alla qualità degli stessi. La documentazione inerente il PUA è stata presentata nell’occasione della riunione di commissione del 17 settembre cui è seguita una nuova commissione il 24 settembre, nel corso della quale sono state concordate modifiche e variazioni e, successivamente, abbiamo ricevuto i materiali la mattina del venerdì 27 settembre per esprimere la nostra valutazione oggi 30 settembre. Il PUA è composto da 5 documenti testuali per circa 250 pagine e 18 file di carte e tavole tecniche che danno la rappresentazione grafica e visiva di tutto quanto è detto nei documenti testuali dei quali io non sono riuscito ad aprirne neanche uno. Mi sono rivolto anche ad un paio di copisterie, a Latina, per farlo a mie spese ma mi è stato detto che avrei dovuto rivolgermi ad una copisteria specializzata e che comunque, molto difficilmente mi avrebbero fatto quelle copie nello stesso giorno. Devo precisare che, su mia richiesta, c’è stato l’immediato interessamento dell’Assessore Corradini che ringrazio perché si è prodigato al suo meglio per farmi avere i materiali necessari, ma il risultato è stato quello di cui ho già detto.
Io vi chiedo: ma non è un DOVERE dell’amministrazione mettere tutti i consiglieri comunali nelle condizioni adeguate fornendo tutti i materiali necessari per poter effettuare le giuste valutazioni e assumere le giuste decisioni? Voglio ripeterlo non è solo un DOVERE dell’amministrazione fornire, in qualunque modo e superando qualunque difficoltà, i consiglieri comunali della documentazione necessaria per assumere una valutazione, dovrebbe essere un INTERESSE PRIMARIO per l’amministrazione assicurarsi che ciascun consigliere comunale sia informato adeguatamente perché è su questo aspetto che si realizza la DEMOCRAZIA. Non è la prima volta che affrontiamo questo discorso e per questo lo VOGLIO sottolineare ancora una volta e con il massimo vigore: se il consigliere comunale non è messo in condizione di essere informato come un componente dell’Amministrazione c’è un grave indebolimento del processo democratico di cui non mi devo preoccupare solo io ma vi dovete preoccupare soprattutto voi che amministrate perché è vostra responsabilità avere capacità di governo democratico. Se questo non accade è mio dovere denunciare un comportamento dell’amministrazione antidemocratico. Voglio sperare che non accadrà ancora che non si istruiscono adeguatamente e nei tempi giusti gli argomenti che devono essere trattati dai consiglieri comunali con giustificazioni, poi, inaccettabili quali: non c’è tempo oppure quella che è andata di moda in questi giorni: i file sono troppo grossi, oppure sono troppo pesanti, etc., etc..

Veniamo quindi alla trattazione del punto all’odg:
Intanto devo notare che abbiamo, sostanzialmente, perso più di un anno di procedura amministrativa da quando fu approvata la mozione di rivisitazione del PUA adottato dal Commissario con il fine di valutare se sussistevano le condizioni per revocarlo; ricordo, poi, che quel documento adottato dal Commissario aveva già avuto una valutazione positiva da parte della Regione ed era stato sottoposto alla valutazione degli stakeholders che, nella maggioranza dei soggetti, si erano espresso positivamente (mi riferisco alle associazioni culturali e ambientali che parteciparono all’incontro con l’amministrazione) mentre la categoria degli operatori balneari si era opposta e aveva valutato negativamente l’Atto.

Dico questo perché, a mio avviso, un Piano del genere come questo del PUA ha la necessità di essere valutato ed eventualmente condiviso dagli stakeholders che sono le associazioni e tutti i portatori di interesse. Altrimenti come tutti i provvedimenti calati dall’alto senza alcun livello di partecipazione e di condivisione rischiano il triste fallimento.
E quindi, qualora si procederà all’adozione del nuovo PUA, è bene avere presente la necessità di presentare pubblicamente il documento e assicurare la facoltà di produrre le osservazioni dei portatori d’interesse.

Per quanto riguarda il documento proposto in adozione questo potrebbe essere proprio il caso per dire che “la montagna ha partorito il topolino” dato che la struttura portante del PUA che oggi si vuole adottare non presenta grandi differenziazioni con quello che invece si vuole revocare.
E non poteva che essere così dal momento che l’impiego e utilizzo dei Beni demaniali è soggetto ad un complesso di norme nazionali e regionali talmente specifiche che lasciano ben poco spazio alle scelte discrezionali delle autorità locali. Direi anche per fortuna che è così.
È stato detto che il PUA che si vuole revocare era debole sul piano degli indirizzi politici in quanto era stato redatto in un periodo in cui il Comune era guidato dal Commissario prefettizio che, come noto, è una figura tecnica dell’amministrazione che non è tenuto ad avere una visione Politica e, quindi, che c’era bisogno di uno Piano differente che fosse più rispondente alle esigenze politiche della nostra comunità.
A me preme di sottolineare che il PUA è uno strumento disposto dalla Legge che ha il fine primario di tutelare il Bene demaniale costiero. Proteggere e tutelare il Bene Ambientale in una situazione, quella attuale, in cui le cause del degrado dei nostri ecosistemi costieri sono il grande sviluppo urbano e il turismo balneare di massa, associati all’erosione del litorale. La mia impressione, leggendomi solo i documenti testuali, è che questo Piano, quello che si vuole adottare è un po' più debole da un punto di vista ambientale di quello che si vuole revocare, mentre assume con pienezza, anche di linguaggio, le esigenze delle attività economiche. Si dice con chiarezza di linguaggio che il PUA persegue l’obiettivo di garantire agli operatori turistici l’ottimizzazione degli investimenti nelle strutture complementari dell’attività d’impresa! È anche detto che il PUA deve perseguire gli obiettivi di: garantire la conservazione e la tutela degli ecosistemi locali e costieri in armonia con lo sviluppo dele attività turistiche. E bisogna qui aver ben chiaro che la priorità è di garantire la tutela degli ecosistemi locali e costieri per poter avere uno sviluppo armonico delle attività turistiche! Forse sarebbe il caso di precisare l’ordine di priorità tra questi obiettivi che potrebbero non essere affatto convergenti. Cioè la compatibilità tra le attività turistiche e la tutela e la conservazione degli ecosistemi deve essere intesa con l’obiettivo primario di salvaguardare il litorale che per la sua peculiarità costituisce una risorsa ambientale indispensabile e strategica per lo sviluppo sostenibile. E quindi dovranno essere individuate le più corrette forme di accessibilità e di utilizzo delle aree nel rispetto delle caratteristiche ambientali e paesistiche specifiche, la promozione della fruibilità sociale, ambientale ed economica, cioè il rispetto dei tre capisaldi dello sviluppo sostenibile. Quindi l’obiettivo del PUA che è poi l’obiettivo della Legge è di tutelare, salvaguardare e difendere la risorsa demaniale che, in quanto tale, è un Bene comune, è un Patrimonio dell’intera collettività. Cioè qualunque cosa si deve fare deve essere compatibile con questa salvaguardia. E quindi i principi di partenza per l’elaborazione e la redazione del PUA sarebbero dovuti essere questi: prima di tutto la tutela e la salvaguardia del bene e poi vediamo cosa è che si può fare “compatibilmente”. A me è sembrato invece che si è fatto al contrario. Preso atto dei vincoli delle normative vediamo di fare tutto ciò che è possibile. Per esempio per ciò che riguarda gli stabilimenti balneari essi sono concepiti, dalle norme, per offrire servizi ai bagnanti funzionali alla balneazione che sono i servizi indispensabili quali i bagni e le docce, le cabine e i servizi di ristoro. Ora questo PUA parla di destagionalizzazione delle attività turistiche. A che cosa si fa riferimento e in che modo si intende destagionalizzare? Cioè noi siamo nelle condizioni, oggi, a Terracina di programmare una proposta turistica di mercato che riguarda il “MARE D’INVERNO”? È così? È a questo che si sta pensando? A portare a Terracina, per fare anche la talassoterapia d’inverno il mercato turistico interessato a godere del “MARE D’INVERNO”? Oppure si sta pensando alla destagionalizzazione come alla possibilità di continuare a fare le attività di servizio di ristorazione, di somministrazione di bevande e cibo, ed altro aumentando, così, il numero degli esercizi che offrono enogastronomia nel periodo in cui diminuisce la domanda perché in inverno la dimensione economica della città si riduce ai minimi termini. Con questa mia riflessione non voglio assolutamente dire che io sono contro la destagionalizzazione. Al contrario io sono per la destagionalizzazione non solo delle attività turistico-balneari ma dell’intero Sistema Economico della città. E ciò significa che dovremmo cambiare la strategia complessiva di sviluppo economico affiancando alla valorizzazione del mare, della spiaggia, della costa, la valorizzazione dei Beni culturali, la valorizzazione dei Beni ambientali e Paesaggistici, la valorizzazione delle produzioni tipiche locali. Insomma per farla breve dovremmo cambiare completamente il modello di sviluppo locale! Io dentro questo PUA non c’ho visto niente del genere! Certamente questo PUA è stato redatto in conformità con il PUAR (il Pua Regionale), così come d’altronde lo era anche il PUA adottato dal Commissario, e molti aspetti sono definiti in maniera tale che lasciano ben sperare, mi riferisco all’obbligo di pulizia delle spiagge, a carico dei concessionari, anche durante l’inverno e questo può essere utilmente propedeutico anche per una prospettiva di destagionalizzazione; io trovo molto apprezzabile che un tratto di litorale sia riservato ai portatori di disabilità e che, addirittura, le associazioni che si occupano della cura dei disabili potranno concorrere alla gestione diretta della spiaggia. Così come trovo apprezzabile che ci sia un obbligo per tutti i concessionari di assicurare la fruibilità dei propri servizi ai soggetti disabili. Finalmente questo tema, quello dei disabili, inizia ad avere la priorità che merita.
C’è poi l’aspetto, fondamentale a mio avviso, del raccordo tra il PUA con tutti gli strumenti di pianificazione territoriale perché il Demanio costiero non è un’isola, non è isolato, ma ha dietro di sé l’intera città! L’intera città che è organizzata dal punto di vista dei vincoli urbanistici, paesaggistici, che dovrebbe essere monitorata attraverso il Piano di Assetto Idrogeologico perché ci sono parti dell’arenile che sono soggette a frane, a inondazione, a erosione. Il PUA, che certamente non è uno strumento urbanistico, dovrebbe però necessariamente dialogare con il PTPR (Piano Territoriale Paesaggistico Regionale) e dovrebbe altrettanto necessariamente essere messo in massima coerenza e compatibilità con il PUMS, con il Piano della Mobilità Sostenibile. Come si va al mare? In che modo, con quali mezzi, dove poter parcheggiare?
Ma dal momento che tutto questo bisognerà farlo, cioè mettere in relazione tutti questi strumenti di pianificazione territoriale perché non pensare ora, e con coraggio, a prevedere un ulteriore progetto di pianificazione che potrebbe davvero dare un grande risultato anche in termini di valorizzazione dell’arenile da un punto di vista ambientale applicando pienamente i principi dello sviluppo sostenibile e i principi della conservazione della risorsa litorale.
Pedonalizzare tutto il Viale Circe con la mobilità attiva cioè la mobilità fatta attraverso il trasporto pubblico, la pista ciclabile e la mobilità pedonale, che è una previsione storica del PRG di Terracina. E spostare il traffico veicolare privato sull’Asse di Viale Europa, sempre nei 300 metri, così come era già previsto aumentando sia i parcheggi che il verde pubblico. Così sì che si potrebbe creare una eccellente relazione tra mare, ambiente e qualità della vita. E sarebbe anche un ottimo viatico per vedere riconfermata la Bandiera Blu, perché si riqualificherebbe il litorale e ci troveremmo ad avere uno dei migliori litorali provinciali se non addirittura regionali. Con un colpo solo abbatteremmo la concentrazione di CO2 ed eleveremmo la qualità dell’aria. E decongestionando il traffico pesante del lungomare si riqualificherebbe la fascia interna ma, soprattutto, si diminuirebbe la pressione antropica sulla battigia. Perché bisognerebbe scrivere a caratteri cubitali su qualunque Piano di Utilizzo degli Arenili, in Italia, che obiettivo primario per salvaguardare ancora per un po' il litorale dalla minaccia dell’erosione è di diminuire la pressione antropica.
In conclusione la mia valutazione, che è inerente sia al metodo che al merito di questo documento, è decisamente negativa. È certamente negativa nel metodo perché non si possono costruire queste pianificazioni all’interno delle sole strutture tecniche, con tempi sempre di tipo emergenziali, con scarsa o nulla partecipazione e condivisione degli stakeholders, che non sono solamente le forze politiche che siedono in Consiglio comunale, ma sono i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano con tutti i portatori di interesse. Ma è negativa anche nel merito perché mentre ci si preoccupa di ottimizzare gli investimenti degli operatori non si è manifestata nessuna preoccupazione sulle condizioni alquanto degradate del litorale costiero di Terracina e su questo aspetto, quello del recupero e del ripristino delle condizioni minime di qualità del litorale e dell’arenile non c’è traccia di alcuna strategia.

(fotografia di Anna Catena)

La dichiarazione della “Via Appia Patrimonio dell’Umanità” è un’opportunità storica, per la città di Terracina, per riqu...
08/09/2024

La dichiarazione della “Via Appia Patrimonio dell’Umanità” è un’opportunità storica, per la città di Terracina, per riqualificarsi e per ridefinire un nuovo modello di sviluppo sostenibile per la comunità locale.

La notizia che tutti speravamo è, finalmente, arrivata con la proclamazione fatta a New Delhi il 27 luglio, nella 46ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, della “Via Appia Regina Viarum” quale 60mo sito italiano riconosciuto Patrimonio dell’Umanità. La Via Appia, con i 540 km. che collegano Roma a Brindisi, rappresenta una delle più straordinarie testimonianze dell’ingegneria e della cultura romana, con una storia che risale al 312 a.C.; una grande infrastruttura, ma soprattutto un potente mezzo di scambio culturale e commerciale tra diverse civiltà.
Si capisce bene l’esplosione di entusiasmo che ha accompagnato l’annuncio dell’UNESCO e i tanti commenti trionfalistici dei politici, degli operatori culturali, della stampa e dei cittadini che hanno dimostrato di aver compreso la straordinaria importanza di questo riconoscimento. Passato però il momento delle emozioni è necessario che si cominci a ragionare su quali dovranno essere le azioni che si dovranno fare per ottenere, da questo straordinario risultato, un effetto benefico altrettanto straordinario per la città di Terracina e per la comunità dei suoi cittadini.
Per ottenere risultati davvero positivi è necessario avviare una fase di elaborazione, di pianificazione e di programmazione straordinaria focalizzata sulla direttrice della Via Appia dal lato nord-ovest, zona del Ponte Alto fino alla Piazza Palatina e all’Esedra Traianea (punto di incrocio tra Appia Claudia e Appia Traianea) per la Via Appia Superiore e il percorso che si snoda sotto il Pisco Montano per la Via Appia Inferiore. Naturalmente includendo, all’interno della direttice, l’intero Centro Storico. Si tratta di mettere a fuoco una visione nuova, anzi nuovissima, che recupera i profondi significati del passato, ne dà l’interpretazione necessaria al presente, getta lo sguardo nel futuro.
E si tratta di mettere la Testa e le Mani, innanzitutto, su quella vasta Area di ingresso a Terracina dell’Appia a Nord-Ovest intorno alla Fonte di Feronia, che è stata indicata come zona cuscinetto perché è necessario (come richiesto dall’ICOMOS) mettere ordine e fare chiarezza tra i Beni Pubblici e quelli privati e le Regole di utilizzazione e di fruibilità dell’Appia e dei Beni Archeologici intorno all’Appia. In questo momento su quell’Area c’è solo caos.
Poi c’è l’Area di pregio straordinario dell’Appia che attraversa la Valle. La Valle di Terracina è una delle Aree di maggiore valore e significato Storico della Città perché è nella Valle che è stata fondata e si è insediata la Colonia Romana nel 329 a.C., e sono le migliori terre della Valle che sono state assegnate dallo Stato Romano alle prime 300 famiglie di coloni romani. Lì lo Stato Romano ha fatto, a sue spese, la centuriazione, ha fatto la divisione agraria, ha fatto le strade, i canali di scolo e ha fatto le abitazioni. Ed è lì, nella Valle, che la città ha acquisito lo status di Colonia e i coloni, cittadini ‘optimo iure’, hanno acquisito gli stessi diritti attivi e passivi dei cittadini Romani. In quell’Area c’è ancora la possibilità di realizzare un percorso Storico-culturale interamente pedonalizzato (così come previsto dal PUMS di Terracina) e sarebbe un percorso grandioso equivalente per bellezza paesaggistica e ricchezza storica ad uno dei tratti della Via Appia che partono dalle Porte di San Sebastiano da Roma. È assolutamente necessario che tutta quest’Area diventi oggetto di un Piano Particolareggiato Esecutivo (PPE) che ridefinisca il quadro urbanistico d’insieme e che stabilisca le nuove norme in merito, alla mobilità, alla produttività, alla residenzialità, ai parcheggi, ai servizi, al verde pubblico e agli altri standard urbanistici. Perché, se ci crediamo davvero, quell’Area deve diventare un’Area di destinazione urbanistica-archeologica così come lo è il Centro Storico. E in questa nuova prospettiva va affrontato con coraggio il tema della Stazione Ferroviaria che non svolge più la sua funzione e non c’è nessun programma né progetto di rifunzionalizzazione da parte di RFI. Se liberiamo l’Area dal (non) servizio ferroviario possiamo aumentare e riqualificare l’Area Archeologica a rafforzamento di una Visione complessiva Storico – Urbanistica dell’intera città. E siamo nel Centro Storico.
Qui siamo in attesa, già da tanti anni, di un aggiornamento al PPE. Si pensi soltanto al versante Nord del Foro Emiliano, a destinazione urbanistica-archeologica, con un perimetro che va dalla Torre degli Acso all’Arco Quadrifronte e dal Castello (detto anche Frangipane) alle Mura: ci si deve occupare contestualmente della Casa Torre di Orazio Migliore e del tempio di Vicolo Pertinace, fino al giardino che va a finire sulle Mura che conducono al Castello. Perché quello è tutto un collegamento storico. Ci si deve occupare della zona del Capitolium, che è collegata alla zona di Via Santi Quattro ad ovest e al Teatro Romano. Un quadrante Archeologico straordinario. E che cosa accadrà ora con il Teatro Romano per ciò che riguarda il completamento delle attività di scavo, di restauro e rifunzionalizzazione? Dopo l’emozionante ‘consegna dei lavori’ dell’11 novembre 2023 cosa altro succederà? E come inseriamo questo Bene con gli altri nella valorizzazione dell’Appia? Perché deve stare tutto in una Visione unica di valorizzazione! Altrimenti si continua con le ‘pezze’. E visto che il Teatro Romano è strettamente legato al Foro Emiliano, che è attraversato dalla Via Appia, ricordiamoci che il Foro Emiliano poggia su un basamento sostruttivo di 150 mt. X 20 mt. pari a complessivi 3.000 metriquadrati di gallerie e camminamenti sotterranei che sono parte integrante e ‘meravigliosa’ dello stesso Foro Emiliano.
E poi, naturalmente si deve intervenire con un Piano di riqualificazione e di valorizzazione per tutta l’Area del Monte Sant’Angelo fino alla Piazza Palatina e oltre. Portare così a valore unitario con l’Appia Regina Viarum l’antica Acropoli di Terracina (area del Convento di San Francesco), valorizzare i percorsi di ricongiungimento tra l’Acropoli e il Santuario Romano, valorizzare tutto il percorso delle Mura sillane, ripristinare il camminamento militare sopra le Mura, tutti percorsi che si affiancano alla Via Appia e che proseguono nella direzione di Piazza Palatina per poi incontrarsi di nuovo con l’Appia inferiore nella zona dell’Esedra Traianea. E la questione della Villa Salvini: un’Area Archeologica di valore incommensurabile con un’estensione di 18.000 mq. che contiene tratti di Via Appia Traianea, resti delle Terme Nettunie, resti dell’Acquedotto di S.Lorenzo, il sito preistorico del Riparo Salvini, etc.,etc.. Ecco già solo lavorare su queste idee minime di valorizzazione del patrimonio posto sulla Via Appia Regina Viarum richiederebbe l’impegno intenso e focalizzato di una Amministrazione comunale per almeno quattro o cinque anni. Il risultato sarebbe quello di disegnare (disegnare davvero non per la campagna elettorale) il più grande Parco Archeologico Urbano del Centro dell’Italia. Un Parco Archeologico che parte dal Ponte Alto e arriva fino all’Epitaffio. Il più grande Parco Archeologico Urbano subito dopo Roma.
Nella lingua inglese il Patrimonio Culturale viene definito Cultural Heritage: Eredità Culturale. Io ho sempre pensato all’Eredità solo in termini di Eredità familiare e come a un privilegio che tocca a taluni ma non tocca a tutti. Io non ho avuto alcuna Eredità familiare. Ma questo Patrimonio Culturale della Via Appia è un’Eredità che è stata lasciata alla nostra collettività. Abbiamo una collettività cittadina che merita di godere di questo grandioso progetto? Abbiamo una cittadinanza che lo pretenderà? Abbiamo soprattutto una classe dirigente, politica e civica, all’altezza del compito che il riconoscimento dell’Unesco ci ha assegnato? Vedremo quali saranno i primi provvedimenti a partire dall’impegno per quel Piano Strategico Urbanistico approvato con delibera n.68 del 16 maggio 2024, dentro il quale auspichiamo che non dovrà mancare il fondamentale obiettivo di tutela, valorizzazione e fruizione della Via Appia Regina Viarum di Terracina.

Fabrizio Di Sauro

Riflessioni e considerazioni sul valore del patrimonio culturale   dopo la visita di Madonna.Tema, quello della valorizz...
25/08/2024

Riflessioni e considerazioni sul valore del patrimonio culturale dopo la visita di Madonna.
Tema, quello della valorizzazione, considerato strategico dal consigliere Fabrizio Di Sauro come dimostrano le proposte in commissione cultura e in consiglio comunale per una decisa azione di pianificazione e messa a sistema del patrimonio storico, vedi ad esempio la proposta del Parco Archeologico, rinviata e disattesa dalle altre forze politiche, che noi ci auguriamo possa essere presa seriamente in considerazione, anche in vista del riconoscimento dell 'Appia come patrimonio dell'UNESCO.

Premesso che la visita di una superstar mondiale come Madonna a Terracina è una cosa positiva sotto qualunque aspetto la si voglia considerare i problemi gravi della città sono tutt’altri. La presenza di Madonna a Terracina può, al più, confermare la straordinaria capacità di attrattiva dei B...

Indirizzo

Terracina
04019

Sito Web

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