MoVimento Terracina Cinque Stelle

MoVimento Terracina Cinque Stelle Pagina ufficiale degli attivisti del Movimento 5 Stelle a Terracina Non siamo legati ad alcun partito o altro movimento politico, ne intendiamo farlo in futuro.

Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vogliamo realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi. PARTECIPA ATTIVAMENTE AL MEETUP!

Ci ha lasciati Cesare De Prosperis, un personaggio singolare e un attivista della prima ora del Movimento 5 Stelle nel t...
20/01/2026

Ci ha lasciati Cesare De Prosperis, un personaggio singolare e un attivista della prima ora del Movimento 5 Stelle nel territorio Pontino.
Negli ultimi 15 anni della sua vita, Cesare ha dedicato ogni sua energia alle attività del Movimento, accompagnandolo con generosità e costanza sin dalla sua nascita. Gli amici attivisti lo ricordano con profonda commozione per aver dato anima e corpo nel sostenere le idee del Movimento e per essere stato una presenza costante lungo il difficile percorso politico intrapreso insieme.

27/03/2025
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08/03/2025

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e dateci il lavoro e i ruoli che ci spettano, una reale lotta contro la violenza di genere, gli asili nido, l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, i consultori, il diritto all’aborto. Questo è quello che vogliamo, questo è quello che difendiamo.

Non limitiamoci a quello che c’è già, rivendichiamo tutto quello che ci spetta.

24/02/2025

GARA D’APPALTO DEI RIFIUTI A TERRACINA: UN SISTEMA CHE PREMIA L'APPALTATORE, NON I CITTADINI.
Tutto ha inizio con il PEF (Piano Economico Finanziario) approvato che prevede un aumento della tassa o Tariffa Rifiuti per le famiglie, tout court, e non tiene conto di quanto sancito dalla Deliberazione di Giunta Regionale n.2 del 17 gennaio 2017 relativamente al principio base della trasparenza attraverso cui il cittadino ha la sicurezza di pagare solo per il numero di conferimenti realmente operati, oltre a quanto già incluso nella parte fissa della Tariffa.
Nell’ultimo Consiglio Comunale, la maggioranza ha bocciato la mozione dell’opposizione che prevede l’annullamento, in via cautelare, della gara d’appalto rifiuti.
Nel nuovo Capitolato d’Appalto, il Comune di Terracina, nonostante le chiare direttive normative e le opportunità offerte dal PNRR, sembra aver optato per un sistema di gestione dei rifiuti che continua a favorire eccessivamente la ditta appaltatrice, a discapito dei cittadini e dell'ambiente, continuando a disapplicare o applicare male la Tariffa Puntuale (TARIP).
Il principio "paga solo quello che butti", sancito dal decreto legislativo n. 116/2020 e dalle linee guida regionali, viene clamorosamente disatteso.
Invece di incentivare la differenziazione dei rifiuti e premiare i cittadini virtuosi, il Comune ha incrementato la componente fissa della tariffa, penalizzando il cittadino che si impegna nella raccolta differenziata.
Sappiamo che nei Comuni dove si è stabilito il rapporto premiale tra aumento della raccolta differenziata, la diminuzione dei rifiuti e l’azione della cittadinanza, come è emerso dal rilevamento dell’ISPRA, si è anche favorita e determinata la diminuzione del tributo pro capite annuo a carico dei cittadini (cioè della parte variabile della Tariffa Rifiuti).
E’ un dato di fatto che nei Comuni dove è stata applicata la Tariffa Puntuale sono stati ottenuti non solo dei chiari benefici ambientali ma, soprattutto, dei notevoli benefici economici per i cittadini, per le famiglie e le imprese e quindi per l’economia del territorio stesso.
La scelta del Comune, oltre a essere ingiusta, disincentiva la transizione verso l'economia circolare e comporta un aumento dei costi di smaltimento per l'intera comunità.
Nel nuovo capitolato traspare una perversa vocazione per le Occasioni Mancate e una abituale tendenza allo sperpero di Denaro Pubblico.
Infatti, l'impianto di compostaggio aerobico comunale di Morelle, un'eccellenza regionale storica, con enormi potenzialità, è stato colpevolmente trascurato.
Il Comune ha rinunciato a ben 40 milioni di euro di finanziamenti a fondo perduto del PNRR per l'ammodernamento e rimessa in funzione dell'impianto, preferendo darlo in locazione alla ditta appaltatrice a un canone irrisorio di 5.000 euro al mese.
La futura ditta appaltatrice, quindi, si troverà a beneficiare del grande complesso industriale, il cui fitto all'anno è stimabile in almeno 220.000 euro, pagando un canone di locazione irrisorio di poche migliaia di Euro.
Nel Capitolato si prevede di dare in locazione i capannoni, e gli uffici, senza inserire alcun vincolo di utilizzo finalizzato al trattamento, e alla produzione di compost.
Tutto questo è l’ennesimo spreco di denaro pubblico e un'occasione persa per creare valore per la comunità.
Concludendo
• Le scelte del Comune di Terracina stanno per determinare un sistema di gestione dei rifiuti inefficiente, costoso e dannoso per l'ambiente.
• È urgente una revisione del sistema, con l'implementazione della TARIP, la valorizzazione dell'impianto di compostaggio e la correzione delle criticità del CSA.
• I cittadini di Terracina meritano un servizio di gestione dei rifiuti trasparente, efficiente e sostenibile, che premi l'impegno di chi si prodiga nella raccolta differenziata e tutela l'ambiente.
Il tutto evidenzia una situazione critica, dove l'amministrazione comunale sembra aver perso di vista il bene della Cosa Pubblica, concentrandosi invece su dinamiche di potere e interessi economici, sacrificando l'interesse della città, dimostrando una incapacità a risolvere il problema dei rifiuti, aggravato da gestioni precedenti.
In sintesi si evidenzia una situazione di stallo, dove l'inefficienza prevale sugli interessi del bene comune.

GRUPPO TERRITORIALE RIVIERA DI ULISSE

31/01/2025

LE VERGINI IMMACOLATE
l'editoriale di Marco Travaglio
31 Gennaio 2025
Gira un video strepitoso di Giorgia Meloni che ringhia da sotto la mascherina nell’aula della Camera: “Adesso basta! C’è un limite a tutto! Conte si vuole difendere sull’uso della scorta? Lo faccia nelle sedi proprie, come farebbe qualsiasi altro politico qui dentro, non approfittando degli italiani che aspettano di sapere se possono festeggiare almeno il Natale. Il problema dello Stato di diritto in Europa adesso lo pongo io. Non Orbán, gli ungheresi, i polacchi: c’è un problema in Italia di difesa dello Stato di diritto, in nessuna democrazia degna di questo nome le istituzioni si usano così! Chiedo ufficialmente al presidente della Repubblica Mattarella cosa pensi di questo uso delle nostre istituzioni”. È il 3 dicembre 2020 e, a proposito di uso politico della giustizia per abbattere gli avversari, FdI ha appena denunciato il premier Giuseppe Conte alla Procura di Roma per peculato, con l’accusa di aver mandato la scorta a proteggere la compagna da un agguato delle Iene. Un giornalista, in conferenza stampa, ha chiesto lumi a Conte, che ha spiegato come sono andate le cose e si è messo a disposizione dei pm. Che seguono per lui la stessa procedura ora seguita per Meloni&C.: lo iscrivono nel registro e lo avvisano di aver trasmesso la denuncia di FdI al Tribunale dei ministri, che indaga, sente i protagonisti e quattro mesi dopo archivia. Ma quella volta la Meloni non accusa i pm di ricattare e intimidire il premier, anzi lancia l’allarme democratico al capo dello Stato perché Conte ha financo risposto a un giornalista.
Figurarsi che avrebbe detto se Conte avesse girato un video per sputtanare il procuratore come autore di “processi fallimentari” (tipo quelli sulla Raggi) e di trame contro il governo; o avesse passato al Tg1 notizie riservate per screditarlo; o avesse infamato sul piano personale la denunciante di FdI anziché rispondere nel merito. E figurarsi se, quando fu accusato a Bergamo di aver sulla coscienza la morte di almeno 4.148 persone per Covid, Conte avesse scatenato l’inferno per quell’imputazione infamante e lunare. Invece disse: “Ben vengano le verifiche giudiziarie. Risponderò nelle sedi opportune, ma non aspettatevi show mediatici”. E quando i giudici archiviarono, non chiese la testa dei pm che l’avevano indagato: non una parola. Chi pensa che “i politici sono tutti uguali” rifletta su questa fondamentale differenza. C’è chi pensa che la legge sia uguale per tutti e chi dice “io so’ io e voi non siete un cazzo”. Come il sindaco Sala, che intima al Pd di votargli il Salva-abusi sennò “sarebbe in discussione il mio operato”. E chi sarà mai, la Vergine Immacolata? Se il Pd voterà pure quella porcata, non dimostrerà che i politici sono tutti uguali. Ma che il Pd è uguale alle destre.

Il Fatto Quotidiano
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03/01/2025

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