24/04/2021
Alle affermazioni di Anna Bianchini riportate sul suo articolo di AltoVicentinonline, rispondo innanzitutto con un ringraziamento. Dico grazie perché finalmente dalla stampa arriva un messaggio consono alle finalità che il giornalismo possiede, a differenza di tante altre testate, di tanti altri articoli che hanno perso il senso originario di fare giornalismo, raccontare i fatti in modo oggettivo e stimolare la riflessione politica. Ogni parola rivolta ai rappresentanti dei cittadini dovrebbe diventare uno stimolo di riflessione e, si spera, di elaborazione di una proposta da discutere nelle relative sedi della politica.
Con questa pubblicazione Bianchini ha sicuramente colto nel segno, almeno in parte: cosa stanno facendo i 16 consiglieri eletti dai cittadini? Riassumendo i passaggi essenziali, si domanda in un periodo storico eccezionale e delicato come questo quali sono gli argomenti in discussione per rilanciare e sostenere le attività locali e i cittadini stessi, come vengono investiti i costi diretti di questa amministrazione, i famosi gettoni di presenza, e infine perché dedicare ore di dibattito a tematiche legate alla storia, alla Resistenza in particolare. Definito come uno “show anacronistico”, è andato in onda un lungo consiglio di ore e ore che non ha affrontato i temi caldi di questa pandemia.
Io mi permetto di dare la mia risposta, come unico consigliere del mio Gruppo Consiliare, parlo esclusivamente per me, per il mio operato, per il mio modo di “fare politica”.
Entrando nel merito del contenuto dell’articolo, mi sento di dire che è parzialmente corretto quanto riportato, perché racconta i fatti in modo non completo.
“Ore e ore a parlare di storia”: sì, il consiglio comunale è durato quasi 4 ore, 3 ore e 44 minuti per l’esattezza; no, non ci sono state ore e ore dedicate alla storia, perché il tema della resistenza è durato esattamente 40 minuti, che raffrontato con l’intera durata occupa 40 dei 224 minuti , cioè il 18%, meno di un quinto.
“La politica serve per risolvere i problemi, cambiare e migliorare la vita dei cittadini. La storia appartiene al passato, è bene e doveroso ricordarla, soprattutto per non ripeterne gli errori, ma non si può cambiare, il presente sì.” È vero, la politica funziona se è volta a cambiare e migliorare la vita dei cittadini; mentre non è assolutamente vero che la storia appartiene al passato, la storia rappresenta le fondamenta per il presente e per il futuro. E la mozione discussa giovedì ne è la massima espressione, perché non parla dei fatti del passato, parla di riconoscere oggi alla nostra città, ai nostri antenati, quella riconoscenza che la storia non ha dato. Esatto, la storia ha lasciato un vuoto, un capitolo dimenticato e mai concluso. Pertanto, è compito dell’amministratore di oggi riconsegnare ciò che la storia ha segnato ma non ha ufficializzato: perché le sue conseguenze non si riverberano all’indietro nel tempo, ma si diffondono nelle menti e nei cuori del presente e del futuro. Dare conclusione a questo iter è un dovere prima di tutto nei confronti di chi ha vissuto quegli anni, ma anche di tutti i cittadini thienesi che verranno. I 40 minuti di consiglio dedicati al tema rappresentano la conclusione di un cammino iniziato decenni addietro da altre amministrazioni, da storici che hanno fatto le dovute ricerche, da volontari che hanno agito dall’esterno, da politici che tra Thiene e Roma hanno voluto portare a termine questo progetto.
“Teatro, Sport, disagio giovanile”: perché non si è parlato di questi temi al consiglio? Perché il decreto legge che stabilisce le linee guida delle riaperture è arrivato mercoledì sera, esattamente 24 ore prima del consiglio. Saranno le prossime commissioni consiliari la sede adatta per rispondere a tutti gli stimoli proposti dalla giornalista, che sicuramente ha definito tematiche importanti, ma non sono altrettanto corretti il luogo e il tempo di discussione.
“Per quale motivo consiglieri comunali di destra, sinistra, centro, alti, bassi, tondi, hanno il bisogno di rifugiarsi in temi così vecchi, scontati, ritrattati innumerevoli volte? Incapacità di affrontare i temi reali? Fallimento di una politica inadeguata alle problematiche dei cittadini? Qualcosa che non va c’è”
Su questo tema invece mi sento di dissentire, almeno parlando personalmente. Il consiglio comunale è iniziato con la mia interrogazione su Ava, sul suo bilancio e piano industriale, perché i conti non tornano. E non parliamo di briciole, cioè del gettone di presenza che i consiglieri comunali ricevono. Parlo di milioni di euro che mancano all’appello, milioni di euro che appartengono ai cittadini di 32 Comuni Soci. Come mai non ho visto una riga su questa operazione poco trasparente? Perché se vogliamo veramente fare il confronto: cosa sono i 30€ lordi forfettari per 4 ore di consiglio (7,50€ euro all’ora, 5 euro netti), moltiplichiamolo pure per i 16 consiglieri presenti, 480 euro di una serata; cosa sono 480 euro in confronto ai più di 10 milioni di euro che non sono entrati nelle casse di Ava in questi ultimi sette anni? Perché anche di questo dovrebbe dedicarsi il giornalismo, locale e non. E non sto parlando di ambiente, ma di soldi dei cittadini che le partecipate gestiscono per noi. Perché se mi fermassi sull’ambiente, dov’erano i giornalisti quando denunciavamo che Ava, visto che parliamo di questa partecipata, non consegna i documenti ai consiglieri? Come posso garantire il mio operato se non ho accesso alla documentazione? Provate anche voi a fare un accesso agli atti.
E se parliamo di Viacqua, delle bollette esose, quante mozioni sono state presentate dal mio gruppo consiliare, l’ultima in questo consiglio? Perché una partecipata che gestisce 65 milioni di euro è difficile da controllare, non è semplice verificare un corretto funzionamento sia da un punto di vista economico che di servizi erogati. Ma dov’erano i giornalisti quando due anni fa sostenevo che i Pfos non sono più commerciabili, non si dovrebbero per nessun motivo trovare in acqua, mentre mi sentivo rispondere che era solo un mio errato modo di interpretare le normative. E dov’erano i giornalisti un paio di mesi fa durante la commissione consiliare con Viacqua, in cui il direttore ha definitivamente confermato che i Pfos non sono commerciabili? Perché i giornalisti non partecipano alle commissioni consiliari, che sono il luogo per approfondire le tematiche del consiglio?
E con gli esempi potrei proseguire a lungo, ma non è questo il senso della risposta.
“Avete abbondantemente dimostrato di avere fallito nel vostro ruolo, perché se andate a ripescare la storia significa che avete un problema nell’affrontare l’attualità”. Bene, visto che si parla al plurale, presumo che il messaggio sia rivolto anche a me: no, non mi sento di aver per nulla fallito. Ho cercato di dedicare il mio tempo, non certo per il misero compenso economico, ma perché ci tengo particolarmente che Thiene possa cambiare nel presente e nel futuro. Ho voluto portare idee, proposte, sollecitazioni, per lasciare un segno in questa attualità e, come sempre ho fatto, non mi sono mai tirato indietro di fronte alle richieste dei cittadini e della stampa. Pertanto, rimango a vostra disposizione per approfondimenti
Abramo Tognato
consigliere m5s - Thiene
di Anna Bianchini Festa della Liberazione: fascisti e partigiani. Siamo nel 2021 e ancora tiriamo in ballo una storia sepolta. E’ forse per l’incapacità della politica di non saper affrontare i temi di attualità? Un consiglio comunale lungo, difficile da seguire anche per i più addetti ai lav...