FARE per Thiene

FARE per Thiene Questa pagina, riporta notizie sul nostro Comune e sulle sue vicende politico/amministrative . L’Italia può e vuole crescere nuovamente.

DAL MANIFESTO DEI 10 PUNTI DI FARE per fermare il declino 2012
La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94 ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa, e non soluzione, di quel declino economico e sociale che vogliamo fermare. Per tornare a crescere l'Italia deve generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito i

ndividuale. Affinché l'interesse di chi lavora - o cerca di farlo, come i giovani e tante donne – diventi priorità bisogna smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese. I problemi odierni sono gli stessi di vent'anni fa, solo incancreniti: l'inefficienza dell’apparato pubblico e il peso delle tasse che lo finanziano stanno stremando l’Italia. Perdendo lavoro e aziende, migliaia di persone non sono più in grado di produrre e milioni di giovani non lo saranno mai. Tagliare e rendere più efficiente la spesa, ridurre le tasse su chi produce, abbattere il debito anche attraverso la vendita di proprietà pubbliche, premiare il merito tra i dipendenti pubblici, promuovere liberalizzazioni e concorrenza anche nei servizi e nel sistema formativo, eliminare i conflitti di interesse, liberare e liberalizzare l’informazione, dare prospettive e fiducia agli esclusi attraverso un mercato del lavoro più flessibile ed equo. Sono queste le discriminanti che separano chi vuole conservare l’esistente da chi vuole cambiarlo per far sì che il paese goda i benefici dell’integrazione economica europea e mondiale. Nessuno, fra i partiti esistenti, si pone neanche lontanamente questi obiettivi. Noi vogliamo che si realizzino.

13/08/2026

Javier Milei è il faro del mondo!

Mentre il debito pubblico è cresciuto in gran parte dell’America Latina, l’Argentina è stata l’eccezione.
Secondo i dati del FMI e dell’IIF diffusi da Bloomberg Línea, il debito pubblico lordo argentino è passato dall’89,8% del PIL nel 2019, il 154,6% del pil nel 2023 al 70,4% proiettato per il 2026.

Il contrasto nell’America del Sud è forte: nello stesso periodo è aumentato il peso del debito in paesi come Brasile, Messico, Colombia, Cile, Uruguay, Ecuador, Perù ed El Salvador.

Dall’arrivo di Milei c’è un altro cambiamento centrale: l’Argentina è tornata in surplus finanziario. Il FMI proietta che il debito federale continuerà a ridursi in relazione al PIL durante il 2026. (IMF).

La crescita economica prevista combinata con i futuri surplus finanziari (la via maestra che Milei intende perseguire inderogabilmente) permetterà ulteriori flessioni del rapporto debito/pil argentino nei prossimi anni.

La media dei rapporti debito/pil nel mondo è previsto, per il 2026, del 95,3% (93,9% nel 2025). In Italia, le proiezioni per il 2026 porteranno il rapporto al 138,5% (137,1% nel 2025).

Mentre buona parte della regione nonché il mondo intero si indebitano di più, l’Argentina mette in ordine (anche) i suoi conti. 🇦🇷

13/08/2026

Per stimolare la crescita, Argentina e Italia stanno seguendo strade diametralmente opposte: incentivi per il libero mercato o spesa pubblica decisa da burocrati.

Meno Stato per i Super RIGI, RIGI e RIMI o dirigismo statale del PNRR.

Zero peso fiscale sui contribuenti che rimangono liberi di scegliere o meno i prodotti delle aziende che aderiscono al piano di Milei in Argentina contro debiti + interessi da pagare (122 miliardi + 64/67 miliardi di interessi) per servizi che i contribuenti non hanno mai chiesto e di cui non ravvisano alcuna necessità.

Liberismo contro statalismo.
Libertà contro coercizione statale.

Mercato, rischio d’impresa e offerta di nuovi beni e servizi a costo zero per i contribuenti in grado di migliorare la qualità della vita delle persone che rimangono libere di scegliere contro la presunzione di statalisti che l’impresa, ovvero il rischio di mercato e la visione di soluzioni in grado di migliorare la qualità della vita della gente non sanno neanche cosa siano.

Super RIGI, RIGI e RIMI sono regimi argentini di incentivi fiscali, doganali e (in alcuni casi) valutari orientati ad attrarre investimenti produttivi privati. Sono strumenti strutturali e permanenti (con finestre di adesione limitate) basati principalmente su riduzione di imposte e stabilità normativa.

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano) è invece un programma temporaneo finanziato dall’UE (fondi Next Generation EU) basato su sovvenzioni, prestiti e riforme, con obiettivi specifici di transizione verde/digitale e scadenze vincolanti.

I vantaggi principali per le aziende
RIGI (Régimen de Incentivo para Grandes Inversiones).

Destinato a grandi progetti (investimento minimo generalmente da circa 200 milioni di USD, variabile per settore) in ambiti strategici tradizionali (miniera, petrolio/gas, energia, infrastrutture, tecnologia, siderurgia, forestale, turismo).

-> Aliquota Impuesto a las Ganancias (imposta sui redditi) fissa al 25% (inferiore al regime generale).

-> Ammortamento accelerato (beni mobili in minimo 2 quote annuali; opere di infrastruttura con vita utile ridotta al 60%).

-> Certificati di credito fiscale per l’IVA.

-> Benefici doganali (esenzioni/riduzioni su importazioni di beni capitali) e valutari (libera disponibilità progressiva dei proventi da esportazioni).

-> Stabilità normativa di 30 anni (tributaria, doganale, valutaria): le regole non possono essere modificate in pejus.

-> Aliquote ridotte su dividendi (7%, poi 3,5% dopo alcuni anni).
È pensato per grandi capitali (anche internazionali) che richiedono prevedibilità a lunghissimo termine.

RIMI (Régimen de Incentivo para Medianas Inversiones).
Orientato a micro, piccole e medie imprese (pymes). Soglie di investimento molto più basse (da circa 150.000 USD per micro imprese, fino a 9 milioni per medie di tramo superiore; alcune categorie agro come irrigazione o reti antigrandine senza minimo). Copre qualsiasi attività economica.

-> Ammortamento accelerato in Ganancias: beni mobili nuovi in 2 quote annuali uguali; opere produttive con vita utile al 60%; alcuni investimenti (irrigazione, efficienza energetica, semoventi) ammortizzabili al 100% nel primo anno.

-> Restituzione anticipata del credito IVA dopo soli 3 periodi fiscali mensili (migliora fortemente la liquidità).

-> Impatto immediato sul flusso di cassa e riduzione del carico fiscale nei primi anni. Non offre stabilità trentennale, regime valutario speciale né arbitrato internazionale. È incompatibile con il RIGI sulle stesse investimenti. Ideale per modernizzare impianti, migliorare competitività e liquidità delle pymes.

Super RIGI (Régimen de Incentivo para Grandes Inversiones en Nuevas Industrias).
Destinato a nuove attività economiche (non ancora sviluppate commercialmente in Argentina o in fase sperimentale/pilota): intelligenza artificiale, data center, semiconduttori, biotecnologie avanzate, batteria al litio, idrogeno verde, veicoli elettrici, pannelli solari/turbine eoliche, reattori nucleari SMR, catena del valore di litio/uranio, ecc.

-> Investimento minimo molto elevato: 1.000 milioni di USD per progetto (con almeno il 20% da eseguire nei primi 2 anni). R&D può contare doppio fino a un tetto.

-> Aliquota Ganancias ancora più bassa: 15%.

-> Ammortamento più aggressivo (es. 60% nel primo anno + 20% + 20%).

-> Deduzione di perdite (quebrantos) senza limite temporale (trasferibili a terzi dopo 5 anni).

-> Esenzione totale e immediata di dazi all’importazione e di diritti all’esportazione.

-> Contributi previdenziali datoriali ridotti al 10% per i nuovi rapporti di lavoro.

-> Liberazione più rapida delle divise da esportazioni (20%/40%/100% in 3 anni).

-> Stabilità normativa di 30 anni (tributaria, doganale, previdenziale e valutaria).

-> Tetto basso su imposte locali (es. Ingresos Brutos max 0,5% nelle province aderenti).

-> Finestra di adesione più lunga (5 anni + eventuale prorroga di 1).
È il regime più generoso, pensato per mega-progetti di “industrie del futuro” che non esistono ancora nel Paese. Ha ricevuto media sanción alla Camera dei Deputati (giugno 2026) e ora è in discussione al Senato.

ARGENTINA ovvero LIBERISMO:
Regime di incentivi fiscali/doganali/valutari permanenti (con finestre di adesione) basato su riduzioni d’imposta e stabilità normativa.
Nessun trasferimento diretto di fondi pubblici; agevolazioni fiscali e regole agevolate (il costo è in minor gettito)
Stabilità normativa lunga (30 anni per RIGI/Super RIGI); benefici legati all’investimento realizzato
Obiettivi:
Attrarre capitali privati nazionali/esteri, industrializzazione, esportazioni, occupazione

ITALIA ovvero SOCIALISMO di sinistra, destra, centro e Cinque Stelle:
Piano temporaneo di investimenti e riforme finanziato da fondi UE (sovvenzioni + prestiti), legato a milestone e target specifici
Fondi pubblici UE (centinaia di miliardi di euro totali per l’Italia) erogati a progetti pubblici e privati tramite bandi, crediti d’imposta, contributi
Scadenze strette (realizzazione e rendicontazione entro termini UE); rischio di perdita fondi se non si rispettano milestone
Obiettivi:
Ripresa post-pandemia, transizione verde e digitale, riforme strutturali, inclusione sociale, resilienza (termine orrendo)

In sintesi: i regimi argentini (soprattutto RIGI e Super RIGI) offrono prevedibilità fiscale e giuridica a lunghissimo termine e riduzioni strutturali di carico tributario/doganale, ideali per investimenti di grande scala e capitali esteri che temono l’instabilità normativa. Il RIMI è più “operativo” e immediato per le pymes.

Il PNRR, invece, è uno strumento di spesa pubblica mirata e finanziata dall’UE, con bandi e crediti d’imposta temporanei legati a obiettivi di policy (green/digital), ma con maggiore burocrazia di rendicontazione e orizzonte temporale più breve.

Quale scelta sia migliore per i cittadini, per le aziende, per i contribuenti, per i consumatori, per i lavoratori, per la crescita reale, per l’occupazione a breve e lungo termine, per il miglioramento della qualità della vita delle persone, perfino per il gettito fiscale attuale e futuro è evidente a tutti, anche a un id**ta.

A tutti, tranne all’id**ta, ignorante, presuntuoso, statalista, dirigista, socialista italiano, di sinistra, destra, centro e cinque stelle.

10/08/2026
10/08/2026

L’Argentina dell’età d’oro (grosso modo 1880-1930) era uno dei paesi più liberi e, conseguentemente, più ricchi del mondo in termini di PIL pro capite: intorno al 1913 era tra i primi 10 globalmente, davanti a Francia, Germania e Italia, e comparabile a Canada o Australia.
Il modello era essenzialmente liberale e orientato all’esportazione agroalimentare: Costituzione del 1853 (ispirata a principi liberali di Alberdi), apertura agli investimenti e all’immigrazione europea, pochi dazi, ruolo limitato dello Stato.

Poi, 100 anni di statalismo, l’hanno distrutta fino ad arrivare a registrare 43 argentini su 100 in povertà.

Da uno dei paesi più ricchi e liberi al mondo, l’Argentina era precipitata oltre il 140mo posto nella classifica mondiale delle libertà economiche.

Il presidente economista argentino, Javier Milei, vuole portare, ora, l’Argentina ad essere il paese più libero al mondo e, conseguentemente, tra i più prosperi al mondo.

La strada non è più lo Stato che la ricchezza la distrugge.

La strada attuale e futura dell’Argentina, faro del Sud America e, presto, del mondo è l’unica possibile: la libertà!

01/08/2026

🇦🇷 JAVIER MILEI INTRODUCE IL CEPPO FISCALE

📈 Se per diversi mesi consecutivi i conti pubblici risultano in deficit, il Congresso ha alcune settimane di tempo per riportarli in equilibrio. Se non lo fa, scatta automaticamente il blocco.

🔒Si fermano tutte le attività non essenziali dello Stato. Si congelano le nuove spese. Non si stipulano nuovi contratti. Non si assumono nuovi dipendenti pubblici. Si bloccano i trasferimenti discrezionali alle province.

🚫 Ma soprattutto, durante tutto il periodo del ceppo fiscale, il presidente, il vicepresidente, i ministri, i parlamentari non avranno un solo centesimo di stipendio. In questo modo, chi gestisce male i conti pubblici paga personalmente le conseguenze, non i cittadini.

🟢 La legge esclude dal blocco i servizi essenziali come sanità, difesa, sicurezza, pensioni e indennità varie.

L'obiettivo della legge è responsabilizzare la politica sulla regolarità dei conti pubblici, per far sì che lo stato smetta di spendere più di quanto possa permettersi e chiedere il conto ai cittadini.

Indirizzo

Via Castelletto 11
Thiene
36016

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