27/09/2022
Pontecuti, addossato alle pendici del colle di Todi, dove raggiunge il Tevere, appare come fosse un paesaggio di un presepe mentre lo si osserva passando lungo la strada.
Nato alla confluenza di 3 importanti assi viari che andavano in direzione di Perugia lungo il Tevermorto, verso Orvieto lungo un antico percorso oramai scomparso che arrivava a Ponte Martino e la strada a salire verso Todi, aveva nei pressi anche uno dei pochissimi punti in cui il Tevere in alcuni periodi dell'anno è attraversabile a piedi.
Lo sviluppo del paese va di pari passo con il ponte, costruito forse in origine dall'imperatore Nerva e che subì più ricostruzioni fino a crollare, travolto da una piena nel 1422.
La provenienza del nome di non facile individuazione lascia aperti vari scenari, tra cui "ponte acuto" o "ponte dei Goti" o "ponte cote" essendo il paese sorto su uno sperone di arenaria.
Fortificato alla fine del XIII° secolo il paese risulta essere non solo uno dei castelli più estesi ma anche uno dei più importanti, 3 porte verso le strade sopramenzionate ed una porta fortificata con torre all'ingresso del Ponte.
Nel 1433 fu ricostruito il ponte in legno per volontà di Francesco Sforza duca di Milano e nel 1617 veniva finalmente inaugurato il nuovo ponte in pietra, similissimo all'attuale. Il bombardamento alleato del 25 maggio 1944 portò alla distruzione del ponte e di parte del paese, tra cui la medievale chiesa di San Leonardo. A seguito dell'evento molti abitanti ricostruirono le proprie case dall'altro lato del fiume andando a generare il primo nucleo del nuovo abitato.
Vuole la leggenda che proprio da Pontecuti sarebbe partita la missione del Vescovo Alaleoni per uccidere un drago che infestava le zone del forello nel XV° sec.
Attualmente il paese mantiene ancora il suo fascino medievale malgrado le sfortune della guerra accogliendo tra le strette vie e le scalinate i visitatori ed immergendoli in un passato fuori dal tempo.