08/09/2026
La tradizione della festa dell'8 settembre e della Fiera
La celebrazione della festa della
Natività della Vergine è attestata
a Todi già nel 1346, quando il
Comune pagava un compenso al
gabelliere perché la fiera ad essa
collegata si tenesse senza tasse per
tre giorni dopo la festa.
Tale fiera si svolse per secoli, fino
agli anni Cinquanta del
Novecento, ed era una delle più
importanti manifestazioni di Todi
e dintorni, dove pure erano molteplici
le occasioni in cui, specie
a ridosso delle feste dedicate alla
Madonna, si tenevano i grandi
mercati, con gare di lotta, tornei e
giostre.
Nello spirito di emulazione
che vide l’area della Consolazione
(da Montesanto a Pozzo Beccaro)
prevalere sulla zona di Porta
Romana nell’ospitare i grandi
eventi commerciali, dal 1568 si
tenne presso il tempio la fiera
dell’Annunciazione, mentre dal
1613 vi fu trasferita la grande fiera
di Pentecoste, istituita nel XIV secolo,
che prevedeva anche la corsa
di un palio, ed in seguito quella di
San Martino; alla Consolazione,
per lungo tempo, giunsero anche
le processioni di Pentecoste, del
Corpo di Cristo e dei Tributi, ossia
di San Fortunato.
Oltre agli spazi per i numerosi
banchi mobili, lungo il viale della
Consolazione si aprivano ben 18
botteghe sulla sinistra e 31 a destra
per chi veniva da Posso Beccaro:
tutto ciò assicurava un imponente
giro di affari, che iniziò a declinare
solo nell’Ottocento quando,
venute meno le fiere, rimase la
festa con fuochi d’artificio, globi
aerostatici, bancarelle, colazioni
sul prato e lotteria.
Si trascorreva attorno al tempio
l’intera giornata, fino ai fuochi
d’artificio che ancora oggi si
svolgono dopo il tramonto, eredi
di quegli spari d’archibugio con
cui fu salutata l’apertura al culto
del tempio nel 1607. Ma anche i
fuochi sono antichi: già nel lontano
1636 è attestato, infatti, un
pagamento al falegname Angelo
Pieri di Todi, lo stesso che aveva
realizzato il nuovo altare della
chiesa, “per polveri e altre robbe da
far razzi e varii ingegni di fuochi
artificiali per la Natività della Beata
Vergine”.
Tradizionalmente, nel corso
del Novecento, dopo lo spettacolo
pirotecnico veniva organizzato al
teatro comunale un grande spettacolo
e dal 1923 l’Associazione Pro
Todi saluta i Todini lontani, che
scelgono l’8 settembre per tornare
in città. In questa data sono state
sempre inaugurate le più importanti
iniziative culturali cittadine: la Mostra Todina del Lavoro
(1923), la Mostra del Costume
Todino (1928), il settimo centenario
della nascita di Jacopone
(1930), il corteo ariostesco (1933);
cui si devono aggiungere il concerto
di Beniamino Gigli (1953),
l’opera e l’operetta, le due edizioni
dell’Aquila d’oro e, dal 1956, la
Mostra dell’Artigianato.