18/03/2026
BONUS RIFIUTI. SINDACO: MENO POST, PIÙ COMUNE
Il Sindaco Iannone scopre finalmente ARERA… su Facebook.
I cittadini, invece, scoprono il bonus rifiuti nei commenti.
C’è qualcosa che non funziona.
Le battaglie non si fanno con gli sfoghi social: si fanno con atti, alleanze tra Comuni, iniziativa politica vera.
E soprattutto informando i cittadini. Cosa che, ad oggi, non è stata fatta.
Troppo comodo prendersela con lo “Stato” quando non si vuole nominare il “Governo”.
ARERA è autorità indipendente, sì. Ma Sindaco... il presidente e i componenti sono stati deliberati a dicembre 2025 dalla sua maggioranza nazionale, cioè da Giorgia, e poi nominati – ahimè – dal Presidente della Repubblica.
Troppo facile così. E, francamente, poco onesto intellettualmente.
Dopo la confusione già vista sui temi della sicurezza, oggi Lei replica: grossa indignazione, ma… poca sostanza.
Un consiglio semplice, Sindaco: meno militante, più amministratore.
Se vuole – e lo diciamo senza ironia – la disponibilità a darLe una mano nostra c’è sempre stata.
Ma servono serietà e responsabilità. Non post.
https://www.facebook.com/share/p/19SozBxqE9/
BONUS RIFIUTI ED ALTRO, IL SINDACO DI TORNARECCIO NICOLA IANNONE: “MECCANISMO F***E E INSOSTENIBILE. ARERA UMILIA GLI ENTI LOCALI E DANNEGGIA I CITTADINI.”
TORNARECCIO – “Siamo profondamente disgustati da quanto partorito da ARERA in merito alle modalità di erogazione del bonus sociale rifiuti. Quello che dovrebbe essere un aiuto per le famiglie in difficoltà si è trasformato in un incubo burocratico e in un salasso per le casse comunali.”
Con queste parole il Sindaco Iannone esprime la durissima critica dell’Amministrazione verso le direttive dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).
“Il sistema attuale è fallimentare sotto ogni profilo,” incalza il Sindaco. “Le criticità di elaborazione per i nostri uffici sono insormontabili: ci troviamo costretti a gestire procedure farraginose che sottraggono tempo e risorse umane alla gestione ordinaria dei servizi. Il rischio concreto, e paradossale, è che proprio i cittadini aventi diritto rimangano esclusi a causa di intoppi tecnici indipendenti dalla nostra volontà.”
Ma l’aspetto più critico riguarda i costi di gestione. “Per erogare pochi euro di bonus, il Comune è costretto a sostenerne il triplo in costi amministrativi, software e procedure di recupero. È una follia contabile: lo Stato decide, ARERA complica e i Comuni pagano il conto tre volte tanto. Non possiamo accettare che un diritto sociale venga gestito con tale approssimazione tecnica, scaricando sugli Enti Locali responsabilità e oneri economici che non ci appartengono.”
“Chiediamo una revisione immediata delle procedure,” conclude il Sindaco. “Le amministrazioni locali sono stanche di subire ‘invenzioni’ normative che ignorano la realtà operativa del territorio. Difendiamo i nostri cittadini, ma non possiamo farlo restando in silenzio di fronte a un sistema che genera solo sprechi e inefficienze.”
“A rendere la situazione ancora più inaccettabile è l'ennesimo regalo servito su un piatto d'argento alle software house. Ogni nuova 'invenzione' di ARERA costringe i Comuni a rincorrere aggiornamenti, moduli aggiuntivi e assistenza specifica, alimentando un business privato sulla pelle dei bilanci pubblici.
Siamo letteralmente soffocati da canoni di gestione e costi di assistenza software che lievitano a ogni nuova norma. È scandaloso che, nell'era della digitalizzazione, lo Stato e le sue Autorità non siano in grado di fornire programmi e database pronti all'uso. Invece di centralizzare l'elaborazione dei dati e metterla gratuitamente a disposizione degli Enti, ARERA scarica su di noi l'onere di implementare sistemi complessi, rendendoci ostaggi di fornitori privati che sono gli unici a guadagnare da questo caos.
È un sistema perverso: i Comuni pagano canoni esorbitanti per gestire dati che lo Stato possiede già, solo perché chi decide non ha la minima idea di come funzioni la macchina amministrativa reale. Siamo stanchi di fare da bancomat per le società di software e da parafulmine per le inefficienze di un’Autorità che vive fuori dal mondo.”
"Ma la follia non finisce qui. Non possiamo dimenticare il capolavoro d'ingegneria burocratica che è il nuovo format del PEF: un oggetto misterioso che sembra uscito da un laboratorio di fisica quantistica piuttosto che da un ufficio tecnico. ARERA è riuscita nell'impresa di trasformare la gestione dei rifiuti in un groviglio di formule algebriche incomprensibili, che nulla hanno a che fare con la realtà dei costi effettivi del servizio sul territorio.
Ci chiediamo seriamente: quanti cittadini, professionisti, revisori o amministratori sono realmente in grado di decifrare questi elaborati? Siamo di fronte a documenti che non descrivono più quanto costa raccogliere i rifiuti sotto casa, ma diventano astrazioni matematiche fini a se stesse. È un insulto alla trasparenza: se chi deve controllare e chi deve pagare non può capire come si arriva alla cifra finale, non siamo più in presenza di un servizio pubblico, ma di un esercizio di esoterismo amministrativo che serve solo a giustificare nuove spese e consulenze software."
La Domanda Politica: Se lo Stato ha già i dati ISEE e i dati catastali delle utenze tramite l'Agenzia delle Entrate, perché obbliga 8.000 Comuni a comprare software privati per fare un semplice "incrocio" che potrebbe essere fatto a livello centrale con un click?