Torreglia Riparte

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Torreglia riparte con idee concrete ed al servizio dei cittadini di tutte le fasce d'età per far si che, chiunque vi abiti, possa sentire il nostro paese come casa propria.

31/08/2026

Breve nota che accompagna il video
Lo scorso 30 luglio il Consiglio Comunale ha approvato l'accordo transattivo (5 voti favorevoli 3 astenuti 1 contrario 2 usciti dall'aula per obbligo di astensione / incompatibilità, 1 assente) con la ditta che dal 2019 gestisce la pubblica illuminazione a Torreglia. Un provvedimento arrivato dopo anni di ritardi accumulati dall'azienda, accordo giustificato dall'amministrazione con la necessità di "evitare il peggio".La verità è che il peggio continuano a viverlo i cittadini ogni sera per strada, costretti a muoversi al buio pesto usando le torce dei telefoni per non inciampare. Avevamo già denunciato e segnalato questi problemi in una nostra precedente interrogazione focalizzata proprio sulla sicurezza del territorio. Purtroppo, a quanto pare, l'amministrazione è riuscita a fare il miracolo: l'accordo con la ditta brilla di luce propria sulla carta, mentre i cittadini continuano a brancolare nel buio per strada.

Un articolo che arriva nel momento esatto in cui i numeri ci obbligano a guardare il territorio senza più scorciatoie. I...
25/07/2026

Un articolo che arriva nel momento esatto in cui i numeri ci obbligano a guardare il territorio senza più scorciatoie. Il pezzo dedicato ad un'intervista al climatologo Mercalli, relativo al progetto di variante al PI per realizzazione di magazzino semiautomatizzato, si inserisce in un quadro che non può essere ignorato: i dati ISPRA 2024 dicono che Torreglia ha già 282 ettari cementificati, pari al 15,2% del territorio comunale. Una percentuale superiore alla media veneta, che è già elevata: 11,86%.
Questi numeri non sono opinioni: sono la radiografia di un territorio che ha già superato la soglia critica. E sono coerenti con ciò che afferma il dottor Mercalli nell’intervista riportata nell’articolo: «Basta costruire». Non è un appello emotivo, è un principio climatico. Impermeabilizzare significa aumentare il rischio, sottrarre capacità di assorbimento, aggravare la vulnerabilità idraulica.
Ed è qui che le osservazioni presentate trovano piena legittimità: sono tutte in linea con quanto afferma il climatologo. Non chiedono altro che una cosa semplice: guardare il territorio per quello che è, non per quello che si vorrebbe trasformarlo. E partire dai dati reali, non da narrazioni.
A questo punto entrano le parole del sindaco, pubblicate nel periodico comunale: parla di cura del suolo, di un territorio di straordinaria bellezza che porta con sé fragilità, della necessità di sviluppare resilienza di fronte ai fenomeni meteorologici estremi. Parole importanti. Parole che impegnano. Parole che non possono restare chiuse in un editoriale mentre i dati ISPRA restano chiusi in un cassetto.
Se l’amministrazione vuole dare significato a ciò che scrive, allora deve:
tenere conto dei dati ISPRA 2024,
fare tesoro delle parole del climatologo,
assumere la fragilità del territorio come criterio guida,
Tener conto del vincolo paesaggistico del 1976
riconoscere che il consumo di suolo non è più sostenibile.
E trarne la conseguenza politica che ne deriva votando, in seno al Consiglio Comunale contro la variante per la realizzazione del magazzino.
Per coerenza.
Per tutela del territorio.
Per rispetto del vincolo paesaggistico.
Per responsabilità climatica.
Perché non si può parlare di resilienza e poi approvare impermeabilizzazione.
Ed è il momento di archiviare il parere positivo espresso in delibera di giunta n. 147/2025 sulla riclassificazione dell’area: oggi, alla luce dei dati ISPRA, delle osservazioni tecniche e delle parole del sindaco stesso, quel parere non è più sostenibile.

25/07/2026

Ci tenevamo a chiarire, per la correttezza che ci ha sempre contraddistinto, che l'iter della variante non risulta sospeso, ma che, ed è ciò che realmente ha rilevanza, è in corso il procedimento di verifica delle incompatibilità da parte del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza. Si è verificato un equivoco sul termine sospeso.

SOSPESO Iter della variante al PI per realizzazione magazzino semiautomatizzato!!!Qualche giorno fa avevamo illustrato i...
21/07/2026

SOSPESO Iter della variante al PI per realizzazione magazzino semiautomatizzato!!!
Qualche giorno fa avevamo illustrato il contenuto dell’osservazione dei cittadini presentata per chiedere chiarezza su una possibile incompatibilità riguardante un tecnico che risulta contemporaneamente:
- Componente della Commissione Tecnica del Parco Colli Euganei
- Professionista incaricato dalla ditta proponente
- Professionista incaricato dal Comune
Una vicenda ripresa anche dal Gazzettino.
Cosa è successo?
Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) del Comune, che ringraziamo per il suo lavoro,
per poter valutare correttamente le circostanze segnalate,
*ha richiesto documentazione:
- al Parco Regionale dei Colli Euganei (Presidente e Direttore)
- all’Ufficio Tecnico Comunale
*Ha sospeso il procedimento
applicando l’art. 2, comma 7, della L. 241
*Effettuerà una verifica e valutazione complessiva delle circostanze emerse.
Questi atti non sono dettagli tecnici, ma
Costutuiscono un passaggio di garanzia istituzionale, necessario per assicurare trasparenza, correttezza e assenza di conflitti di interesse in un procedimento urbanistico rilevante.
Un ringraziamento sincero va ai cittadini che hanno sollevato il tema: il loro impegno civico, la loro cura per il territorio, la loro scelta di studiare il progetto con serietà, sono la dimostrazione concreta di cosa significhi partecipazione democratica.
La trasparenza non nasce da automatismi: nasce da persone che vigilano, che leggono, che chiedono chiarezza.
E questo è un valore.

L'articolo ci offre lo spunto per iniziare a raccontare alcuni dei punti che i cittadini hanno posto all’attenzione dell...
18/07/2026

L'articolo ci offre lo spunto per iniziare a raccontare alcuni dei punti che i cittadini hanno posto all’attenzione dell’Ufficio Tecnico e dell’Ufficio VAS della Regione Veneto. Le osservazioni partono tutte dalla volontà di salvaguardare il paesaggio, il territorio e l’ambiente, nel rispetto dei valori costituzionali e del principio del rispetto verso le future generazioni. Salvaguardare oggi assume un valore e un sapore ancora più importante, soprattutto in un momento in cui i problemi climatici ci mettono di fronte al peso reale delle nostre azioni e delle scelte collettive. Sono domande nate da studio, passione e amore per il territorio: i cittadini hanno letto relazioni tecniche, elaborati grafici, mappe, atti istruttori, hanno chiesto chiarimenti a professionisti. Non c’è ostilità: c’è la richiesta di trasparenza e di rispetto per il territorio, l'ambiente, il paesaggio, perché quando si interviene nel Parco Colli Euganei,si interviene in casa di tutti.
Tema dell'osservazione: incompatibilità
Partiamo dai fatti che possono essere letti negli atti pubblici: documenti accessibili, verificabili, consultabili da chiunque.

Un professionista — progettista della variante al PI proposta dalla Ditta per la realizzazione del magazzino semiautomatizzato — risulta membro della Commissione Tecnica del Parco Colli Euganei dal luglio 2021.

Nello stesso periodo, il professionista compare come:
- progettista delle varianti al Piano degli Interventi del Comune di Torreglia;
- tecnico della Ditta per la variante al PI relativa al magazzino semiautomatizzato.
L’atto di nomina stabilisce che:
- la Commissione è organo chiamato a esprimere parere obbligatorio nei procedimenti urbanistici e paesaggistici;
- inoltre” Qualora il candidato si trovi in una delle condizioni di incompatibilità sopra indicate deve rendere apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, da allegare alla candidatura, in cui si impegna a cessare dalla carica già in essere nel caso di nomina a componente della Commissione Tecnica dell’Ente Parco”
Questa clausola conferma che l’Ente Parco richiede ai candidati di dichiarare eventuali incompatibilità e di impegnarsi a rimuoverle prima dell’assunzione dell’incarico.
Da qui discendono due domande inevitabili:
- Questa dichiarazione è stata resa?
- Le condizioni di incompatibilità sono state effettivamente rimosse?
Altra domanda è : la Commissione Tecnica deve operare come collegio perfetto?
Se così fosse, si configurano due scenari:
Scenario A – Il commissario non partecipa al processo di valutazione del progetto di variante presentato dalla ditta e non esprime parere

La Commissione non opera nella sua composizione completa.
Domanda: il parere espresso può considerarsi non validamente formato?

Scenario B – Il commissario partecipa al processo di valutazione del progetto di variante presentato dalla ditta ed esprime parere

Si verifica una violazione della normativa anticorruzione e dell’atto di nomina, poiché il commissario si trova in una situazione di incompatibilità strutturale.

Domanda: il parere espresso può considerarsi invalido?

In entrambe le ipotesi, i cittadini chiedono:
- Il parere della Commissione Tecnica risulta inficiato?
- Tale vizio travolge l’intero iter relativo alla variante urbanistica proposta dalla ditta per la realizzazione del magazzino semiautomatizzato?
Anche qualora il professionista si sia astenuto formalmente dalle pratiche da lui stesso progettate, resta aperta una domanda:
-La sua presenza continuativa nella Commissione può determinare asimmetria informativa?
- Può generare un condizionamento psicologico sugli altri commissari?
- Rientra questo nel caso definito dall’ANAC come conflitto di interessi potenziale o apparente, idoneo a minare la fiducia dei cittadini nell’imparzialità dell’Ente Parco?
L’ordinamento tutela infatti anche il conflitto di interessi percepito, poiché l’imparzialità amministrativa deve essere non solo reale, ma anche visibilmente garantita.
E ancora alcuni professionisti della Ditta — tra cui anche il membro della Commissione Tecnica — risultano progettisti del PI del Comune di Torreglia e delle successive varianti.
Inoltre nel 2025, questi professionisti hanno assunto un incarico privato nel medesimo territorio comunale, per conto della Ditta, mentre contemporaneamente si occupavano, per conto del Comune, della Variante 3B del PI, approvata solo a novembre 2025.

Domande poste:
Questa sovrapposizione temporale integra la violazione del divieto sancito dall’art. 41 bis?
La posizione dei professionisti rientra nell’ambito applicativo:
dell’art. 21 d.lgs. 39/2013 (pantouflage);
dell’art. 53, comma 16-ter d.lgs. 165/2001 (incarichi interferenti)?
I cittadini chiedono:
Si può rilevare un quadro di incompatibilità strutturale particolarmente rilevante?
E, qualora tali incompatibilità fossero riscontrate, domandano se possano risultare nulli e/o annullabili:
il parere della Commissione Tecnica;
il parere del Parco Colli Euganei;
l’intero iter relativo alla variante al PI richiesta dalla Ditta
Ma orientati dalla Costituzione la domanda altra è: l’azione amministrativa si misura solo nella correttezza degli atti o anche nell’apparenza di correttezza e imparzialità tale da non minare la fiducia dei cittadini nel governo del territorio, del paesaggio e dell’ambiente?

09/07/2026

La sparizione del cartello della ditta, il taglio delle marasche e le frasi attribuite all’azienda — mai smentite —di un inizio dei lavori a settembre, già solleva nella comunità qualche dubbio.
Ora, però, c’è anche chi afferma con sorprendente sicurezza che vedremo anche il capannone.
Un’affermazione che circola mentre l’iter è ancora aperto e le osservazioni non sono state nemmeno esaminate.
È comprensibile che tra i cittadini emergano domande inevitabili:
Chi ha permesso dichiarazioni così perentorie?
Perché qualcuno sembra conoscere l’esito delle osservazioni prima di chi le ha presentate?
Com’è possibile che si dia per noto l’esito del Consiglio Comunale?
I cittadini hanno diritto a capire perché.
La trasparenza non è un dettaglio: è la condizione minima per garantire fiducia nelle istituzioni e rispetto delle regole

Il taglio anticipato del marascheto di Torreglia arriva come un fulmine a ciel quasi sereno, dentro un procedimento ammi...
08/07/2026

Il taglio anticipato del marascheto di Torreglia arriva come un fulmine a ciel quasi sereno, dentro un procedimento amministrativo ancora in corso, aprendo interrogativi profondi sul rapporto tra tutela del paesaggio, tempi della politica e iniziative dei privati. Mentre la variante urbanistica per l’ampliamento Luxardo non ha ancora ottenuto il via libera definitivo, il campo di marasche è già stato raso al suolo: un gesto che molti cittadini leggono come un’accelerazione impropria, un segnale di squilibrio tra iter pubblico e interventi sul territorio, quasi la certezza preventiva di un esito favorevole. Da cosa nasce questa sicurezza? È la domanda che oggi attraversa la comunità.
A tutto questo si aggiunge una tristezza profonda per il senso di impotenza che il paesaggio trasmette, perchè di fronte a tali certezze non si può avere che sgomento. E proprio per questo, tutti dovremmo indignarci: perché la tutela del territorio non può essere trattata come un dettaglio accessorio, perchè la scelta implica tante possibili problematiche.

Guardate la differenza.Oggi, dopo il taglio degli alberi, il suolo è già diventato un micro‑deserto termico, terreno n**...
07/07/2026

Guardate la differenza.

Oggi, dopo il taglio degli alberi, il suolo è già diventato un micro‑deserto termico, terreno n**o, aria più secca, ombra scomparsa. Il climatologo "Timothy Oke" dimostra con chiarezza che la perdita di vegetazione può aumentare la temperatura locale di 4–7°C, perché il terreno spoglio assorbe e rilascia calore come una piastra.
E ora immaginate cosa accadrà quando, oltre al taglio, arriveranno 3.202 m² di area coperta, più la superficie di carico e scarico un volume che schiaccerà il suolo, lo sigillerà rendendolo impermeabile. Ogni metro quadro coperto amplificherà l’effetto isola di calore, intrappolerà aria calda, eliminerà l'evapotraspirazione e spingendo la temperatura ancora più in alto.
Oggi il taglio ha già creato il deserto.
Domani, con quel volume che sigilla il terreno, il deserto salirà di "altri 7°C" secondo l'insegnamento di Oke.
Non si può accettare

In questi giorni abbiamo assistito al taglio delle marasche nell’area interessata dalla richiesta di variante al Piano d...
07/07/2026

In questi giorni abbiamo assistito al taglio delle marasche nell’area interessata dalla richiesta di variante al Piano degli Interventi per la realizzazione di un magazzino semiautomatizzato.
Un taglio che non è manutenzione: è sottrazione di paesaggio:
basta guardare le foto, la differenza è evidente, quasi brutale. Dove prima c’era un filare vivo, ombroso, identitario, ora c’è un vuoto.
E quel vuoto non è solo estetico: stiamo sottraendo suolo alle future generazioni, come ha scritto con lucidità una ragazza di 21 anni in una delle osservazioni.
Tutto questo avviene in controtendenza rispetto all'orientamento urbanistico di rinaturalizzazione. La stagione climatica che stiamo vivendo, un’estate segnata da caldo estremo, eventi meteorologici violenti, suoli che faticano a trattenere acqua e biodiversità SPINGE VERSO LA RINATURALIZZAZIONE.
In un contesto così fragile, ogni metro di verde perso pesa il doppio.
A questo si aggiunge una domanda inevitabile: è un portarsi avanti con i lavori?
Perché il taglio avviene proprio nell’area oggetto della variante, mentre l’iter è ancora aperto e non concluso.
E pesa ancora di più perché esistono aree già destinate alle attività industriali, spazi pianificati proprio per evitare consumo di suolo agricolo e impatti ambientali non necessari.
Qui non si tratta di appartenenza partitica: si tratta di scelte. Scelte che modellano il territorio e il futuro di chi lo abiterà.
La frase virgolettata apparsa qualche mese fa su un quotidiano locale che parlava di inizio lavori a settembre, manifesta una sicurezza pubblica che non trova riscontro negli atti.
Qui si apre la frattura:
tra ciò che si dichiara,
ciò che si fa,
e ciò che risulta formalmente.
L’iter è ancora aperto. Mancano:
Risposta dell'ufficio regionale VAS
Risposte alle osservazioni dei cittadini e dei portatori di interesse;
Delibera consiliare sulla variante.
Parliamo di 37 osservazioni, alcune plurime, firmate da docenti universitari, provenienti dall'associazione Lasciateci resirare.
Materiale tecnico, ambientale, urbanistico.
Materiale che, ad oggi, non risulta ancora evaso.
Per una comunità che ha sentito richiamare l’Agenda 2030 nel programma elettorale, la domanda è semplice: coerenza.
Tra ciò che si promette, ciò che si comunica, ciò che si realizza.
E tra ciò che si potrebbe fare nelle aree industriali già disponibili e ciò che si sceglie di fare su suolo agricolo.
Domande che non accusano: chiariscono.
Come si concilia un avvio lavori annunciato con un procedimento ancora in atto?
Da dove deriva la certezza espressa pubblicamente?
Quale atto ha già definito ciò che risulta ancora in valutazione?
Valutazione delle osservazioni: come verranno considerate le 37 osservazioni, comprese quelle di docenti e associazioni.
Agenda 2030: come si armonizza tutto questo con gli impegni ambientali dichiarati.
Uso delle aree industriali: perché non si è scelto di utilizzare le aree già destinate alle attività produttive?
Taglio anticipato: il taglio è un portarsi avanti con i lavori?
Il taglio delle marasche rende tutto più evidente: serve una comunicazione istituzionale chiara, coerente, allineata agli atti.
La comunità ha diritto a conoscere tempi, passaggi, certezze.
E a chiedere che le parole non corrano più veloci dei procedimenti.

01/07/2026

In un momento in cui il "cambiamento climatico" è tangibile e il fisico Giorgio Parisi ricorda quanto sia urgente ridurre le superfici che accumulano calore, molte città italiane stanno adottando politiche di depaving, ovvero togliere asfalto, restituire suolo permeabile, abbassare le temperature urbane.
A Torreglia, invece, la direzione è opposta. Il nostro Comune registra un consumo di suolo del 15% , dato superiore alla media regionale 12%, già elevata. E mentre altrove si riduce la cementificazione, qui si continua ad aumentarla.
Un esempio il magazzino semiautomatizzato da 3.202 m²
Tra le scelte più recenti, spicca la proposta di realizzare un magazzino semiautomatizzato di 3.202 metri quadrati, un intervento che comporta nuova impermeabilizzazione, aumento delle superfici calde e ulteriore pressione sul microclima locale.
Invece di recuperare suolo, si aggiunge un volume significativo che contribuisce all’innalzamento delle temperature e alla riduzione della capacità del territorio di assorbire acqua e calore.
A questo si somma la scelta di materiali come l’acciaio Corten, non tipico del nostro paesaggio e con effetti fisici ben noti:

- Bassa albed: riflette pochissima radiazione solare.
- Alto assorbimento termico: raggiunge temperature superficiali molto elevate.
- Rilascio di calore notturno: rallenta il raffreddamento naturale delle aree urbanizzate.
- Amplificazione dell’isola di calore urbana: contrasta le strategie di mitigazione.
In una fase storica in cui dovremmo ridurre il calore urbano, aumentare la permeabilità del suolo e scegliere materiali coerenti con il territorio, continuare a cementificare — e farlo con edifici di tanti di metri quadrati e materiali ad alta temperatura — significa andare nella direzione opposta.
Torreglia merita scelte più climaticamente consapevoli, più rispettose del paesaggio che la circonda. Pensaiamoci in questi giorni di caldo eccessivo per ricordarcene....

Indirizzo

Torreglia
35038

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