Partito Democratico Tortoreto

Partito Democratico Tortoreto Gruppo politico di Tortoreto

É giusto chiudere il lungomare su due tratti, per piccole manifestazioni come quella di ieri sera?Ieri, a Tortoreto, la ...
01/06/2026

É giusto chiudere il lungomare su due tratti, per piccole manifestazioni come quella di ieri sera?

Ieri, a Tortoreto, la chiusura del lungomare per l’evento Premio per la Pace “Don Tonino Bello” ha creato caos e pesanti disagi alla circolazione.

Sia chiaro: siamo favorevoli all’organizzazione di manifestazioni ed eventi, che rappresentano un valore per la comunità. Proprio per questo riteniamo che debbano essere programmati con attenzione, valutandone preventivamente l’impatto sulla viabilità e sulla sicurezza.

Mentre i nostri amministratori di maggioranza erano sul palco a scattare foto, l’isola pedonale sul lungomare ha obbligato le auto a deviare sulle vie interne, generando lunghe code e una situazione di forte congestione stradale. Alcune auto con portapacchi sul tetto e diversi furgoni si sono trovati bloccati davanti al sottopasso di Via D’Annunzio e, per uscire da quella che di fatto è diventata una trappola, sono stati costretti a violare le transenne e procedere in senso contrario.

A questo si aggiunge la rimozione di decine di automobili nelle ore precedenti alla manifestazione, con ulteriori disagi per residenti e turisti.

Il risultato complessivo restituisce la fotografia di una programmazione della viabilità e dell’evento che deve essere migliorata. Ci chiediamo se é giusto chiudere il lungomare anche per piccole manifestazioni come quella di ieri sera.

30/05/2026
28/05/2026

𝗥𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗜𝗱𝗿𝗶𝗰𝗼: 𝗧𝗲𝗿𝗮𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲' 𝗳𝗮𝗹𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲. 𝘉𝘦𝘯𝘦 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘗𝘦𝘱𝘦, 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘢𝘯𝘪 𝘦 𝘊𝘢𝘷𝘢𝘭𝘭𝘢𝘳𝘪 𝘢𝘥 𝘢𝘣𝘣𝘢𝘯𝘥𝘰𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘭’𝘢𝘶𝘭𝘢.

Il Consiglio regionale d’Abruzzo ha approvato la riforma del Servizio Idrico Integrato. Il Partito Democratico della provincia di Teramo prende atto del voto e ribadisce con forza la propria posizione, che non è cambiata dall’inizio di questo percorso: la gestione idrica teramana non è un problema da risolvere. È un modello da proteggere.

Teramo non è fallimentare. E non accettiamo che venga trattata come tale. Il presidente Marsilio ha parlato in aula di un modello abruzzese fallimentare nella gestione dell’acqua. Può darsi che vi siano territori e gestioni su cui riflettere. Ma Teramo non è tra questi e non siamo disposti ad accettare che venga messa sullo stesso piano.

Ruzzo Reti è una realtà che, negli anni, ha saputo risanare i propri conti, migliorare il servizio, contenere le perdite di rete — tra le più basse d’Italia — mantenere tariffe stabilmente inferiori alla media nazionale e garantire investimenti costanti sul territorio. Questi non sono slogan: sono numeri. E i numeri parlano chiaro.

Non siamo contro le riforme. Non siamo contro la razionalizzazione di un sistema che, con sei gestori, è oggettivamente sovradimensionato. Ma siamo fermamente convinti che si debba difendere ciò che funziona, prima ancora di inseguire modelli astratti. E che l’acqua pubblica debba restare tale — nella sostanza, non solo nelle dichiarazioni di principio.

Qualche autorevole esponente del centrodestra, nel corso del dibattito regionale, ha lasciato intendere che non sarebbe comunque la fine del mondo se, in futuro, intervenissero soggetti privati nella gestione. Noi, invece, riteniamo che sia esattamente questo il confine che non può essere oltrepassato. E lo diciamo con la stessa chiarezza con cui lo affermano, da mesi e trasversalmente, i sindaci della nostra provincia, al di là di ogni appartenenza politica.

Bene hanno fatto i nostri consiglieri ad abbandonare l’aula. Esprimiamo pieno sostegno e convinta solidarietà ai consiglieri regionali Dino Pepe e Sandro Mariani del Partito Democratico e a Giovanni Cavallari di Abruzzo Insieme, che hanno scelto di non votare la legge e di lasciare l’aula al momento del voto finale. Una scelta coerente, responsabile e doverosa.

Non era possibile condividere una mediazione che lascia troppe domande aperte, che allontana le decisioni dai territori e che svuota il ruolo dei sindaci proprio su una materia — l’acqua — rispetto alla quale i Comuni sono proprietari delle reti e delle società che le gestiscono.
Il resto dell’opposizione ha scelto diversamente. Ne prendiamo atto. Ma il centrosinistra della provincia di Teramo non poteva e non può assumersi una responsabilità di questo genere nei confronti del proprio territorio.

Un attacco ai sindaci. Un attacco al capoluogo. Questa legge non si limita a ridisegnare gli ambiti territoriali. Contiene una scelta politica precisa e gravissima: vengono depotenziate le ASSI (Assemblee dei Sindaci per il Servizio Idrico), i cui pareri cessano di essere vincolanti, privando così i sindaci di ogni reale capacità di incidere sul futuro della gestione idrica dei propri comuni. Comuni che, vale la pena ricordarlo, sono i proprietari delle reti.

Ma c’è di peggio. Attraverso una scelta discutibile dei criteri per la presidenza delle ASSI, basata sulla dimensione demografica dei comuni, la città di Teramo viene di fatto esclusa, per sempre, dalla possibilità di presiedere l’assemblea del proprio ambito. Pescara e L’Aquila — entrambe governate dal centrodestra — potranno farlo. Teramo no. E i sindaci non potranno nemmeno eleggere il proprio presidente.
Non è una distrazione. È una scelta. E il centrodestra teramano ne è corresponsabile.

Esprimiamo rammarico, ma non sorpresa, per il comportamento dei consiglieri regionali del centrodestra teramano, che per mesi avevano sostenuto la posizione dei sindaci della provincia e che ieri, nel momento decisivo, si sono allineati alla linea del partito regionale, lasciando soli i loro territori.

Non è soltanto una questione di acqua. È la stessa filosofia che ispira la proposta di riforma della legge elettorale regionale, che cancellerebbe i collegi provinciali e accentrebbe a livello regionale la rappresentanza dei consiglieri, privando ogni provincia di un riferimento territoriale reale.
Il centrodestra sta costruendo, pezzo dopo pezzo, un modello di governo regionale che allontana i servizi dai territori, svuota le istituzioni locali e accentra le decisioni nelle stanze della maggioranza. La riforma del servizio idrico ne è l’ennesima conferma.

Vigileremo fino in fondo. Attendiamo ora lo studio che l’ERSI dovrà predisporre sulla suddivisione dei sub-ambiti. Sarà quello il momento della verità. E il Partito Democratico della provincia di Teramo, insieme ai consiglieri regionali e ai sindaci del territorio, sarà pronto a dare battaglia se le soluzioni proposte non tuteleranno adeguatamente i diritti della nostra comunità e l’eccellenza del nostro servizio idrico.

🗞️ Oggi su Il Centro si parla del percorso politico che il Partito Democratico di Tortoreto sta costruendo in vista dell...
28/05/2026

🗞️ Oggi su Il Centro si parla del percorso politico che il Partito Democratico di Tortoreto sta costruendo in vista delle elezioni comunali del 2027.

Per chi vorrà approfondire, l’articolo è disponibile nell’edizione di oggi del quotidiano.

🔴 Le prossime elezioni non possono ridursi a uno scontro tra tifoserie o personalismi. Serve invece un progetto serio, credibile e condiviso, capace di coinvolgere cittadini, associazioni, movimenti ed energie nuove che vogliono contribuire al futuro di Tortoreto.

🍀 Abbiamo scelto di avviare un percorso aperto, fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sulla costruzione di una proposta amministrativa vicina ai bisogni reali della comunità.

Il lavoro è già iniziato. E continuerà nei prossimi mesi, tra la gente e sul territorio.

Ringraziamo Il Centro per lo spazio dedicato a questo percorso politico e umano.

27/05/2026
27/05/2026

Parcheggi a Tortoreto: tariffe raddoppiate e abbonamenti aumentati senza una spiegazione. Perché?

Perché parcheggiare a Tortoreto da quest’anno costa il doppio di Alba Adriatica?Sono state pubblicate le tariffe dei par...
26/05/2026

Perché parcheggiare a Tortoreto da quest’anno costa il doppio di Alba Adriatica?

Sono state pubblicate le tariffe dei parcheggi a pagamento sia di Tortoreto che di Alba Adriatica. Questa é una tabella riassuntiva di tariffe e abbonamenti ed emergono due cose molto chiare:

1) Parcheggiare a Tortoreto costa il doppio di Alba Adriatica

2) A Tortoreto non è previsto nemmeno un abbonamento per i lavoratori stagionali, nonostante c’è scarsità di personale un po’ in ogni settore

La domanda é: perché? Qualcuno ha capito il motivo di questi rincari o cosa deve farci l’amministrazione con il doppio degli incassi pagati da cittadini e turisti?

25/05/2026

É arrivata la stagione estiva, arrivano i turisti e Tortoreto é messa così…

Che ne pensate?

23/05/2026

Dentro l’amministrazione di Tortoreto qualcuno sta aprendo gli occhi sul project financing?

Il rinvio della votazione sul Project Financing è un’opportunità da cogliere: progettare la nuova Piazza della Chiesa se...
22/05/2026

Il rinvio della votazione sul Project Financing è un’opportunità da cogliere: progettare la nuova Piazza della Chiesa senza costi esagerati per tutti

Registriamo positivamente la mancata approvazione del punto all’ordine del giorno sul project financing, conseguenza diretta del rinvio del Consiglio comunale di ieri sera. È esattamente ciò che avevamo chiesto pubblicamente: fermarsi prima di approvare un progetto pieno di incongruenze, clausole poco chiare e vincoli destinati a pesare sui cittadini per i prossimi 23 anni.

Da oltre un anno il Partito Democratico, insieme a cittadini, associazioni e comitati, porta avanti una battaglia di trasparenza e buon senso. Per evitare un’operazione dai contorni sconosciuti e dai costi sproporzionati per la collettività.

Non siamo contrari alla riqualificazione della Piazza della Chiesa SS. Maria Assunta. Anzi, quella piazza aspetta da decenni di essere restituita al decoro, alla bellezza e alla centralità che merita.

Proprio perché quell’opera è così importante, non possiamo accettare che diventi il pretesto per cedere parcheggi, tariffe e scelte strategiche del nostro territorio a una società privata, interessata solo al proprio utile, scaricando costi enormi su cittadini, famiglie, lavoratori, turisti e attività economiche. E se nella maggioranza qualcuno l’ha capito, ne prendiamo atto con favore.

Il rinvio di ieri è un’occasione da non sprecare. È il momento di aprire finalmente una fase nuova: cestinare il project financing e progettare la riqualificazione della Piazza della Chiesa con strumenti sostenibili, equilibrati, e davvero nell’interesse di tutti.

Indirizzo

Tortoreto
64018

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