26/05/2015
Foto della . Un astenuto, otto contrari e undici favorevoli: questo l'esito della votazione di ieri che ha espresso parere favorevole alla secessione delle frazioni e la loro costituzione in Comune di Misiliscemi.
Il voto del Consiglio Comunale, benché affatto determinante e meramente consultivo, prova, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la inadeguatezza dell’attuale classe dirigente a far fronte ai problemi della cittadinanza: esprimersi a favore della secessione di un’area territorialmente consistente del Comune, per il mero fatto che quell’area viva dei disagi importanti, può solo significare la mancanza di volontà e capacità (di chi ha votato “SI”) di proporre e stimolare soluzioni e politiche di sviluppo, cioè di fare ciò per cui si è eletti e si percepisce quel gettone di presenza dal quale non ci si separa mai, anche al costo di separare territori e comunità.
La votazione in questione ha anche deliberato, a scanso di equivoci semmai sussistesse ancora qualche dubbio, una certa miopia istituzionale (o quanto meno una condizione refrattaria alla lungimiranza) dal momento che la secessione delle frazioni coinvolte comporterebbe, per il Comune di Trapani, la perdita di un gettito fiscale, stimato, con una proiezione, a circa 3,5 milioni di Euro dall’amministrazione, ma che potrebbe essere ben maggiore come stimato invece dall’associazione “Misiliscemi”, ma che i Consiglieri prima di deliberare, non si sono preoccupati di accertare; da considerare anche la perdita dei diritti del Comune di Trapani e degli introiti derivanti dall’aeroporto Florio, che insiste sull’area del paventato Comune di Misiliscemi. Il quale Comune, semmai verrà a costituirsi, potrà reggersi sugli introiti stimati come sopra, i quali o sono chiaramente insufficienti per amministrare in autonomia un comune di 9 mila abitanti e un territorio con gli attuali ed evidenti disagi, o non li si conoscono e allora non capiamo come si possa immaginare che acquistando autonomia politica, amministrativa e finanziaria, le frazioni possano beneficiarne. Ci chiediamo se chi ha votato “SI” sappia quanto costerebbe a quelle frazioni la realizzazione, l’allestimento e la manutenzione delle strutture del Comune e l’assunzione e il mantenimento del personale. Ci chiediamo se chi ha votato “SI” possa in buona fede ritenere davvero possibile che l’eventuale Comune di Misiliscemi possa avere le energie economico-finanziarie per far fronte, oltre alle annose emergenze di quel territorio, anche alle necessità ordinarie fornendo i regolari servizi che gravano sulla responsabilità di ciascuna amministrazione comunale.
La verità, a nostro avviso, potrebbe essere che si stia giocando con gli umori esasperati e le istanze di chi vive ai confini del territorio del Comune di Trapani, e chi gioca dà per scontato che Misiliscemi non sarà mai comune e che ai suoi aspiranti cittadini potrà dire nel 2017 “Io sono stato e starò dalla vostra parte”. Insomma si fa ancora, per l’ennesima volta, campagna elettorale nell’aula consiliare, ma questa volta si sta giocando col fuoco, perché l’esito dell’iter per la costituzione del nuovo comune non è così scontato e potrebbe avere ripercussioni assai gravi e, chiaramente, non calcolate da chi avrebbe dovuto calcolarle.
Tenetelo a mente. Quando andrete a votare, utilizzatela, la mente.
SIVISOMNIA
il presidente Giuseppe Cavarretta