31/08/2026
, insieme a , fa sentire a gran voce la propria posizione in merito al raduno di matrice estremista previsto a Pietramurata.
Di fronte a eventi che si pongono in aperto contrasto con i valori democratici della Costituzione e con la storia della nostra terra, chiediamo alle istituzioni e ai Sindaci di fare fronte comune.
Ecco il comunicato stampa:
I SINDACI E LE SINDACHE DELL’ALTO GARDA FACCIANO FRONTE COMUNE.
DIFENDIAMO LA NOSTRA STORIA, LA PACE E LA VOCAZIONE DEL NOSTRO
TERRITORIO DAL RADUNO ESTREMISTA DI PIETRAMURATA.
In questi giorni, una palese forzatura rischia di oscurare la naturale bellezza e la tranquillità
delle nostre valli. In vista dell'imminente raduno di matrice neofascista e neonazista previsto
a Pietramurata, il movimento civico Onda sente il dovere di lanciare un appello fermo, formale
e trasversale a tutti i sindaci dell'Alto Garda e dei territori limitrofi.
Di fronte a eventi di questa natura, che richiamano centinaia di esponenti dell'estremismo
europeo nel cuore delle nostre comunità, le istituzioni non possono permettersi il lusso di
muoversi alla spicciolata, con dichiarazioni isolate o timidezze di convenienza. Serve un fronte
istituzionale compatto, unito e inequivocabile per tutelare i cittadini, l'ordine pubblico e, non
da ultimo, la reputazione della nostra terra.
L'Alto Garda non è, e non dovrà mai diventare, un palcoscenico per nostalgismi e ideologie
che si pongono in aperto e violento contrasto con i fondamenti della nostra Costituzione. Per
capirlo, basta alzare lo sguardo verso i nostri monti. Il nostro è un territorio che porta
profondamente incisi, nella roccia e nella memoria, i segni drammatici della storia. Queste
valli, queste coste e queste montagne sono state, letteralmente, la prima linea durante i
conflitti che hanno devastato il secolo scorso. Le nostre comunità hanno pagato un tributo
altissimo in termini di vite, sfollamenti e sofferenze per riconquistare e difendere quella libertà
e quei valori democratici che oggi uniscono l'Italia intera.
Questa consapevolezza storica ha guidato le nostre scelte. Non è un caso che, proprio sul
Monte Brione, che domina il nostro lago con le sue trincee e i suoi forti, la vecchia linea
difensiva militare sia stata trasformata e intitolata da tempo "Sentiero della Pace". È il
simbolo più alto e tangibile del nostro definitivo rifiuto di ogni conflitto, di ogni prevaricazione
e di ogni odio. Permettere che oggi, a pochi chilometri da quei luoghi simbolo, si dia spazio e
risonanza a chi si richiama a ideologie totalitarie, rappresenta un affronto inaccettabile a
questa memoria condivisa.
Per questo chiediamo ai primi cittadini di tutto il bacino gardesano e della Valle dei Laghi di
superare i confini amministrativi dei singoli Comuni e gli steccati dei partiti politici, assumendo
una leadership congiunta e coraggiosa. È assolutamente necessario adoperarsi uniti in ogni
sede competente — dai tavoli provinciali per l'ordine pubblico, alla Questura, fino al Commissariato del Governo — per scongiurare con ogni strumento legale, amministrativo
e tecnico qualsiasi tipo di danno per il territorio.
Non possiamo ignorare le ricadute pratiche sulla vita di tutti i giorni. Le autorità preposte
devono garantire ai cittadini la massima trasparenza: vogliamo inflessibilità sui permessi, sulle
licenze commerciali, sul rispetto dei limiti acustici e sulla gestione dell'ordine pubblico. I
residenti di Pietramurata e l'intera viabilità dell'Alto Garda, già messa a dura prova nel pieno
della stagione, non possono subire disagi per un evento di questa natura, e i costi economici e
sociali di un simile spiegamento di forze non devono ricadere in alcun modo sulla comunità.
Infine, c'è una questione di fondo ancora più vitale, che chiama in causa l'anima economica
e culturale delle nostre valli.
L'Alto Garda è un territorio storicamente e profondamente vocato al turismo. Siamo una
vetrina internazionale amata nel mondo, che ha costruito il proprio successo, decennio dopo
decennio, sulla cultura dell'ospitalità. In un simile contesto, il principio cardine della nostra
convivenza e della nostra economia non può che essere il pluralismo. Il vero turismo vive di
accoglienza, di incontro pacifico tra culture diverse, di apertura al mondo e di curiosità
reciproca.
Per questo motivo, un territorio turistico di eccellenza globale non può, in alcun modo,
permettersi il tossico lusso del settarismo. L'esclusione, il pregiudizio e la chiusura
ideologica, che simili raduni estremisti portano inevitabilmente con sé, rappresentano
l'antitesi esatta della nostra identità di terra aperta e accogliente. Chi viene a visitare l'Alto
Garda cerca bellezza e serenità, non l'eco di ideologie divisive e violente.
Tollerare, voltarsi dall'altra parte o sottovalutare il pericolo del settarismo significa infliggere
un colpo durissimo non solo ai nostri valori civili, ma all'intero tessuto socio-economico del
territorio. Spetta ai nostri Sindaci, oggi, farsi interpreti del sentimento dei cittadini ed ergersi a
garanti uniti di questa vocazione democratica e plurale, respingendo con fermezza ogni ombra
dal futuro dell'Alto Garda. L'associazione Onda sarà, come sempre, al fianco di chi difende il
bene comune.
Per il Direttivo di Onda ed del Onda Alto Garda e Ledro
Giovanni Johnny Perugini, Giovanna Chiarani, Alvaro Tavernini, Andrea Suman