Possibile Trentino - Alto Adige

Possibile Trentino - Alto Adige L'uguaglianza come motore, la diversità come innovazione. Gleichberechtigung als Motor, Vielfalt al

💧 ACQUA BENE COMUNE DA TRAMANDARE, il cambiamento climatico interroga la politica🗣️ Con l'aiuto di esperti in materia e ...
23/04/2023

💧 ACQUA BENE COMUNE DA TRAMANDARE, il cambiamento climatico interroga la politica

🗣️ Con l'aiuto di esperti in materia e attivisti per il clima cerchiamo di capire come possiamo agire per far fronte a questa emergenza. Non solo attraverso azioni di singoli cittadini, ma soprattutto come comunità unita nel chiedere interventi coerenti agli organi politici.

👥 MERCOLEDI 3 MAGGIO alle ore 20:30 a Riva del Garda

(Auditorium scuola secondaria P.G Scipio Sighele, Piazza Maria Cantoni, 8)

"Nel tourbillon di nomine decise dal Governo Meloni ne è comparsa una che non può non destare perplessità, quella di Cin...
15/04/2023

"Nel tourbillon di nomine decise dal Governo Meloni ne è comparsa una che non può non destare perplessità, quella di Cingolani: era stato responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo fino al 2021, poi è diventato ministro della Transizione ecologica del Governo Draghi, poi consigliere per l’energia del Governo Meloni, e ora rientra in Leonardo come Ad. Siamo oltre le porte girevoli, è più una centrifuga. In questo caso forse nemmeno legittima, visto che una norma apposita vieterebbe a un ex ministro di ricoprire ruoli in enti pubblici nei 12 mesi successivi ai suoi incarichi governativi. Verrà applicata o si troverà l’escamotage per bypassarla?

Sarebbe facile fare previsioni, purtroppo".

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"La nomina dell'ex ministro Roberto Cingolani al vertice di Leonardo da parte del governo viola la legge 20 luglio 2004, secondo cui un ex ministro non può ricoprire incarichi in enti di diritto pubblico, società a scopo di lucro, nei 12 mesi successivi da... (ANSA)

13/04/2023

Solidarietà alla famiglia del runner ucciso. Qualcuno spieghi a che uccidere gli orsi non è la soluzione, investire in prevenzione invece sì.

Come prevedibile, un incidente terribile ha messo in movimento la macchina della vendetta del presidente della provincia di Trento Fugatti, che da anni minaccia di dare la caccia agli orsi.

Una morte brutale fa molta impressione e suscita un indiscutibile solidarietà verso la vittima. Una giovane vita strappata in modo atroce fa arrabbiare e suscita grande dolore.

Questo non significa automaticamente che esista un orso cattivo da sterminare, né che sia realistico abbattere a fucilate la metà della popolazione di orsi che abita il trentino occidentale. Quello che esiste, invece, e anche in modo massiccio, è una disabitudine di noi umani a ricordare che la natura non è il giardino di casa.
Una certa sottocultura generalizzata e superficiale in cui siamo immersi induce a pensare che qualunque attività in ambiente naturale sia priva di rischi.

Non sapremo mai la dinamica esatta di questo fatto terribile in cui un giovane ha perso la vita, ma sappiamo come reagiscono gli animali alla percezione del pericolo, e questo dovrebbe bastarci per capire che i rischi esistono ed esistono comportamenti che li riducono ed altri che li aumentano, ma anche che ci sono condizioni e condizioni, ogni volta diverse perché dipendono da fattori che non controlliamo.

Poi esiste la paura di chi abita in quelle zone, un'emozione molto potente che può condizionare la percezione del mondo e la propria vita. Ecco, di questo dovremmo occuparci un po di più, tutti. Senza condannarla, accogliendola e fornendo alla mente razionale più strumenti per disattivarla.

La convivenza ravvicinata con i grandi carnivori non è un fatto scontato e una comunità ha bisogno di un grande investimento culturale, economico e di energie sane per potersi sentire sicura, perché i numeri dicono che gli orsi sono centinaia se non migliaia di volte meno pericolosi delle vespe, ma, quando la paura è attivata e coltivata, non sono sufficienti a farla passare.

La comunità che abita le valli attorno al massiccio del Brenta sta vivendo anni di inquietudine crescente, derivante dall’aumento della popolazione di orsi, e quindi degli incidenti. Ma anche dall’aumento delle paure a cui nessuno nelle istituzioni ha dato risposta.

Poco o nulla è stato fatto sul piano della comunicazione, dell’addestramento alla popolazione sui comportamenti da tenere in caso di incontri ravvicinati, su come evitare di prendere di sorpresa gli animali suscitando reazioni attacca o fuggi, sui rischi di attività come la corsa in solitudine in montagna, sulle tecniche di prevenzione dei danni e convivenza con un grande predatore come l’orso.

Convivenza possibile, a patto che si impari a conoscerlo e si modifichino comportamenti che non erano necessari quando l’orso era in sostanza localmente estinto. Oggi, molti etologi, zoologi, veterinari ed esperti sostengono che la convivenza è possibile, ma non bisogna prendere rischi inutili.

Ma questo significa gestione, e si fa con investimento di risorse. Si è invece deciso di lasciare andare, come scelta politica strategica, permettendo che le paure fermentassero e senza fare nulla per prevenire gli incidenti o ridurne i rischi. La responsabilità politica di una popolazione spaventata e a cui nessuno ha spiegato come comportarsi esiste.

Una volta terminato il progetto Life Ursus, che ha ripopolato con orsi bruni sloveni i pochi superstiti trentini, la responsabilità politica di erogare risorse per gestire la convivenza è stata in capo alla provincia autonoma di Trento, che non ha saputo o, peggio, voluto gestirla.

Chiara Bertogalli

20/12/2022

Post muto.

12/12/2022

Non è morto di freddo. È morto di mancata assistenza.

50+1 Una prima piazza, per dire no ad una narrazione dominante alla costante ricerca di un capro espiatorio, ad una dest...
11/11/2022

50+1

Una prima piazza, per dire no ad una narrazione dominante alla costante ricerca di un capro espiatorio, ad una destra che ci vuole chiusi nei nostri spazi, nei nostri confini.

Una prima piazza, nello stesso luogo dove due mesi fa Meloni teneva il suo comizio, per ribadire che gli spazi pubblici appartengono a tuttə noi dieci, venti, cinquanta o cento.

Una prima piazza e, ci auguriamo, non di certo l'ultima.

Grazie a tutt3 coloro che sono venut3 e hanno condiviso con noi la loro voglia di stare insieme in piazza.

Siete pront*?Domani ci troviamo in piazza Santa Maria Maggiore alle 17.30 per manifestare la nostra contrarietà al decre...
10/11/2022

Siete pront*?

Domani ci troviamo in piazza Santa Maria Maggiore alle 17.30 per manifestare la nostra contrarietà al decreto anti-rave, ma più in generale alla chiusura degli spazi pubblici e alle barriere che il nuovo governo vuole mettere alle forme di protesta nei propri confronti.

Noi non ci stiamo, e ci riprendiamo gli spazi pubblici.

50+1La Politica dello stare insieme50+1 è una provocazione politica, una presa di parola collettiva, che segnala unendo ...
07/11/2022

50+1
La Politica dello stare insieme

50+1
è una provocazione politica, una presa di parola collettiva, che segnala unendo i corpi in un luogo pubblico la contrarietà a un decreto legge (la cosiddetta norma anti-rave) mal scritto, sbagliato, pericoloso.

50+1
è la forma che vogliamo dare - popolare, gioiosa, plurale, collaborativa - alla critica radicale ad un Governo che conferma su ogni tema (sicurezza e diritti, ambiente ed economia, salute e cultura) il proprio impianto conservatore e nazionalista, razzista e iperliberista, reazionario e punitivo.

50+1
è anche l’auspicio e il tentativo di dare un luogo, un corpo e una voce a un’alternativa culturale e politica capace di costruire un’agenda - a partire dalla conversione ambientale, dalla giustizia sociale e dalla costruzione di un nuovo modello economico e geopolitico a livello planetario - adatta ai tempi complicato che stiamo vivendo.

50+1
è il tentativo base di fare Politica insieme, riscoprendo la felicità di sentirsi una comunità che alla paura e all’esclusione contrappone il desiderio, la cura reciproca e la cooperazione.

50+1
è un esperimento di uso creativo dello spazio pubblico.

Ci vediamo (in 50 + 1) venerdì 11 novembre, alle 17.30, in Piazza Santa Maria Maggiore, a Trento.

01/11/2022

C'è Galeazzo Bignami, che non ci vede nulla di male nell'indossare un costume da nazista.

C'è Claudio Durigon, fedelissimo di Salvini, che voleva rinominare un parco dedicato a Borsellino per ricordare la memoria del fratello di Mussolini.

C'è Lucia Borgonzoni, che si vantava di non leggere un libro da anni e che ora è sottosegretaria alla cultura.

C'è Vittorio Sgarbi, che, be', è Vittorio Sgarbi.

E poi ci sono Morelli, Molteni, Ostellari (ve lo ricordate?), Rauti, dal lungo cursus honorum in movimenti di estrema destra, Valentini, con note simpatie nei confronti di Putin e dell'amicizia tra lui e Berlusconi.

Insomma, più che un governo sembra una galleria degli orrori. Non è un caso che la lista dei sottosegretari sia stata presentata ad Halloween.

Torino Possibile

Condividiamo le preoccupazioni di Zanella. L'emergenza casa va avanti da troppo tempo ed accentua i problemi di marginal...
26/10/2022

Condividiamo le preoccupazioni di Zanella.

L'emergenza casa va avanti da troppo tempo ed accentua i problemi di marginalità economica e sociale già esistenti nel nostro territorio ed esacerbati ulteriormente dall'aumento dei prezzi delle utenze e degli altri beni e servizi.

𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗶𝗮 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘁𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶𝗺𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

Chiunque si è accorto che nel capoluogo le persone che dormono per strada sono aumentate negli ultimi mesi, superando le 250 persone. Si tratta in particolare di migranti provenienti dalla rotta balcanica che, oltre a dover attendere tempi lunghi per fare richiesta di protezione internazionale, non trovano posto nelle strutture dedicate all'accoglienza straordinaria, del tutto insufficienti. A questo si aggiunge la crisi economica che porterà sempre più famiglie in mezzo alla strada perché incapaci di pagare affitto e bollette. Cosa sta facendo la provincia per far fronte a tutto ciò? Invece di pensare al "decoro urbano" per contrastare il "degrado", perché così definiscono le persone costrette a dormire per strada, sì mettono in piedi velocemente servizi sociali adeguati e fondi per far fronte alle morosità in colpevoli.
Su questo ho presentato l'interrogazione che allego con le seguenti domande:

❓quanti posti di accoglienza in bassa soglia e quali servizi per le persone senza dimora saranno disponibili quest’inverno e da chi saranno gestiti;

❓se vi è una stima del numero delle persone senza dimora che attualmente dormono all’addiaccio, presenti in particolare a Trento e Rovereto;

❓quante sono le persone che ad oggi sono in lista d’attesa per un posto letto allo Sportello unico di accoglienza per le persone senza dimora, maschile e femminile;

❓perché invece di attivare interventi di "decoro urbano", come quelli che pare si faranno alle Gallerie di Piedicastello, non si danno risposte ai priblemi di chi vive ai margini;

❓perché non si vuole istituire un fondo per le morosità incolpevoli (come più volte proposto da Futura) per aiutare chi, pur volendo, non riesce a pagare affitto e bollette, visto che questi casi sono destinati ad aumentare;

❓quali i tempi medi tra la presa in carico delle persone migranti da parte di Cinformi e l'appuntamento in Questura per depositare la domanda di protezione internazionale, quali le ragioni dell’allungamento dei tempi e se possibile lavorare per comprimerli;

❓se risponde al vero che persone che hanno presentato domanda di protezione internazionale non riescono a entrare nei 600 posti di accoglienza straordinaria, a causa di saturazione degli stessi e quante sono le persone escluse;

❓se, in assenza di posti sufficienti, non si ritenga opportuno interloquire con la Conferenza unificata Stato-Regioni e in seguito col Commissariato del governo per rivedere il protocollo d’intesa per il sistema di accoglienza straordinaria, aumentando i posti a disposizione e potenziando il sistema di accoglienza e integrazione (SAI).

Paolo Zanella
Consigliere provinciale di Futura

L’ultima serata del People Fest è stata davvero coinvolgente, oltre che una bella occasione per incontrare quella comuni...
17/10/2022

L’ultima serata del People Fest è stata davvero coinvolgente, oltre che una bella occasione per incontrare quella comunità che, a Trento e dintorni, crede ancora in una società aperta, inclusiva, interessata al benessere di tutte e tutti.

Il ciclo di “lezioni” organizzato si è chiuso toccando i temi della cittadinanza, l’immigrazione, la pace, con gli interventi delle autrici Insaf Dimassi ed Elena L. Pasquini e del fondatore di People (e autore) Giuseppe Civati, che ringraziamo per la partecipazione. Grazie anche alla Bookique Trento, che ha ospitato questo evento.

Vi lasciamo queste foto come ricordo della serata e speriamo di incontrarvi presto!

Indirizzo

Trento
38122

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