Futura Trentino

Futura Trentino Alle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018 è nata FUTURA, una "comunità d'ingegno" per costruire insieme il Trentino di domani: partecipa anche tu! :-)

𝐅𝐔𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐄 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐈𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐌𝐎𝐂𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐑𝐄𝐍𝐓𝐈𝐍𝐎, 𝐈𝐍𝐒𝐈𝐄𝐌𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐕𝐀𝐋𝐃𝐔𝐆𝐀Ieri, insieme al Partito Democratico del Trentino, abbiamo...
24/09/2023

𝐅𝐔𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐄 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐈𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐌𝐎𝐂𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐑𝐄𝐍𝐓𝐈𝐍𝐎, 𝐈𝐍𝐒𝐈𝐄𝐌𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐕𝐀𝐋𝐃𝐔𝐆𝐀

Ieri, insieme al Partito Democratico del Trentino, abbiamo raccontato il senso della scelta che, dopo un percorso politico comune, ci ha portato ad una convergenza in vista delle prossime elezioni provinciali a sostegno del nostro candidato presidente Francesco Valduga.

Non è una scelta estemporanea ma il frutto di un percorso che, con generosità e costanza, ha portato le nostre comunità ad incontrarsi di nuovo, a sperimentare un lavoro comune, in Consiglio provinciale, nei Comuni di Trento e Rovereto ma anche alle politiche del 2022. Ora proseguiamo con ancora più convinzione su questa strada, convinti e convinte che sia quella giusta per dare al Trentino un governo provinciale diverso.

Porteremo avanti questo percorso con Paolo Zanella Fellin, Claudia Merighi, 𝗚𝗲𝗿𝗿𝗶 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮 𝗙𝗮𝗶𝘁 e insieme alle altre candidate e agli altri candidati del Partito Democratico del Trentino.

Abbiamo bisogno di un governo provinciale che rimetta al centro la lotta alle disuguaglianze attraverso scelte chiare e sufficientemente radicali che porteremo avanti dentro e assieme al PD: sulla casa, per tutte e tutti; sulla sanità, davvero pienamente accessibile; sul lavoro, giusto, sicuro e pagato in modo degno; sull’inclusione delle persone migranti, da accogliere dando loro piena cittadinanza; sull’ambiente e per il contrasto alla crisi climatica; su un’Università che sia messa al centro di una nuova stagione culturale, innovativa e aperta.

Abbiamo bisogno di tutto questo e di molto altro ancora perché un altro Trentino è sicuramente possibile.

Il direttivo di Futura

Apprendiamo con dolore della morte di Stefano Bertoldi: con lui, oltre al percorso per le comunali a Trento, abbiamo con...
23/09/2023

Apprendiamo con dolore della morte di Stefano Bertoldi: con lui, oltre al percorso per le comunali a Trento, abbiamo condiviso pensieri e battaglie.

Ci stringiamo al lutto della sua famiglia, ai colleghi e alle colleghe dell'Hospice Cima Verde.

La comunità di Futura Trentino

𝑪𝑨𝑹𝑬𝑵𝒁𝑨 𝑫𝑰 𝑰𝑵𝑭𝑬𝑹𝑴𝑰𝑬𝑹𝑰 𝑰𝑵 𝑨𝑷𝑺𝑺: 𝑵𝑶𝑵 𝑺𝑰 𝑬' 𝑭𝑨𝑻𝑻𝑶 𝑵𝑼𝑳𝑳𝑨Sul territorio, infatti, crescono i bisogni a causa dell'invecchiame...
13/09/2023

𝑪𝑨𝑹𝑬𝑵𝒁𝑨 𝑫𝑰 𝑰𝑵𝑭𝑬𝑹𝑴𝑰𝑬𝑹𝑰 𝑰𝑵 𝑨𝑷𝑺𝑺: 𝑵𝑶𝑵 𝑺𝑰 𝑬' 𝑭𝑨𝑻𝑻𝑶 𝑵𝑼𝑳𝑳𝑨
Sul territorio, infatti, crescono i bisogni a causa dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento delle patologie cronico degenerative e si pensa di gestire il tutto isorisorse, senza investire nulla di più. Anzi, lasciando scoperti gli organici. Questo è quello che sta accadendo nei servizi di cure domiciliari dell'APSS. Carichi di lavoro eccessivi, investimenti richiesti da anni (auto aziendali, divise, tablet,...) e mai messi a terra: tutto questo rende poco attrattivi anche i servizi di cure domiciliari, dai quali inizia a licenziarsi il personale.

Ennesimo successo della gestione Segnana della salute. Iniziata, ricordiamolo, con la proposta di tagliare 120 milioni in quattro alla sanità pubblica! Iniziativa sventata solo "grazie" alla pandemia, altrimenti ci troveremmo un sistema sanitario ancora più al collasso. Investimenti aggiuntivi non ne sono comunque stati fatti, a partire da quelli di pensiero e progettualità, del tutto assenti.

Sono tre anni che sostengo la necessità di aumentare i numeri - e conseguentemente spazi e risorse - per la formazione dei professionisti sanitari, altrimenti dal circolo vizioso della carenza non se ne uscirà mai. Ma nulla, aumenti degli ingressi in Università tardivi e solo di poche unità, senza aver ampliato - dopo 5 anni! - gli spazi del Polo per le professioni sanitarie, pronti forse la prossima primavera. Se lo si fosse fatto subito oggi avremmo certo più personale per APSS e RSA. E poi nessun ragionamento sulla ridefinizione degli organici che tenga conto dei carichi di lavoro e della complessità dell'utenza e del fatto che nella professione infermieristica e nelle altre sanitarie le donne sono sovrarappresentate e fortunatamente fanno ancora figli: serve personale per coprire gravidanza, maternità e congedi parentali, perché non può ricadere tutto il carico di lavoro sulle persone che restano. Dove sono poi gli investimenti per facilitare il lavoro di chi è sul territorio? Qui non è questione di personale carente, basterebbero le risorse per le divise e le auto aziendali. Deliberatamente si sta affondando la sanità pubblica.

La situazione in sanità è certo complessa, ma questa Giunta ci ha messo il carico da novanta per peggiorarla. Nessuna progettualità per cercare di affrontare nel breve e medio termine la carenza di personale e tutti gli altri problemi che affliggono la nostra sanità. Se la soluzione prospettata è la mobilità dall'ospedale al territorio, lasciando scoperti reparti ospedalieri già in affanno, possiamo dire che Segnana una cosa in questi tre anni l'ha imparata: il gioco delle tre carte, dove alla fine chi rimane fregato dalle sue continue promesse senza esiti sono cittadini e professionisti. Che di sicuro la ringraziano.
( L'Adige - Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige)

𝑺𝑨𝑳𝑼𝑻𝑬 𝑴𝑬𝑵𝑻𝑨𝑳𝑬. 𝑺𝑰 𝑫𝑬𝑽𝑬 𝑰𝑵𝑽𝑬𝑺𝑻𝑰𝑹𝑬. Pubblichiamo l'intervento del nostro consigliere provinciale Paolo Zanella Fellin. Da...
07/09/2023

𝑺𝑨𝑳𝑼𝑻𝑬 𝑴𝑬𝑵𝑻𝑨𝑳𝑬. 𝑺𝑰 𝑫𝑬𝑽𝑬 𝑰𝑵𝑽𝑬𝑺𝑻𝑰𝑹𝑬.
Pubblichiamo l'intervento del nostro consigliere provinciale Paolo Zanella Fellin.
Da tempo denunciamo la mancanza di investimento in un settore così importante.
L'Adige - Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige

L’ACCANIMENTO DELLA GIUNTA VERSO LE FAMIGLIEMA NON SOSTENEVANO LA NATALITÀ?! Sono anni che ci provo. Di bilancio in asse...
01/09/2023

L’ACCANIMENTO DELLA GIUNTA VERSO LE FAMIGLIE
MA NON SOSTENEVANO LA NATALITÀ?!

Sono anni che ci provo. Di bilancio in assestamento, di assestamento in bilancio. Ho provato a chiedere con emendamenti e atti d’indirizzo di adeguare sia le soglia ICEF per l’accesso a prestazioni e provvidenze, indicizzandola al costo della vita, sia il quantum delle provvidenze stesse.

Il costo della vita negli ultimi anni ha visto un’impennata, rispetto a valori di inflazione che fino al 2020 erano minimi: in Trentino si è passati da un tasso di inflazione media annua - misurata sull’indice dei prezzi al consumo dell’intera collettività (NIC) - dello 0,2% nel 2016, a uno 1,3% nel 2018, per arrivare a 2,3% nel 2021 e 9,3% nel 2022. A giugno 2023 la variazione percentuale tendenziale del NIC è del 5,7%. Dal 2016 ad oggi i prezzi al consumo sono aumentati quindi di ben il 22% a fronte di salari che non sono cresciuti di pari passo. Questo sta determinando una perdita di potere d’acquisto per le famiglie.

Ogni volta che ho fatto proposte per aiutare ad affrontare questa perdita di potere d’acquisto sono state bocciate (tranne una, quella di portare a 0,40 la soglia ICEF per la riconferma dell'appartamento ITEA fino a fine 2024, evitando così alcuni sfratti). No alle modifiche legislative per l’adeguamento dell’ICEF e delle quote per l’assegno unico provinciale (l’adeguamento del 4% per quota A e B1 e del 6% della B3 per il solo 2023 è del tutto insufficiente!). No all’adeguamento dell’ICEF e delle quote dell’assegno di cura, per assistere persone non autosufficienti a casa (nonostante sia previsto per legge, non lo si adegua dal 2015!). No allo scomputo delle borse di studio universitarie dal calcolo dell’ICEF per chi vive nelle case ITEA. Così devi decidere se fare studiare il figlio o non perdere la casa…

Ed ora che fa la Giunta?! Non solo non adegua soglie ICEF e entità dei sussidi, ma va pure a computare l’assegno unico universale nel calcolo dell’ICEF. Così chi prende qualcosa per il mantenimento dei figli, rischia di perdere altri aiuti! E sono circa 3000 le famiglie a rischio. Ma non era la Giunta che sosteneva la natalità?! Fai figli? ti puniamo! Prima fanno le operazioni spot con i 5000 euro per il terzo figlio, con prestiti a fondo perduto di 15000 euro per favorire la natalità (?!) e poi boicottano i veri aiuti, che sono quelli strutturali e non quelli una tantum.

Vergognoso. Una Giunta che si accanisce sulle famiglie Trentine e che alimenta la povertà.

𝐎𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐯𝐚𝐥𝐞𝐬𝐞: 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐝𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚Se si fosse seguito il progetto impostato dalla precede...
30/08/2023

𝐎𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐯𝐚𝐥𝐞𝐬𝐞: 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐝𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢
𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚

Se si fosse seguito il progetto impostato dalla precedente Giunta, oggi l'ospedale di Cavalese sarebbe già in cantiere e probabilmente in stadio avanzato di realizzazione. La Giunta Fugatti è colpevole di aver interrotto quel percorso che oggi ci porta punto e a capo.

Certo, la complessità di realizzare una demo-ricostruzione per fasi e il suo impatto sulle attività sanitarie forse in passato furono sottovalutati (dagli atti della Conferenza dei Servizi, APSS, che negli scorsi mesi si è prodigata per sostenere l'impraticabilità della demo-ricostruzione, allora non disse nulla in merito), ma non è stata certo questa valutazione a determinare l'interesse pubblico per il progetto di partenariato pubblico - privato ai Masi di Cavalese, vicenda ancor oggi con aspetti di opacità.

Quando come minoranze sostenevamo che era il pubblico - Provincia e Comunità di Valle - a dover stabilire la localizzazione dell'ospedale, come previsto dalle norme urbanistiche, e che solo a valle del procedimento localizzativo si sarebbero potute avanzare proposte progettuali e che quindi la proposta di ppp della Mak andasse rigettata, ci dissero che così non era. Bene ora, con delibera di Giunta mettono nero su bianco che l'iter corretto era proprio quello che indicavamo noi, al di là che poi l'ospedale venga realizzato con appalto tradizionale o in ppp:

"...la predisposizione di proposte potranno essere formalmente presentate in una seconda fase da tutti gli operatori interessati, allorquando sarà completato il procedimento di localizzazione definitiva". Chi aveva ragione?! Stare a dibattere per anni su ospedale ai Masi sì o ai Masi no, quando si poteva avviare il procedimento localizzativo prima, è un danno enorme per tutta la comunità.

Se davvero la demo-ricostruzione non è praticabile per le eccessive interferenze con le attività sanitarie, si individui celermente la località adatta in accordo con la Comunità delle valli di Fiemme e Fassa, evitando di consumare suolo di pregio e di dover urbanizzare zone di territorio ancora vergine. E si ragioni soprattutto sulle esigenze alle quali dover rispondere con un presidio ospedaliero di valle pubblico (il partner privato della finanza di progetto non è un'associazione caritatevole...) per un presidio sanitario che sia appropriato e sostenibile e ben integrato con i servizi territoriali, quelli certamente da potenziare.
Paolo Zanella Fellin

SPINELLI, NON SI PUÒ ESSERE TOLLERANTI CON GLI INTOLLERANTI, ALTRO CHE LIBERTÀ DI ESPRESSIONEEcco che dopo Sgarbi e Salv...
23/08/2023

SPINELLI, NON SI PUÒ ESSERE TOLLERANTI CON GLI INTOLLERANTI, ALTRO CHE LIBERTÀ DI ESPRESSIONE
Ecco che dopo Sgarbi e Salvini, arriva anche Spinelli a difendere il generale Vannacci e le sue farneticazioni (definite così persino dal ministro di FdI Crosetto).
L'assessore a capo della lista Fugatti si lancia nell'agone politico difendendo la libertà di espressione di chi manifesta un pensiero omofobo, razzista e complottista. Bell'esordio. Come sempre per difendere la "libertà di discriminare" si accusano gli altri di censurare la libertà di pensiero altrui.
Omosessuali non normali, lobby gay internazionale, tratti somatici di una donna nera che non rappresentano l'italianità. È questa la libertà di espressione nell'anno domini 2023?!
Al termine della seconda guerra mondiale - la più grande tragedia dell'umanità nata dall'intolleranza - fu Karl Popper a dirci quali limiti una democrazia liberale deve paradossalmente porre per salvaguardare se stessa: non si può essere tolleranti con chi è intollerante.
Ecco che quella che Spinelli e la destra più retriva definiscono censura della libertà di espressione non è altro che il limite che è necessario porre all'intolleranza verso le minoranze: omosessuali, donne, stranieri sotto attacco da parte del generale Vannacci.
Per questo motivo, che il suo sia un bestseller lo trovo preoccupante per la nostra democrazia, più che conferma della bontà delle tesi discriminatorie che propina. Essere liberali, caro spinelli, non significa essere liberi di diffondere odio e discriminazione.
Paolo Zanella Fellin
L'Adige - Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige

𝑰𝑳 𝑫𝑰𝑹𝑰𝑻𝑻𝑶 𝑨𝑳𝑳𝑨 𝑪𝑨𝑺𝑨 𝑫𝑬𝑽𝑬 𝑬𝑺𝑺𝑬𝑹𝑬 𝑼𝑵𝑨 𝑷𝑹𝑰𝑶𝑹𝑰𝑻𝑨'𝒆𝒅𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒈𝒍𝒊𝒆𝒓𝒆 𝑷𝒂𝒐𝒍𝒐 𝒁𝒂𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 Tra le priorità dell’agenda polit...
09/08/2023

𝑰𝑳 𝑫𝑰𝑹𝑰𝑻𝑻𝑶 𝑨𝑳𝑳𝑨 𝑪𝑨𝑺𝑨 𝑫𝑬𝑽𝑬 𝑬𝑺𝑺𝑬𝑹𝑬 𝑼𝑵𝑨 𝑷𝑹𝑰𝑶𝑹𝑰𝑻𝑨'
𝒆𝒅𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒈𝒍𝒊𝒆𝒓𝒆 𝑷𝒂𝒐𝒍𝒐 𝒁𝒂𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂

Tra le priorità dell’agenda politica delle prossime elezioni provinciali deve trovare spazio il diritto alla casa, tassello fondamentale nel contrasto alle crescenti disuguaglianze. La casa è un bene primario, senza il quale vengono meno le condizioni per una vita dignitosa e quindi per il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale, come previsto dal secondo comma dell’articolo 3 della nostra Costituzione. Il diritto all’abitare è sancito dall’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani: ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo [...] all'abitazione. Negli ultimi anni l’accesso alla casa sta diventando problematico per fasce di popolazione sempre più ampie: non solo persone con basso reddito, ma anche il ceto medio, famiglie con figli, single, studenti, persone di origine straniera. Sono almeno tre le cause che hanno contribuito a peggiorare la situazione, facendo esplodere quella che - ancora una volta - viene definita come “emergenza casa”, quando in realtà ha tutti i connotati di un problema strutturale.
Innanzitutto il disinvestimento nell’edilizia popolare degli ultimi decenni: in mezzo secolo la quota di risorse del bilancio provinciale destinate alla casa ha subito importantissimi tagli. I risultati si vedono: il patrimonio immobiliare pubblico è vetusto; negli ultimi decenni vi sono state poche edificazioni; durante l’ultima consiliatura ITEA non è stata al passo con le riqualificazione di alloggi di risulta (se ne sono cumulati oltre il 10% da riqualificare, quando un tempo erano la metà).
Sul libero mercato è un'impresa trovare alloggi: affitti e costo delle abitazioni, tra inflazione e tassi di interesse, hanno raggiunto livelli proibitivi, specie nei comuni a più alta tensione abitativa. Il mercato delle locazioni ha visto lievitare i prezzi soprattutto a causa dell’esplosione degli affitti brevi, diventati fenomeno globale nelle città e nelle località turistiche, anche grazie alle piattaforme di sharing economy, che poi tanto sharing non è. La maggior remuneratività degli affitti brevi sta erodendo il mercato delle locazioni residenziali, portando a nuovi fenomeni di gentrificazione dei centri storici. La difficoltà ad accedere alla casa, prima ancora che al prezzo, è legata a una vera e propria indisponibilità di alloggi destinati ad affitti residenziali, alla quale contribuisce anche il patrimonio sfitto non immesso sul mercato (solo a Trento si stimano oltre 10.000 alloggi sfitti).
A ciò si aggiunge la perdita del potere d'acquisto delle famiglie, causata dall’inflazione che nel nostro territorio ha colpito più che altrove, erodendo stipendi già tra i più bassi del nord Italia, a fronte di un costo della vita che è tra i più alti del Paese. Inflazione che ha colpito di più le fasce più deboli della popolazione, proprio quelle in difficoltà nell’accesso alla casa. I dati diffusi dalla UIL parlano di una media del 25,9% del budget familiare destinato all’affitto in Trentino (il 4,8% in più che a livello nazionale), ma sappiamo che per chi ha lavori precari e poveri questa percentuale incide ancora di più.
Tutto ciò rende l’accesso alla casa un problema rilevante ed è urgente che la politica se ne faccia carico. Le misure emergenziali che come Futura abbiamo fatto approvare - fondi aggiuntivi per il contributo integrativo all’affitto sul libero mercato e blocco degli sfratti ITEA da qui a fine 2024 in determinate condizioni - sono solo misure tampone per far fronte alla crisi abitativa in atto e limitarne i danni, a partire dagli sfratti dall’edilizia pubblica che rischiano di mettere in strada e separare i nuclei familiari. Ciò che serve è però una revisione strutturale delle politiche della casa, un “Piano provinciale per la casa” che parta da un’analisi complessiva della situazione sul nostro territorio. Il Comitato provinciale sulla condizione abitativa, istituito a dicembre grazie a un nostro emendamento, avrebbe proprio questo compito di analisi, ma colpevolmente non è stato ancora convocato dall’assessora. In sostanza bisogna che il Pubblico torni a considerare le politiche per la casa una priorità, le costruisca in modo partecipato, con logiche di amministrazione condivisa, e poi agisca di conseguenza, sia con politiche dirette, che attraverso misure regolatorie.
La Provincia deve investire maggiori quote del bilancio nelle politiche abitative, a partire dall’edilizia pubblica: nuovi alloggi di qualità rigenerando l’esistente; efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico; riqualificazione di un numero adeguato di alloggi di risulta ITEA (anche attraverso l’autorecupero, per interventi minori); finanziamento del fondo housing sociale; agevolazione ai giovani con lavoro precario e povero per l’acquisto prima casa. È necessario poi realizzare nuovi studentati e mettere in campo progetti più strutturati per l’abitare collaborativo, soprattutto intergenerazionale e interetnico. Sono necessari anche investimenti economici e di pensiero atti a superare il concetto distorto di “emergenza freddo”, per fornire un ventaglio di risposte alle persone senza dimora, dall’aumento dei posti in bassa soglia h24, a progetti strutturali di housing first per il reinserimento sociale.
Il Pubblico, oltre a un ruolo diretto nelle politiche abitative, deve giocare anche un ruolo regolatorio per garantire l’accesso alla casa. Si devono utilizzare tutte le leve a disposizione per facilitare le locazioni sul libero mercato. L’intervento più urgente in assoluto è sicuramente quello di contenere il numero di alloggi destinati ad affitti brevi nelle città e nelle valli turistiche, dove lavoratori e lavoratrici non trovano alloggi disponibili. È la Costituzione stessa, all’articolo 41, a dirci che l’iniziativa economica privata è sì libera, ma che non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale. Serve quindi agire attraverso la competenza urbanistica (o, laddove necessario, unendosi alle altre realtà che chiedono a livello nazionale una legge che limiti il fenomeno, facendo leva sulle competenze civilistiche) per dare potere ai Comuni a più alta tensione abitativa di stabilire una proporzione tra alloggi destinati a locazioni turistica e quelli per affitti residenziali. È poi necessario dare la possibilità agli enti locali di aumentare l’IMIS sugli alloggi sfitti per facilitarne l’immissione sul mercato, detassando invece gli alloggi affittati a canone concordato. Infine oggi serve garantire i proprietari, per favorire la messa a disposizione di case: istituire un fondo per le morosità incolpevoli e supportare le agenzie sociali per l’abitare (LocAzione ne è un primo esempio), realtà che cercano di far incontrare domanda e offerta, fornendo garanzie, ma anche attivando interventi culturali, specie nei casi di più forti resistenze (il razzismo nel mercato immobiliare è purtroppo all’ordine del giorno).
Un impegno importante, quindi, per invertire la rotta del disinvestiemnto nelle politiche abitative, rotta tracciata ormai da troppi anni e alla quale la Giunta di destra ha contribuito non curandosi di ITEA e derogando alla legge Gilmozzi sulle seconde case, cosa che non ha fatto certo bene per l’accesso all'abitare residenziale. Tornare ad occuparsi di casa significa ridare centralità alla vita delle persone, alle condizioni materiali che incidono necessariamente su quelle immateriali, sulla qualità delle esistenze e delle relazioni di chi abita il nostro territorio.
(il T Quotidiano)

I femminicidi della signora Setti e, pochi giorni prima, della signora Fait hanno colpito tutta la comunità trentina. La...
08/08/2023

I femminicidi della signora Setti e, pochi giorni prima, della signora Fait hanno colpito tutta la comunità trentina. Lasciano addosso un senso di insicurezza e rabbia alla quale non si deve accompagnare la rassegnazione. Entrambi i femminicidi si potevano evitare.
Cosa dunque non ha funzionato e continua a non funzionare? Pensiamo abbia poco senso da parte delle forze politiche e dai rappresentanti delle Istituzioni avviare polemiche sterili e strumentali per rimpallarsi le responsabilità, quando tutti e tutte ci dovremmo interrogare sull’incapacità delle nostre comunità nel loro complesso di garantire sicurezza, intesa in primis come sicurezza sociale.

Sono anni che le associazioni di donne denunciano con forza e quotidianamente un senso di abbandono, di disinvestimento da parte delle Istituzioni in merito alla violenza di genere, alla prevenzione e al suo contrasto. Pensiamo sia fondamentale da parte di tutti e tutte assumersi la responsabilità di agire e di farsi carico complessivamente del fenomeno, per contrastarlo ma soprattutto per prevenirlo. Il femminicidio della signora Setti è stato compiuto da un uomo conosciuto dalle forze dell’ordine e dai servizi sociali, persona che aveva già agito violenza e che era considerata pericolosa, ma evidentemente libera di poter nuocere a se stessa e agli altri. Il femminicidio della signora Fait è stato preceduto da segnalazioni e denunce della stessa, che però sono cadute nel vuoto
Sono molti gli ingranaggi inceppati o che non funzionano nella società.
Mancanza di risorse e spesso sottovalutazioni da parte di chi deve occuparsi di garantire la sicurezza delle donne e delle comunità. Scarse azioni di prevenzione, in primis culturale. Difficoltà sociali, ampliatesi nel post pandemia, ma spesso sottovalutate e mal gestite. Aumento del disagio psichico e sociale, dei casi di emarginazione e di scarsa inclusione, ai quali si fatica a far fronte per la carenza di servizi, risorse e professionisti che se ne dovrebbero occupare.

Sappiamo che a Rovereto esistono da anni una serie di reti e un tessuto di relazioni e di alleanze tra pubblico e privato che opera già in tal senso con qualche risultato positivo ed efficace ma altre carenze limitano il loro agire a partire dalle forze dell’ordine sottodimensionate. C’è un’unica pattuglia dei carabinieri la notte in Vallagarina (90 mila abitanti), il commissariato è sotto organico di 2 terzi, la polizia urbana non è presente dopo il tramonto e quindi l'efficacia preventiva e repressiva sono molto ridotte.
Risulta evidente che i tempi e i modi di amministrare la giustizia si rivelano non adeguati alle urgenze del codice rosso e dei provvedimenti restrittivi così come i servizi psichiatrici sono drammaticamente sottodimensionati, come abbiamo spesso denunciato in questi anni a livello provinciale.

In una simile condizione sappiamo bene che a pagare le conseguenze sono sempre di più le donne, soprattutto nel nostro Paese dove il contrasto alla violenza di genere è poco incisiva e molto spesso lasciata ad associazioni con pochi fondi o a politiche securitarie, dimenticandosi di quanto sia necessario lavorare in campo educativo e culturale. Anche il Trentino negli ultimi cinque anni ha rinunciato ad essere territorio di sperimentazione di un’idea avanzata di contrasto alle disuguaglianze di genere, che partisse dalle scuole, cosa che di certo non aiuterà nel prossimo futuro a prevenire la violenza di genere.

Quello di cui c’è bisogno è una strategia chiara di prevenzione della violenza sulle donne e dei femminicidi (in Italia da inizio anno sono state uccise 66 donne!), che non può focalizzarsi solo a valle della violenza, ma che deve lavorare con tutti gli attori coinvolti - quindi con l’intera comunità - e puntare a creare quel contesto socio-culturale ed economico in cui episodi come quelli a cui abbiamo assistito a Rovereto negli ultimi giorni non debbano più accadere.

il direttivo di Futura partecipazione e solidarietà

𝐈𝐋 𝐃𝐈𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐋𝐋'𝐀𝐁𝐈𝐓𝐀𝐑𝐄 𝐄̀ 𝐔𝐍𝐀 𝐏𝐑𝐈𝐎𝐑𝐈𝐓𝐀̀ Grazie al grande impegno del nostro consigliere provinciale Paolo Zanella Fellin...
28/07/2023

𝐈𝐋 𝐃𝐈𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐋𝐋'𝐀𝐁𝐈𝐓𝐀𝐑𝐄 𝐄̀ 𝐔𝐍𝐀 𝐏𝐑𝐈𝐎𝐑𝐈𝐓𝐀̀

Grazie al grande impegno del nostro consigliere provinciale Paolo Zanella Fellin e alla lotta e al sostegno dello Sportello Casa per Tuttə - Trentino e dei sindacati, 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐢 𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨:
👉 blocco agli sfratti di qui a fine 2024 dalle case ITEA per chi in questo periodo dovesse superare di poco la soglia ICEF annuale di conferma del diritto all'alloggio (inattuale rispetto al livello di inflazione) e proroga fino a fine 2024 delle assegnazioni temporanee di emergenza. Per le persone con sfratto esecutivo in atto, purtroppo, non si è riusciti a trovare soluzioni per bloccarlo, ma verrà riconosciuto il contributo integrativo all'affitto sul libero mercato.
Il tutto in attesa di una riforma delle politiche abitative che è quantomai urgente, visto il contesto socio-economico mutato e il mercato degli affitti virano tutto su quelli brevi turistici, più remunerativi. Cosa alla quale è prioritario porre un limite.
👉Assieme all'aumento del contributo integrativo all'affitto di 1 milione sul 2023 e 2024, all'istituzione del Comitato provinciale sulla condizione abitativa e all'autorecupero (norma che la Giunta ha messo in legge, solo dopo la nostra risoluzione che la impegnava a farlo), questo è un altro passaggio importante sul diritto all'abitare di cui Futura Trentino sta cercando di farsi carico a tutela di chi fa più fatica ad accedervi (e sono sempre di più: famiglie a basso reddito, single con lavori poveri, persone di origine straniera, lavoratori in luoghi turistici, studenti,...).
Avanti con costanza!

𝑴𝑰𝑶𝑷𝑰𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑮𝑰𝑼𝑵𝑻𝑨 𝑭𝑼𝑮𝑨𝑻𝑻𝑰𝑺𝑼𝑳𝑳𝑬 𝑫𝑰𝑭𝑭𝑰𝑪𝑶𝑳𝑻𝑨̀' 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑬 𝑭𝑨𝑴𝑰𝑮𝑳𝑰𝑬Sono stati approvati un sacco di ordini del giorno al ddl di...
27/07/2023

𝑴𝑰𝑶𝑷𝑰𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑮𝑰𝑼𝑵𝑻𝑨 𝑭𝑼𝑮𝑨𝑻𝑻𝑰
𝑺𝑼𝑳𝑳𝑬 𝑫𝑰𝑭𝑭𝑰𝑪𝑶𝑳𝑻𝑨̀' 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑬 𝑭𝑨𝑴𝑰𝑮𝑳𝑰𝑬

Sono stati approvati un sacco di ordini del giorno al ddl di assestamento per asfaltare piazzali, costruire marciapiedi, allargare strade. Io credo che il ruolo di indirizzo del Consiglio dovrebbe riguardare ben altro. Innazitutto questioni che riguardano la collettività, questioni politiche, più che oboli amministrativi.
Io ne ho poste alcune, ovviamente bocciate.

Ho chiesto di 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥'𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚, la provvidenza per le persone non autosufficienti, che andrebbe adeguata annualmente per legge al costo della vita e che invece non viene adeguata dal 2015. I dati dei redditi trentini ci descrivono un territorio dove gli stipendi sono i più bassi del nord Italia, con un terzo dei cittadini che guadagna meno di 15000 euro all'anno. Il costo della vita è più alto che altrove, l'inflazione morde più che nel resto del Paese e i sussidi sociali non vengono adeguati. Ma nulla, ordine del giorno bocciato senza motivazione.

Ho proposto poi di valutare, attraverso APAPI e il Comitato di esperti ICEF, l'opportunità di 𝐝𝐞𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐛𝐨𝐫𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐈𝐂𝐄𝐅, visto che si tratta di un assegno destinato al diritto allo studio in attuazione dell'articolo 34 della Costituzione, e che se inserito nel calcolo rischia di privare le famiglie che ne hanno bisogno di altri servizi, contributi o agevolazioni. Ad esempio si rischia di perdere il diritto alla casa ITEA perché il figlio studia ed è meritevole, come se studiare fosse una colpa, invece di un'opportunità di riscatto. Cassato anche questo odg senza ragioni.

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐅𝐮𝐠𝐚𝐭𝐭𝐢, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐬𝐟𝐚𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨.

Paolo Zanella Fellin
consigliere provinciale di Futura

Domani, 26 luglio alle ore 18.30 vi aspettiamo alle Cantine ENDRIZZI - S.Michele All'Adige Il nostro candidato president...
25/07/2023

Domani, 26 luglio alle ore 18.30 vi aspettiamo alle Cantine ENDRIZZI - S.Michele All'Adige
Il nostro candidato presidente Francesco Valduga illustrerà quanto raccolto negli incontri territoriali e definirà le linee guida di un programma condiviso e partecipato.
Un'alleanza di idee per il futuro del Trentino!
Vi aspettiamo

Indirizzo

Via San Giovanni 16
Trento
38122

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