28/08/2026
https://mag.unitn.it/ricerca/121903/subsonico-o-supersonico?fbclid=IwdGRjcAT-quJwZG9mAWZkaWQWUNXhVDHVMLf7OVm2cn4GNzFirOeEfWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkCjY2Mjg1NjgzNzkAAR6CugeY6QJQAqnwzBq2h8azpWOdMckcypRlvHFIL4h9gPz9zN5-OkBznndzWw_aem_dFxthTtw9J8TWuuxfbdutA
Protezione civile del Trentino
Una frattura nella neve può propagarsi a velocità supersonica? È la domanda al centro della ricerca di Nicola Pugno, professore ordinario di Scienza delle Costruzioni a UniTrento - Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica.
Il nuovo approccio teorico proposto da Pugno aiuta a chiarire il dibattito sulla velocità di propagazione delle fratture che possono innescare una valanga. In particolare, un crack può apparire globalmente supersonico pur rimanendo localmente subsonico, a seconda della struttura a strati del manto nevoso.
Capire come e quando una frattura si propaga è importante anche per migliorare la previsione delle valanghe e progettare strutture più sicure, come paravalanghe ed edifici esposti.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Matter nell’ambito del progetto ERC Advanced Grant “Frameglow”, dedicato alla mitigazione dei rischi legati a neve e ghiaccio.
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