29/08/2026
A sessantacinque anni dalla conclusione della Convenzione del 1961 sulla riduzione dell’apolidia, l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati chiede un rinnovato impegno politico per garantire che tutti possano godere del diritto alla nazionalità.
“Si stima – afferma l’UNHCR – che almeno 4,5 milioni di persone in tutto il mondo siano apolidi o di nazionalità indeterminata. Altri milioni di persone sono colpite da questa situazione, ma nei dati ufficiali rimangono invisibili. Per loro, l’apolidia è una realtà quotidiana che può bloccare bruscamente il corso della vita e spesso intrappola intere generazioni in cicli di esclusione e incertezza. Può significare l’impossibilità di ottenere documenti di identità, andare a scuola, accedere all’assistenza sanitaria o lavorare legalmente. In molti casi, può impedire alle persone di registrare la nascita dei propri figli, sposarsi, possedere beni immobili, aprire un conto bancario o viaggiare liberamente.”
UNHCR Italia - Agenzia ONU per i Rifugiati