29/12/2025
Lunedì scorso, sulla linea del Brennero nei pressi della stazione di Ala, tre operai di RFI sono stati travolti da un treno Monaco–Venezia mentre svolgevano lavori di manutenzione agli scambi.
Uno di loro, 31 anni, è ancora ricoverato in condizioni gravissime.
Dai primi accertamenti emerge che il treno viaggiava a circa 120 km/h e che la circolazione ferroviaria non era stata interrotta. L' intervento era autorizzato, e questo svela una prassi sistemica di RFI: lavorare in fretta sacrificando la sicurezza, mettere la vita degli operai dopo il profitto.
A due anni dalla strage di Brandizzo, quando cinque operai vennero uccisi in circostanze identiche, la mattanza degli operai manutentori continua: lavoratori che rischiano la vita per un salario, a beneficio degli interessi di pochi.
Il 2025 si chiude con il Trentino tra le regioni con il più alto tasso di infortuni mortali sul lavoro, ben al di sopra di una incidenza media nazionale già drammatica. Sono 825 lavoratori uccisi dal profitto in tutto il Paese, un dato destinato a peggiorare con la nuova legge di bilancio e le politiche guerrafondaie del governo Meloni.
Salari bassi, carovita, guerra e il rischio concreto di morire ogni giorno sul lavoro è il destino che i padroni preparano per i lavoratori. Solo i lavoratori organizzati e uniti possono cambiarlo.
Alle famiglie e ai lavoratori colpiti ad Ala da questa ennesima ingiustizia va tutta la nostra solidarietà.
All’operaio che lotta tra la vita e la morte vanno la nostra speranza, il nostro dolore e la nostra rabbia.
O le nostre vite, o i loro profitti.