Treviso in Fiore

Treviso in Fiore Promozione dell'ambiente e del verde, sviluppo dei valori estetici e dell'espressività artistica e culturale per una migliore qualità della vita

Era la metà di maggio del 1978 quando nel chiostro del complesso di Santa Caterina di Treviso, il Ctg Antelao (che poi assumerà il nome di Osservatorio cultura turismo ambiente Antelao) diede il via quasi sotto tono alla prima edizione di "Treviso in fiore" realizzata in collaborazione con il Comune di Treviso dall'architetto Frans Bogaert e da un ristretto gruppo di florovivaisti trevigiani, fra

cui soprattutto Pier Luigi Priola. Si poneva come iniziativa di contorno agli ormai avviatissimi "Concerti di Primavera" che avevano trasformato quella sede prestigiosa in una fucina aperta di espressività artistiche culturali e offrendo un nuovo modo di vivere la cultura e la socialità con musica, teatro, danza, mostre ed eventi di grande pregnanza e partecipazione. E non è escluso che proprio questa iniziativa abbia salvato il celebre complesso da un sicuro degrado e abbandono. In quel chiostro, ancora ricco degli interventi di Carlo Scarpa per la mostra di Artuto Martini, furono realizzati cinque esempi di giardini, sempre completati da eleganti e affollate manifestazioni di musica, danza, teatro ed espressività varie. Nell'83 il Comune propose di spostare l'attenzione sul giardino di Villa Margherita posto a nord della città che gradualmente riprese il nome della famiglia committente Manfrin. Un passaggio lento che coinvolgeva Santa Caterina, ma anche altre sedi come Ca' Sugana, il Museo Bailo e Villa Lattes
A Villa Manfrin "Treviso in fiore" si espresse in maniera clamorosa attirando l'attenzione di esperti da tutta Italia: i quattro ettari a sud vennero recuperati nello spirito espresso da Gianantonio Selva che lo costruì nella prima metà del 1700, fu creato un originale roseto che riviste specializzate posero ai primi posti in Italia e realizzati allestimenti floricoli per tutto l'anno. Fu animato da una serie eterogenea e continuativa di manifestazioni con molte arti espressive che in molti ancora ricordano con nostalgia. Un complesso di concretezze per un innovativo e mai più ripetuto modo di divulgazione. Poi il cambio di colore dell'amministrazione comunale costrinse alla cessazione di quell'originale happening di natura, ambiente, cultura ed espressività di grande e coinvolgente socialità per migliaia di persone, sensibili nel saper cogliere autentiche opportunità di crescita. Nel 2004 l'Antelao fu costretto a lasciare anche il Molinetto con la sala Mazzotti-Botter che era stata il fulcro della promozione di migliaia di eventi. Con conseguente repentino decadimento di tutte le strutture, compreso il giardino dove non c'è più traccia del ventennale splendore. Mentre tutta la zona nord che avrebbe potuto essere recuperata secondo le linee del Selva è utilizzata in maniera impropria. Sulla scorta di tanta dedizione alla città e al suo patrimonio, l'Antelao e il vivaista Pier Luigi Priola che fu il maggior artefice degli interventi florovivaistici e ideatore del roseto di villa Manfrin, hanno ripreso a far rivivere lo spirito di quella prestigiosa iniziativa. Non essendoci più le condizioni per ripristinare le identiche modalità, propongono solo "Un soffio di Treviso in fiore", con varie iniziative anche in collaborazione con protagonisti ed amici degli irripetibili festival dell'espressività. Insomma, un soffio di "Treviso in fiore" per non dimenticare la sostanza dell'impegno culturale e sociale.

Indirizzo

Piazza Giustiniuan 7
Treviso
31100

Telefono

+393478790007

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