Il progetto “Binario 1” nasce come risposta al bisogno, percepito in maniera molto forte dalla popolazione giovanile e studentesca, di uno spazio in città che possa essere un vero polo aggregativo, caratterizzato da partecipazione e coinvolgimento pieni e costanti di tutta la cittadinanza e di diverse associazioni. La scelta del nome deriva dalla posizione fisica dello stabile oggetto di questo ba
ndo, che si affaccia per l'appunto sul binario 1 della stazione dei treni, e che per noi è stata spunto di ampie riflessioni sul significato del progetto che stiamo portando avanti. Questo nome per noi sta a rappresentare un punto di partenza, l’inizio della costruzione di un percorso ampio, partecipato e a lungo termine, che possa essere all’interno della città un centro di condivisione, sostegno e crescita culturale. “Binario 1” è un percorso che ogni associazione, ogni soggetto, ogni collettivo, ogni cittadino può ampliare e arricchire, portando il proprio contributo e le proprie esperienze all’interno di un contenitore più ampio e partecipato. Lo spazio “Binario 1” vuole caratterizzarsi come uno spazio gestito da diversi soggetti associativi, a cominciare dai promotori di questa iniziativa (Rete degli Studenti Medi, A.N.P.I., Auser, CGIL) per poi aprirsi al coinvolgimento di quante più realtà condividano i principi e le finalità di questo progetto. Abbiamo l’ambizione di creare un nuovo polo aggregativo in città, che sia particolarmente rivolto ai giovani e agli studenti, ma anche alla cittadinanza tutta, all’interno di un clima di integrazione, condivisione, intergenerazionalità, sviluppo culturale, sostegno e ascolto. Gli spazi vivi della struttura saranno la zona bar, le sale riunione (adibite anche ad uffici) al piano superiore, ma soprattutto la sala polivalente al piano terra. Creare un bar interno alla struttura permetterà di ampliare le offerte dello spazio in modo da identificarlo maggiormente come vero polo aggregativo, sempre vivo e dinamico, e contribuirà inoltre a sviluppare una forma di autofinanziamento che permetta a tutti i soggetti che gestiscono la struttura di far fronte ai costi di gestione che ne seguiranno. Al piano superiore dell’edificio immaginiamo due sale che saranno principalmente affidate alle associazioni, per essere utilizzate come ufficio e sale riunioni, ma tuttavia declinabili anche ad altri utilizzi inseriti nel progetto, come quello per esempio di aule studio. La scelta di solamente due sale significa anche chiaramente favorire la condivisione e la collaborazione tra le associazioni che ne usufruiranno, partendo dalla quotidiana gestione comune dello spazio fisico. Tuttavia il vero spazio vivo della struttura è la sala polivalente al piano terra, che sarà utilizzata per riunioni, conferenze, proiezioni, quando possibile come aula studio, e che sarà luogo costante di esposizione di opere di giovani artisti trevigiani. Inoltre sarà il luogo che vedrà protagonista la cittadinanza stessa, in quanto sarà possibile, su prenotazione, utilizzarlo per incontri di gruppi che hanno esigenza di uno spazio, come possono essere per esempio i collettivi delle varie scuole. Vogliamo che sia lo spazio in cui, nei più vari modi possibili, possano interagire e partecipare le associazioni, gli studenti, la cittadinanza tutta e anche il comune stesso.