31/08/2026
🔴 STIAMO DANDO TUTTO PER SCONTATO?
Il 1° settembre il Consiglio regionale del Veneto tornerà a discutere e votare sul suicidio medicalmente assistito.
Come Forum delle Associazioni Familiari del Veneto sentiamo il dovere di porre una domanda: possiamo davvero ridurre una questione così profonda alla sola regolamentazione di una procedura?
La nostra posizione è chiara: siamo contrari al suicidio medicalmente assistito.
Ma questo non significa giudicare chi vive condizioni di sofferenza estrema. Significa, al contrario, chiederci quale responsabilità abbia una comunità davanti alla fragilità.
Perché una scelta può dirsi davvero libera se una persona:
➡️ si sente sola;
➡️ teme di essere un peso;
➡️ non riceve un’assistenza adeguata;
➡️ non ha accesso pieno alle cure palliative e alla terapia del dolore;
➡️ vede la propria famiglia lasciata sola nell’assistenza?
Per noi la risposta alla sofferenza deve essere prima di tutto cura, accompagnamento e prossimità. La vita conserva il proprio valore anche nella malattia, nella disabilità, nella dipendenza e nella perdita dell’autonomia.
E il fine vita non riguarda soltanto il rapporto tra paziente, medico e istituzione sanitaria. Dietro una persona fragile ci sono spesso un marito, una moglie, dei figli, dei genitori, dei fratelli: c’è una famiglia che attraversa con lei la malattia e la sofferenza.
Alla vigilia del voto chiediamo quindi alle istituzioni regionali una cosa semplice: non considerate concluso il confronto.
Il quadro giuridico esiste e va rispettato. Ma restano aperte domande enormi sul valore della vita, sulla libertà, sulla medicina, sul sostegno alle famiglie e sul modello di società che vogliamo costruire.
La libertà non dovrebbe essere misurata soltanto dalla possibilità di scegliere la morte.
Dovrebbe essere misurata anche dalla possibilità concreta di scegliere la vita, sapendo di non essere soli.
📄 È questo il senso del documento che abbiamo rivolto al Presidente della Regione, ai Consiglieri regionali e all’opinione pubblica.