Trieste Verde

Trieste Verde Un movimento di cittadini che si candida a gestire il futuro di Trieste e provincia, dando risposte e soluzioni concrete.

Muggia. La Galleria cittadina e Maurizio Fogar.Per gli smemorati e per i malintenzionati.Premesso che non essendo reside...
06/09/2026

Muggia. La Galleria cittadina e Maurizio Fogar.
Per gli smemorati e per i malintenzionati.

Premesso che non essendo residente a Muggia ha sempre detto e scritto dal bell'inizio che sono le persone che vivono in quel territorio a doversi esprimere a favore o contro un'opera (il raddoppio) che andrà ad impattare per sempre, non solo per i due anni di lavori, sulla quotidianità della loro vita e sul valore delle loro proprietà.
Di conseguenza si è mosso, in Consiglio e fuori, coerentemente a questa sua opinione.
Nei primi di gennaio 2022 (il 3) la Galleria fu temporaneamente chiusa (18 giorni) per una caduta di calcinacci e subito iniziarono le interviste pubbliche di Polidori, quasi sempre in coppia con il sodale di Lega, Roberti (assessore regionale), sulla necessità/decisione di dare il via al raddoppio della stessa, senza che per oltre due mesi il Consiglio (non convocato per tre) fosse informato e potesse discuterne.
Fogar, oltre a prendere atto che tanto valeva sostituire il Consiglio, e le sue modestissime indennità, con un abbonamento al piccolo giornale dove i consiglieri, tutti, apprendevano le notizie polidoriane, si attivò a termine di legge per autoconvocare una seduta del Consiglio sul tema Galleria attraverso idonea richiesta corredata obbligatoriamente da almeno un quinto dei componenti (quattro consiglieri). Inviò dunque la proposta per lettera agli altri otto consiglieri di minoranza e sottoscrissero in due, mancando così una firma. Il capogruppo del PD Francesco Bussani gli rispose testuale per lettera “che nessun consigliere del suo gruppo (oltre a lui Bensi e Micor) e della Lista Bussani (Surian e Tic) avrebbe sottoscritto la richiesta”.
Richiesta che era accompagnata dalla proposta di un atto a firma Fogar per organizzare una pubblica consultazione con i residenti.
Interessante ricordare che poi lo stesso Bussani ebbe modo di lamentarsi un due anni dopo sulla “mancanza di informazioni in Consiglio” in merito all'iter del raddoppio Galleria.
Su iniziativa e proposta di Fogar sorse allora l'Intergruppo civico che raggruppava i cinque consiglieri appunto “civici” su quattro questioni da lui ritenute fondamentali per Muggia: informare “prima” i cittadini e mai prendere decisioni sulle loro teste; la questione Galleria; il progetto di cementificazione di Punta Ronco/Olmi (venuto alla luce grazie alla richiesta diretta agli uffici firmata da Fogar e Dilena) e la questione Valle delle Noghere ed ex Raffineria Aquila, esplosa nel 2020/21 su iniziativa del Circolo Miani e di un comitato di cittadini che portarono in piazza un migliaio di Muggesani.
Dunque sempre su proposta di Fogar furono organizzate un sei assemblee cittadine (cinque in Piazza Marconi ed una ad Aquilinia) alle quali i consiglieri del PD ritennero di non partecipare.
Sempre Fogar rivolse un invito, rimasto purtroppo senza risposta, ai neocostituiti Comitati (Cag e Punta Olmi) ed al tradizionale gruppo di cittadini che si erano impegnati a Noghere/Aquilinia di “mettersi in rete”, ovvero di dare coordinamento e così maggior forza, alle loro esperienze e battaglie visto che la causa era una sola: una politica, questa, che opera in maniera arrogante e decide sulla testa dei cittadini, e i cui effetti possono avere anche nomi e luoghi diversi.
Vista questa situazione Fogar assunse la Presidenza della Commissione Trasparenza dopo che la stessa, nonostante i suoi solleciti in oltre 13 mesi di guida Surian non era stata mai riunita.
E come atto principale convocò una seduta (i lavori della Commissione sono pubblici ed i cittadini possono interve**re) dedicata all'audizione dei tecnici comunali sulle questioni Galleria e Punta Olmi e del Presidente dell'Autorità Portuale (Zeno D'Agostino) su Noghere e ex Aquila. La seduta fu impedita dal sindaco supportato dalla segreteria del Comune che arrivarono a negare la disponibilità di una sala riunioni e vietarono ai funzionari comunali di interve**re.
In conseguenza di ciò Fogar rassegnò pubblicamente le dimissioni dalla presidenza di una Commissione il cui nome è un ossimoro: Trasparenza, e da allora essa è rimasta inoperativa in attesa, due anni, della nomina di un successore la cui indicazione spetta alle minoranze.
E sempre in risposta a ciò Fogar propose tre autoconvocazioni del Consiglio comunale, che stavolta ottennero le firme dei cinque civici, e che portarono per la prima volta il Consiglio a discutere del raddoppio Galleria, del progetto delle 77 case e due alberghi nel Bosco dell'Arciduca di Punta Ronco/Olmi, e di quello che accadeva in Valle delle Noghere ed ex Aquila, dove in precedenza, sempre su iniziativa di Fogar, il Consiglio aveva ospitato in una “audizione” Zeno D'Agostino. Tornando al tema Galleria, ed alla seduta autoconvocata, Polidori in aula attaccò il volantino diffuso a Muggia dal Comitato dei residenti contrari al raddoppio, ma a superarlo per durezza e contrarietà fu in Consiglio l'oratore intervenuto per il Gruppo PD, che chiese poi di replicare “per fatto personale” all'intervento in risposta tenuto da Fogar che aveva osato citare Giuseppe Dossetti, Enrico Berlinguer e Antonio Gramsci nel confutare il PD e nel difendere volantino e Comitato.
E di come fu bocciata la Mozione di Fogar che chiedeva al Comune di rendersi garante in solido e sollevare da ogni problema, anche economico, i residenti per gli eventuali danni che avessero subito in corso lavori sul raddoppio Galleria ai loro immobili.
E fu sempre Fogar a smascherare le bugie di Polidori che rassicurava tramite Telequattro che sulla Galleria “nulla era stato ancora deciso” salvo approvare mesi prima la delibera sul Biciplan che prevedeva espressamente l'utilizzo dei materiali di scavo del raddoppio per l'interramento di parte del Litorale.
Da rilevare che il capogruppo PD, Bussani, si allineò alla maggioranza di destra nel negare ai cittadini di Noghere/Aquilinia il Palasport locale per l'incontro tra Zeno D'Agostino, che aveva garantito a Fogar la sua disponibilità, ed i residenti, così come si dichiarò contrario alla Mozione di Fogar di avviare le procedure di esproprio per pubblica utilità del Bosco di Montedoro al centro di una operazione speculativa che coinvolgeva il nome della Triestina calcio, definendola “provocatoria e sulla quale il PD voleva non metter mano e tenersi fuori”, non male per una forza politica che ambisce a “governare” il Comune.
Così come il PD si dichiarò contrario alla recente Mozione di Fogar in cui si chiedeva per la terza volta, e stavolta dopo le due tragedie avvenute a Muggia a distanza di pochi mesi, di riorganizzare il metodo di lavoro del Servizio sociale.
Merita solo ricordare che Maurizio Fogar mesi fa ha annunciato a Telequattro la sua volontà, dopo le prossime elezioni comunali, di avviare le procedure di esproprio a favore della comunità dei due polmoni verdi di Muggia: il Bosco di Montedoro e quello dell'Arciduca.
Questo forse aiuta a capire perchè l'attuale maggioranza lo demonizzi e i “partiti di opposizione” lo temano tanto da attaccare più lui che Polidori.
E che a Muggia vada a votare meno del 40% degli elettori a questa politica non frega nulla.

Andar per boschi (urbani) a Trieste.Da Barcola a San Giacomo.E nelle due ultime foto i platani segati sarebbero stati “m...
05/09/2026

Andar per boschi (urbani) a Trieste.
Da Barcola a San Giacomo.

E nelle due ultime foto i platani segati sarebbero stati “malati”.
Ma forse è per far posto a quel che resta dei platanini descatolati.
Non è che per caso avete mai pensato di levarvi voi, assessori e tecnici, dalle scatole?
Post scriptum: si ringraziano i lettori e la pagina “le transenne sole” meritorio gruppo che seguiamo e che suggeriamo pure a voi.

Quello di cui la politica dovrebbe occuparsi, anche a livello locale.Parte seconda.
04/09/2026

Quello di cui la politica dovrebbe occuparsi, anche a livello locale.
Parte seconda.

Quello di cui la politica dovrebbe occuparsi, anche a livello locale.Parte prima.
04/09/2026

Quello di cui la politica dovrebbe occuparsi, anche a livello locale.
Parte prima.

Il Comune del (dis)fare.Piazza Volontari Giuliani.Da oltre dieci mesi è così.
04/09/2026

Il Comune del (dis)fare.
Piazza Volontari Giuliani.

Da oltre dieci mesi è così.

Alberi in scatola.Sono degli INSENSATI !Peccato che a farne le spese siano i poveri platani agonizzanti ed i portafogli ...
03/09/2026

Alberi in scatola.
Sono degli INSENSATI !

Peccato che a farne le spese siano i poveri platani agonizzanti ed i portafogli dei Triestini.
E insistono Dipiazza, Babuder, Lodi e compagnia bella pur di fronte all'evidenza dei fatti e chiedono migliori ancoraggi delle radici all'interno dei contenitori onde evitare la loro “piegatura” con il “vento” e, udite udite, la sostituzione delle piante “ammalorate”.
Che rivedete nelle foto che testimoniano come i “rincalzi” più che “ammalorati” versino in stato preagonico.
A parte il fatto che sono stati ancora fortunati che la Bora non si sia portata via tutto: scatole ed alberelli costretti in quella innaturale gabbiatura. Ci viene in mente un vecchio film in bianco e nero, con William Holden crediamo, dove si vedeva come i piedi delle bambine piccole, nascite sgradite in Cina allora, venivano fasciati stretti per deformarli e costringerli a rimanere piccoli: orribile e dolorosissima “prassi”.
Ma questo insistere, e riportiamo parte della nota ufficiale del Comune (L'amministrazione ribadisce il valore degli alberi in vaso contro le isole di calore del progetto “Oasi sui masegni”, i platani a vaso mobile presentati poco più di un mese fa dall’ente municipale come intervento di contrasto alle isole di calore urbane con l’installazione di nuove oasi d’ombra) ha del surreale e dell'insensato.
Basta! Se aveste un po' di decenza chiedereste scusa, ai poveri Platani ed ai Triestini, rimborsereste di tasca vostra la spesa, e sparireste dalla circolazione, voi ed i tecnici del Comune che hanno avvalorato tale scelta in una città dove il “vento” come lo chiamate voi imperversa per almeno un quinto dei giorni dell'anno.

“Siamo la coppia più bella del mondo ...” più Panepinto.Platanini inscatolati ecco gli autori, che i pagatori siamo noi....
02/09/2026

“Siamo la coppia più bella del mondo ...” più Panepinto.
Platanini inscatolati ecco gli autori, che i pagatori siamo noi.

Molti commentatori, una valanga, ci e si chiedevano chi sia stato l'ideatore, l'autore ed il decisore della scelta di sacrificare 13 o 14 platani per inscatolarli ed ingabbiarli, su chi ha pagato i quasi 50.000 euro i dubbi non c'erano: noi triestini.
E sulle note della famosa canzone eccoli in foto nella giornata inaugurale della trovata, nello scatto manca, purtroppo, il regista del verde pubblico, Panepinto.
Ma il bello che dà la misura esatta delle condizioni in cui giace da tempo il piccolo giornale è la prima pagina, con articoli, due, di cronaca all'interno. Nel primo cerca disperatamente di rincorrerci, con le sue poco più di 4.000 copie vendute contro i nostri 670.142 lettori al momento in cui scriviamo, sui platanini “pendenti” modello Torre di Pisa ed un po' “rinsecchiti”, parla dei social ma senza menzionarci e ci mancherebbe, poi riesuma dall'oltretomba politico il fantasma, che si materializza ogni cinque anni sulle schede elettorali ma con risultati da prefisso telefonico, della “verde” Cimolino specialista nella desertificazione di seggi e voti. Contenti loro.
Nel frattempo nella seconda foto offriamo un altro promemoria al Babuder sugli innegabili successi dei “reimpianti” a Trieste, questa ci è stata spedita or ora da Viale XX Settembre da uno dei nostri lettori e non ci sono parole idonee per “ringraziare” lui ed il manager Panepinto. Solo una domanda: quanti soldoni sono costati ai cittadini questi “reimpianti” modello kamikaze con cui avete riempito la città?
Due domande vanno invece rivolte al trio nel suo complesso. La prima, sapete forse dell'esistenza a Trieste di quel venticello nomeato …. Tora … no scusate Bora?
Che in Piazza Ponterosso vi è andata ancora bene che le quattro scatole non son finite come i due uffici container della Pertot a galleggiare nel Canale.
Secondo: quanto costa un abbattimento, estrazione della ceppaia, asporto di un albero adulto con l'eventuale aggiunta dell'acquisto di un nuovo alberello ed il suo interramento?
Vi facciamo noi questa domanda perchè alcun politico, neppure di “opposizione”, ve l'ha mai posta, figurarsi poi quelli che di mestiere dicono di essere “giornalisti”, soprattutto al piccolo giornale.
Giornale che poi oggi, per rispondere ad un altro pezzo nostro che finora ha raggiunto i 15.000 lettori dedicato ai lavori demolitori nell'ex Fiera, dove avevamo scritto “Confidando poi che Asugi ed Arpa, magari consultando l'apposito Registro in Comune, istituito ai tempi del GMA, abbiano escluso la presenza di amianto negli edifici da tirar giù, presenza purtroppo assai diffusa nelle costruzioni di quegli anni.” E, come miracolo a ve**re, oggi avete sentito l'impellente bisogno di titolare a quarto di pagina un pezzo “Bonificate 200 tonnellate di amianto e lavori in sicurezza all'ex Fiera. Le rassicurazioni dell'impresa”. Anche se noi avremmo preferito interpellare chi ha disposto, guidato, controllato la rimozione ed il conferimento degli inerti all'amianto, ovvero Asugi ed Arpa, che non fa mai fine chiedere all'oste se il suo vino è buono.
Prosit.

Porto. Meno chiacchiere e convegni!Che di questo passo Fiume e soprattutto Capodistria ci doppiano.Le notizie che oramai...
02/09/2026

Porto. Meno chiacchiere e convegni!
Che di questo passo Fiume e soprattutto Capodistria ci doppiano.

Le notizie che oramai da tempo provengono dai vicini porti sloveni e croati sono a senso unico: in crescita, e che crescita, costante nel traffico TEU, ovvero container e merci, e lasciamo perdere il petrolio che poco porta in termini di lavoro e ricchezza locale.
Mentre qui i quasi 500 milioni dei fondi Europei PNRR e Complementari Governativi in mano al Porto sono stati in rilevante parte persi o congelati per non esser stati spesi entro il 30 giugno di quest'anno.
Due esempi: i 180 milioni per la nuova infrastruttura logistica nell'area ex Ferriera ed i 60 milioni per il rilancio logistico ed economico del Porto in Valle delle Noghere.
Ora dopo due anni persi il Governo ha annunciato il rifinanziamento per l'area Ferriera e si spera si possa appena bandire la gara d'appalto, mentre tutto tace invece sulle Noghere e financo su dragaggi nel Vallone e messa in sicurezza della linea di costa lato Muggia.
Non si sono fermati invece i convegni a getto continuo e le nomine nelle società correlate al Porto e nulla si sa del tanto chiacchierato nuovo Terminal crociere in Porto Vecchio.
Mentre qui si parla a Fiume e Capodistria lavorano grazie anche alla follia di aver lasciato trasferire lì il colosso mercantile Maersk.
A quando il prossimo convegno?

VERGOGNA! Erano Platani.Deposito scarti o sostituti andati a male?Ancora grazie ad un nostro lettore, che al piccolo gio...
01/09/2026

VERGOGNA! Erano Platani.
Deposito scarti o sostituti andati a male?

Ancora grazie ad un nostro lettore, che al piccolo giornale possono nascondersi, le foto scattate in Zona industriale. Fresche le immagini ma non i poveri platanini immaginiamo di fianco al deposito della ditta fornitrice o magari dello stesso Comune, accatastati come in discarica.
Ci duole il cuore e ci mancano le parole: in verità ce le abbiamo ma sono irripetibili.
Parlano le immagini.

In 5 anni fare la spesa costa il 30% in più, ad essere ottimisti.Il Report pubblicato dal giornale di Confindustria, il ...
01/09/2026

In 5 anni fare la spesa costa il 30% in più, ad essere ottimisti.
Il Report pubblicato dal giornale di Confindustria, il Sole24ore.

E colpisce ancora di più, perchè a diffondere i dati non è il bollettino della CGIL ma il quotidiano edito dagli industriali, e comunque sono stati ottimisti perchè chi fa la spesa avrebbe ritoccato, per esperienza personale e quotidiana, quella percentuale all'insù.
L'altro dato che manca e che aggrava esponenzialmente la situazione è, nello stesso lasso di tempo, il forte aumento delle bollette energetiche, della benzina e delle tariffe, che va aggiunto al sempre più magro portafoglio di dipendenti e pensionati.
Che questa politica risolvesse questi problemi invece di occuparsi dell'universo mondo.
Comunque merita guardare la tabella in foto.

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