16/09/2026
Ogni spazio che le occupano oggi in è uno spazio che qualcuna, prima di noi, ha dovuto conquistare.
Non ci è stato regalato niente.
Abbiamo dovuto lottare per votare, per essere elette, per essere ascoltate. E ancora oggi dobbiamo lottare per essere riconosciute come soggetti politici prima ancora che come “donne in politica”.
Perché la politica resta un ambiente profondamente maschile. Lo è nei suoi tempi, nei suoi meccanismi di potere, nelle reti di relazioni e nella distribuzione delle risorse e della visibilità.
Ed è esattamente per questo che le regole elettorali non sono neutrali.
Le preferenze sembrano il massimo della libertà di scelta, ma vengono esercitate dentro una società in cui donne e uomini non hanno ancora le stesse possibilità di costruire consenso, reti, notorietà e disponibilità economica per sostenere una campagna elettorale.
Quando si fa finta che tutti partano dallo stesso punto, a vincere sono quasi sempre quelli che partono già davanti.
Ed è su questa disparità, che conosciamo da sempre, che interviene la nuova : invece di ridurla, rischia di moltiplicarne gli effetti.
La prima donna Presidente del Consiglio della storia repubblicana guida una maggioranza che sta modificando le regole con il rischio concreto di restringere lo spazio politico per le donne che verranno dopo di lei.
Rompere il soffitto di cristallo non basta, se poi si lascia che venga ricostruito sopra la testa delle altre.
Noi quello spazio non lo consideriamo acquisito una volta per tutte. Perché sappiamo quanto è costato alle donne che ci hanno precedute e quanto ancora costa, ogni giorno, a quelle che decidono di esporsi, candidarsi, prendere parola e pretendere di contare.
Elisa Moro
Responsabile Diritti e Politiche di Genere
Sinistra Italiana FVG – Alleanza Verdi e Sinistra