06/08/2026
🗞️ Leggi l’intervista del nostro Stefano Patuanelli a Il Piccolo 👇
❓ Senatore, via il campo dai dubbi: valuta di candidarsi a sindaco o governatore?
«In questo momento sono totalmente assorbito dal Senato e dalla vicepresidenza del M5s, che sto cercando di esercitare nel migliore dei modi con le deleghe ricevute dal presidente Conte. Non so quanto ancora durerà questa legislatura, ma fino ad allora continuerò a concentrarmi sul mio ruolo di parlamentare».
❓ A che punto è, allora, la ricerca del candidato? Il M5s spingeva per chiudere in estate.
«Nel centrodestra c'è ancora confusione e questo vantaggio va sfruttato. A settembre, subito dopo aver chiuso il programma, si dovrà individuare anche il candidato. E partire».
❓ Ha già in mente un nome?
«Penso che in città ci sia una figura molto conosciuta, che ha già dimostrato di avere capacità e qualità per poter fare il sindaco, e questa è Francesco Russo. Non escludo possano esservi anche altre candidature, ma credo potrebbe essere un candidato vincente e uno dei nomi su cui la coalizione potrà convergere».
❓ Russo, però, è già stato candidato in passato: non si rischia l'effetto minestra riscaldata?
«Non è detto che un nome esterno o nuovo sia necessariamente vincente rispetto a nomi collaudati. Dopodiché è vero, Francesco ha già perso nel 2021, ma per poco e con un centrosinistra allora diviso. Ricordo il risultato di Adesso Trieste, che ha lavorato bene in quel frangente e poi in questi cinque anni all'opposizione: oggi il percorso lo stiamo facendo anche con loro».
❓ Anche il M5s, nel 2021, decise di non sostenere Russo e correre separato. Errore di valutazione, tornando indietro?
«All'epoca non c'erano le condizioni. In politica si fa ciò che si può, e in quel frangente non si poteva fare altrimenti».
❓ E le condizioni, oggi, ci sono? Come dare coerenza a un campo largo che dai centristi arriva alla sinistra radicale?
«Se a livello nazionale può dividerci la politica estera, quando si tratta di amministrare un territorio ciò che conta è la visione comune di città. E sulle questioni concrete, vicine alla quotidianità dei cittadini, stiamo chiudendo un programma che ci vede condividere molte scelte».
❓ Bene i valori comuni, ma il nome di Russo potrebbe non dare quelle garanzie di discontinuità chieste da frange della coalizione, tra tutti At. Non sarebbe opportuno passare per le primarie, come il M5s peraltro chiede a livello nazionale?
«A livello locale, però, il rischio è di uscirne più divisi di come ci si è entrati. Alla fine, in ogni caso, credo che non saranno necessarie, e che ci sarà un riconoscimento di quella che oggi è la forza politica maggiore nel campo progressista. In quanto tale spetterà al Pd individuare il nome, che poi dovrà avere il gradimento di tutta la coalizione».
❓ Altri nomi vicini al centrosinistra vorrebbero prima attendere di capire se nella partita ci sarà o meno Fedriga: siete disposti ad aspettare fino ad allora, per sondare tutte le possibili disponibilità?
«Chi vorrà mettersi a disposizione dovrà farlo convintamente, a prescindere dallo sfidante. Anche perché la scelta di Fedriga arriverà all'ultimo, e poter contare su un periodo di presenza del nostro candidato in assenza di quello avversario è un vantaggio che non può essere sprecato: potrà darci la possibilità di parlare più a lungo ai cittadini, spiegare esattamente come intendiamo affrontare i problemi lasciati irrisolti dalla destra e costruire un consenso maggiore ».
❓ I pilastri del programma?
«Porto Vecchio, ancora fermo a distanza di oltre un decennio dall'emendamento di Russo, Il turismo e il caro affitti, che l'amministrazione ha lasciato esplodere senza una visione. Il rafforzamento del welfare per famiglie e persone vulnerabili, e la sicurezza, sulla quale la destra ha completamente fallito».
❓ Proprio sulla sicurezza il centrosinistra però è percepito come molto debole: cosa proporrete, di concreto?
«Il presidio del territorio è fondamentale. Quando vengono impiegate decine di persone per quella follia che è la sospensione di Schengen, il sindaco deve trovare la forza di opporsi e chiedere che quelle risorse vengano piuttosto sfruttate per completare la pianta organica delle forze dell'ordine. Va fatto anche un lavoro culturale; evitare di mettere gli ultimi contro i penultimi, partendo dal rafforzamento dei servizi sociali e dal rapporto che il sindaco ha con i cittadini».
❓ Il M5s sta conoscendo una nuova crescita: che prospettive avete a livello territoriale? Riuscirete a superare quel 2-3% cui vi fermaste nel 2021?
«Sicuramente c'è più fermento, ma il risultato non è ancora quello che desideriamo. Non sono un ipocrita e guardo agli errori di comunicazione fatti in passato. La chiusura dell'area a caldo è stata una vittoria della città, ma se il processo di riconversione di Servola è stato possibile è stato grazie ai 100 milioni che feci allocare come ministro. Ho contribuito a portare a Trieste l'investimento di Bat e oltre 300 milioni Pnrr per il Porto. Credo di aver fatto molto per la città, ma forse troppo in silenzio e che il risultato del M5s alle comunali sia stato un po' ingiusto».
❓ La segreteria provinciale di Azione partecipa alle riunioni del campo largo, quella comunale si mantiene equidistante. Questa ambiguità sta infastidendo la coalizione?
«Calenda ha portato la sua formazione fuori dal campo del centrosinistra, in Parlamento flirta con il centrodestra ed è evidente non abbia alcuna intenzione di partecipare a un'alternativa a Meloni. Di conseguenza, per me, pure a livello locale Azione non è in coalizione».
❓ Basket: è preoccupato?
«Non più. L'unità istituzionale è stata decisiva nel mettere i bastoni tra le ruote a Matiasic ed evitare che portasse Trieste a Roma. Oggi c'è una nuova proprietà, il budget e la programmazione pluriennale sono meno chiari, ma Arcieri è una figura di riferimento che gode della mia totale fiducia. I primi tasselli della nuova squadra mi fanno pensare che sarà una stagione positiva. Forse non a livello delle precedenti, ma per certo positiva».