Sinistra Italiana - Friuli Venezia Giulia

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03/09/2026

Fabio Mussi se n'è andato.
Quando questa mattina ho aperto gli occhi e ho visto il messaggio di Valentina, sua figlia, non volevo crederci. Ho ancora nelle orecchie la sua voce squillante, la sua ironia tagliente e la passione travolgente con cui mi investiva ogni volta che mi telefonava.

Prima del ciao o del come stai, fluivano come una raffica di mitraglia le sue parole che ‘sezionavano’ letteralmente la questione di cui aveva premura di parlarmi. Mi telefonava per parlarmi dei problemi che vedeva crescere attorno a noi, per parlarmi di politica. Anzi di Politica con la P maiuscola. Perché Fabio non era solo uno straordinario dirigente politico, Fabio era un intellettuale raffinato, una persona coltissima, curioso e inquieto di quella inquietudine di cui abbiamo un disperato bisogno.

Fabio Mussi era nato a Piombino nel 1948 da una famiglia di operai. Iscritto al PCI dal 1965 entrò giovanissimo nel Comitato Centrale. Quando molti anni dopo i DS si sciolsero per dar vita al PD lui scelse un’altra strada annunciando la sua decisione con quel ‘io mi fermo qui’ che dà la misura di uomo mai settario ma allo stesso tempo rigoroso e schietto.
Nel mezzo cinque legislature in Parlamento, moltissimi incarichi e poi Ministro dell’Università e della ricerca nel secondo Governo Prodi. Poi la fondazione di Sinistra Democratica e qualche anno dopo, quella di SEL con chi come me aveva lasciato Rifondazione Comunista.

È lì che l’ho conosciuto personalmente. Mio padre che lo aveva conosciuto molti anni prima all’università di Pisa me lo descriveva come quello che infiammava le assemblee per la sua retorica brillante e potente. Una retorica che non ha mai perso nonostante la fatica del corpo che si è misurata con i postumi di un doppio trapianto di reni che subì nel 2008. A lui affidammo la redazione delle tesi e la relazione introduttiva del congresso fondativo di Sinistra Italiana nel 2017.
Il titolo ‘C’è Alternativa’ esprime bene la tenacia della sua ricerca. La Politica per cambiare e trasformare il mondo. Un’ambizione mai personale ma sempre collettiva contro la rassegnazione.

Aprendo quella relazione Fabio ci disse più o meno così: ‘Compagne e compagni, qui si ritrovano uomini e donne che in questi anni hanno mantenuto fermo un punto: uno sguardo di sinistra sull’Italia e sul Mondo’.

Caro Fabio, questa promessa posso fartela. Quel punto continueremo a tenerlo fermo. A te devo e dobbiamo moltissimo.
Mi mancherai. Mi mancheranno le tue telefonate, mi mancherà la tua voce e la tranquillità che mi dava parlare con te per chiederti un consiglio o una opinione nei momenti complicati.

Un grande abbraccio alla moglie Luana e alle figlie Valentina e Gaia.
Ciao Fabio, e grazie.

CIOL E VICENTINI (AVS): Sospendere subito l'apertura della cacciaI gravissimi incendi che hanno colpito il Friuli Venezi...
27/08/2026

CIOL E VICENTINI (AVS): Sospendere subito l'apertura della caccia

I gravissimi incendi che hanno colpito il Friuli Venezia Giulia hanno provocato danni profondi al patrimonio naturale, distruggendo boschi, prati e habitat e mettendo a rischio la vita di moltissimi animali selvatici. Ora che tutti i focolai sono spenti, l'emergenza non è affatto conclusa: resta una ferita aperta sul territorio e, soprattutto, sulle popolazioni animali sopravvissute.

Questi eventi sono sempre più frequenti nella nuova realtà climatica che viviamo, la siccità estrema e le ondate di calore hanno colpito duramente la fauna e la flora in tutta la regione.

Di fronte a questa situazione, chiediamo alla Regione di sospendere immediatamente l'apertura stagionale della caccia. Non si può consentire l'attività venatoria su un territorio che porta ancora i segni del fuoco e su una fauna stremata, disorientata, priva di ripari e di fonti di cibo. Molte specie hanno subito perdite ingenti; aprire la caccia in queste condizioni significherebbe infliggere un ulteriore, inaccettabile colpo a popolazioni già duramente provate, in violazione del più elementare principio di precauzione.

Come Alleanza Verdi e Sinistra siamo da sempre impegnati per la tutela dell'ambiente, della biodiversità e del benessere animale. Riteniamo che la priorità, oggi, debba essere la messa in sicurezza del territorio, la valutazione dei danni agli ecosistemi e la protezione della fauna, non certo l'apertura della stagione venatoria. Per questo chiediamo alla Giunta regionale di sospendere in via precauzionale l'apertura della caccia sull'intero territorio regionale e di avviare contestualmente un monitoraggio approfondito dello stato della fauna e degli habitat prima di assumere qualsiasi decisione definitiva sul calendario venatorio. Chiediamo inoltre un potenziamento delle risorse destinate alla prevenzione degli incendi e al ripristino ambientale, affinché simili tragedie non si ripetano.

La Regione dimostri responsabilità: prima di autorizzare l'attività venatoria, si pensi a curare le ferite del territorio e a difendere chi non ha voce.

Michele Ciol Segreteria regionale Sinistra Italiana Friuli Venezia Giulia

Claudio Vicentini
Co-portavoce Europa Verde Friuli Venezia Giulia

Europa Verde-Verdi Udine

𝗟𝗘 𝗜𝗦𝗖𝗥𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗩𝗔𝗡𝗡𝗔𝗖𝗖𝗜 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗟𝗘 𝗦𝗨𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗠𝗘𝗦𝗦𝗘: 𝗙𝗔𝗟𝗦𝗘In Friuli Venezia Giulia è scoppiato il caso "tessere false" d...
26/08/2026

𝗟𝗘 𝗜𝗦𝗖𝗥𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗩𝗔𝗡𝗡𝗔𝗖𝗖𝗜 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗟𝗘 𝗦𝗨𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗠𝗘𝗦𝗦𝗘: 𝗙𝗔𝗟𝗦𝗘

In Friuli Venezia Giulia è scoppiato il caso "tessere false" di Futuro Nazionale. Dopo le roboanti pagine nella cronaca nazionale e locale che dichiaravano migliaia di tessere al partito del generale in pensione, ora abbiamo ben due casi in provincia di Pordenone in cui arrivano a casa tessere mai richieste.

Il primo ad Azzano Decimo, dove i genitori di un nostro iscritto hanno ricevuto via posta le iscrizioni senza aver dato nessun autorizzazione, ma fidandosi della consigliera comunale di Prata di Pordenone, Gabriela Bulai, che aveva chiesto loro i dati personali senza far riferimento alcuno al partito vannacciano.
Il secondo invece a Spilimbergo. Anche in questo caso la figlia ha trovato la tessera della madre ignara, che non possiede neanche la cittadinanza e quindi non può votare in Italia.

L'operazione mediatica di Vannacci scricchiola già. Non solo per i contenuti fascisti e contrari alla Costituzione, ma ora anche per una mancanza di trasparenza.
Quante delle 5mila tessere in FVG sono reali? Chi ha pagato le restanti?

22/08/2026

Questa sera Alleanza Verdi e Sinistra è stata in Piazza Libertà, al fianco dei volontari e delle volontarie che ogni giorno prestano assistenza e delle persone migranti presenti nella piazza. Una presenza politica e civile necessaria di fronte alla ronda annunciata da Forza Nuova, organizzazione neofascista che pretende di arrogarsi funzioni di controllo e sicurezza che non le appartengono.
Dopo le 21 una decina di militanti di estrema destra si è presentata nei pressi della piazza tra urla e provocazioni, venendo rapidamente allontanata. Un episodio numericamente marginale, ma politicamente grave. Le ronde non sono sicurezza: sono intimidazione. E diventano ancora più pericolose in un clima in cui da giorni assistiamo a una crescente campagna di odio contro le persone migranti e contro chi presta loro assistenza.
Non accettiamo che gruppi neofascisti possano decidere chi ha diritto di stare nelle strade e nelle piazze di Trieste, né che possano presentarsi come garanti dell’ordine pubblico. La sicurezza è compito delle istituzioni democratiche, non di organizzazioni politiche che utilizzano la paura e la marginalità per alimentare tensione e costruire consenso.
La risposta di questa sera è stata chiara: mentre qualcuno provava a trasformare Piazza Libertà nel palcoscenico della propria propaganda, molte più persone hanno scelto di esserci per impedire che quello spazio venisse consegnato all’intimidazione e all’odio.
Trieste non ha bisogno di ronde. Ha bisogno di istituzioni che si assumano le proprie responsabilità, di politiche capaci di affrontare concretamente marginalità e accoglienza e di una città che non lasci spazio alla normalizzazione dell’estrema destra.

In questi giorni tragici siamo al fianco della popolazione della  , colpita da diversi incendi che non danno tregua alla...
17/08/2026

In questi giorni tragici siamo al fianco della popolazione della , colpita da diversi incendi che non danno tregua alla montagna e che stanno costringendo, in alcuni casi, anche all’evacuazione di aree abitate.

Il più grande grazie va a tutte e tutti coloro che stanno operando sul territorio per limitare e controllare la propagazione delle fiamme: dai Vigili del Fuoco ai volontari della Protezione Civile, dai sindaci dei Comuni colpiti a tutti i tecnici e gli operatori coinvolti.

Non è questo il momento di puntare il dito, ma è certamente il momento di interrogarsi sullo stato delle cose. La mancata approvazione del piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi, che avrebbe dovuto essere operativo già dal 2021, rappresenta una falla evidente nella capacità di prevenzione e gestione dell’emergenza, così come deve far riflettere la limitata disponibilità di mezzi aerei antincendio di stanza in Regione.

Ma questi incendi sono anche la cartina di tornasole di una situazione ambientale sempre più deteriorata dalla crisi climatica. E allora non possiamo limitarci a discutere di come spegnere gli incendi quando divampano: dobbiamo interrogarci sul modello di sviluppo che stiamo imponendo alla montagna.

La Carnia non può diventare un luna park per pochi, fatto di hotel di lusso, nuovi impianti e milioni di euro investiti in piste da sci in territori nei quali la neve sarà sempre più incerta, mentre interventi invasivi vengono fatti passare per semplici “strade forestali”. È un modello miope e dannoso, che consuma l'ambiente proprio mentre la crisi climatica ci imporrebbe di proteggerlo con ancora maggiore attenzione.

Il governo regionale deve cambiare registro. Servono molte più risorse per la tutela del territorio e la gestione dei boschi, compresa una disponibilità adeguata di mezzi antincendio. E serve anche il coraggio di discutere delle priorità complessive della spesa pubblica a livello nazionale: invece di destinare risorse pubbliche alla spesa militare, dobbiamo pensare alla sicurezza reale dei territori e delle comunità, alla prevenzione e all’adattamento alla crisi climatica.

Quanto può ancora durare un modello estrattivista che considera la montagna una risorsa da consumare anziché un territorio da abitare, custodire e consegnare alle generazioni future?

La nostra Carnia, oggi sempre meno verde, ci sta mandando un segnale drammatico: il tempo per cambiare modello sta finendo.

14/08/2026

190 incendi in corso in Italia, dice il dato dei rilevamenti satellitari.
18 canadair a disposizione.
Fate la proporzione…

Questi sono i numeri impietosi della impreparazione italiana, figli della sottovalutazione e del climafreghismo della destra.

Che anche in queste ore continua a parlare di aumento delle spese militari e di guerra con Spagna e Germania per i migranti, senza fare mai parola di come interi territori italiani siano stravolti dalle fiamme.

Mi scrivono cittadini da Como, terrorizzati da quanto accade sul monte Goj.
Poi da giorni brucia la Val D’ossola in Piemonte, mentre il Friuli ha 19 fronti di fuoco attivi in questo momento.

Oltre ai danni ambientali a volte persino irrecuperabili, incendi e siccità stanno divorando interi pezzi di economia agricola e zootecnica del territorio.
Dimostrando una volta di più quanto sia dannoso e mortale il furore ideologico antiecologico e inquinatore della destra.

Spero che almeno oggi Meloni sia in grado di smettere con la campagna elettorale e dire una sola parola sulla vita concreta degli italiani.

06/08/2026

Ciao a chi ha saputo cantare dell'anarchia, dell'ideale e anche della disillusione. Delle osterie di fuori porta e dell'Appennino dove risuona la tramontana. Dell'amore e degli abbandoni. Di Eskimo e di Autogrill. Di Amerigo e di Cyrano. Ciao a chi meglio di tutti ha saputo cantare quei giorni di Genova. Ciao a te, maestro, che ci hai accompagnato in tante fasi della nostra vita. Tra la via Emilia e il West. Addio, farewell.

Il nucleare non è la via per la lotta al cambiamento climatico.In Friuli Venezia Giulia si pensa di raddoppiare la vicin...
06/08/2026

Il nucleare non è la via per la lotta al cambiamento climatico.

In Friuli Venezia Giulia si pensa di raddoppiare la vicina centrale nucleare di Krško, in Slovenia, che sorge in un'area sismica e proprio a causa della siccità non riesce a produrre energia a regime nemmeno ora.

È un'altra speculazione economica di una classe imprenditoriale che non riesce a uscire da dinamiche produttive a breve termine.

04/08/2026

Questa sera, nella sede regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, si è svolta la tavola rotonda co-organizzata con LAV contro il DDL Caccia.

Un confronto partecipato, con associazioni animaliste e cittadini, per approfondire un disegno di legge che rappresenta un grave passo indietro nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità.

Da questo incontro emerge con forza una convinzione condivisa: fermare questo provvedimento è possibile solo costruendo una mobilitazione ampia, capace di coinvolgere associazioni, realtà territoriali e cittadini in tutta Italia.

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno partecipato e hanno scelto di esserci. La difesa degli animali e della natura non si ferma qui.

È partita la propaganda a spron battuto per il nuovo stadio di   ed è stata individuata, senza sorprese, l'area della Co...
03/08/2026

È partita la propaganda a spron battuto per il nuovo stadio di ed è stata individuata, senza sorprese, l'area della Comina. La zona prescelta è sotto le grinfie degli interessi economici da anni, da quando il progetto del nuovo ospedale è stato fatto dirottare giustamente in aree più idonee. Ecco che il centrodestra ci riprova e vende il nuovo stadio come il Maracaná.

E allora perché non costruirlo nella zona dell'Interporto, vicino all'uscita autostradale e collegato alla Pontebbana, in una zona già ampiamente cementificata e antropizzata? Davvero una squadra di Eccellenza, con un tifo fantastico ma dai numeri non esorbitanti, deve essere la scusa per l'ennesima speculazione edilizia?

La città merita un nuovo impianto proporzionato alla realtà sportiva, in una zona già antropizzata e senza ulteriore consumo di suolo, dove svolgere concerti all'aperto senza disturbare residenti.

Proponiamo inoltre che rimangano a libero accesso e gratuiti un numero sempre maggiore di campetti di ogni sport, che non si ripropongano operazioni di privatizzazione come quella del cosiddetto Polo Young e che si ragioni con le società sportive sui prezzi esorbitanti delle scuole calcio, per dare la possibilità a tutti di crescere coi valori sani dello Sport.

Sebastiano Badin - segretario regionale SI
Michele Ciol - segretario Circolo SI di Pordenone

Indirizzo

Trieste

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