22/05/2026
📸 La legalità in nome di Rocco Dicillo
Si è svolto presso la Casa della Cultura “Rocco Dicillo” l’incontro dedicato al tema dei beni confiscati alla criminalità organizzata e del loro riutilizzo sociale, nel trentennale della Legge 109/96.
Un momento di riflessione e confronto che ha riaffermato il valore della memoria e dell’impegno civile, nel nome di Rocco Dicillo, nostro concittadino e agente della scorta del giudice Giovanni Falcone, che sacrificò la propria vita nella strage di Capaci. Il suo esempio continua a rappresentare un modello di coraggio, senso dello Stato e dedizione al bene comune per le nuove generazioni e per l’intera comunità.
I beni confiscati alla mafia costituiscono una delle più importanti conquiste nella lotta alla criminalità organizzata: simboli di potere illegale che, grazie all’impegno delle istituzioni e della società civile, vengono restituiti alla collettività e trasformati in luoghi di inclusione, crescita, solidarietà e sviluppo sociale. Una concreta testimonianza di come la legalità possa generare opportunità e futuro.
Un sentito ringraziamento va a tutti i relatori intervenuti, che con competenza, passione e testimonianze significative hanno arricchito il dibattito, offrendo importanti spunti di riflessione sul valore della legalità e sul ruolo attivo che ciascun cittadino può svolgere nella costruzione di una società più giusta e responsabile.
Grazie inoltre a tutti i cittadini, alle associazioni, agli studenti e ai rappresentanti delle istituzioni che hanno partecipato, contribuendo alla riuscita dell’iniziativa.
La memoria diventa impegno quando si traduce in azioni concrete. Nel nome di Rocco Dicillo, continuiamo a promuovere la cultura della legalità, della responsabilità e della partecipazione.
Un plauso per lo sforzo organizzativo all'assessora alla legalità Marina Fiore e al Sindaco Pino Toscano.