L'antica città sicula di Abakainon, posta su un altopiano oggi nel comune di Tripi, a dominio della valle percorsa dalla strada di collegamento tra la riviera ionica e quella tirrenica e di un vasto territorio che si estendeva dalla fascia costiera tra Milazzo e Patti, fino alle cime dei Peloritani e agli altipiani orientali dei Nebrodi. Il sito della città è ora sicuramente identificato e corrisp
onde alla frazione Casale, subito a settentrione dell’attuale comune di Tripi, su un altopiano che dai monti Nebrodi si estende verso il mare. Tale zona pianeggiante, detta appunto il Piano, era in realtà una sorta di fortezza naturale, facilmente difendibile, essendo compresa tra due valli laterali, del torrente Novara a est e del suo affluente Tallarita a ovest, e chiusa a sud dall’altissima acropoli del Castello e a nord dal Pizzo Cisterna. Alla luce delle attuali conoscenze si pensa che sia stata la più importante città stato di questa zona in epoca pre-romana. Prima in conflitto con i Sicani e poi con i sopraggiunti greci, negli anni successivi al 450 a.C. la città fu impegnata a tenere a bada la sempre più potente Siracusa, ma quando Dionigi nel 396 a.C. fondò Tindari, Abakainon p***e parte del suo territorio, forse quello compreso fra il fiume timeto e il fiume di Oliveri, e vide gravemente minacciata la sua indipendenza. Alleata ora con i cartaginesi ora con i siracusani per conservare la propria libertà, nel 262 a.C. fu occupata dai Romani che la elevarono a "municipium" e la chiamarono Abacaenum o Abacaena. Pur perdendo l’indipendenza, essa continuò a essere una città laboriosa e prospera, e seguitò a ba***re moneta come accadeva fin dal V° secolo. La fine della città è attribuita ad Augusto nel 36 d.C., che la distrusse per il mancato aiuto, e una qualche successiva calamità naturale cancellò poi le ultime tracce rimaste. Di essa rimangono comunque avanzi di mura, resti di abitazioni ellenistiche e romane, tombe, terracotte, armi ed altri oggetti a testimonianza della sua prosperità. Rimangono soprattutto le monete coniate con il nome della città, le cui più antiche risalgono al 460 a.C. Nel periodo arabo e normanno un insediamento più a monte, in un luogo più sicuro per l'epoca, diede origine a quello che oggi è il paese di Tripi.