13/05/2026
Un po’ di polemica mattutina, non certo per vantarsi, ma per capire a che gente siamo in mano.
Succede che al Mulino del Pericolo (e così in tante piccole realtà come la nostra) si debbano subire i seguenti balzelli ANNUALI (pizzo…si dovrebbe dire PIZZO, ma forse è un po’ eccessivo):
Consorzio Villoresi: Contributo per la Conservazione della Rete e degli Impianti (si fa notare che quando c’è qualche problema agli argini, interveniamo personalmente con mezzi, manodopera e fondi nostri). Telefonare a vari enti per chiedere l’intervento è OVVIAMENTE tempo perso. Quindi non è chiaro perché si debba versare il contributo per la conservazione, se gli argini li conserviamo noi.
Regione Lombardia: Obbligo ittiogenico per la ripopolazione della trota fario (250 soggetti di cm 9-12). Anche in questo caso si fa notare che spesso e volentieri, per manutenzioni realizzate sui corsi d’acqua a monte, la roggia resta a secco e i pesci (ovviamente) MUOIONO! E nessuno controlla, anzi…ti vengono a chiedere (IN MALO MODO) perché non hai detto niente…IO?!
Città Metropolitana: Concessione per lo sfruttamento dell’acqua a uso idroelettrico. Ovviamente l’acqua NON viene consumata, nemmeno una goccia, perché chi sa come funziona un mulino sa anche che l’acqua viene resa tale e quale; responsabili di uffici tecnici incaricati a parte, che magari sono anche laureati, ma che hanno saltato a piè pari le scuole elementari E HANNO DICHIARATO DI NON SAPERE E NON VOLER SAPERE COME FUNZIONA UN MULINO (Cit.). Contributo pari a 10 volte quanto dovuto per mero errore materiale del precedente proprietario (errore che non si può sanare se non con ulteriore esborso STRATOSFERICO pari a una ventina di anni di canone); inoltre l’acqua manca per lunghi periodi all’anno per lavori di manutenzione di terzi a monte, ma questo non è un problema dell’ente che incassa il pizzo, ovviamente.
Sanzioni varie: se ti lamenti perché da monte arriva acqua lurida, trovano il modo per sanzionare noi, sempre per merito di quello di cui al punto precedente, quello che non ha fatto le elementari.
CHE PAESE DI AMOREVOLI CIALTRONI FANTASTICI