Confederazione COBAS Piemonte

Confederazione COBAS Piemonte ORGANIZZAZIONE SINDACALE DI BASE

I COBAS SCUOLA PER IL NO AL REFERENDUM–Negli ultimi 5 anni solo lo 0,82% dei Pubblici Ministeri sono passati alla funzio...
06/03/2026

I COBAS SCUOLA PER IL NO AL REFERENDUM

–Negli ultimi 5 anni solo lo 0,82% dei Pubblici Ministeri sono passati alla funzione giudicante e addirittura solo lo 0,2% di giudici sono diventati PM! Già la riforma Cartabia del 2022 ha ridotto a uno solo passaggio possibile da una funzione all’altra entro i primi 10 anni. Per cui, la separazione delle carriere di fatto c’è già e il divieto assoluto di passaggio riguarderà un numero esiguo di magistrate/i e non influirà minimamente sui problemi strutturali della giustizia: la lentezza dei processi penali e civili, la carenza di risorse e organici, il sovraffollamento delle carceri, in cui sono detenuti soprattutto coloro che non hanno le risorse economiche per difendersi (migranti, tossicodipendenti..). Né tantomeno renderà più equa la giustizia!

Il cuore nascosto della riforma è la scissione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, e il sistema del sorteggio. Le/i magistrate/i non potranno più eleggere i loro rappresentanti nel CSM, cioè il loro organo di autogoverno che ne deve gestire la carriera. Un effettivo autogoverno della magistratura è indispensabile per garantirne l’indipendenza. Ma con la riforma i due terzi dei membri dei due CSM non saranno più eletti, ma scelti per sorteggio!

L’assurdità di tale meccanismo svela l’obiettivo politico del governo, più volte dichiarato da Nordio e Meloni: colpire la Magistratura spaccando il CSM in due organi, di fatto più deboli e delegittimati, per arginare quella che il governo considera l’ingerenza dei giudici nella sfera della politica, cioè le sentenze non gradite a tutela dei lavoratori, dei migranti, della libertà di espressione del dissenso o quelle di condanna dei politici.

Il potere di decidere sugli illeciti disciplinari viene sottratto al CSM e affidato ad una nuova Alta Corte disciplinare, i cui membri – salvo i 3 nominati dal PdR – sono anch’essi scelti tramite sorteggio. La riforma delega alla legge ordinaria la ridefinizione degli illeciti disciplinari, delle relative sanzioni e del procedimento disciplinare. Se vincessero i SÌ aumenterebbero i rischi di una legge di carattere punitivo nei confronti delle/i magistrate/i e l’Alta Corte potrebbe diventare a tutti gli effetti un tribunale speciale, come paventato dall’Associazione Nazionale Magistrati!

La riforma si colloca in un disegno politico internazionale di costruzione anche in Italia di una Democrazia autoritaria o Democratura, in cui la democrazia si riduce alle votazioni ogni 5 anni e il Governo opera senza contrappesi ed equilibrio nella divisione dei poteri. Da decenni governi sia di centro sinistra che di destra hanno già concentrato il potere legislativo nelle mani dell’esecutivo Il Premierato rafforza ulteriormente la personalizzazione del potere politico, aumentando a dismisura i poteri del Presidente del Consiglio e riducendo drasticamente quelli del Parlamento e del PdR. L’Autonomia differenziata – introdotta dalla sciagurata riforma del titolo V del centro sinistra nel 2001- con la competenza legislativa esclusiva delle Regioni in 23 materie aumenta a dismisura il potere personale dei c.d. governatori. In tale quadro, la riforma costituzionale della Magistratura punta non solo a ridurre il controllo di legalità sull’operato dei politici, ma anche ad un esercizio della funzione giurisdizionale in linea con il disegno politico del governo.

In conclusione, il referendum non riguarda solo i magistrati, ma tutti/e: anche i diritti sociali saranno valutati da magistrati spinti ad operare secondo i desiderata del governo di turno. Sia in campo civile che penale i diritti devono esser giudicati da magistrati indipendenti dal potere politico!

PER TUTTI QUESTI MOTIVI INVITIAMO A VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULL’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA E SULLA DEMOCRAZIA

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07/09/2023

A 50 anni di distanza dal fascista che rovesciò il governo legittimo di Unidad Popular del presidente socialista Salvador Allende
📌 MARTEDI' 12 SETTEMBRE ORE 21
📍 CASA DEL QUARTIERE SAN SALVARIO - VIA MORGARI 14, TORINO
🔴 serata di memoria con UGO ZAMBURRU - attivista per la difesa dei diritti umani in America Latina
🎶 Seguirà concerto degli Egin Torino Patchanka

Gira sui siti e in alune mailing list, un comunicato "Cosa succede nei Cobas Scuola". Ecco la risposta del Cobas LAvoro ...
09/08/2023

Gira sui siti e in alune mailing list, un comunicato "Cosa succede nei Cobas Scuola". Ecco la risposta del Cobas LAvoro Privato a questa e alle altre provocazioni delle "famose" sedi autoconvocate che si sono permesse di scrivere che i Cobas di Roma, Napoli, Torino, Bologna, Pistoia, Siena, Firenze, Trieste, Cosenza, Potenza, Caserta, Salerno, Ravenna, Forlì, Latina, Cuneo, Lucca, sono filo CGIL, filo NATO, filo Governative... VERGOGNA!!!
Risposta dell'Esecutivo Nazionale COBAS LAVORO PRIVATO ai sedicenti "autoconvocati Cobas Scuola"
Se l'intenzione del gruppo degli "autoconvocati Cobas Scuola" era quella di suscitare ripugnanza sul loro agire revisionista, ebbene SI ci sono riusciti, e queste brevi note della Federazione Cobas Lavoro Privato sono dirimenti. In quanto parte costituente della Confederazione Cobas respingiamo al mittente le accuse dirette al Cobas Scuola, e quindi indirettamente alla Confederazione Cobas mai citata. Su " guerra e Nato" la posizione e le iniziative assunte sono state condivise a nome della Confederazione Cobas, e divenute nell'escalation della guerra una visione cogente e lungimirante nel perseguire la " pace".
Mentre sull'esser divenuti " filo-governativi e filo-Cgil", non vi è alcun riscontro plausibile, stante gli scioperi e le proteste contro il governo Meloni e i governi che lo hanno preceduto, le istituzioni, le OS complici: in difesa dei diritti del lavoro e contro la precarietà, in tutela dell'ambiente e delle energie rinnovabili, contro lo scempio del territorio e le energie fossili, a sostegno dei diritti civili, dei diversi e dei migranti.
In questi ultimi anni abbiamo purtroppo assistito al tentativo di queste componenti di imporre le proprie visioni e soggettività, con un agire scorretto e debordante. Prima, in occasione della pandemia con la richiesta di assunzione di posizioni complottiste tanto care all'estrema destra nazionale e internazionale, che ha portato questa componente a "bazzicare" le medesime piazze dei sovranisti rosso-bruni e del sindacato autonomo-fascistoide FISI. Poi, in occasione dell'aggressione della Russia all'Ucraina e nel pericoloso sviluppo della guerra tra Russia e Nato,non schierandosi su posizione nette contro i due imperialismi che stanno precipitando l'umanità verso un baratro mondiale, ne assumendo il prevalente impegno per la " pace".
Costoro, non trovando riscontri nei consessi e deliberazioni dell'organizzazione, hanno avviato una martellante azione denigratoria lanciando accuse di "verticismo e di abbandono dello spirito originario dei Comitati di Base", con l'intento di prevalere attraverso il metodo infamante della calunnia. Conosciamo il giochetto di lanciare accuse altisonanti così da alzare un polverone indimostrabile, per coprire invece le pesanti responsabilità di un agire scissionista incerto e raccogliticcio che oramai va avanti da diverso tempo. Tanto da rimanere ambigui nei rapporti organizzativi, che al punto in cui si è giunti configurano un'altra struttura fuori e contro i Cobas Scuola, e quindi aliena dalla Confederazione Cobas.
Un danno che ricade esclusivamente sui lavoratori iscritti Cobas "per nulla o quasi al corrente di questo loro modo di agire", che si aspettano dai Cobas coerenza nel perseguire valori universali, capacità e rapporti di forza con le controparti per rendere esigibili gli obiettivi e le lotte.
Esecutivo Nazionale COBAS del Lavoro Privato

A fianco di Giorgio e di tutte le donne e gli uomini che resistono alla devastazione ambientale e sociale delle grandi o...
05/08/2023

A fianco di Giorgio e di tutte le donne e gli uomini che resistono alla devastazione ambientale e sociale delle grandi opere inutili ed alla militarizzazione ed asservimento dei territori.

L’ennesima operazione (provocazione) della questura torinese ha portato in carcere Giorgio Rossetto, storico militante della lotto contro il TAv e nostro iscritto, perchè (sempre secondo la questura) non avrebbe violato le disposizioni della sorveglianza.
Un'altra violenza istituzionale ai danni del movimento e di tutte/i coloro che si battono contro i progetti di asservimento dei territorio della Valle di Susa alle speculazioni affaristiche ed alla realizzazione di grandi opere di impatto ambientale devastante.
Sotto attacco ancora una volta chi non rinuncia a praticare una resistenza determinata a salvaguardare le comunità e le risorse naturali dall’aggressione delle lobbies dei cantieri del Tav e dall’esproprio di risorse pubbliche a favore del profitto privato e di politiche di sviluppo incompatibili con la vita delle popolazioni.
Siamo stati, siamo e saremo sempre a fianco di questa resistenza, sempre contro ogni tentativo di criminalizzare chi vi prende parte, contro ogni rappresentazione distorta e malata, contro ogni vulgata tesa a trasformare gli aggrediti in aggressori, le vittime in colpevoli.
Giorgio libero subito, libertà per tutte e tutti coloro che continuano ad essere colpiti da provvedimenti ignobili e dall’arroganza del potere.

14/06/2023

Prorogato il contratto sugli utilizzi con importanti novità. Si aspetta ancora la nota ministeriale e i modelli di domanda cartacei   Possono presentare domanda di assegnazione provvisoria, provinciale e interprovinciale, anche i docenti assunti a tempo determinato nell’a.s.2022/23 da procedura ...

Indirizzo

Via Cesana 72
Turin
10141

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:00
Martedì 09:30 - 19:00
Mercoledì 09:30 - 19:00
Giovedì 09:30 - 19:00
Venerdì 16:30 - 18:30

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