Movimento Rivoluzione Fiscale

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Movimento Rivoluzione Fiscale Noi ITALIANI siamo stanchi delle vessazioni di STATO aderite al “Movimento Rivoluzione Fiscale”

05/09/2026

CONTENUTO POLITICO-INFORMATIVO

INFLAZIONE AL 3,3%: IL COSTO DELLA VITA TORNA A CORRERE.

FATTI VERIFICATI

Il 1° settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso le stime preliminari dei prezzi al consumo riferite ad agosto 2026.

Il quadro rilevato è il seguente:

1. l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% rispetto ad agosto 2025, accelerando dal 2,9% del mese precedente;
2. i prezzi dei beni energetici salgono complessivamente del 17,0% su base annua, dal precedente 11,6%;
3. i prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano dal 3,4% al 4,3%;
4. il cosiddetto “carrello della spesa” resta al +1,0%;
5. l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta lievemente dall’1,6% all’1,5%;
6. l’inflazione acquisita per il 2026 è pari al 2,9% per l’indice generale.

L’ISTAT collega l’accelerazione soprattutto ai beni energetici, che risentono delle tensioni internazionali. Si tratta di dati preliminari e aggregati: non descrivono nello stesso modo la spesa di ogni famiglia e saranno aggiornati con la diffusione definitiva.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento del costo della vita non può essere affrontato con bonus occasionali e procedure complicate.

Servono interventi stabili, mirati e verificabili:

- ridurre oneri e fiscalità che aggravano il costo dell’energia per famiglie e attività produttive;
- difendere il potere d’acquisto attraverso una riduzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e sui redditi medi;
- concentrare le risorse sulle famiglie maggiormente esposte, con criteri semplici e controllabili;
- pubblicare periodicamente l’effetto reale delle misure su bollette, prezzi, consumi e competitività;
- evitare che ogni emergenza diventi nuova burocrazia o nuova spesa permanente priva di risultati misurabili.

Proteggere il potere d’acquisto significa intervenire sulle cause e verificare gli effetti, non limitarsi ad annunciare misure temporanee.

MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.

NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

Quale misura ritieni prioritaria: riduzione degli oneri energetici, meno tasse sul lavoro, sostegno mirato alle famiglie o maggiore concorrenza?

Condividi considerazioni generali, senza dati personali o situazioni identificabili.

03/09/2026

CONTENUTO POLITICO-INFORMATIVO

ENERGIA E COSTI: LE IMPRESE PAGANO IL CONTO.

FATTI VERIFICATI

Il 2 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sui prezzi alla produzione dell’industria riferiti a luglio 2026:

• +2,4% rispetto a giugno e +7,8% rispetto a luglio 2025;
• sul mercato interno: +3,0% mensile e +9,3% annuo;
• al netto dell’energia: +0,3% sul mese e +3,3% sull’anno;
• energia elettrica e gas sul mercato interno: +14,5% annuo.

L’ISTAT precisa che l’accelerazione generale è spiegata principalmente dai rialzi della componente energetica sul mercato interno. Il dato non misura direttamente i prezzi finali al consumo né i margini delle singole imprese.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale servono misure trasparenti e verificabili: riduzione mirata di oneri e fiscalità sull’energia produttiva, accesso semplice per le PMI agli investimenti in efficienza e autoproduzione, reti e accumuli competitivi, valutazioni periodiche dell’impatto su imprese e occupazione.

La transizione energetica deve rafforzare la competitività dell’Italia, non creare nuova burocrazia.

MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.

NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

Quale misura aiuterebbe davvero le PMI: meno oneri, autoproduzione, efficienza o reti più competitive?

Fonte: ISTAT, 2 settembre 2026.
https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-alla-produzione-dellindustria-e-delle-costruzioni-luglio-2026/

02/09/2026

CONTENUTO POLITICO-INFORMATIVO

ITALIA 2050: MENO PERSONE, MENO FORZA LAVORO.

FATTI VERIFICATI

Il 31 agosto 2026 l’ISTAT ha pubblicato le nuove previsioni della popolazione, delle famiglie e delle forze di lavoro, con base 1° gennaio 2025.

Nello scenario mediano:

1. la popolazione residente passa da 58,9 milioni nel 2025 a 55,0 milioni nel 2050;
2. la quota di popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 63,4% al 55,3%;
3. la forza lavoro tra 15 e 64 anni diminuisce da 24,8 a 21,4 milioni;
4. il tasso di attività cresce dal 66,7% al 71,0%, ma l’aumento della partecipazione non compensa il restringimento della base demografica.

L’ISTAT precisa che queste previsioni sono esercizi “what-if”, basati su ipotesi e caratterizzati da crescente incertezza nel lungo periodo. Non sono quindi una profezia, ma un segnale che la politica deve prendere sul serio.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale il declino demografico e produttivo non si affronta aumentando il peso fiscale su chi lavora e produce.

Servono scelte misurabili e continuative:

• ridurre il costo fiscale e contributivo del lavoro, soprattutto per giovani e famiglie;
• sostenere natalità, servizi per l’infanzia e conciliazione con misure stabili;
• investire in produttività, formazione e rientro dei giovani qualificati;
• semplificare l’ingresso regolare nel lavoro e l’attività d’impresa;
• valutare ogni intervento con obiettivi pubblici, tempi e risultati verificabili.

La demografia non è un tema astratto: riguarda salari, pensioni, sanità, imprese e tenuta dei territori.

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Quale intervento ritieni prioritario: meno tasse sul lavoro, sostegno alle famiglie, produttività o rientro dei giovani?

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01/09/2026

PIL +0,2%: L’ITALIA CRESCE, MA TROPPO LENTAMENTE.

L’ISTAT ha comunicato oggi che nel secondo trimestre 2026 il PIL italiano è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,0% rispetto allo stesso periodo del 2025. La variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,8%.

Il dato è positivo, ma la sua composizione impone attenzione: i servizi crescono dello 0,4%, mentre il valore aggiunto dell’industria diminuisce dello 0,5% e quello dell’agricoltura dello 0,2%. La domanda interna contribuisce alla crescita, mentre la domanda estera netta sottrae 0,3 punti percentuali.

La valutazione politica del MRF è chiara: una crescita dello 0,2% non può diventare un alibi per rinviare le riforme. L’Italia deve creare condizioni più favorevoli per chi lavora, produce e investe.

Il MRF chiede:

1. meno vincoli e adempimenti improduttivi per imprese e professionisti;
2. investimenti valutati sulla capacità di generare produttività e lavoro;
3. spesa pubblica misurata sui risultati, non sugli annunci;
4. maggiore forza dei redditi e tutela del potere d’acquisto;
5. una politica industriale capace di sostenere innovazione e competitività.

QUESITO PER IL CONFRONTO

Per trasformare una crescita debole in sviluppo duraturo, da dove dovrebbe partire l’Italia: burocrazia, investimenti, lavoro o politica industriale?

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01/09/2026

DEBITO PUBBLICO: OGNI SCELTA DI SPESA DEVE PRODURRE RISULTATI VERIFICABILI.

Il 28 agosto 2026 si è tenuta l’asta del Ministero dell’Economia e delle Finanze per BTP a 5 e 10 anni e CCTeu, con regolamento delle sottoscrizioni previsto il 1° settembre. È un’attività ordinaria di gestione del debito pubblico.

Il punto politico, però, non può fermarsi al collocamento. Il debito incide sugli interessi pagati, sullo spazio disponibile per servizi e investimenti e, in ultima analisi, sulle responsabilità trasferite ai contribuenti presenti e futuri.

Il MRF chiede che ogni scelta di spesa pubblica sia accompagnata da:

1. obiettivi misurabili, tempi e responsabili;
2. rendicontazione chiara su costi, scadenze, rischi e risultati;
3. revisione delle misure che non producono crescita, servizi migliori o semplificazione.

Il collocamento dei titoli e la destinazione complessiva della spesa appartengono a piani diversi: la trasparenza deve quindi riguardare l’intero bilancio pubblico e la qualità delle decisioni.

QUESITO PER IL CONFRONTO

Quale informazione dovrebbe essere resa più comprensibile ai cittadini: costo degli interessi, destinazione della spesa, risultati raggiunti o tempi di attuazione?

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01/09/2026

QUANDO LA SANITÀ NON FUNZIONA, IL COSTO RICADE SU TUTTI

Dietro ogni lista d’attesa c’è una persona. Dietro ogni prestazione rinviata ci sono una
famiglia, un lavoratore, un anziano e operatori sanitari chiamati a fare di più con risorse e
organizzazione spesso insufficienti.

Nel 2024 quasi un italiano su dieci ha rinunciato a visite o esami. Le famiglie sostengono
direttamente il 23,6% della spesa sanitaria complessiva. Significa che molti cittadini pagano
prima attraverso le imposte e poi, quando i tempi del servizio pubblico non sono compatibili
con il bisogno di cura, ricorrono alla sanità privata con risorse proprie.

L’inefficienza non è soltanto un problema amministrativo: genera ritardi, disuguaglianze,
spese familiari aggiuntive e maggiore pressione su medici e infermieri.

La posizione del MRF è chiara: CUP unico e trasparente, tempi certi, personale adeguato,
controlli sui costi e risultati verificabili. Il privato deve integrare il Servizio Sanitario
Nazionale, non sostituirlo.

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01/09/2026

SANITÀ: DIRITTO O PRIVILEGIO?

Il Servizio Sanitario Nazionale garantisce una copertura universale ed è finanziato dalla fiscalità generale. È un patrimonio collettivo da difendere e rendere più efficiente.

Nel 2024 il 9,9% della popolazione ha rinunciato a visite o esami clinici, soprattutto per le liste d’attesa e per le difficoltà economiche. Il privato può offrire capacità aggiuntiva e tempi più rapidi, ma deve integrare il SSN, non sostituirlo né diventare l’unica strada per chi ha bisogno di curarsi.

Il quadro non è immobile: AGENAS rileva che nel primo semestre 2026 le prenotazioni sono passate da 13,3 a 14,9 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, con oltre 1,6 milioni di prestazioni in più garantite entro i tempi previsti. È un progresso concreto, ma restano differenze territoriali e criticità organizzative.

Per le prime visite e i primi esami, le priorità sono:

• U: entro 72 ore;
• B: entro 10 giorni;
• D: entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami;
• P: entro 120 giorni.

Se il tempo indicato non viene rispettato, il cittadino può chiedere alla propria ASL l’attivazione del percorso di tutela, secondo le modalità regionali, corrispondendo soltanto l’eventuale ticket.

Curarsi in tempo deve essere un diritto, non un privilegio.

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Fonti istituzionali: ISTAT, Rapporto annuale 2025; AGENAS, Bollettino Liste di Attesa n. 0, 21 luglio 2026; Ministero della Salute, Piano nazionale liste di attesa; UPB, Focus n. 3/2026.

01/09/2026

MALTEMPO: L’EMERGENZA SI AFFRONTA OGGI. LA PREVENZIONE SI COSTRUISCE OGNI GIORNO.

Il 29 agosto 2026 Palazzo Chigi ha comunicato di seguire la situazione provocata dal maltempo a Cremona, mantenendo il raccordo con il Ministro per la Protezione civile, il Dipartimento e le autorità locali.

Nell’emergenza la priorità è una sola: mettere in sicurezza le persone, sostenere i territori colpiti e ripristinare i servizi essenziali. Ma, terminata la fase più urgente, la politica deve avere il coraggio di misurare quanto è stato fatto prima dell’evento.

Il Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico, presentato il 30 luglio 2025 e riferito ai dati del 2024, indica che il 94,5% dei comuni italiani è interessato da aree a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera. La popolazione residente nelle aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata è pari a 1,28 milioni di persone; quella esposta alle alluvioni nello scenario di pericolosità idraulica media è pari a 6,8 milioni.

Questi numeri non autorizzano allarmismi: impongono programmazione.

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale la prevenzione deve diventare una politica nazionale verificabile:

1. priorità definite sulla base delle mappe di rischio, non dell’emergenza mediatica del momento;
2. manutenzione ordinaria programmata per fiumi, canali, versanti, reti di drenaggio e infrastrutture;
3. un cruscotto pubblico unico che mostri, per ogni intervento, finanziamento, affidamento, avanzamento, costo e data prevista di conclusione;
4. responsabilità amministrative chiare e tempi certi per autorizzazioni, cantieri e controlli;
5. valutazione pubblica dei risultati: opere concluse, persone e attività economiche protette, criticità ancora aperte.

Spendere bene significa anche prevenire. Ogni euro impiegato prima, sulla base di priorità documentate, deve ridurre il costo umano, sociale ed economico delle emergenze future.

QUESITO PER IL CONFRONTO

Ritenete più utile istituire un unico cruscotto nazionale, accessibile a tutti, che renda visibili stato, tempi, costi e risultati degli interventi contro il dissesto idrogeologico?

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Fonti istituzionali:
Palazzo Chigi, 29 agosto 2026: https://www.governo.it/it/articolo/danni-provocati-dal-maltempo-nota-di-palazzo-chigi/32526
ISPRA, Rapporto sul dissesto idrogeologico, presentato il 30 luglio 2025: https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/eventi/2025/07/dissesto-idrogeologico-in-italia
ISPRA, indicatori nazionali di rischio: https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/dissesto-idrogeologico/indicatori-di-rischio

01/09/2026

FIDUCIA IN CRESCITA: IL SEGNALE C’È. ORA SERVONO RISULTATI.

Il 28 agosto 2026 l’ISTAT ha rilevato un aumento sia della fiducia dei consumatori, passata da 94,2 a 94,5, sia dell’indicatore composito delle imprese, salito da 95,7 a 96,9.

Il miglioramento merita attenzione, ma la lettura dei dati deve restare completa. Tra le imprese, l’incremento è particolarmente consistente nelle costruzioni, dove l’indice passa da 96,8 a 102,9, e più evidente nei servizi di mercato, da 98,2 a 99,5. Nella manifattura la variazione è invece contenuta, da 89,7 a 89,9, e nel commercio al dettaglio è marginale, da 106,5 a 106,6.

Anche per i consumatori il quadro è prudente: migliora soprattutto il clima economico generale, mentre il clima personale resta stabile a 95,4.

Gli indicatori di fiducia descrivono valutazioni e aspettative; non misurano, da soli, la crescita effettivamente realizzata. Il compito della politica è trasformare questo segnale in investimenti, nuovi ordini, occupazione stabile e maggiore potere d’acquisto.

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale ciò richiede impegni verificabili:

1. riduzioni fiscali sostenibili, con coperture dichiarate e verifica dei risultati;
2. tempi certi per autorizzazioni, rimborsi e risposte della Pubblica Amministrazione;
3. eliminazione degli adempimenti duplicati e delle richieste di dati già disponibili allo Stato;
4. pubblicazione periodica di indicatori su investimenti, ordini, occupazione e costi amministrativi.

La fiducia non si consolida con gli annunci. Cresce quando famiglie e imprese possono programmare, investire e lavorare in un quadro stabile, semplice e credibile.

QUESITO PER IL CONFRONTO

Quale indicatore dovrebbe essere prioritario per valutare l’efficacia della politica economica: investimenti, nuovi ordini, occupazione stabile, potere d’acquisto o tempi della Pubblica Amministrazione?

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01/09/2026

PAGAMENTI DIGITALI: INNOVARE DEVE SIGNIFICARE SEMPLIFICARE.

La trasformazione dei pagamenti in Italia non è più una prospettiva: è già in corso.

La nota pubblicata dalla Banca d’Italia il 27 agosto 2026 rileva che, tra il 2018 e il 2025, le operazioni effettuate con strumenti alternativi al contante sono più che raddoppiate, superando i 16 miliardi. Nel 2025 le carte hanno rappresentato circa il 75% delle operazioni non in contante, rispetto al 63% del 2018.

I pagamenti con carta al POS sono passati da circa 6 miliardi nel 2022 a oltre 10 miliardi nel 2025. Nello stesso anno l’88% dei pagamenti al POS è avvenuto in modalità contactless e oltre l’85% dei bonifici è stato disposto tramite canali digitali.

Sono dati che mostrano una modernizzazione concreta. Ma la digitalizzazione non può essere misurata soltanto dal numero delle transazioni.

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale ogni innovazione introdotta nei rapporti fra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione dovrebbe superare quattro verifiche:

1. riduce davvero i passaggi e gli adempimenti;
2. rende costi e condizioni trasparenti e sostenibili;
3. fa dialogare i sistemi pubblici, evitando richieste e inserimenti duplicati;
4. tutela chi vive nei territori meno serviti o possiede minori competenze digitali.

La stessa Banca d’Italia ricorda che il contante mantiene un ruolo rilevante. Alla fine del 2025 circa il 98% della popolazione risiedeva entro cinque chilometri da un punto di accesso al contante, ma la copertura scendeva all’88% nelle aree rurali. La transizione deve quindi ampliare le possibilità, non produrre nuove esclusioni.

Il MRF sostiene l’innovazione che restituisce tempo, riduce i costi amministrativi e rende lo Stato più semplice. Se una procedura digitale replica online la medesima burocrazia, non è una riforma: è soltanto burocrazia trasferita su uno schermo.

QUESITO PER IL CONFRONTO

Quando viene introdotto un nuovo obbligo digitale, quali risultati dovrebbero essere resi pubblici per verificarne l’efficacia: ore risparmiate, costi eliminati, pratiche accorpate o tempi certi di risposta?

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FONTE PRIMARIA
Banca d’Italia, “Gli strumenti di pagamento utilizzati dalla clientela”, pubblicata il 27 agosto 2026:
https://www.bancaditalia.it/media/notizia/gli-strumenti-di-pagamento-utilizzati-dalla-clientela/

Nota statistica completa:
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/metodi-e-fonti-approfondimenti/metodi-fonti-2026/Metodi-e-fonti-Gli-strumenti-di-pagamento-utilizzati-dalla-clientela.pdf

Indirizzo

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Turin
10146

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