03/09/2026
Petizione per la sospensione del noleggio monopattini, il nostro punto di vista per punti:
1 Premessa: ciò che segue non intende sminuire i problemi esistenti.
Le criticità e i pericoli dovuti, ad esempio, alla sosta illegale dei monopattini su marciapiedi o attraversamenti pedonali sono evidenti e vanno affrontati. Qualunque mezzo che ostacola chi si sposta a piedi è un problema (dall'auto in giù) e la gravità aumenta se quell'ostacolo genera rischi per persone non vedenti, con disabilità fisiche o sensoriali, con passeggino.
2 Dobbiamo evitare in ogni modo di alimentare un conflitto tra chi si sposta a piedi e in bici e chi utilizza forme di mobilità passiva (cioè dipende prevalentemente dall'auto privata).
Viviamo in una città in cui la mobilità in auto rimane dominante in modo sbilanciato con una conseguente iniqua ripartizione dello spazio pubblico, occupato in vasta percentuale dalle auto private, parcheggiate o in movimento.
Stiamo facendo dei passi avanti: è in corso un processo non rimandabile di trasformazione della mobilità. È giusto evidenziare potenziali problemi, per risolverli a vantaggio della collettività.
3 Se le premesse sono comprensibili, le conclusioni di chi chiede il divieto dei monopattini in sharing, secondo noi, non lo sono.
Se ci viene chiesto quale scelta di mobilità comporta il maggior numero di violazioni delle regole e mette a repentaglio la vita di chi si muove a piedi o coi mezzi, i dati lo evidenziano in modo inequivocabile: è la mobilità privata e fossile. Sia per i danni diretti attraverso le collisioni, sia per i danni da inquinamento.
Quante sono le auto abbandonate sui marciapiedi che impediscono il passaggio? Quante le auto che non permettono ai mezzi pubblici di avvicinarsi ai marciapiedi complicando o impedendo la fruizione in sicurezza del servizio pubblico, in particolare a persone anziane e con disabilità? Quante le auto che occupano abusivamente spazi pedonali? Quante volte chiunque di noi ha rischiato di essere investitə sulle strisce pedonali perché chi era alla guida di un'auto non ha neanche considerato l'attraversamento?
Per questo vietiamo le auto? No. Cerchiamo di regolare i comportamenti e sanzionare le infrazioni. Per le stesse ragioni, non vieteremmo i monopattini in sharing.
4 Il dibattito sui monopattini non verte tanto su un mezzo di mobilità, quanto su visioni diverse del modello di società che vogliamo essere e diventare: crediamo che possa esistere anche sulla strada e sull'uso di mezzi come i monopattini un patto sociale tra cittadinɜ che si rispettano reciprocamente (e rispettano le regole) o decidiamo che questo è impossibile e che l'unica strada è l'imposizione di divieti?
Pensiamo che propendere per la seconda ipotesi sia una sconfitta per tuttɜ. Interpretare il mondo a partire dai divieti e dall'incapacità di convivenza oggi significa colpire un mezzo di mobilità pulito che domani potrebbe produrre altri esiti sulla vivibilità della nostra città.
5 Infine c'è il mercato.
Oggi le società di mezzi in sharing sfruttano la scarsa regolamentazione e l'infrastruttura pubblica offrendo un servizio, ma anche guadagnando profitti, talvolta a discapito di altri utenti della strada, ignorando le regole minime della convivenza in città.
Per questo servono politica e istituzioni forti, in grado di porre limiti (ad esempio, impedendo di terminare la corsa su un marciapiede o su altre aree non di parcheggio) e regolare chi sfrutta spudoratamente le opportunità del mercato e della scarsa regolamentazione, tenendo insieme una comunità di cittadinɜ.
E, in questo caso, guidando una città verso un modello di mobilità più sicura, più sana e più pulita, in cui ogni mezzo alternativo all'auto, se ben regolato, è uno strumento preziosissimo per contrastare il traffico e l'inquinamento che opprime Torino e genera morti innocenti