Giovani Democratici Piemonte

Giovani Democratici Piemonte Siamo l'organizzazione giovanile del partito democratico piemontese.

Portiamo avanti proposte politiche e battaglie su diritti, ambiente e politiche giovanili per portare la nostra generazione al centro del dibattito

Il ritorno in classe per le famiglie diventa sempre più oneroso, e viene da interrogarsi sulla reale attuazione del diri...
01/09/2026

Il ritorno in classe per le famiglie diventa sempre più oneroso, e viene da interrogarsi sulla reale attuazione del diritto allo studio.
Nel 2026 in Italia un ragazzo che inizia le superiori costa alla famiglia quasi 1.500 euro tra libri e corredo. In Piemonte l’intero percorso dell’obbligo sfiora i 2.150 euro annui tra libri, mensa, trasporti. Un diritto costituzionale che sta evidentemente diventando un privilegio per pochi.
La Regione Piemonte ha sbandierato le graduatorie del Voucher Scuola come un successo storico. I numeri reali svelano una priorità politica ben precisa, segnata da profonde disuguaglianze. Il sistema privato riceve finanziamenti massicci. La scuola statale, che accoglie la stragrande maggioranza dei ragazzi piemontesi, deve accontentarsi del resto. Il tanto celebrato traguardo del “100% delle domande finanziate” per la scuola pubblica nasconde un trucco contabile: i criteri sono stati resi più severi, escludendo a priori oltre 14 mila richieste rispetto allo scorso anno.
È possibile calmierare le spese? Sì. Serve incentivare il modello “scuola senza zaino”, già efficace in 39 istituti piemontesi: un piccolo contributo annuo delle famiglie sostituisce del tutto l’acquisto del materiale individuale. Bisogna chiedere a gran voce un taglio delle tariffe di mensa e trasporti, affrontando anche il tema dell’istruzione nelle aree interne e montane, dove i comuni non hanno i fondi né i numeri per garantire almeno le scuole elementari e medie, costringendo dunque le famiglie ad affrontare i costi per far studiare i propri figli nei centri urbani limitrofi.
Garantire il diritto allo studio significa riequilibrare le priorità della spesa regionale. I fondi andrebbero redistribuiti per dare ossigeno alle famiglie a “reddito medio”, oggi abbandonate a se stesse.
Investire sul futuro della comunità equivale a finanziare seriamente la scuola statale unica vera fonte di uguaglianza in una società.

Oggi ricorre il bombardamento atomico di Nagasaki, e ogni anno ci ritroviamo davanti allo stesso paradosso, l’atomica no...
09/08/2026

Oggi ricorre il bombardamento atomico di Nagasaki, e ogni anno ci ritroviamo davanti allo stesso paradosso, l’atomica non è più un’arma d’offesa, ma, è diventata uno strumento di deterrenza. Tristemente, sì. Ma proprio per questo Hiroshima e Nagasaki non costituiscono solo una memoria, esse, sono il promemoria di ciò che accade quando ci si arma senza limiti, senza regole e
senza alcuna diplomazia.
La pace in Europa non è arrivata per caso. C’è stata, perché ci siamo dotati di trattati, istituzioni comuni, momenti condivisi, come la Ceca e i trattati di Roma.
E questo vale ancora oggi, se vogliamo realmente aspirare a un esercito europeo, serve coordinamento, e, servono scelte comuni.
Servono strutture comuni. Non possiamo continuare con 27 Stati che fanno ognuno la propria “università militare”, i propri standard, i propri sistemi, perché così non ci si coordina, e non si costruisce alcunchè.
E qui sta il punto, noi, non siamo contro il riarmo.
Siamo contro il riarmo incondizionato, quello diviso in ventisette pezzi, quello che non risponde a una strategia europea ma a ventisette, diverse, strategie nazionali che si ostacolano a vicenda.
Il riarmo serve, ma deve essere comune, europeo e integrato.
E per farlo bisogna anche rendere la difesa sempre più una competenza europea, non un patchwork di eserciti che non parlano tra loro.

RADICI🌿📣La nostra formazione estiva ci ha portati dai compagni dei Giovani Democratici Verbano Cusio Ossola, in una gior...
03/08/2026

RADICI🌿

📣La nostra formazione estiva ci ha portati dai compagni dei Giovani Democratici Verbano Cusio Ossola, in una giornata immersi nella storia e nel ricordo.

📍A Verbania siamo stati alla Casa della Resistenza, che sorge nel luogo in cui ha avuto luogo l’eccidio di Fondotoce.

📚Ci siamo poi spostati a Villadossola, ospiti della La Festa della Lucciola, dove abbiamo tenuto Officina della Storia, un laboratorio diviso a gruppi in cui abbiamo lavorato sulle fonti parlando del movimentismo operaio italiano e della storiografia del fascismo.

✊🏼Non smetteremo mai di ricordare e di studiare, perché è nostro compito portare avanti la memoria ora che i testimoni diretti degli orrori dello scorso secolo iniziano a non esserci più.

Grazie a tutti coloro che hanno preso parte contribuendo alla buona riuscita della giornata!🧡

Arriva RADICI🌿📆Domenica 2 Agosto si svolgerà la nostra formazione estiva, tutta incentrata sull’antifascismo in luoghi c...
27/07/2026

Arriva RADICI🌿

📆Domenica 2 Agosto si svolgerà la nostra formazione estiva, tutta incentrata sull’antifascismo in luoghi che hanno caratterizzato la lotta al regime.

📍Ci vediamo a Verbania alle 10:30 per proseguire in una giornata di storia, analisi e comunità.

📣Non fartelo raccontare! Puoi ancora iscriverti al link in bio.

26/07/2026

Nel 2013 Andrea Delmastro dichiarava:

“Fratelli d’Italia è il centrodestra delle liste pulite. Nelle nostre liste non c’è chi è stato condannato anche solo in primo grado per reati contro la pubblica amministrazione o per reati corruttivi.”

Parole che oggi suonano decisamente vuote.

La maggioranza, attraverso la Giunta per le elezioni della Camera, ha negato alla magistratura l’autorizzazione ad acquisire le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, nell’ambito dell’indagine sul ristorante le 5 Forchette. Quando si impedisce alla magistratura di acquisire elementi potenzialmente utili ad accertare i fatti, il messaggio che passa è devastante: si preferisce alzare un muro anziché fare piena luce.

Chi invoca legalità solo quando riguarda gli altri perde ogni credibilità. La trasparenza non può essere uno slogan da campagna elettorale: dovrebbe essere un principio da difendere, soprattutto quando coinvolge i propri esponenti.

Chi non ha nulla da temere dovrebbe essere il primo a pretendere che ogni fatto venga chiarito fino in fondo.

Oggi abbiamo visitato la Casa Circondariale di Vercelli insieme a una delegazione di PD e AVS.Abbiamo trovato una situaz...
24/07/2026

Oggi abbiamo visitato la Casa Circondariale di Vercelli insieme a una delegazione di PD e AVS.

Abbiamo trovato una situazione che conferma come gli annunci del Governo non bastino: carcere con circa il 150% di sovraffollamento (347 detenuti per 229 posti), grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria ed educatori, criticità strutturali, temperature insostenibili e difficoltà nell’assistenza sanitaria.

A pagare il prezzo di queste carenze sono ogni giorno sia il personale, costretto a lavorare in condizioni difficili e sotto organico, sia le persone detenute.

Le carceri devono tornare a essere luoghi in cui l’art. 27 della Costituzione trova concreta applicazione: servono investimenti, più personale, strutture adeguate e un sistema sanitario efficiente, anche attraverso la nostra proposta sul Fascicolo Sanitario Elettronico.

La dignità delle persone e la sicurezza di chi lavora negli istituti penitenziari non possono più essere rimandate.

Negli ultimi giorni il nuovo primo ministro britannico, Andy Burnham, ha detto una cosa semplice ma potentissima, non po...
22/07/2026

Negli ultimi giorni il nuovo primo ministro britannico, Andy Burnham, ha detto una cosa semplice ma potentissima, non possiamo più accettare che nel 2026 vi siano persone costrette a dormire, ancora, per strada. Non è solamente una frase, ma una cornice politica. Rappresenta l’idea che la sicurezza non è un tema della destra, ma un tema riguardante la comunità. E quindi, un tema della sinistra.
Perché sicurezza significa prima di tutto proteggere chi è più esposto, chi non ha una casa, chi vive in condizioni precarie, chi non ha reti familiari o economiche. La sicurezza non è solo polizia e telecamere, ma è non lasciare indietro nessuno. È garantire che ogni persona abbia un tetto, un reddito dignitoso, servizi pubblici che funzionano, quartieri vivibili.
È l’opposto della paura, è la cura.
La sinistra, quando è davvero sinistra, parte da qui.
Dalla convinzione che la società non sia un’arena, ma un patto. Che la libertà non è un fatto individuale, ma collettivo. E Che la sicurezza non è un privilegio, ma un diritto.
E allora il punto non è “riprendersi i temi della destra”, ma tornare a fare la sinistra, occupandosi degli altri, soprattutto dei più fragili.
Perché una comunità è forte solo quando protegge chi non può proteggersi da solo.

Il 22 luglio 2011 la Norvegia subì il suo più grave attacco della sua storia. La duplice strage, perpetrata dal terroris...
22/07/2026

Il 22 luglio 2011 la Norvegia subì il suo più grave attacco della sua storia. La duplice strage, perpetrata dal terrorista di estrema destra Anders Breivik, sconvolse l’intera Europa e il Paese, aprendo un vasto dibattito sulle conseguenze della retorica estremista e sulla radicalizzazione politica.

Nel primo pomeriggio, Breivik fece esplodere un furgone carico di esplosivo vicino all’ufficio del Primo Ministro Jens Stoltenberg, uccidendo otto persone e ferendone centinaia, dopodiché raggiunse l’isola di Utøya, dove era in corso il campo estivo della Lega dei Giovani Lavoratori. Armato di fucile e pi***la, aprì il fuoco uccidendo 69 persone, per lo più adolescenti.

La strage fu il culmine di una lunga radicalizzazione nutrita da teorie del complotto, islamofobia e suprematismo bianco, tutto teorizzato dal terrorista in un manifesto che aveva inviato a numerosi esponenti politici in tutta Europa prima degli attentati.

La strage ha evidenziato il fenomeno dei cosiddetti lupi solitari, individui che si radicalizzano all’interno di camere di risonanza su Internet. Questo ha costretto le agenzie di intelligence europee, fino ad allora concentrate prevalentemente sul terrorismo di matrice islamica, a riallocare risorse per monitorare attivamente l’estremismo di destra e i forum suprematisti sul web.

A livello politico, come evidenziato dalle polemiche dell’epoca, l’azione di Breivik ha creato una profonda linea di faglia. I partiti della destra radicale europea si sono trovati costretti a condannare fermamente i metodi terroristici, dovendo però gestire il forte imbarazzo di condividere con l’attentatore alcune premesse retoriche, come la teoria del complotto dell’Eurabia o l’avversione viscerale per il marxismo culturale.

Nonostante il brutale tentativo di annientare la futura classe dirigente del centrosinistra norvegese, la generazione di Utøya ha dimostrato una notevole resilienza. Molti dei sopravvissuti sono infatti entrati in politica negli anni successivi, diventando sindaci, parlamentari e ministri, ribadendo con forza proprio quei valori di inclusione e tolleranza che l’attentatore voleva distruggere.

A separarci dai fatti brutali al G8 di Genova ci sono: 25 anni di storia, una condanna da partedella Corte Europea dei D...
20/07/2026

A separarci dai fatti brutali al G8 di Genova ci sono: 25 anni di storia, una condanna da parte
della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per le violenze e le umiliazioni sistematich, diversi
processi e accuse, molte cadute in prescrizione, una dichiarazione di Amnesty International
che definisce i fatti del G8 “la più grave violazione dei diritti umani e democratici in un Paese
occidentale dal dopoguerra”
Tutti elementi che ci permettono di chiamare “massacro” quelle giornate infernali: dalla
repressione in piazza, passando per l’irruzione alla scuola Diaz e terminando alla caserma di
Bolzaneto.
Quegli abusi rimangono una ferita aperta come aperte sono rimaste le battaglie di chi, in
quei giorni chiedeva un mondo diverso, più giusto.
Aperte rimangono le richieste mai avverate di chi, sperava allora e spera ancora oggi,
nell’istituzione dei codici identificativi per gli agenti di polizia.
Aperti i casi di giustizia ambigua e di assoluzioni di massa che avvennero negli anni
seguenti.
La preoccupazione è che, non solo potremmo non vedere mai sanate queste ferite, ma che
queste si stiano riaprendo e che quindi ciò che è successo si possa ripetere oggi, forse in
forme diverse, più subdole.
Esempio lampante è la nomina, da parte del ministro Piantedosi, del questore Filippo Ferri:
un poliziotto che nel 2012 venne condannato in via definitiva per i fatti che avvennero nella
scuola Diaz, istituzionalizzando così ciò che andrebbe ancora oggi condannato.
E ancora, è impossibile ignorare la volontà sistemica del nostro governo di limitare sempre
di più gli spazi aggregativi, i centri sociali, e le realtà che 25 anni fa furono collante per il
movimento no global. Un connubio di personalità diversissime, dai cattolici agli anarchici,
tutti uniti per gridare: “Un altro mondo è possibile”
Quelle voci facevano paura allora. E continuano a far paura oggi. Per questo ricordare
Genova non significa soltanto fare memoria di ciò che è accaduto, ma difendere ogni giorno
i diritti, le libertà democratiche e il valore del dissenso, scegliendo quotidianamente di stare
dalla parte di chi, allora, adesso e sempre, chiede un mondo più giusto.

A 34 anni dalla strage di via d’Amelio, in cui furono assassinati Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agosti...
19/07/2026

A 34 anni dalla strage di via d’Amelio, in cui furono assassinati Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Continuiamo a pretendere tutta la verità.

Non accettiamo che si riscriva la storia o che si costruiscano narrazioni utili a spostare l’attenzione da responsabilità, depistaggi e zone d’ombra che hanno segnato una delle pagine più oscure della Repubblica.

Per questo respingiamo le ricostruzioni della Commissione Antimafia presieduta da Chiara Colosimo, che riteniamo incompatibile con una ricerca rigorosa della verità.

Noi scegliamo di stare dalla parte delle vittime, dei loro familiari e della verità. Senza sconti. Senza revisionismi.

Indirizzo

Via Michele Coppino, 115
Turin
10147

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