09/05/2026
Il 9 maggio 1978 resta una delle date più buie e simboliche della storia italiana. In poche ore, l’Italia p***e due uomini diversi, ma uniti dal coraggio e dal sacrificio: Aldo Moro e Peppino Impastato.
Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, fu ucciso dalle Brigate Rosse dopo 55 giorni di prigionia. Il suo omicidio mirava a spezzare il “compromesso storico”, ovvero il tentativo di unire le forze democratiche del Paese (DC e PCI) per stabilizzare le istituzioni. La sua morte fu un attacco diretto alla democrazia e al futuro politico dell’Italia. Facendo trovare il corpo a pochi passi dalla sede del PCI e della DC, era un segnale ai partiti.
Nello stesso giorno, a Cinisi, la mafia uccise Peppino Impastato, un giovane militante che aveva avuto il coraggio di denunciare i boss attraverso la sua radio e il suo impegno politico per una Sicilia libera dalle Mafie e dalla corruzione. Peppino morì due volte: l’omicidio brutale e il tentativo, durato anni, di oscurare la verità attraverso depistaggi e silenzi istituzionali.
Oggi ricordiamo questi due esempi di dignità e tutti coloro che sono caduti sotto i colpi del terrorismo. La loro eredità ci ricorda che la libertà e la democrazia vanno difese ogni giorno contro ogni forma di violenza e corruzione.
“La mafia uccide, il silenzio pure.” Peppino Impastato
“Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi.” Aldo Moro