di Asti, 3 in prov. di Biella, 4 in prov. di Cuneo, 6 in prov. di Novara, 18 in prov. di Torino, 4 in prov. di Verbania e 3 in prov. di Vercelli. Alle strutture provinciali e zonali si affianca l’attività svolta da volontari in 140 segretariati sociali realizzati presso le strutture associative delle ACLI, presso i Centri Anziani, Parrocchie, Associazioni e Circoscrizioni di Quartiere. Gli operato
ri dipendenti sono complessivamente 79 e, nel 2013, hanno realizzato complessivamente 203.666 interventi a favore dei cittadini del Piemonte, dei quali solo 39.426 (19,36%) sono finanziati da parte dello Stato. Gli operatori sono inoltre affiancati da consulenti medico-legali e da avvocati per il contenzioso giudiziario. Nel corso del 2013 in Piemonte il Patronato ACLI ha svolto con l’INPS tramite i canali telematici 13.984 pratiche pensionistiche: dalla domanda di pensione di vecchiaia o di anzianità, a quelle di reversibilità, assegni sociali e di ricalcolo delle pensioni già in pagamento. Rilevante da anni è l’attività svolta a favore dei cittadini immigrati (ricongiungimenti familiari, rinnovi dei permessi di soggiorno, richieste di cittadinanza italiana), dei disoccupati per la presentazione delle domande di sostentamento al reddito. Un altro settore di tutela è quello svolto nei confronti dell’INAIL per la denuncia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali e nel campo dell’invalidità civile (assegno di invalidità civile, indennità di accompagnamento, ecc…) e dell’handicap (riconoscimento dei benefici previsti dalla legge 104). Tutte queste attività, svolte gratuitamente a favore dei cittadini, rischiano di essere drasticamente ridotte a causa del taglio al Fondo Patronati, attualmente previsto nella bozza della legge di stabilità 2015: l’effetto di questa disposizione porterebbe alla riduzione del servizio universale offerto attualmente in modo gratuito ed i cittadini saranno costretti ad affrontare disagi nei rapporti con gli Istituti previdenziali ed assistenziali o a rivolgersi a professionisti a pagamento o peggio ancora finire nelle mani di faccendieri.