PER le mamme

PER le mamme È uno spazio dove ciascuna donna può trovare il proprio
modo di essere madre. Le donne che desi

Il progetto “PER le mamme” nasce dall'idea di tre psicologhe-psicoterapeute che lavorano da diversi anni in ambito sociale e clinico con i minori e le loro famiglie. La pratica professionale insegna che non dare forma e parola alla sofferenza rischia di amplificarla, con delle ricadute importanti per i legami familiari e la crescita dei bambini. La famiglia di origine non sempre è presente, e non

sempre riesce ad essere una risorsa, e ricorrere alla consulenza di un esperto per molte donne è un passo impegnativo e talvolta non necessario. In molte situazioni infatti non si tratta di curare una patologia, ma di accompagnare un genitore, una coppia, una famiglia a trovare la propria soluzione rispetto ai passaggi critici della crescita del bambino, e non solo, incoraggiando ciascuno a riconoscere le proprie risorse. Il Centro PER le mamme nasce per esserci nel tempo in cui un genitore prova un disagio o semplicemente il desiderio di confrontarsi ma non sa dove rivolgersi o domandare. Il Centro quindi vuole essere un luogo dove accomodarsi e raccontare i propri dubbi e difficoltà. Il Consultorio, la Ludoteca, i tanti laboratori per famiglie infatti sono luoghi preziosi, ma talvolta troppo “pieni” e non sempre riescono a far posto al desiderio di un soggetto di dire la sua esperienza. Cristina Calligaris, psicologa-psicoterapeuta, orientamento lacaniano, impegnata nel lavoro clinico con minori e famiglie nell'attività privata e in Istituzione. Marianna Palitto, psicologa psicoterapeuta, orientamento lacaniano, presso il proprio studio privato con bambini e famiglie e consulente presso comunità terapeutiche per minori. Anamaria Skanjeti, psicologa, psicoterapeuta ad orientamento sistemico in ambito privato e in Istituzioni impegnate in particolare con soggetti migranti.

Un gioco realizzato dall'entusiasmo e la cura artigianale di un'équipe multidisciplinare impegnata in un progetto che si...
02/06/2026

Un gioco realizzato dall'entusiasmo e la cura artigianale di un'équipe multidisciplinare impegnata in un progetto che si avvia alla conclusione. È tempo di un altro lancio di dadi in altri contesti e per altri genitori!
Vi aspettiamo Mercoledì 17 Giugno alle 10.00 presso la Libreria Capitan Tomin - Via Goffredo Casalis 44/b - Torino
È necessaria la prenotazione al 333 9811720 - posti limitati

20/05/2026

● La provincia di Bolzano viene considerata «amica delle mamme» grazie ad un welfare invidiabile per gran parte d'Italia.

Prevista anche una carta che dà diritto a sconti su trasporti, musei e attività sportive.
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Camminare su un filo sempre più teso. È l'immagine che Save the Children usa per descrivere le condizioni di vita delle madri italiane.

Un’immagine che emerge dall'undicesima edizione del rapporto «Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026», pubblicata pochi giorni fa.

Le equilibriste, come spiegato sul sito di Save the Children, «non sono solo le madri che cercano di conciliare tutto, ma anche le donne che devono valutare se diventarlo».

Fare la mamma è un lavoro a tempo pieno e in Italia il divario tra essere madre al Nord o al Sud è ancora molto ampio.

Come messo in luce dal rapporto, le tre regioni più «amiche delle mamme» sono infatti l’Emilia-Romagna, l’Alto Adige e la Valle d’Aosta.

Guardando all’Alto Adige, alle misure nazionali si affiancano diversi strumenti provinciali di sostegno alle famiglie. Un modello, quello altoatesino, che ha attirato l'attenzione anche all’estero, fino ad essere raccontato qualche anno fa anche dal New York Times.

- Gli aiuti alle lavoratrici

Ai diritti fondamentali per la maternità, validi da Nord a Sud, la provincia autonoma di Bolzano aggiunge un aiuto extra per imprenditrici e lavoratrici autonome.

Si tratta di un contributo economico per pagare una persona che sostituisca la madre mentre è assente nel periodo della gravidanza e dopo la nascita del figlio.

L’obiettivo è dunque quello di non far fermare l’attività di chi lavora in proprio, finanziando chi prende il posto della mamma in azienda.

L’Alto Adige è all’avanguardia anche dal punto di vista dell’istruzione. Un primo tratto distintivo rispetto al resto d’Italia è il modello delle microstrutture comunali per la prima infanzia (Kita), un servizio che accoglie i bambini dai 3 mesi ai 3 anni.

Mentre a livello nazionale l’offerta si concentra prevalentemente sul modello tradizionale dell’asilo nido, il sistema altoatesino punta sulla personalizzazione degli orari (i bambini possono ve**re accuditi anche solo alcune ore al giorno o solo in determinati giorni) e sulla dimensione ridotta dei gruppi (massimo 30 bambinə per microstruttura).

- Il modello delle Tagesmutter

Tra gli altri servizi legati all’istruzione spicca il servizio di Tagesmutter - termine tedesco che significa «mamma di giorno», ma che identifica un'assistente domiciliare all’infanzia - realtà ben radicata nel territorio altoatesino e quasi sconosciuta nel resto d’Italia.

In Alto Adige le Tagesmutter sono attualmente 235 e seguono oltre 1.000 bambinə di età compresa tra i 3 mesi e l'ingresso nella scuola dell'infanzia.

Questo supporto consiste nell’accoglienza di un piccolo gruppo di bambini (fino a cinque) presso il domicilio della Tagesmutter stessa, una figura professionale formata e accreditata.

Gli orari vengono concordati direttamente con le famiglie, rendendo il servizio particolarmente flessibile. Alcune scelgono solo poche ore a settimana, altre tutti i giorni e questo consente di adattarsi alle esigenze lavorative più diverse.

Le Tagesmutter non lavorano in modo autonomo, ma sono parte di un sistema autorizzato e vigilato dalla provincia autonoma di Bolzano. E il sostegno provinciale fa sì che il costo sia calmierato, da un massimo di 3,65 euro a un minimo di 0,90 all'ora, in base all’indicatore economico familiare calcolato dal distretto sociosanitario.

Tra le iniziative gratuite c’è invece il Family support, rivolto a futuri e neo-genitori, dalla gravidanza fino al primo anno di vita del figlio. Le volontarie e i volontari impegnati in questo servizio fanno la spesa per la famiglia, sorvegliano il bambino durante il sonno, oppure giocano con i fratelli e le sorelle.

A questo si affiancano gli Elki (Eltern-Kind-Zentrum, centri genitori-bambini), pensati per famiglie con bambini dagli zero ai sei anni. Gli Elki offrono attività per bambinə, laboratori creativi per genitori e figli, incontri formativi e servizi di sostegno alla genitorialità.

- Sostegni economici

Tra gli strumenti più rilevanti del welfare altoatesino ci sono gli assegni familiari. Tutte le famiglie con figli hanno diritto a due prestazioni di sostegno, indipendentemente dalla situazione economica del nucleo familiare.

La prima riguarda più da vicino le madri, con la provincia che stanzia 58 euro al mese per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni. La seconda consiste in un assegno di 200 euro al mese per ogni bambinə dalla nascita fino ai tre anni oppure fino all'inserimento nella scuola dell’infanzia.

A questi si aggiungono ulteriori assegni calcolati in base all’Isee della famiglia (al massimo 46.000 euro) che variano dai 60 ai 76 euro mensili per ogni figlio minorenne, dai 185 ai 326 se sono disabili minorenni e dai 131 ai 271 se sono disabili maggiorenni.

Un'ulteriore misura economica pensata per i genitori è il contributo regionale Cura-figli, che serve a evitare che chi riduce o interrompe il lavoro per stare con i figli, perda anni di contributi pensionistici.

Se un genitore smette temporaneamente di lavorare, prende aspettativa non pagata, passa al part-time oppure è autonomo o libero professionista e lavora meno, la Regione può aiutare a pagare i contributi previdenziali.

L’obiettivo è evitare che il periodo dedicato alla cura dei figli si traduca, in futuro, in una pensione più bassa.

Tra le iniziative provinciali figura anche l’EuregioFamilyPass, una carta gratuita che consente alle famiglie con figli minorenni di accedere a sconti su trasporti, musei e attività sportive. È prevista inoltre la cosiddetta Carta nonnə, destinata ai nonni con almeno un nipote minorenne che partecipano attivamente alla cura dei bambini.

- I dati sull'occupazione

Per chiudere il cerchio e tornare alla metafora iniziale delle madri in equilibrio sul filo, in Alto Adige questo filo è leggermente più spesso ma la strada da fare per garantire maggiori tutele alle madri è ancora lunga.

Analizzando i vari parametri presi in considerazione dal rapporto, il più critico è quello del lavoro, con la provincia autonoma di Bolzano che occupa l’ultimo posto nella graduatoria. L’indicatore considera il tasso di occupazione di madri con figli minorenni, il tasso di part-time involontario per le donne, le donne occupate in lavori a termine da almeno cinque anni e il numero di dimissioni per le madri con figli fino ai tre anni per ogni 1000 donne occupate.

Gli altri criteri esaminati - demografia, salute, servizi, soddisfazione soggettiva, violenza (centri antiviolenza e case rifugio per 100 mila donne) e rappresentanza politica - sono quasi tutti nella top 3. L’unica eccezione è proprio quest’ultima, al settimo posto in classifica.
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Giacomo Candoni
Corriere della Sera
10 mag 2026

15/05/2026

Asili nido, aiuti post-parto, attività culturali: se nelle province più ricche d'Italia i servizi per i figli non mancano, e le famiglie li considerano fondamentali, la fatica è riuscire a usufruirne. Un'indagine promossa dalla Fondazione Cariplo. Leggi l'articolo di Massimo Calvi https://buff.ly/pIyo4RL

07/05/2026

A pochi giorni dalla festa della mamma, esce il rapporto Le equilibriste – La maternità in Italia 2026 di Save the Children Italia. Nonostante il dibattito su denatalità e parità di genere, decidere di fare un bambino, per una donna, significa spesso rallentare o interrompere la propria carriera, con diminuzioni dei salari anche del 30% nel settore privato, part time involontario e difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro.

Leggi l'articolo di Veronica Rossi
👉 https://www.vita.it/la-situazione-delle-madri-peggiora-solo-il-582-delle-donne-con-un-figlio-piccolo-lavora/

07/05/2026

Parte da Padova la mostra itinerante dedicata agli orfani di femminicidio promossa dalla Cooperativa Iside centri antiviolenza nell’ambito del progetto Orphan of femicide invisible victims. Attraverso le fotografie di Stefani Prandi e le testimonianze dirette di cinque orfani maggiorenni, “Io esisto" dà voce a chi resta mettendo al centro le conseguenze psicologiche, sociali ed economiche che questa violenza provoca.

Leggi l'articolo di Rossana Certini
👉 https://www.vita.it/orfani-di-femminicidio-fotografare-cio-che-resta-per-cambiare-la-narrazione/

Le donne che scelgono di partorire senza assistenza
06/05/2026

Le donne che scelgono di partorire senza assistenza

Sono una minoranza ma stanno aumentando soprattutto a causa di un'organizzazione molto attiva online, che nega ogni rischio di questo approccio

Indirizzo

Via Casalis, 25
Turin
10143

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