29/07/2026
Di fronte alla crisi economica e sociale che attraversa la nostra città, l'unica risposta che la politica istituzionale sembra in grado di offrire è il riarmo. La fabbrica della guerra viene presentata come l'ultima ancora di salvezza per la ripresa industriale, un progetto destinato a fallire.
Non possiamo permetterci di aspettare: costringiamo il dibattito istituzionale a misurarsi sul nostro terreno, imponendo i nostri temi nell'agenda politica cittadina. Irrompiamo in questo spettacolino elettorale smascherando la propaganda del "Torino va veloce", dietro cui l'amministrazione locale nasconde gli interessi di industriali e privati.
Costruiamo un evento che inauguri una lunga stagione di lotta e mobilitazione. Continuiamo il cammino aperto dalla Torino partigiana, che dallo sgombero di Askatasuna, passando per il 25 aprile e il primo maggio, ha espresso un orizzonte preciso a cui tendere: la Torino che vogliamo non è quella delle armi e della crisi economica.
Ci vediamo il 19-20 settembre.
Seguiranno aggiornamenti.