25/05/2026
MURETTI A SECCO, FINALMENTE LA REGIONE PIEMONTE HA ASCOLTATO L'APPELLO DELL'UNCEM E DEI COMUNI. DA DIECI ANNI L'INVITO A TROVARE FINANZIAMENTI
Erano dieci anni che Uncem Piemonte chiedeva alle Regioni di investire risorse sui muretti a secco, sul ripristino dei terrazzamenti, sulla tutela dei versanti. Lo avevamo fatto già con il progetto europeo Crinma, in Alta Langa, poi evidenziando il lavoro apripista di Pomaretto, ancora con un accento sull'impegno nella formazione dei migranti richiedenti asilo, anni fa, proprio nell'insegnare loro a costruire muretti in pietra a secco. Già Lido Riba invocava interventi per preservare un patrimonio storico immenso. Finalmente quelle risorse sono arrivate, tratte dal fondo nazionale per la montagna, Fosmit.
Nel 2018, Uncem scriveva: L'arte e la forza dei muretti a secco. Per la montagna sono l'emblema di uomo, natura, paesaggio che si uniscono. Per l'Unesco da oggi i muretti a secco sono Patrimonio dell'Umanità. Per Uncem una conferma di quanto sostenuto da tempo: quelle pietre una sopra l'altra, poste con eccezionale ingegno e capacità artistiche oltre che artigianali, sono la montagna viva. Quei muri, anche per costruire case e borghi, sono l'antidoto all'abbandono e al dissesto. Da una parte, il loro immenso valore per combattere fragilità dei versanti, fermare le frane, rallentare le valanghe, ridurre l'erosione, dall'altra la straordinaria consapevolezza che su quei terrazzamenti fatti in pietra vi sono imprese e imprenditori che resistono strappando porzioni di ettari all'invasione del bosco. Viti, olivi, alberi da frutto, piante officinali non potrebbero esserci senza quei muretti che rendono i versanti alpini e appenninici economicamente validi, "possibili" per le imprese agricole in particolare.
Uncem rinnova alle Regioni - e anche al Ministero dell'Ambiente e delle Politiche agricole e forestali - l'invito a investire delle risorse, come fatto da Piemonte e Lombardia, da destinare ai territori tramite gli Enti locali montani, per la valorizzazione, la manutenzione, la costruzione e il rifacimento dei muretti a secco presenti sui versanti. Un'attività fondamentale per la prevenzione del dissesto idrogeologico: investire su quelle pietre fa risparmiare in protezione civile e nelle fasi post-emergenze, sempre più ricorrenti. Un investimento non certo oneroso, visto che per un metro quadrato di muretto a secco possono bastare 80 euro per la manutenzione. Le pietre ci sono già. La montagna potrà così festeggiare il riconoscimento dell'Unesco con interventi concreti e misurabili, a vantaggio delle comunità alpine e appenniniche, ma anche delle realtà urbane. Un metro di muro a secco in più è il primo passo per evitare che la montagna frani sulle città.