Rifondazione Comunista Piemonte-VdA

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SANITÀ: DEAMBROGIO (PRC PIEMONTE), “ALLARME ANAC SU INTRAMOENIA È SOLO LA PUNTA DELL'ICEBERG. NON BASTANO I CONTROLLI, L...
01/09/2026

SANITÀ: DEAMBROGIO (PRC PIEMONTE), “ALLARME ANAC SU INTRAMOENIA È SOLO LA PUNTA DELL'ICEBERG. NON BASTANO I CONTROLLI, L'ATTIVITÀ LIBERO-PROFESSIONALE VA ABOLITA PER SALVARE IL SERVIZIO PUBBLICO”
Le recenti dichiarazioni dell'ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) sui rischi di malaffare, liste d'attesa gonfiate e gestioni opache dell'attività intramoenia confermano una realtà che denunciamo da anni: la sanità pubblica è sotto attacco e i cittadini ne pagano il prezzo più alto.
Ringraziamo l'Autorità per aver sollevato il velo su un sistema che danneggia le ASL e calpesta il diritto alla salute, ma le soluzioni proposte non bastano più. Non è una questione di maggiore trasparenza o di controlli più severi; il problema è strutturale.
L'intramoenia è lo strumento che ha legalizzato le disuguaglianze nell'accesso alle cure, costringendo chi ha denaro a pagare per saltare liste d'attesa infinite e condannando chi non può permetterselo a rinunciare alla prevenzione.
Questa stortura va semplicemente eliminata attraverso un percorso di riforma radicale. Dobbiamo invertire la rotta rispetto all'assetto aziendalistico che ha trasformato i nostri ospedali in mercati e i pazienti in clienti.
Bisogna fermare subito la deriva della sanità integrativa, contrabbandata come "seconda gamba" del sistema, ma diventata ormai sostitutiva del pubblico a tutto vantaggio dei fondi privati e delle assicurazioni.
Chiediamo il coraggio politico di rimettere al centro la Costituzione e un diritto alla salute da riformulare in avanti: investimenti massicci sul personale, internalizzazioni, stop ai gettonisti e abolizione dell'attività libero-professionale negli ospedali pubblici, stop alla sanità integrativa, virata verso prevenzione e valutazione di ogni politica in merito alle ricadute sulla salute.
Chi ha il coraggio vero, oggi, di andare in questa direzione e rompere con il modello privatista che sta distruggendo la sanità piemontese e nazionale? Noi siamo pronti a fare questa battaglia.

Sanità integrativa nella scuola: Deambrogio (segretario Rifondazione Comunista Piemonte-VdA), un accordo vergognoso trov...
09/08/2026

Sanità integrativa nella scuola: Deambrogio (segretario Rifondazione Comunista Piemonte-VdA), un accordo vergognoso trovato nel silenzio estivo per smantellare il sistema pubblico.

Sanità integrativa nella scuola: Deambrogio (PRC), un accordo vergognoso trovato nel silenzio estivo per smantellare il sistema pubblicoAgosto 7, 2026/0 Commenti/in Altra Informazione, Blog, Comitati di Lotta, Cronache Politiche, Cronache Sociali, Culture, Editoria Libera, Politiche di Rifondazione...

DISBOSCAMENTO DELLA BARAGGIA PER COSTRUIRE LA PEDEMONTANA, DEAMBROGIO (PRC): "DEMENZA POLITICA. SI DISTRUGGE IL VERDE AN...
07/08/2026

DISBOSCAMENTO DELLA BARAGGIA PER COSTRUIRE LA PEDEMONTANA, DEAMBROGIO (PRC): "DEMENZA POLITICA. SI DISTRUGGE IL VERDE ANZICHÉ INCREMENTARLO, CONDANNANDO IL NOSTRO FUTURO"

"Siamo di fronte a un evidente segno di preoccupante demenza politica". Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese del Partito della Rifondazione Comunista, interviene con durezza contro il pesante disboscamento in atto nella Baraggia piemontese, sacrificata per fare spazio ai cantieri della Pedemontana.
In un'epoca segnata da una crisi climatica drammatica, la priorità assoluta di chi amministra il territorio dovrebbe essere quella di piantumare, salvaguardare e incrementare le aree verdi, gli unici veri baluardi naturali capaci di mitigare la morsa del caldo e proteggere la biodiversità. Invece, in Piemonte si fa esattamente il contrario, abbattendo alberi e cementificando zone di inestimabile valore ambientale.
Deambrogio punta il dito direttamente contro i decisori istituzionali: "Chi compie e avalla queste scelte scellerate è il diretto responsabile del progressivo peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini per gli anni a ve**re.
Distruggere oggi questo patrimonio significa condannare il territorio a un futuro invivibile.
Quando gli effetti di devastazioni simili si abbatteranno sulle nostre comunità, sarà troppo tardi: nessun futuro stato emergenziale potrà mai portare sollievo o rimediare ai danni provocati da questa totale mancanza di lungimiranza".

7 agosto 2026

𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗘𝗠𝗘𝗥𝗚𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗜𝗡 𝗣𝗜𝗘𝗠𝗢𝗡𝗧𝗘, 𝗗𝗘𝗔𝗠𝗕𝗥𝗢𝗚𝗜𝗢 (𝗣𝗥𝗖): «𝗘̀ 𝗟𝗢 𝗦𝗖𝗨𝗗𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗢𝗣𝗥𝗜𝗥𝗘 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗜𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗥𝗢𝗡𝗜𝗖𝗔. 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗡𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗙𝗜𝗨𝗠𝗜 𝗘 𝗧...
04/08/2026

𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗘𝗠𝗘𝗥𝗚𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗜𝗡 𝗣𝗜𝗘𝗠𝗢𝗡𝗧𝗘, 𝗗𝗘𝗔𝗠𝗕𝗥𝗢𝗚𝗜𝗢 (𝗣𝗥𝗖): «𝗘̀ 𝗟𝗢 𝗦𝗖𝗨𝗗𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗢𝗣𝗥𝗜𝗥𝗘 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗜𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗥𝗢𝗡𝗜𝗖𝗔. 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗡𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗙𝗜𝗨𝗠𝗜 𝗘 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗦𝗢𝗟𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗜𝗡𝗘𝗙𝗙𝗜𝗖𝗔𝗖𝗜»
«L’attivazione dello stato di emergenza regionale da parte della Giunta Cirio non è un atto di responsabilità, ma il maldestro tentativo di usare la nuovissima legge sull'autonomia della Protezione Civile come uno scudo politico. Vogliono nascondere le colpe di anni di totale e cronica inazione di fronte al collasso climatico».
Lo dichiara in una nota Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista (PRC) del Piemonte, commentando la delibera approvata ieri dalla Giunta regionale.
Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile. I dati dell’Arpa Piemonte parlavano chiaro da mesi, con un luglio che ha registrato un drammatico -54% di piogge e risorse idriche complessive ridotte al lumicino. Eppure, la Regione ha preferito ignorare la realtà, riducendosi a gestire una crisi strutturale e ampiamente prevedibile con la solita e fallimentare logica dell'urgenza, mentre oltre 70 Comuni piemontesi dipendono ormai dalle autobotti anche solo per bere».
Il cuore della contestazione del PRC si concentra sulle ventilate deroghe al Deflusso Ecologico dei fiumi: il vero casus belli è il vergognoso tentativo della destra, guidata dalle pressioni di Fratelli d'Italia e dei grandi consorzi irrigui, di posticipare a fine anno l'applicazione del Deflusso Ecologico. Sotto il ricatto della produttività a ogni costo, la Giunta Cirio si prepara a svuotare e uccidere definitivamente corsi d'acqua storici come il Po e il Tanaro. Trasformare fiumi ed ecosistemi in canali artificiali asciutti è un crimine ambientale intollerabile che non permetteremo.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 57 di quest'anno, è stata chiarissima: le Regioni non possono abbassare i livelli di tutela dell'ambiente decisi dallo Stato. La strada imboccata dalla Giunta è non solo ecologicamente devastante, ma palesemente contra legem ed esposta a profili di incostituzionalità. Non si può abusare dei poteri straordinari per sanare l'illegittimità dei favori concessi al comparto produttivo.
È l'intero modello agricolo regionale a essere obsoleto e fuori dal tempo. Continuare a finanziare a pioggia colture idroesigenti massive nelle aree padane e cuneesi, senza imporre una transizione forzata verso tecniche a risparmio idrico profondo come l'irrigazione a goccia, significa negare la realtà. La risorsa idrica è un bene comune e la priorità deve andare alla sopravvivenza dei territori e dei cittadini, non ai profitti di pochi grandi industriali della terra. Rifondazione Comunista sostiene la mobilitazione delle associazioni ambientaliste e dei comitati locali: giù le mani dai nostri fiumi!

(foto ©️ ANSA)

Prevenzione non emergenza. SALVIAMO I NOSTRI BOSCHI
03/08/2026

Prevenzione non emergenza. SALVIAMO I NOSTRI BOSCHI

FUORI LA GUERRA DAL PIEMONTE! Riconversione, Lavoro Buono e Diritti: la nostra via per la  .    53 s
01/08/2026

FUORI LA GUERRA DAL PIEMONTE! Riconversione, Lavoro Buono e Diritti: la nostra via per la .
53 s

𝗥𝗜𝗡𝗡𝗢𝗩𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗦𝗔𝗡𝗜𝗧𝗔̀, 𝗣𝗥𝗖: "𝗗𝗔 𝗥𝗜𝗕𝗢𝗟𝗗𝗜 𝗠𝗔𝗡𝗜𝗣𝗢𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗘 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗜. 𝗡𝗨𝗠𝗘𝗥𝗜 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗜 𝗗𝗜𝗖𝗢𝗡𝗢 ...
31/07/2026

𝗥𝗜𝗡𝗡𝗢𝗩𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗦𝗔𝗡𝗜𝗧𝗔̀, 𝗣𝗥𝗖: "𝗗𝗔 𝗥𝗜𝗕𝗢𝗟𝗗𝗜 𝗠𝗔𝗡𝗜𝗣𝗢𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗘 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗜. 𝗡𝗨𝗠𝗘𝗥𝗜 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗜 𝗗𝗜𝗖𝗢𝗡𝗢 𝗔𝗟𝗧𝗥𝗢"

"Le dichiarazioni trionfali dell'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, sul rinnovo contrattuale del comparto e sui presunti finanziamenti record del Governo Meloni appartengono alla sfera della manipolazione pubblicitaria, non alla realtà vissuta ogni giorno nei nostri ospedali". Lo dichiara in una nota Alberto Deambrogio, segretario regionale del Piemonte del Partito della Rifondazione Comunista.

"Celebrare come un successo storico un rinnovo contrattuale, le cui cifre reali non riescono nemmeno a coprire la perdita del potere d'acquisto causata dall'inflazione degli ultimi anni, è un insulto all'intelligenza e al sacrificio del personale sanitario", attacca Deambrogio. "Infermieri e professionisti della salute non hanno bisogno di pacche sulle spalle o di 'atti concreti' di facciata che si traducono in pochi spiccioli in busta paga, a fronte di turni massacranti, carenze croniche di organico e tetti di spesa per il personale che questo governo si rifiuta di abolire strutturalmente. Va criticato l'aumento e la gestione della cosiddetta pronta disponibilità e dei carichi di lavoro in contesti già fortemente sottorganico: con l'accordo si continua a spremere chi è in servizio invece di aggredire il problema strutturale delle assunzioni”.

Il segretario del PRC piemontese smonta poi la retorica del "più alto finanziamento di sempre" al Fondo Sanitario Nazionale: "L'assessore Riboldi continua a giocare con il trucco dei numeri assoluti, nascondendo il dato politico ed economico reale: la spesa sanitaria in rapporto al Prodotto Interno Lordo (PIL) è in costante calo sotto l'esecutivo Meloni, scendendo pericolosamente ben al di sotto della media dei paesi europei. Aumentare i miliardi nominali mentre il costo della vita e dei servizi cresce a ritmo doppio significa, nei fatti, definanziare la sanità pubblica e spingerla deliberatamente verso il collasso".

“Investire sul personale e sulla qualità delle cure", conclude Deambrogio, "si fa bloccando i processi di privatizzazione, rifinanziando il sistema pubblico oltre il 7% del PIL e garantendo assunzioni stabili per eliminare il precariato. Tutto il resto sono narrazioni tossiche per coprire lo smantellamento programmato della sanità pubblica favorito da un vergognoso aumento delle spese militari e dalla devastante avanzata dell’Autonomia Differenziata, vero grimaldello per distruggere l’universalità del diritto alla salute certo ed esigibile”.

𝗗𝗔𝗧𝗔 𝗖𝗘𝗡𝗧𝗘𝗥 𝗔 𝗧𝗥𝗜𝗡𝗢: 𝗜𝗡𝗩𝗘𝗦𝗧𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗘𝗚𝗜𝗖𝗢 𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗔𝗧𝗜𝗖𝗢? 𝗔𝗟𝗕𝗘𝗥𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗔𝗠𝗕𝗥𝗢𝗚𝗜𝗢 (𝗣𝗥𝗖 𝗣𝗜𝗘𝗠𝗢𝗡𝗧𝗘) 𝗦𝗢𝗟𝗟𝗘𝗩𝗔 𝟳 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧...
25/07/2026

𝗗𝗔𝗧𝗔 𝗖𝗘𝗡𝗧𝗘𝗥 𝗔 𝗧𝗥𝗜𝗡𝗢: 𝗜𝗡𝗩𝗘𝗦𝗧𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗘𝗚𝗜𝗖𝗢 𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗔𝗧𝗜𝗖𝗢? 𝗔𝗟𝗕𝗘𝗥𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗔𝗠𝗕𝗥𝗢𝗚𝗜𝗢 (𝗣𝗥𝗖 𝗣𝗜𝗘𝗠𝗢𝗡𝗧𝗘) 𝗦𝗢𝗟𝗟𝗘𝗩𝗔 𝟳 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔̀ 𝗔𝗠𝗕𝗜𝗘𝗡𝗧𝗔𝗟𝗜, 𝗘𝗡𝗘𝗥𝗚𝗘𝗧𝗜𝗖𝗛𝗘 𝗘 𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗟𝗜

I progetti infrastrutturali nel Vercellese, guidati dal mastodontico investimento per il "Cavour Hyperscale Campus" nell'ex centrale termoelettrica Galileo Ferraris di Trino, rischiano di trasformarsi in una minaccia per il territorio. Sebbene le amministrazioni locali e il Governo – che ha dichiarato l’opera di preminente interesse strategico nazionale – evidenzino la spinta economica e la riqualificazione industriale, l'insediamento di una simile concentrazione di potenza di calcolo fa emergere importanti criticità ambientali, energetiche e infrastrutturali per l'intero Piemonte.
"Non possiamo accettare che un investimento da 4 miliardi di euro, che punta a una potenza complessiva record tra i 300 e i 400 Megawatt (MW), venga calato dall'alto senza una seria e profonda riflessione sugli impatti importanti che avrà sul nostro ecosistema e sul tessuto sociale", dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista (PRC) Piemonte.
Di seguito, l'analisi dettagliata delle sette principali criticità collegate a questo mega campus tecnologico nel cuore dell'area vercellese.
𝟭. 𝗜𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗼 𝗱'𝗮𝗰𝗾𝘂𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗿𝗲𝗱𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼
I data center di tipo hyperscale generano una quantità enorme di calore termico che richiede un raffreddamento continuo. Questo comporta il rischio di prelievi idrici massicci: anche se i moderni sistemi ottimizzano i consumi, infrastrutture di questa magnitudo possono richiedere milioni di litri d'acqua al giorno se utilizzano torri evaporative. Si creerebbe così una pressione insostenibile sulle falde locali in un'area, quella vercellese, storicamente legata a una f***a rete idrica e alla coltivazione del riso. Sottrarre o riscaldare ingenti volumi d'acqua potrebbe generare un gravissimo stress idrico per l'agricoltura circostante durante i periodi di siccità. Occorre avere la certezza assoluta che non si utilizzino sistemi di raffreddamento di questo tipo, ma che si impieghi con attenzione il meglio della geotermia, insieme a una seria valutazione per il recupero del calore tramite sistemi di teleriscaldamento.
𝟮. 𝗣𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮
Un impianto da 300-400 MW consuma un quantitativo di energia paragonabile a quello di una città di medie o grandi dimensioni. Questo determinerà uno stress infrastrutturale per Terna, richiedendo un monitoraggio strettissimo della stabilità di rete locale e nazionale. Vi è inoltre un concreto rischio di "cannibalizzazione" delle rinnovabili: sebbene il progetto sia affiancato dal grande parco solare con storage già operativo a Trino, l'enorme richiesta energetica dell'infrastruttura rischia di assorbire l'intera produzione di energia pulita locale. Per soddisfarla interamente servirebbero decine di chilometri quadrati di campi agrivoltaici, limitando di fatto la quota di energia verde destinata a decarbonizzare le altre attività civili o industriali della regione.
𝟯. 𝗖𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗲 𝘀𝗯𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼
Se il vantaggio principale del progetto di Trino risiede teoricamente nella riconversione di un'area industriale dismessa (brownfield), d'altra parte i campus di queste dimensioni tendono a generare espansioni logistiche e infrastrutturali collegate. Il rischio reale è che si vada a intaccare i terreni agricoli adiacenti (greenfield), all'interno di una provincia a fortissima vocazione risicola che va invece tutelata.
𝟰. 𝗠𝗮𝗻𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗼 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗶𝗻𝗾𝘂𝗶𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗰𝘂𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼
Il vuoto normativo è lampante: manca una legge quadro centrale – e quella regionale è ancora in dive**re – che imponga tetti rigidi alle compensazioni ambientali, lasciando i singoli enti locali da soli a negoziare con colossi multinazionali. A questo si aggiunge l'impatto acustico: i sistemi di ventilazione industriale e i giganteschi impianti di refrigerazione (chiller) necessari per dissipare il calore dei server funzionano 24 ore su 24. Se non adeguatamente schermati con tecnologie d'insonorizzazione all'avanguardia, genereranno un ronzio a bassa frequenza costante, nocivo per la fauna locale e per le aree abitate limitrofe.
𝟱. 𝗥𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲: 𝘂𝗻𝗮 "𝗰𝗮𝘁𝘁𝗲𝗱𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗱𝗲𝘀𝗲𝗿𝘁𝗼"
L'asimmetria occupazionale è evidente. Nella fase di cantiere l'indotto sarà massiccio, con una stima tra i 1.200 e i 2.000 lavoratori. Tuttavia, a regime e a fronte di un investimento industriale faraonico da ben 4 miliardi, i posti di lavoro stabili e altamente qualificati interni saranno solo circa 300-350. Questo squilibrio conferma le critiche di chi vede nei data center delle vere e proprie cattedrali nel deserto tecnologiche: grandi consumatrici di risorse locali, ma con una ricaduta occupazionale stabile del tutto contenuta rispetto ai capitali e allo spazio impiegati.
𝟲. 𝗟𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗮 𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲
La scelta di prevedere un commissario preposto a governare il processo per evitare rallentamenti lascia forti dubbi. Se è vero che anche i commissari devono rispettare le norme europee, è altrettanto vero che troppo spesso, nella storia degli ultimi decenni di questo Paese, la figura del commissario è servita unicamente per "pigiare sull'acceleratore", derogando a regole e, soprattutto, bypassando i necessari percorsi partecipativi delle comunità locali.
𝟳. 𝗨𝗻 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗿𝗼𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗲𝗹𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗻𝘂𝗰𝗹𝗲𝗮𝗿𝗲?
Le richieste reali dei data center nel nostro Paese, anche in una proiezione futura realistica e al netto di possibili bolle finanziarie sull'IA, sono tutte perfettamente gestibili con una programmazione seria delle fonti rinnovabili. Sorge quindi il forte sospetto che un impianto di tale portata possa diventare l'ottima giustificazione per preludere a una nuova installazione nucleare sul territorio trinese. Una prospettiva che non stonerebbe affatto con il rilancio dell'atomo fortemente voluto dall'attuale Governo e certo non osteggiato in sede locale.
"Rifondazione Comunista vigilerà strettamente su questo progetto," conclude Deambrogio. "Il futuro del Piemonte deve basarsi sulla sostenibilità reale, sulla tutela del lavoro stabile e sulla salvaguardia delle nostre risorse idriche e agricole, non sul sacrificio del territorio per i profitti dei giganti del tech."

25 luglio 2026

𝗔𝗨𝗧𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗧𝗔, 𝗗𝗘𝗔𝗠𝗕𝗥𝗢𝗚𝗜𝗢 (𝗣𝗥𝗖): "𝗟'𝗜𝗡𝗧𝗘𝗦𝗔 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗠𝗔𝗧𝗘𝗥𝗜𝗘 𝗡𝗢-𝗟𝗘𝗣 𝗦𝗩𝗘𝗡𝗗𝗘 𝗜𝗟 𝗣𝗜𝗘𝗠𝗢𝗡𝗧𝗘 𝗘 𝗦𝗣𝗔𝗖𝗖𝗔 𝗟’𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔"Il via li...
22/07/2026

𝗔𝗨𝗧𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗧𝗔, 𝗗𝗘𝗔𝗠𝗕𝗥𝗢𝗚𝗜𝗢 (𝗣𝗥𝗖): "𝗟'𝗜𝗡𝗧𝗘𝗦𝗔 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗠𝗔𝗧𝗘𝗥𝗜𝗘 𝗡𝗢-𝗟𝗘𝗣 𝗦𝗩𝗘𝗡𝗗𝗘 𝗜𝗟 𝗣𝗜𝗘𝗠𝗢𝗡𝗧𝗘 𝗘 𝗦𝗣𝗔𝗖𝗖𝗔 𝗟’𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔"
Il via libera della Camera alle pre-intese sulle materie non collegate ai Livelli Essenziali delle Prestazioni (No-LEP) rappresenta un colpo micidiale all'unità della Repubblica e un danno incalcolabile per lo stesso Piemonte. A denunciarlo con forza è Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea.
Siamo di fronte all'accelerazione di un progetto scellerato, per cui la Lega riceve il pagamento di una cambiale dal resto della maggioranza. La destra procede a tappe forzate per liquidare la solidarietà nazionale e l’eguaglianza sostanziale. Approvare l'autonomia sulle materie non-LEP significa permettere alle regioni più ricche, tra cui il Piemonte, di appropriarsi immediatamente di competenze strategiche, senza alcun contrappeso redistributivo".
Per il Piemonte questa non è una vittoria, ma una trappola. La giunta Cirio sta barattando l'illusione di una maggiore gestione locale con la certezza di un peggioramento di alcuni servizi. Materie cruciali, tra cui la sanità e la previdenza, rischiano di essere frammentate, creando cittadini di serie A e di serie B anche all'interno dei nostri stessi territori, con tendenze alla privatizzazione ancora più spinte.
Rifondazione Comunista continuerà a mobilitarsi e a sostenere ogni iniziativa di lotta popolare per bloccare questo scempio istituzionale. La sovranità appartiene al popolo per garantire l'uguaglianza, non per legalizzare l'egoismo territoriale".

𝗣𝗙𝗔𝗦 𝗘 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗜𝗡𝗖𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗔 𝗦𝗣𝗜𝗡𝗘𝗧𝗧𝗔: 𝗗𝗘𝗔𝗠𝗕𝗥𝗢𝗚𝗜𝗢 (𝗣𝗥𝗖) 𝗦𝗢𝗧𝗧𝗢𝗦𝗖𝗥𝗜𝗩𝗘 𝗟𝗘 𝗢𝗦𝗦𝗘𝗥𝗩𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗙𝗢𝗥𝗨𝗠 𝗔𝗠𝗕𝗜𝗘𝗡𝗧𝗔𝗟𝗜𝗦𝗧𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗙𝗘𝗥𝗘...
20/07/2026

𝗣𝗙𝗔𝗦 𝗘 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗜𝗡𝗖𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗔 𝗦𝗣𝗜𝗡𝗘𝗧𝗧𝗔: 𝗗𝗘𝗔𝗠𝗕𝗥𝗢𝗚𝗜𝗢 (𝗣𝗥𝗖) 𝗦𝗢𝗧𝗧𝗢𝗦𝗖𝗥𝗜𝗩𝗘 𝗟𝗘 𝗢𝗦𝗦𝗘𝗥𝗩𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗙𝗢𝗥𝗨𝗠 𝗔𝗠𝗕𝗜𝗘𝗡𝗧𝗔𝗟𝗜𝗦𝗧𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗭𝗜
Stop definitivo ai PFAS, tutela della salute pubblica e sicurezza immediata per i lavoratori e per la cittadinanza. Sono questi i punti centrali del documento di osservazioni presentato dal Forum Ambientalista ODV ETS, per voce di Michela Sericano, in vista della Conferenza dei Servizi del prossimo 22 luglio 2026 sul riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dello stabilimento Syensqo (ex Solvay) di Spinetta Marengo. Le osservazioni sono state pienamente condivise e firmate anche da Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese del Partito della Rifondazione Comunista, che interviene a sostegno di questa mobilitazione. Il testo depositato dalle associazioni e sottoscritto da Deambrogio pone vincoli categorici per il futuro del sito industriale: bando totale dei PFAS.
Richiesta di vietare produzione, utilizzo e detenzione di qualsiasi PFAS. Il gruppo ha già annunciato a livello internazionale la dismissione di queste sostanze entro il 2026.
Verifiche indipendenti: autorizzare nuove produzioni solo dopo analisi terze che certifichino la non nocività dei sostituti, evitando il ripetersi di casi come il cC6O4 e l'ADV.
Sicurezza sugli incidenti rilevanti: limitare la potenzialità degli impianti affinché l'area di danno immediato (IDLH) in caso di incidente grave resti confinata dentro il sito e non colpisca le zone abitate circostanti.
Tracciabilità totale e stop scarichi: controllo rigoroso su fanghi e rifiuti (visti i recenti ritrovamenti di cC6O4 persino nelle discariche di Torino) e stop immediato agli scarichi nel sottosuolo e nelle falde acquifere.
Il Forum Ambientalista ha inoltre formalmente richiesto di partecipare in qualità di uditore alla Conferenza dei Servizi per vigilare sul rispetto della salute pubblica.
La dichiarazione di Alberto Deambrogio: «Ho voluto firmare e sostenere con convinzione le osservazioni promosse da Michela Sericano e dal Forum Ambientalista perché rappresentano lo strumento tecnico e politico per dare corpo a una lotta sacrosanta. La tutela dell'ambiente e la salvaguardia della salute dei cittadini non sono più negoziabili. Spinetta Marengo non può più essere una ferita aperta per il territorio alessandrino. Esigere che i cerchi di danno in caso di incidente non tocchino le case e pretendere l'azzeramento dei composti fluorurati nell'acqua non significa voler chiudere le fabbriche. Al contrario, significa porre le basi per un lavoro dignitoso e sicuro. Non c'è dignità nel lavoro se questo mette a rischio la vita di chi sta dentro i cancelli e di chi vive nelle aree limitrofe. La riconversione ecologica e la trasparenza sui rifiuti sono gli unici binari possibili per garantire il futuro occupazionale e la vita del territorio. Chiediamo che la Provincia e il Comune considerino queste prescrizioni vincolanti nell'AIA del 22 luglio.»
19 luglio 2026

Indirizzo

Via Brindisi 18/c
Turin
10152

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