23/05/2026
Ci sono date che rimangono impresse nella memoria collettiva di un intero Paese. Quel pomeriggio di 34 anni fa, il tritolo di Capaci non ha solo sventrato un tratto di autostrada, uccidendo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Voleva sventrare lo Stato, la democrazia, la speranza.
Ma la mafia aveva fatto male i suoi calcoli. Pensava di fermare degli uomini, ha finito per liberare le loro idee.
"Le loro idee camminano sulle nostre gambe" non è un semplice slogan da celebrare una volta all'anno. È un mandato politico, sociale e morale preciso. Significa fare della legalità democratica, della trasparenza e della giustizia sociale il faro dell'azione politica e amministrativa.
Significa combattere le mafie non solo nelle aule di tribunale, ma difendendo la scuola pubblica, il lavoro dignitoso, l’economia legale e la dignità dei territori contro ogni forma di sopraffazione e infiltrazione.
Oggi il nostro pensiero va a chi ha pagato il prezzo più alto per servire le istituzioni e a tutte le donne e gli uomini che, nel silenzio della quotidianità, continuano a tenere alta la testa.
Spetta a noi, ogni giorno, dimostrare da che parte stiamo.