Cub Piemonte

Cub Piemonte La Confederazione Unitaria di Base (CUB) è un sindacato di base che pratica la più completa autonomia dal padronato, dai governi e dai partiti.

I principali obiettivi della CUB:
integrazione al reddito per precari, lavoratori in cassa integrazione, disoccupati e pensionati
ridistribuzione del reddito a favore di lavoratori e pensionati attraverso un forte aumento del salario, l'introduzione della scala mobile, contro lo scippo del T.f.r. contro le guerre, le basi e le spese militari
l'occupazione stabile e tutelata per tutti/e, contro il

lavoro precario, la riduzione dell'orario di lavoro a 32 ore a parità di salario e la creazione di lavori socialmente necessari
la difesa e lo sviluppo del sistema previdenziale pubblico, della scuola, della sanità , dei servizi sociali, del territorio e dell'ambiente,
l diritto dei lavoratori alla salute dalla sicurezza rispetto alla centralità del profitto delle imprese,
il diritto alla casa, ad un affitto equo, la detrazione fiscale dagli affitti, l'utilizzo dei fondi Gescal per il rilancio dell'edilizia pubblica e il recupero del degrado abitativo,
il diritto dei lavoratori a decidere sugli accordi, la delegazione alle trattative, l'elezione democratica dei rappresentanti sindacali e la difesa del diritto di sciopero.

28/05/2026
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27/05/2026

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Continua la campagna per il reintegro al lavoro di Simone Vivoli, rappresentante sindacale licenziato da TIM.

Simone Vivoli, segretario nazionale FLMU-CUB, è stato licenziato per aver inviato 8 email in 3 mesi riguardanti vertenze sindacali. Una misura gravissima, che colpisce direttamente l’agibilità sindacale, la libertà di espressione e il diritto di difendere lavoratrici e lavoratori nei luoghi di lavoro.

Dopo la buona riuscita dello sciopero del 19 maggio, con l’adesione di tante lavoratrici e tanti lavoratori TIM e FIBERCOP, e dopo il presidio davanti alla sede TIM di Firenze, la mobilitazione non si ferma.

Ora serve un gesto semplice ma concreto: inviare una email o una PEC a TIM e al suo amministratore delegato per chiedere il reintegro immediato di Simone Vivoli.

➡ Scarica qui il fac-simile del messaggio da inviare:
https://cub.it/wp-content/uploads/2026/05/Campagna-per-riassunzione-Vivoli-maggio-2026-4.pdf

Per chi non dispone di PEC, il messaggio può essere inoltrato alle organizzazioni sindacali promotrici, che provvederanno all’invio.

La vicenda è arrivata anche sul piano istituzionale: dopo l’interrogazione a risposta scritta presentata dall’On. Stefania Ascari al Ministro delle imprese e del made in Italy e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, si aggiunge anche l’interrogazione presentata dal deputato Francesco Mari.

Facciamo sentire a TIM che Simone Vivoli non è solo.

Non è in gioco solo un posto di lavoro: è in gioco la libertà di fare sindacato, denunciare le ingiustizie e difendere i diritti nei luoghi di lavoro.

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Torino, manifestazione in difesa della sanità pubblica
23/05/2026

Torino, manifestazione in difesa della sanità pubblica

Tim licenzia delegato sindacale. La Cub: “Una ritorsione”Diritti imbavagliati Immediato ricorso al giudice del lavoro co...
22/05/2026

Tim licenzia delegato sindacale. La Cub: “Una ritorsione”

Diritti imbavagliati Immediato ricorso al giudice del lavoro contro la cacciata di Simone Vivoli, segretario nazionale Flmu-Cub con più di 30 anni di anzianità di servizio, per aver inviato in orario di lavoro otto e-mail in tre mesi. "E' solo un pretesto - replica il sindacato - lo stesso regolamento aziendale prevede `l'uso privato residuale´ della posta elettronica"

Riccardo Chiari
FIRENZE

Un attacco alla libertà sindacale. Non c’è altra chiave di lettura, agli occhi della Confederazione unitaria di base, che possa spiegare il licenziamento di Simone Vivoli, segretario nazionale Flmu-Cub e storico, apprezzato delegato in Tim con più di 30 anni di anzianità di servizio, cacciato di punto in bianco dall’azienda con la contestazione di aver inviato delle e-mail “per promuovere iniziative legali di ex-dipendenti” e di aver così sottratto tempo all’attività lavorativa. “Un dato che non ha bisogno di essere commentato – replica la Cub – visto che si tratta di otto brevissime e-mail in tre mesi per un tempo stimato di circa uno, due minuti a comunicazione, in totale 15 minuti circa in tre mesi. Tra l’altro senza alcun danno alla produzione, in quanto non è stato effettivamente sottratto tempo all’attività lavorativa”.

Il sindacato di base annuncia un immediato ricorso al giudice del lavoro: “Il licenziamento è arrivato nonostante il regolamento aziendale della Tim preveda `l’uso privato residuale´ della posta elettronica aziendale, e senza che la stessa azienda abbia mai contestato o eccepito alcunché in merito all’attività lavorativa svolta negli anni dal segretario nazionale della Federazione dei metalmeccanici della Cub, nell’esercizio delle sue attività lavorative”.

Il licenziamento di Vivoli, che ha subito ricevuto la solidarietà di tanti colleghi e colleghe che come lui lavorano nella sede fiorentina di Viuzzo dei Bruni, per il sindacato non è altro che una ritorsione: “Si tratta di un licenziamento strumentale ad impedire l’azione sindacale a tutela dei tanti lavoratori Tim e Fibercop che, sempre più in questi mesi, si stanno attivando per recuperare diritti lesi e quote consistenti di salario rivolgendosi al sindacato di base, colpendo uno dei massimi esponenti della Cub in azienda”.

Sul caso, una interrogazione urgente all’amministrazione fiorentina è già stata presentata dal consigliere comunale Dmitrji Palagi di Sinistra progetto comune, visto il rapporto continuativo che Palazzo Vecchio con ha Tim e con FiberCop per i servizi Ict: “La contestazione di otto e-mail in tre mesi per aiutare un ex dipendente a recuperare le proprie buste paga, nell’esercizio di funzioni sindacali regolate dallo stesso regolamento aziendale, è un pretesto”.

In realtà, continua Palagi, “il licenziamento avviene in un momento preciso, perché dal luglio 2024 la rete fissa italiana, infrastruttura pubblica costruita in decenni di investimento collettivo, è controllata da KKR, fondo statunitense di private equity con circa 400 miliardi di dollari di asset in gestione, che ha acquisito FiberCop per 22 miliardi di euro. La ristrutturazione che ne consegue prevede fino a 1.800 uscite in isopensione da FiberCop e 1.000 uscite volontarie da Tim entro novembre 2026. E in Toscana la crisi è già reale: Telco, appaltatrice con circa 400 addetti tra Campi Bisenzio, Siena, Arezzo e Grosseto che lavorano per conto di FiberCop, è in cassa integrazione a zero ore dal 2025. Colpire il segretario nazionale di un sindacato di base in questa fase non è un episodio isolato: è disciplinamento”.

Aggiornamenti
15/05/2026

LA SANITÀ DEVE ESSERE PUBBLICA, UNIVERSALE E GRATUITA!Deve garantire il diritto alla salute di tutte/i e giuste condizio...
18/05/2026

LA SANITÀ DEVE ESSERE PUBBLICA, UNIVERSALE E GRATUITA!

Deve garantire il diritto alla salute di tutte/i e giuste condizioni di lavoro!
Al secondo mandato della giunta Cirio, le ASL piemontesi hanno presentato un grave disavanzo di bilancio che l’assessore Riboldi vuole ripianare con manovre di bilancio, spostando soldi destinati ad altri capitoli di
spesa, in sostanza tagliando altri servizi. I grandi mali della sanità (liste d’attesa infinite, personale ridotto all’osso come medici, infermieri, oss, assenza della medicina territoriale, riduzione dei consultori e degli
interventi a tutela delle fasce deboli, salute mentale, minori e delle persone non autosufficienti) hanno indotto i cittadini che hanno le possibilità economiche a curarsi privatamente oppure a rinunciare alle cure. Dopo i tagli degli ospedali degli anni ‘90, sono stati privatizzati interi settori di diagnostica, visite specialistiche e di prestazioni sanitarie di routine, le grandi società private convenzionate, pagate con i soldi pubblici sfruttano sempre di più i lavoratori e le lavoratrici anche con contratti collettivi meno tutelanti e retribuiti.

PRIVATIZZARE SIGNIFICA CHE

- Gli ospedali privati fanno profitti a man bassa e che interi reparti di ospedali pubblici sono in mano a cooperative spurie o ad affaristi che non pagano i dipendenti;

- Molti infermieri che emigrano all’estero vengono sostituiti da infermieri che vengono dall’estero; medici che lavorano a gettone sono MOLTO più remunerati dei colleghi che restano fedeli al SSN ma sopperiscono alle carenze di medici con turni massacranti.

La Sanità piemontese deve guardare la sanità lombarda come cattivo esempio, basti guardare cosa sta accadendo al San Raffaele di Milano.

I POLITICI DI IERI hanno tutti privatizzato la sanità e i politici di oggi, di destra e di sinistra, DEVONO AVERE CHIARO CHE IL PRIVATO deve fare attività sanitaria privata e non fare guadagni con denaro pubblico.
A giugno terminano i fondi del PNNR. COSA ACCADRÀ? Un terzo delle case di comunità e degli ospedali di territorio non sono stati completati e saranno operativi entro l’anno ma senza personale, medici, infermieri, oss che dovrebbero poterle gestire.

PER QUESTI MOTIVI SERVE RIFINANZIARE LA SANITÀ PUBBLICA CON IMPORTANTI
ASSUNZIONI DI PERSONALE che permetta di lavorare in condizioni adeguate al bisogno di cura della popolazione E RICONOSCERE FORTI INCREMENTI SALARIALI ai dipendenti pubblici che renda attrattivo il SSN.

I SINDACATI firmatari dei contratti collettivi devono sostenere fino in fondo il SSN e finire ogni forma di incentivazione allo sviluppo delle assicurazioni sanitarie aziendali, comprese nei CCNL, che sostituiscono gli aumenti salariali con la concessione di assicurazioni sanitarie private.

PRESIDIO 23 MAGGIO, ORE 14
SOTTO IL PALAZZO DELLA REGIONE

CUB SANITA' TORINO

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14/05/2026

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Oggi TIM ha comunicato a Simone Vivoli, della Segreteria Nazionale FLMUniti-CUB, il licenziamento con effetto immediato.

Le contestazioni mosse al lavoratore-sindacalista riguardano l’uso della email aziendale, la presunta sottrazione di tempo all’attività lavorativa e una presunta rottura del rapporto fiduciario.

Accuse del tutto pretestuose.

I fatti contestati riguardano 8 comunicazioni email di poche parole, distribuite in un arco temporale di tre mesi, dall’8 gennaio 2026 al 7 aprile 2026: una sola comunicazione al giorno in otto giorni distinti, per un tempo stimato complessivo di circa 15 minuti in tre mesi.

Non risulta alcun danno alla produzione, né alcuna effettiva sottrazione di tempo al lavoro. Le comunicazioni non avevano rapporto con l’attività aziendale svolta da Vivoli, né costituivano esortazione ad azioni contro TIM.

Si trattava invece di attività di assistenza sindacale verso un ex dipendente TIM/FIBERCOP che aveva chiesto supporto per recuperare documentazione di lavoro, come le buste paga, presso il proprio ex datore di lavoro.

Per la FLMUniti-CUB siamo di fronte a un licenziamento strumentale, finalizzato a colpire l’azione sindacale e a intimidire lavoratrici e lavoratori TIM e FIBERCOP che in questi mesi si stanno attivando per recuperare diritti lesi e quote consistenti di salario.

Colpire Simone Vivoli significa colpire uno dei massimi esponenti della CUB in azienda e mandare un messaggio a chi prova a organizzarsi.

Chiediamo l’immediato reintegro al lavoro di Simone Vivoli.

La FLMUniti-CUB metterà in campo tutte le iniziative sindacali e legali possibili per ottenere il suo ritorno al lavoro e invita organizzazioni sindacali, delegati, lavoratrici e lavoratori a esprimere solidarietà concreta.

È in gioco la libertà di svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro a tutela dei diritti dei lavoratori.

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Tim licenzia vigliaccamente Simone Vivoli, segretario nazionale della Federazione Lavoratori Metalmeccanici aderente all...
14/05/2026

Tim licenzia vigliaccamente Simone Vivoli, segretario nazionale della Federazione Lavoratori Metalmeccanici aderente alla Cub; alcuni mesi fa, stessa sorte è toccata a Delio fantasia, segretario provinciale di Frosinone e dipendente Fca. La repressione nel 2026 è in buona salute e i futili motivi addotti annunciano tempi duri ed un imminente appesantimento del clima sociale come dimostrano i licenziamenti richiesti da Elettrolux

GUERRA ESTERNA, GUERRA INTERNA E CRISI SOCIALE

C’è aria di crisi: i padroni licenziano i non allineati, chi sostiene il conflitto, chi difende i diritti dei più deboli contro larroganza del potere; nel contempo il Governo emana leggi per limitare il diritto di scioperare, lottare, manifestare che sono gli unici strumenti a disposizione dei lavoratori, degli studenti e dei ceti popolari per difendere e possibilmente migliorare le proprie condizioni di vita.
L’ideona di mettere in pratica strumenti necessari per riportare all’ordine tutte le realtà ed esperienze di lotta, per prevenire e stroncare sul nascere i futuri, inevitabili conflitti sociali la usano grandi aziende e anche il governo Meloni, che all’insediamento ha promesso ai padroni di non disturbare chi vuol fare.
Tali decisioni nascono dentro una pesante congiuntura politica costituita da una storica emergenza sociale fatta di bassi redditi, occupazione povera e precaria, distruzione della sanità, crisi abitativa, e da leggi di bilancio fatte con tanta austerità anche per effetto del rientro dal debito imposto dall’Unione Europeae dal clima di guerra che diventa ogni giorno più pesante, violento e pericoloso.
Grave la situazione in Medio Oriente dove sono decine di migliaia i morti e dove Israele punta a cancellare il popolo palestinese, attacca i paesi circostanti cosciente di godere di una sostanziale impunità, Grave la situazione in Ucraina dove è in atto uno scontro tra stati.
Questa sempre più marcata tendenza alla guerra sul fronte esterno, richiede sul fronte interno un contesto sociale pacificato, e a questo “lavorano i padroni e tutti gli apparati dello stato.
Simone paga con il licenziamento l’esigenza di dare segnali intimidatori a tutto il movimento: nelle fabbriche hanno agibilità solo le organizzazioni concertative e collaborative mentre è vietato anche solo parlare di conflitto. La legge provvede per quanto di sua competenza alzando l’asticella dei reati e delle pene per colpire le manifestazioni contro le guerre, le proteste contro le “grandi opere”, i picchetti e le forme di lotta come i blocchi stradali e le occupazioni di case sfitte.
Si punisce qualsiasi forma di protesta e di resistenza, si istituisce il reato per terrorismo della parola per colpire perfino gli scritti che inneggiano alla lotta, aumenta l’impunità delle forze di polizia punendo duramente ogni forma di resistenza al loro operato, e riconoscendo il diritto ad avere anche un’arma personale!
FlmUnitiCub contrasterà tale deriva e si attiverà per difendere Simone, il diritto a affermare la democrazia in fabbrica e quello di lavoratori, pensionati, studenti e ceti popolari ad usare il conflitto per regolare gli interessi contrapposti propri della società capitalistica e resterà una organizzazione fuori da ogni logica neocorporativa, conflittuale perché considera questa l’unica opzione possibile per difendere le classi subalterne.
I lavoratori quando lottano hanno valide e irrinunciabili motivazioni; la scelta di imporre nelle fabbriche, nelle scuole, nella società tutta una politica repressiva è una scelta autoritaria, destinata solo a far crescere lo scontro sociale, perché segna l’incapacità di chi governa le aziende e il paese ad affrontare e risolvere i problemi e le angosce che angustiano i lavoratori ed il paese. Per tutto questo ci schieriamo a fianco di Simone.

FLMUniti CUB Milano

https://www.facebook.com/photo?fbid=1402048008636292&set=a.322584679915969
13/05/2026

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Lunedì 18 maggio: sciopero intera giornata Ospedale San Raffaele di Milano

Le lavoratrici e i lavoratori dell’Ospedale San Raffaele sono indignati per quanto è emerso dalla puntata di Report del 10.05.2026: una Dirigenza che fa investimenti fallimentari all’estero, utilizzando i profitti derivanti dagli Ospedali convenzionati, che ricevono soldi pubblici per fare sanità e non business!
Sono indignati, ma non sorpresi: infatti, era stato aperto lo stato di agitazione già a marzo scorso e proclamato lo sciopero nella prima data disponibile: il 18 maggio!
La legge sul “diritto” di sciopero italiana, già contestata a livello europeo, non ha permesso ai lavoratori una reazione immediata al declino che l’Ospedale sta subendo per effetto delle dimissioni di molti professionisti: infermieri, OSS, tecnici, medici, ecc.
Difficile pensare che un ospedale possa funzionare senza personale!
Permangono le condizioni lavorative e di cura, che erano già state denunciate nell’autunno 2025 come inadeguate e pericolose e che hanno portato ai noti fatti di cronaca di dicembre scorso.
Il cambio di Amministratore unico non ha determinato veri miglioramenti per il personale e i pazienti, ma solo interventi non stabili e non risolutivi. D’altra parte, non c’è mai stata una vera discontinuità.
Per CUB sanità italiana e USI sanità, l’unico modo per trattenere lavoratrici e lavoratori è adeguare i salari e assumere più personale, a partire dalla stabilizzazione di tutti i precari e dalla gestione diretta di reparti e servizi oggi appaltati.
Solo da qui può passare il rilancio dell’Ospedale San Raffaele.
Riguardo alla gestione spregiudicata, invitiamo le istituzioni a rendere pubbliche tutte le strutture del privato convenzionato, perché i servizi sanitari possono essere solo pubblici, per evitare le derive messe in luce dal servizio di Report.
Lavoratrici e lavoratori si danno appuntamento alle 9.30 nel piazzale dell’Ospedale San Raffaele, per poi partire in corteo fino al Palazzo di Regione Lombardia.

Indirizzo

Corso G. Marconi 34
Turin
10125

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 18:30
Martedì 09:30 - 18:30
Mercoledì 09:30 - 18:30
Giovedì 09:30 - 18:30
Venerdì 09:30 - 18:30

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