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A 6 mesi dallo sgombero dell' Askatasuna le ragazzə di Vanchiglia tornano per le strade della città per riprendersi i pr...
19/06/2026

A 6 mesi dallo sgombero dell' Askatasuna le ragazzə di Vanchiglia tornano per le strade della città per riprendersi i propri spazi!

In un contesto nazionale in cui i luoghi d'aggregazione fuori dalle logiche commerciali sono sotto attacco e la socialità sempre più mercificata rispondiamo festeggiando San Giovanni, una delle feste più sentite dai torinesi, a modo nostro.

Partiamo dal nostro quartiere, Vanchiglia, che da mesi rimane militarizzato, per attraversare le strade della nostra città riempiendole di musica perchè lo spazio per i giovani in questa città non è mai abbastanza.

Ci vediamo mercoledì 24 giugno alle 21 in piazza Santa Giulia.

Que viva Askatasuna!

Da Associazione a ResistereNO ALLA SORVEGLIANZA SPECIALE PER STEFANO E SARA! CRIMINALE È CHI FA LA GUERRA E DISTRUGGE LA...
18/06/2026

Da Associazione a Resistere

NO ALLA SORVEGLIANZA SPECIALE PER STEFANO E SARA! CRIMINALE È CHI FA LA GUERRA E DISTRUGGE LA NOSTRA TERRA!

La Questura di Torino dopo aver presentato la richiesta di sorveglianza speciale per un giovane compagno attivo nelle lotte insieme a tanti e tante altre in città e in Val di Susa, si è attivata per formulare la medesima richiesta di sorveglianza per un’altra giovane compagna.

Entrambi i compagni colpiti da questa richiesta spropositata, sono stati protagonisti insieme ad altri centinaia di migliaia a Torino, del grande movimento per la Palestina e contro il genocidio a Gaza. In questi mesi vediamo l’acuirsi di misure repressive contro quel meraviglioso movimento, e queste richieste di Sorveglianza Speciale rientrano completamente dentro questa strategia punitiva. Diciamo di più, i veri criminali sono quelli che hanno commesso il genocidio a Gaza e devastato la Palestina, il Libano e l’Iran. Chi dovrebbe essere “sorvegliato speciale” sono Netanyahu, Trump e tutti i soldati israeliani, ad essere incriminati dovrebbero essere loro, per i crimini che hanno commesso contro l’umanità intera. Ad essere messi sotto sorveglianza dovrebbero essere Meloni e Tajani che non hanno mosso un dito per ostacolare l’azione di questi criminali, ma che anzi, li hanno accolti, permesso di sorvolare il nostro paese e di utilizzare le basi militari sul nostro territorio per azioni che sapevano benissimo avrebbero ucciso donne e bambini innocenti. Invece si sceglie di colpire le persone che si sono frapposte e hanno ridato finalmente significato alla parola “umanità”.

Essere sorvegliati speciali in questo momento storico dovrebbe perlomeno fare emergere un certo anacronismo, una misura preventiva e arbitraria ereditata dal fascismo. Ed è proprio questo il cuore della “nuova” strategia che il Questore Gambino vuole mettere in atto: prevedere chi potrebbe attuare comportamenti fuori dalla norma, condotte violente e certamente, a loro dire, recidive. Una strategia però che ha ben poco di nuovo, ma puzza di stantio. Infatti, l’impianto su cui dovrebbero reggersi entrambe le richieste di sorveglianza ricalca – secondo lo stesso questore che firma l’ordinanza – esattamente il cuore teorico caduto in primo grado al processo “Sovrano” che ha formulato l’accusa di associazione sovversiva prima e per delinquere poi. Viene propinato lo stesso castello di carta su cui la Procura ha impostato l’accusa, secondo la quale, autocitandosi anche in queste carte: “l’obiettivo (del gruppo interno al centro sociale Askatasuna) sarebbe stato portare avanti la lotta violenta, mantenendo alta la tensione con le forze dell’ordine, viste come la prima linea dello Stato da combattere. Tutto il progetto si sarebbe basato su una sofisticata strategia che prevedeva di nascondersi dietro iniziative sociali avendo in realtà come unico scopo quello di procurare il sostegno dell’opinione pubblica alle azioni violente”. All’oggi è ancora in corso il processo in appello voluto dalla Procura, evidentemente piccata per aver visto crollare il proprio bieco lavoro al primo grado di giudizio, eppure viene ripreso come in una vera e propria profezia che vorrebbe autoavverarsi, lo stesso teorema per argomentare la necessità di definire sorvegliati speciali due giovani compagni che hanno l’unica responsabilità di aver preso parte alle lotte sul territorio cittadino e della Val Susa, mettendoci prima di tutto il cuore e la generosità.

Sono gli stessi gli artifici retorici messi in campo: la presunta sovradeterminazione delle piazze che, se si segue il filo del ragionamento, sarebbero incapaci di autodeterminarsi nelle scelte, anche conflittuali, da praticare; i presidi No Tav sarebbero gli avamposti del crimine; il parlare al microfono sarebbe un evidente segnale determinante nell’incitare violenti comportamenti altrui. L’unica novità inserita in questi plichi di carta straccia è la “giovane età” e anche questo è piuttosto inquietante.

Essere giovani, insieme a compagni di lotta più grandi, ed essere attivi sarebbe una grave colpa oltre ad essere un’argomentazione a supporto dell’esigenza del provvedimento. Essere giovani e vivere la propria gioventù in maniera costruttiva, lottando collettivamente per un mondo più giusto, in questo momento storico ed in questo Paese non sono né una colpa né un’aggravante, semmai una precisa scelta di responsabilità e coraggio. Invece in Italia non si è (più) abituati né al conflitto sociale né a uno sguardo serio che sappia leggere le risposte collettive alle contraddizioni del presente come un aspetto fondamentale della storia sociale. In particolare a Torino il privilegio di leggere la storia dei movimenti sociali viene delegato senza particolari scrupoli alla polizia, alla Questura, arrivando a determinare prima l’obiettivo, e quindi chi si vuole colpire, e poi le prove a sostegno dell’atto repressivo, molto spesso preventivo.

Per il Questore è tutta una questione di personalità: giovani ragazzi e ragazze che si spendono nelle lotte a difesa del territorio e dell’ambiente, a sostegno della Palestina, contro un governo anti-sociale come quello di Meloni, per un’università accessibile a tutti e tutte, sono il profilo da stigmatizzare, etichettare e sb****re in prima pagina. Non solo la polizia, ma anche i media molto spesso hanno giocato e giocano un ruolo di primo piano in questo morboso giochetto della personalizzazione e costruzione di figure cucite ad hoc per trasformare la partecipazione alle lotte in una sorta di attività esclusiva, come risultato di una vita che non tutti possono fare, come scelte fuori dal “normale” e dunque da circoscrivere e perimetrare. Molti dei reati che nelle richieste vengono selezionati o sono già stati oggetto di assoluzione oppure si tratta di reati minori: aver violato un foglio di via dalla Val Susa o essersi riappropriati di un’aula universitaria sottratta diventano le famose gravi circostanze che dovrebbero giustificare una richiesta di tale portata. Le richieste della Questura mirano a far apparire Stefano e Sara come dei criminali incalliti e antisociali. Se si seguisse un minimo principio di Giustizia, le persone non dovrebbero essere costrette a dimostrare in un’aula di tribunale che lavorano per vivere e che in più studiano all’università. Le udienze che si stanno tenendo e si terranno, avranno anche questo risvolto. E poco importa se nei casi in questione non ci sarà alcun problema a dimostrarlo perché è la realtà dei fatti. Semplicemente non è giusto.

Sarà che con i mesi dello scorso autunno in cui un Paese intero è stato bloccato da potenti giornate di sciopero e mobilitazione per la Palestina in cui centinaia di migliaia hanno agito mettendo davanti a tutto cuore e generosità, sarà che 50 mila persone in piazza a Torino a seguito di uno sgombero figlio dell’intenzione di recuperare terreno da parte governativa, sarà che i giovani di questo Paese hanno capito cosa significa scegliere da che parte stare, che allora la Questura di Torino vuole ritagliarsi un ruolo di primo piano, provando a curvare o sottilmente suggerire che le lotte e i movimenti di questo Paese debbano essere ridotti alla stregua di organizzazioni criminali. Sarà anche una rappresentazione plastica del nevrotico bisogno di sentirsi protagonisti e di vincere una battaglia divenuta quasi personale da parte loro, ma ciò non toglie che una richiesta come la sorveglianza speciale che implica una restrizione significativa delle proprie libertà, a fronte di un plico di fogli basati su segnalazioni della digos o poco più, sia un fatto inaccettabile che va contrastato in ogni modo. Altre persone attive nelle lotte in passato hanno dovuto subire questa vessazione ereditata direttamente dall’epoca fascista, ma è doveroso opporsi perché non diventi la normalità.

Associarsi per resistere significa anche questo, non solo solidarietà ma anche continuare a lottare insieme per costruire possibilità laddove tutto viene chiuso, per contrapporsi a una società del riarmo e della guerra, per costruire legami che vengono recisi, perché collettività è libertà e la libertà o è collettiva o non è.

La prossima udienza per Stefano sarà il 30 settembre, mentre per Sara le udienze inizieranno l’8 luglio. Invitiamo tutti e tutte a partecipare alle udienze e a sostenerli.

La Questura di Torino dopo aver presentato la richiesta di sorveglianza speciale per un giovane compagno attivo nelle lotte insieme a tanti e tante altre in città e in Val di Susa, si è attivata per formulare la medesima richiesta di sorveglianza per un’altra giovane compagna. Entrambi i compagn...

Errare humanum est, perseverare autem diabolicumErrare è umano, perseverare nell’errore è diabolico. Questo antico motto...
11/06/2026

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Errare è umano, perseverare nell’errore è diabolico. Questo antico motto latino ben s’addice al Sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Il tema è ovviamente la “Sicurezza”, diventato mantra della destra cittadina, regionale e nazionale; sulla quale sembra proprio che il Sindaco non riesca a resistere dal farsi affascinare.

Da tempo, non è una novità lo sappiamo, larga parte del Partito Democratico, ha deciso che affrontare da destra il tema securitario sia una scelta vincente. Ma in questi ultimi mesi nella nostra città ci sembra di assistere ad una vera e propria escalation! Andiamo con ordine e ricostruiamo le ultime tappe di questo percorso cosparso di profluvi solidali verso le forze dell’ordine e dignitosi inchini ai dettami prefettizi.

Dallo sgombero del centro sociale Askatasuna ogni volta che si sono svolte manifestazioni di protesta la prima preoccupazione è stata quella di affrettarsi a dare “solidarietà alle forze dell’ordine”. È successo dopo le manifestazioni del 18 e del 20 dicembre, e di nuovo il 31 di gennaio e il primo maggio. Ogni volta che decine di migliaia di persone scendono in piazza nella nostra città, l’unica preoccupazione vera che sembra aleggiare in casa PD è quella di sostenere l’operato delle forze dell’ordine. Non conta se queste carichino selvaggiamente infierendo su persone a terra e mandandole in ospedale o sparino lacrimogeni ad altezza uomo. Per i cittadini che vengono repressi non viene mai spesa una parola. Addirittura dopo gli scontri del derby Toro-Juve, in cui fu ferito alla testa molto probabilmente da un lacrimogeno Marco Basoccu, ora fortunatamente dimesso, non si è aspettato neanche la fine della partita o di conoscere le sorti dei tifosi feriti dalla polizia, per sperticarsi in attestati di solidarietà incondizionata.

Proviamo ad abbozzare qualche ipotesi su questo insensato riflesso pavloviano. Il pensiero non può che andare subito ai Sindacati di Polizia. Infatti questi negli anni si sono sempre distinti per per accusare l’amministrazione comunale e il Sindaco di non essere abbastanza schierato con la forza pubblica e addirittura di proteggere i pericolosi sovversivi che si annidano in ogni angolo della nostra città. Si arrivò fino alla paradossale pantomima del corteo di poliziotti sindacalizzati “contro Askatasuna”, sfiorando il ridicolo e sguazzando miseramente nel trash.

Ora ci chiediamo, se una figura istituzionale, la quale per chi crede nella competizione elettorale, dovrebbe essere forte del consenso della maggioranza dei cittadini, possa avere così tanta paura dei sindacati di polizia, il cui compito è quantomeno dubbio e i cui personaggi che li animano sono veramente oltre la decenza. Professionisti del referto facile e della copertura di ogni abuso poliziesco, sono veramente così potenti nella nostra città? Lasciamo questa domanda drammaticamente aperta.

Negli ultimi giorni si è arrivati al grottesco però: nell’elenco delle “Civiche Benemerenze” sono stati inseriti i poliziotti Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti, feriti durante la manifestazione del 31 gennaio ed elevati ad eroi dalla destra nazionale. Su quella dinamica rimandiamo alla ricostruzione di Rita Rapisardi presente durante la scena e che ne ha ricostruito magnificamente la vicenda. Su quel fatto si fece un gran can can mediatico, tutto strumentale a screditare chi era sceso in piazza e per oscurarne le motivazioni. A questo gioco politico, che non ci stupisce, si prestarono ampiamente anche i poliziotti coinvolti. Quindi perché insignirli di una civica onorificenza? Si vogliono così premiare indirettamente la gestione di piazza di quel giorno? Premiare chi ferì e trascinò a terra fotografi e manifestanti per abbandonarli senza cure sul ciglio della strada? Nella lunga lista di onorificenze civiche emesse dalla giunta non crediamo ci azzecchino molto. Perché non includere allora i feriti di quella giornata? Perché non premiare la coerenza del primario di Biella che ha saputo contrapporsi agli idranti utilizzati a freddo sulla folla il primo maggio? Perché non premiare il coraggio del padre del tifoso ferito dalla polizia durante il derby nel chiedere la verità su suo figlio?

Questo indirizzo politico che vuole inseguire la destra e la cricca di Marrone e Montaruli, non riguarda solo le forze dell’ordine, ma anche temi quali la situazione di crisi permanente in cui versano interi quartieri della nostra città. Infatti ogni qual volta che si dà qualche manifestazione securitaria orchestrata dalla destra o succede qualche fatto di cronaca particolarmente eclatante, subito ci si prodiga nel professare il verbo del “più poliziotti”, “più telecamere” cadendo sempre a piè pari nel “giochino securitario”. Mai che si parli delle ragioni strutturali, di cui la sinistra è ampiamente complice, che determinano la crisi delle nostre periferie. Mai viene data priorità al sostegno, che seppur con risorse limitate, il Comune potrebbe dare a quei territori. Meglio le fondazioni bancarie e l’esercito a quanto pare.

Su questo punto, bisogna ora citare l’assessore alla sicurezza Porcedda. Carabiniere di mestiere appositamente scelto da Lo Russo per affrontare questo delicato tema. Oltre a prostrarsi ad ogni diktat prefettizio e a sposare la linea securitaria non si fa vergogna neanche di partecipare alle convention cittadine organizzate dal General Vannacci. Oltretutto pensare di erodere consenso al blocco “sociale” che sostiene il governo Meloni costituito da: poliziotti, carabinieri, finanzieri, militari, guardie carcerarie che con i familiari raggiungono il milione di votanti è miope, il massimo che possono ottenere e che costoro seguano Vannacci. A noi dei partiti e dei loro drammi, per tradizione e attitudine, importa poco ma non pensiamo di essere gli unici a farci qualche domanda.

Passiamo alla militarizzazione del quartiere Vanchiglia. Da 6 mesi una porzione di quartiere attorno all’Askatasuna è di fatto ostaggio delle forze dell’ordine che lo hanno trasformato in un fortino in stile Tav. Anche se è chiaro che questo dipenda poco dal Comune, e sia da ascrivere alla volontà del Governo disciplinare la Torino che in questi anni ha resistito, non sembra un problema su cui pronunciarsi apertamente nell’ufficio del Primo Cittadino. Anzi si fanno passerelle insieme al Prefetto, emanazione diretta del Governo ricordiamo, in via Balbo e in Vanchiglia. Si smonta una casetta di legno che il comitato di quartiere usa per le proprie iniziative ora che uno dei pochi posti disponibili è chiuso e militarizzato. Questo su ordine della Prefettura, nonostante le procedure burocratiche comunali in corso, mandando i vigili nottetempo a fare il lavoro sporco. Quale sia l’utilità politica del PD di inseguire la destra cittadina e di governo in queste “avventure” ci rimane oscuro. Da parte nostra diciamo che l’unica sicurezza è quella che si può costruire lottando insieme e dal basso, per una città diversa e che non sia al servizio della finanza e dei banchieri, o di padroni e padroncini che vorrebbero trasformare Torino in una grande fabbrica di armi.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.
01/06/2026

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Ritroviamoci per un'assemblea cittadina giovedì 28 maggio alle ore 18.30 in via Balbo: i mesi passati sono stati pieni d...
20/05/2026

Ritroviamoci per un'assemblea cittadina giovedì 28 maggio alle ore 18.30 in via Balbo: i mesi passati sono stati pieni di iniziative, dal 25 aprile al 1 maggio, la Torino viva è scesa in piazza per momenti di lotta e per momenti di incontro, di cultura e socialità dal basso. Abbiamo ancora necessità di guardarci negli occhi e immaginare insieme un modo per liberare Vanchiglia dalla militarizzazione, un modo per contrapporci alla guerra, un modo per stringere nuovi legami. Per farlo continuiamo da dove ci siamo lasciati!

Si è svolta ieri la seconda udienza del processo d’appello dell’inchiesta Sovrano.da Notavinfo Notav
19/05/2026

Si è svolta ieri la seconda udienza del processo d’appello dell’inchiesta Sovrano.

da Notavinfo Notav

Si è svolta ieri la seconda udienza del processo d’appello dell’inchiesta Sovrano.

17/05/2026

🗓️LUNEDÌ 18 MAGGIO
🕒ORE 09,30
📍MAXI AULA 2 - TRIBUNALE DI TORINO

Domani, Lunedì 18 Maggio ripartirà il dibattimento nel processo a carico di 26 imputat* del Movimento No Tav, del centro sociale Askatasuna e dello Spazio Popolare Neruda.

Per 16 persone, l'accusa è di associazione a delinquere, per aver partecipato alle lotte sociali e ambientali che hanno animato Torino e la Val Susa.

📣 Portiamo la nostra solidarietà dentro quell' aula: siamo tutti e tutte associazione a resistere!!

Oggi H. 18 Assemblea Cittadina! Costruiamo insieme gli scioperi contro la guerra del 18 e 29 Maggio!
13/05/2026

Oggi H. 18 Assemblea Cittadina!
Costruiamo insieme gli scioperi contro la guerra del 18 e 29 Maggio!

Rinvio ottenuto al 2 Luglio✊ Ma lo lotta non si ferma, PARTECIPA AI MURI POPOLARIAllarghiamo la solidarietàPotenziamo la...
13/05/2026

Rinvio ottenuto al 2 Luglio✊
Ma lo lotta non si ferma,
PARTECIPA AI MURI POPOLARI
Allarghiamo la solidarietà
Potenziamo la lotta!

Rinvio ottenuto al 2 Luglio✊

Oggi con Susanina abbiamo ottenuto un mese e mezzo di rinvio, UNA GRANDE VITTORIA con la prospettiva di riuscire ad avere una soluzione abitativa entro quella data!
Ora più che mai dobbiamo tenere alta l'attenzione perché con le nuove riforme del piano casa e il disegno di legge sugli sfratti ci troveremo inevitabilmente a doverci impegnare ancora di più per resistere alla violenza degli sfratti e per ottenere delle soluzioni che sono sempre più esigue!

Ma lo lotta non si ferma,
PARTECIPA AI MURI POPOPARI
Allarghiamo la solidarietà
Potenziamo la lotta!

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Turin

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