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Dopo l’udienza di Mercoledì 30 Settembre scorso, ultima prima della sentenza definitiva nei confronti di Stefano (qui si...
13/10/2026

Dopo l’udienza di Mercoledì 30 Settembre scorso, ultima prima della sentenza definitiva nei confronti di Stefano (qui si può leggere il resoconto), questo Mercoledì 14 Ottobre alle ore 9.30 in aula 7 sarà la volta della nostra compagna Sara.

Dopo l’udienza di mercoledì 30 settembre scorso, ultima prima della sentenza definitiva nei confronti di Stefano (qui si può leggere il resoconto), questo mercoledì 14 ottobre alle ore 9.30 in aula 7 sarà la volta della nostra compagna Sara.

Askatasuna vuol dire libertà: operazione di polizia a seguito della manifestazione del 31 gennaio 2026Questa mattina son...
09/10/2026

Askatasuna vuol dire libertà: operazione di polizia a seguito della manifestazione del 31 gennaio 2026

Questa mattina sono state effettuate 12 perquisizioni ai danni di compagni e compagne per un totale di 19 richieste di misure cautelari che vanno dal carcere all’obbligo di firma, tutte prevedono il passaggio preliminare all’interrogatorio di garanzia. Un’operazione a firma Paolo Scafi, pm dalla penna facile quando c’è da fare incetta di misure cautelari, tra le sue ultime prodezze le misure per gli ultras di Toro e Juve a seguito degli scontri del derby quando Marco Basoccu venne gravemente ferito alla testa da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo.

Il contesto è quello della manifestazione oceanica del 31 gennaio scorso a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna. Ai compagni e alle compagne coinvolti nelle richieste di misura cautelare vengono imputati diversi reati con l’intento di dare la responsabilità ad alcuni di quella che è stata una manifestazione di rabbia popolare che ha visto la partecipazione di oltre 50 mila persone. Ricordiamo anche l’uso massiccio e violento da parte delle forze dell’ordine di lacrimogeni sparati ad altezza uomo, di cui si è parlato in un dossier e in diverse inchieste giornalistiche. La violenza è quella che viene dall’alto e che viene perpetrata ogni giorno nei confronti di chi deve essere messo a lavoro per interessi nemici ai nostri.

Lo sgombero dell’Aska è stato un colpo voluto dal governo a seguito di un movimento che ha bloccato un Paese intero per fermare un genocidio mostrato in diretta tv. In quella giornata Piantedosi si sfregava le mani e scriveva sui social che finalmente giustizia era stata fatta, i politici locali con Marrone in testa non hanno sprecato l’occasione per togliersi sassolini dalle scarpe, la questura di Torino e la Procura hanno avuto la loro soddisfazione effimera nel vedere che finalmente i loro sforzi erano stati premiati. Eppure, l’unica cosa certa è che il 18 dicembre 2025 ha chiuso una porta ma ha spalancato uno spazio di possibilità che ancora oggi vive nelle lotte di ogni giorno.

Torino è partigiana, avevamo detto in quell’occasione e Torino continua anche oggi a schierarsi contro la guerra, contro il riarmo e contro un sistema che sfrutta e specula per il profitto. Torino è partigiana perché è con la Palestina che resiste, è con gli studenti e studentesse che nelle scuole e nelle università pretendono un futuro più giusto, è con i lavoratori e lavoratrici che scioperano per interrompere e bloccare la guerra sui nostri territori.

Torino è solidale con chi viene colpito da questa operazione, un tentativo di punire alcuni per una giornata che rimane nella storia ma che non è finita con le ceneri di un pomeriggio, anzi, consolida una prospettiva di lotta collettiva per la libertà di tutti e tutte. Intanto, ci vediamo nelle piazze di questo ottobre contro il riarmo e per la Palestina, verso il 24 ottobre e oltre.

Askatasuna vuol dire libertà, solidarietà a tutti e tutte le persone inquisite!

TORINO È CONTRO IL RIARMO!CORTEO SABATO 24 OTTOBRE “Noi la guerra non la paghiamo”Nasce dal percorso cittadino che ha vi...
08/10/2026

TORINO È CONTRO IL RIARMO!
CORTEO SABATO 24 OTTOBRE
“Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per Sabato 24 Ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina Instagram TORINO CONTRO IL RIARMO https://www.instagram.com/torinocontroilriarmo?stkn=MTBydXd0b2VlbWhmcQ== si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.

Di seguito ripubblichiamo l’indizione.

La crisi della città di Torino e della regione Piemonte non vedrà alcuna possibilità di fuoriuscita con la conversione dei territori, delle industrie, delle scuole e della ricerca in chiave bellica. Le poche risorse esistenti oggi non devono andare alle armi ma a sanità, formazione, casa e reale presa in carico e gestione dei territori a livello energetico e ecologico.

Assenza di pianificazione, processo di privatizzazione, consumo di suolo e speculazione energetica, oltre alla svendita a big tech americane di intere porzioni di territorio cittadino e piemontese per la corsa all’oro dei data center, sono le questioni da contrastare. Non pagheremo i costi della cosiddetta transizione green, che impone il ritorno al nucleare, truffa del governo, insostenibile sia economicamente che ecologicamente. Basta con grandi opere inutili come il tav, vogliamo investimenti nella cura e manutenzione del territorio oltre che per il trasporto pubblico. Non vogliamo la militarizzazione dei quartieri, da Barriera di Milano a Vanchiglia. Quest’ultimo segnato dalla presenza costante e inutile di forze dell’ordine a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna, spazio che vogliamo venga restituito al quartiere e che possa ritornare a vivere. Così come rifiutiamo la svendita di pezzi di città a fondi speculativi come BlackRock e patrimonio abitativo pubblico ridotto in briciole, sono dinamiche da fermare immediatamente.

Le scuole e le università diventano il terreno di propaganda militarista, bellica e patriottica, contaminando saperi e trasformando gli istituti scolastici in caserme. Mentre le scuole crollano, le Università cullano la rivoluzione tecnologica utile ad alimentare il complesso accademico-militare-industriale. Il riarmo erode le briciole destinate alla formazione e a una sanità in completa crisi: liste d’attesa, privatizzazione, chiusura di poliambulatori in favore di case di comunità inesistenti, aumento del ticket sanitario a seguito della cancellazione del bollo auto, sono solo alcuni aspetti. Ma i soldi per la costruzione di mega ospedali come quello che dovrebbe sorgere nel parco della Pellerina si trovano, mettendo in contrapposizione ambiente-salute.

Oggi la propaganda dell’amministrazione si piega alle necessità delle industrie belliche e dei capitali privati, unici investitori nella crisi perché è proprio nel processo di finanziarizzazione che i grandi fondi o monopoli possono ancora fare profitto. Il lavoro non è in crisi soltanto perché a Torino non esiste più la FIAT, ma perché si muore per lavorare, perché chi studia e si forma non ha alcuna garanzia e lavora in condizioni pessime, perché il lavoro è organizzato in funzione di rendere la popolazione disponibile e ricattabile. La fuoriuscita dalla crisi è possibile solo se insieme ci si organizza dal basso per riappropriarsi di ciò che è utile ad una vita dignitosa, senza guerra e in cui le nostre poche ricchezze non vengano espropriate.

In questa città abbiamo saputo porre delle questioni fondamentali sul piatto: il terreno del dibattito pubblico lo vogliamo dettare noi a partire da un percorso di partecipazione collettiva e dal basso, a partire dalle esigenze delle lotte. La vivacità dei giovani, il riscatto collettivo che la Palestina ci ha dato, la possibilità di vivere bloccando la logistica di guerra di una città dove ogni arteria è complice di un futuro di morte e genocidio, la vittoria di essere in piazza ogni giorno liberandosi dal lavoro e di riconoscersi nelle dimensioni di confronto e di incontro è un patrimonio prezioso che sarà la bussola per andare avanti.

Torino è partigiana perché ha saputo e continuerà a schierarsi dalla parte giusta della storia.

Resoconto dell’udienza di sorveglianza speciale a StefanoMercoledì 30 settembre si è tenuta una delle ultime udienze del...
04/10/2026

Resoconto dell’udienza di sorveglianza speciale a Stefano

Mercoledì 30 settembre si è tenuta una delle ultime udienze della fase dibattimentale riguardo alla richiesta di sorveglianza speciale a carico del nostro compagno Stefano.

Un tentativo a dir poco ridicolo, che cerca di silenziare e nascondere la rabbia espressa in questi anni da tantissimi giovani, criminalizzando un singolo giovane come esempio e monito per tutti.

Mercoledì 14 ottobre saremo di nuovo in Tribunale per Sara, e fino alla fine di questi mesi di udienze daremo battaglia affinché una misura del genere non possa avere seguito.

Mercoledì 30 settembre si è tenuta una delle ultime udienze della fase dibattimentale riguardo alla richiesta di sorveglianza speciale a carico del nostro compagno Stefano.

Martedì di nuovo al fianco di Dionisia e dei suoi figli per fermare il loro sfratto!
04/10/2026

Martedì di nuovo al fianco di Dionisia e dei suoi figli per fermare il loro sfratto!

Martedì saremo di nuovo al fianco di Dionisia e dei suoi figli per fermare il loro sfratto.
A Torino, come in tutto il mondo, vivere in affitto sta diventando un lusso e chi ha un reddito medio è sempre più spinto fuori dai quartieri in cui lavora e vive. Intanto le case diventano Airbnb, affitti brevi e ostelli di lusso pensati per turisti e studenti con alta capacità di spesa. Barriera di Milano è uno dei quartieri dove questo processo è più evidente: la rendita vale più delle persone che abitano il quartiere. In Spagna, in queste settimane, il movimento per la casa è tornato in piazza in modo massiccio. Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, a Madrid, il Sindicato de Inquilinas ha convocato una grande manifestazione e ha riportato le tende a Puerta del Sol. La loro richiesta è la stessa che facciamo noi: la casa va trattata come un bene essenziale, non come un asset finanziario. Vogliamo che le case tornino a essere un posto dove vivere, non un investimento su cui speculare. E la Spagna ci dice che si può cambiare. Pochi giorni dopo lo sfratto, in 40 città si è scesi in strada e il Consiglio dei ministri ha approvato due decreti con misure contro gli sfratti e per gli affitti. Non è la fine della lotta ma è la dimostrazione che gli sfratti si fermano organizzandosi.
Un inquilino da solo non può fare nulla contro un fondo o un grande proprietario. Un quartiere che si muove compatto sì!

No alla sorveglianza speciale per Stefano e Sara: Appuntamento Mercoledì 30 settembre ore 12 in Aula 7 Tribunale di Tori...
29/09/2026

No alla sorveglianza speciale per Stefano e Sara: Appuntamento Mercoledì 30 settembre ore 12 in Aula 7 Tribunale di Torino

Mercoledì 30 settembre si terrà l’ultima udienza prima della sentenza definitiva per la sorveglianza speciale di Stefano, nostro compagno di lotte che da sempre si spende con coraggio e determinazione per un mondo più giusto e dignitoso.
Allo stesso modo il 14 ottobre ci sarà la seconda udienza per Sara, sempre presente nelle piazze per la Palestina.

La sorveglianza speciale è una misura repressiva introdotta dal codice Antimafia, nata per combattere soggetti appartenenti alla criminalità e al terrorismo, molto distanti da chi lotta con etusiasmo per una Palestina libera, contro il razzismo e per la tutela dei territori contro grandi opere inutili. Impone limitazioni molto pesanti sulla vita di chi ne è soggetto, come il ritiro della patente e del passaporto, obblighi di dimora, restrizioni sugli spostamenti, coprifuoco, divieti sulle frequentazioni personali e controlli continui che vengono annotati su un quaderno da portare sempre con sé. Ciò che è più grave è che si tratta di una misura preventiva, che non punisce un fatto specifico compiuto dall’imputato, ma, definendolo “socialmente pericoloso”, mira a preve**re il compimento di potenziali reati.

La richiesta di sorveglianza speciale per Stefano e Sara non è soltanto una punizione per il loro impegno, ma una monito che questura e procura vogliono lanciare a tutte le persone che quotidianamente lottano contro lo status quo e per un futuro migliore. È un attacco alla libertà di dissentire, di alzare la testa e scendere in piazza per cambiare le cose e per questo ci riguarda tuttə. Il governo Meloni vuole zittirci a suon di decreti, multe e arresti, perseguitando chi lotta a fianco dei popoli oppressi o contro una crisi sociale dilagante, mentre continua a investire nel settore bellico, distraendo l’Italia con insensate misure razziste da applicare nelle scuole. Intanto il carovita imperversa e rende le nostre vite sempre più instostenibili, com l’aumento della benzina e dei generi alimentari, giustificato dalle guerre tra Stati Uniti e Iran. Questo è il futuro a cui vogliono condannarci: non glielo permetteremo!

GIORGIO È TORNATO A CASA!L’unica vera notizia di oggi, che vale la pena raccontare, è che Giorgio è tornato a casa!Giorg...
27/09/2026

GIORGIO È TORNATO A CASA!
L’unica vera notizia di oggi, che vale la pena raccontare, è che Giorgio è tornato a casa!

Giorgio era stato portato a scontare gli ultimi 40 giorni di condanna al carcere delle Vallette, dopo che il giudice di soverglianza gli aveva revocato le misure alternative per aver violato le prescrizioni impostegli: l’obbligo di dimora nel comune di Bussoleno – era stato fermato a San Giorio – e il divieto di comunicazione, avendo risposto ad alcune telefonate.

Purtroppo però non possiamo dire che Giorgio sia tornato libero: il 28 febbraio 2023 la Procura di Torino aveva chiesto e ottenuto tre anni di sorveglianza speciale, che era stata sospesa e che ora ricomincerà. Ricordiamo che il regime di sorveglianza speciale comporta il divieto di lasciare il comune di residenza (Bussoleno), l’obbligo di chiedere l’autorizzazione al giudice per muoversi, il divieto di frequentare dalle 18 alle 21 pubblici esercizi e locali di intrattenimento, il divieto di partecipare a pubbliche riunioni e l’annullamento dei documenti di identità sostituiti da un libretto rosso da esibire ad ogni eventuale controllo. Questa misura straordinaria di controllo è stata istituita dalfascistissimo Codice Rocco ed ampiamente utilizzata dall’antimafia, ma che solo recentemente ha visto un largo utilizzo anche contro l’attivismo ela militanza politica.

Ma sappiamo bene che nè carcere nè sorveglianza speciale potranno scalfire l’animo di Giorgio, che ci ha tenuto a ringraziare tutti e tutte coloro che in questo mese e mezzo gli hanno inviato telegrammi, lettere, cartoline e che gli hanno fatto sentire solidarietà e vicinanza.

Nella gioia di sapere Giorgio a casa, con la rabbia del non dimenticare che ci sono ancora delle e dei No Tav privati della loro libertà, non ci resta che continuare a con la nostra battaglia, consapevoli di essere dalla parte giusta!

Avanti No Tav!
Tutti liberi! Tutte libere!

Da

L’unica vera notizia di oggi, che vale la pena raccontare, è che Giorgio è tornato a casa! Giorgio era stato portato a scontare gli ultimi 40 giorni di co

Torino è contro il riarmo: un inizio di mobilitazione verso e oltre il corteo contro il riarmo del 24 ottobre Due giorni...
21/09/2026

Torino è contro il riarmo: un inizio di mobilitazione verso e oltre il corteo contro il riarmo del 24 ottobre

Due giorni ricchi di contenuti, dibattito e socialità. Abbiamo condiviso ragionamenti che vengono direttamente dalle lotte portate avanti in città con l’obiettivo di elaborare una strategia collettiva capace di opporsi al riarmo a partire dalla nostra città.

Sabato 19 settembre con Elena Basile e Giorgio Monestarolo abbiamo condiviso un’analisi sulle responsabilità delle élite europee e del nostro governo nella guerra in Europa, della crisi profonda che viviamo e della assurda posizione suicida di questi governi nel voler protrarre la guerra in Ucraina e prepararsi alla guerra alla Russia, giustificandolo con il mantra della “difesa”. In tutto questo il genocidio a Gaza va avanti, ma la Palestina ci ha insegnato a lottare anche qui da noi. Non sarà trasformando Torino, né qualsiasi altro territorio, in hub del riarmo che si uscirà da questa crisi.

Abbiamo bisogno di maggiore coordinamento, abbiamo bisogno di mezzi informativi capaci di portare il nostro discorso chiaro in tutti gli ambiti in cui viviamo e lottiamo. La giornata di domenica 20 settembre è stata un primo tentativo di risposta a questo interrogativo: come contrapporci a tutto questo? A partire dal territorio, passando per la formazione e la sanità, sino al lavoro è fondamentale individuare le contraddizioni che nella nostra città e nella nostra regione vediamo in modo da aprire spazi di contrapposizione alla deriva bellica. Solo unendo le nostre intelligenze, capacità e punti di vista possiamo farlo.

Per continuare questo lavoro ci incontreremo ancora in un tour di assemblee in vari luoghi della città: lo faremo per approfondire il discorso che vogliamo costruire e per coinvolgere sempre più persone in questa mobilitazione. Il 24 ottobre il corteo contro il riarmo sarà un’ulteriore tappa, già raccolta dalle scuole, dai comitati e dalle università.

Due giorni passati insieme sotto gli alberi dei giardini Pozzo, accompagnati da ottima musica grazie a Omini Giorgio Nieloud e Murubutu special Guest. Grazie a chi ha cucinato la polentata popolare, a chi ha spostato panche, a chi ha ascoltato, a chi ha dato fiducia a una nuova possibilità.

A presto per il calendario con il tour di assemblee e le prossime tappe di avvicinamento!

Torino è partigiana!

Torino è partigiana, Vannacci torna a casa! Oggi in centinaia alle otto di mattina ci si è ritrovati fuori dall’hotel do...
18/09/2026

Torino è partigiana, Vannacci torna a casa!

Oggi in centinaia alle otto di mattina ci si è ritrovati fuori dall’hotel dove l’ex generale era ospite di un convegno sulla sicurezza urbana, inizialmente sarebbe dovuta essere una “formazione” per le forze di polizia.

Vannacci si rappresenta come outsider quando è finanziato dagli Stati Uniti, si presenta come l’uomo contro il riarmo quando da buon militare vorrebbe vederci tutti e tutte soldati e sostiene da sempre il genocidio in Palestina. Vannacci dice che chi lo contesta “non è democratico”.

Vannacci a Torino è stato contestato da giovani e meno giovani, Torino oggi ha chiarito una cosa molto semplice: chi contribuisce a una guerra che non vogliamo, chi usa il tema della sicurezza per dividere, chi sostiene che i femminicidi non esistano, chi è dichiaratamente sionista non ha nessuna legittimità.

Il tour dell’ex generale non sarà certamente finito e, in giro per l’Italia dovremo assistere a ulteriori teatrini, ma in ogni città certamente troverà chi non ha intenzione di fargli fare la parte di quello “anti-sistema” . In ogni città c’è chi sa bene da che parte stare per lottare contro il riarmo e la guerra.

Nessun generale per nessuna guerra, Torino non ti vuole, tutta Italia non ti vuole!

Domani ore 7.00 in via delle Primule 18A per un grande muro popolare!
14/09/2026

Domani ore 7.00 in via delle Primule 18A per un grande muro popolare!

Torino capitale della crisi abitativa: continuano gli sfratti nella città di Torino e in particolare martedì 15 settembre Loredana e la sua famiglia rischiano di ve**re sgomberati dalla casa ATC in cui abita da diverso tempo.

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Turin

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