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Ci sono compagni che come in un lampo attraversano questi tempi complicati portando un contributo importante per la lott...
31/08/2026

Ci sono compagni che come in un lampo attraversano questi tempi complicati portando un contributo importante per la lotta comune: quella al fianco degli sfruttati e delle sfruttate, quella al fianco della Palestina, quella per un mondo più giusto. Il tempo è sempre troppo poco, così è davvero ingiusto. Ricordiamo Alex nelle lotte, dalle mobilitazioni dell’Onda al suo importante impegno sindacale. Ti porteremo con noi, in ogni lotta.

Ciao Alex, che la terra ti sia lieve.
Un pensiero di vicinanza ai compagni e alle compagne della Cub.

Traduciamo dal sito inglese UnHerd questo articolo di Tobias Jones, frutto di un reportage a Torino ed in particolare ne...
26/08/2026

Traduciamo dal sito inglese UnHerd questo articolo di Tobias Jones, frutto di un reportage a Torino ed in particolare nel quartiere Vanchiglia, nella primavera di quest’anno. Lo facciamo per alcune ragioni che crediamo necessitino alcune precisazioni. La prima è di completezza, infatti alcuni giornali locali lo hanno usato per generare notizie e articoli di tipo sensazionalistico, omettendo, nella maggioranza dei casi, i numerosi spezzoni di interviste ad abitanti ed attivisti del territorio, curvando il senso generale del reportage alle necessità della, ormai e perlopiù, stampa di regime. Almeno, nella lettura completa, le persone interessate potranno carpirne il senso e trarne le proprie critiche. La seconda è perchè crediamo che restituisca l’idea del “clima” che respira Torino e il quartiere Vanchiglia in questo ultimo anno. Militarizzazione e vessazioni autoritarie, che però non cancellano lo spirito di una parzialità di città che si sente “torinesemente” ribelle, partigiana. Un immaginario comune sotto la Mole, che più che “anomalia” pensiamo abbia la capacità di essere “esempio” di come la normalità del potere può essere ribaltata. Tutto ciò al netto di considerazioni, analisi e giudizi dello scrittore su Torino e la sua storia di lotte, che a tratti troviamo mutuati da luoghi comuni, inesattezze e letture perlopiù derivate da come la controparte ha riscritto quelle storie, piegandole ad una narrazione giudiziaria e manichea tipica dello Stato. Buona lettura!

Traduciamo dal sito inglese UnHerd questo articolo di Tobias Jones, frutto di un reportage a Torino ed in particolare nel quartiere Vanchiglia, nella primavera di quest’anno.

22/08/2026

Nella serata di ieri, senza alcuna avvisaglia, Giorgio è stato prelevato dai Carabinieri di Susa dalla sua dimora sopra la Credenza a Bussoleno e tradotto nel c

Di fronte alla crisi economica e sociale che attraversa la nostra città, l'unica risposta che la politica istituzionale ...
29/07/2026

Di fronte alla crisi economica e sociale che attraversa la nostra città, l'unica risposta che la politica istituzionale sembra in grado di offrire è il riarmo. La fabbrica della guerra viene presentata come l'ultima ancora di salvezza per la ripresa industriale, un progetto destinato a fallire.

Non possiamo permetterci di aspettare: costringiamo il dibattito istituzionale a misurarsi sul nostro terreno, imponendo i nostri temi nell'agenda politica cittadina. Irrompiamo in questo spettacolino elettorale smascherando la propaganda del "Torino va veloce", dietro cui l'amministrazione locale nasconde gli interessi di industriali e privati.

Costruiamo un evento che inauguri una lunga stagione di lotta e mobilitazione. Continuiamo il cammino aperto dalla Torino partigiana, che dallo sgombero di Askatasuna, passando per il 25 aprile e il primo maggio, ha espresso un orizzonte preciso a cui tendere: la Torino che vogliamo non è quella delle armi e della crisi economica.

Ci vediamo il 19-20 settembre.
Seguiranno aggiornamenti.

Riprendiamo l'indizione per la marcia ai cantieri della devastazione che si terrà sabato 25 luglio dal portale Notavinfo...
21/07/2026

Riprendiamo l'indizione per la marcia ai cantieri della devastazione che si terrà sabato 25 luglio dal portale Notavinfo Notav

25 LUGLIO: IN MARCIA VERSO I CANTIERI DELLA DEVASTAZIONE

Quindici anni fa, il potere politico ed economico decise di trasformare la Val di Susa in una zona di sacrificio e in un laboratorio di militarizzazione per imporre un’opera già rifiutata dall’intera comunità nel 2005. Il 27 giugno 2011, non fu soltanto l’apertura del cantiere della Maddalena: fu il tentativo di spezzare un movimento che da anni dimostrava come fosse possibile organizzarsi dal basso, difendere il territorio e mettere in discussione un modello di sviluppo fondato sulle grandi opere inutili e sulla devastazione ambientale.

Ricordare le giornate della Libera Repubblica della Maddalena non significa lasciarsi andare alla nostalgia. Significa riconoscere che quelle giornate hanno lasciato un’eredità viva, nella quale si è sperimentata la forza di un popolo in lotta per la propria autodeterminazione, capace di creare relazioni e legami duraturi che ancora oggi resistono e permettono di continuare a combattere. La lotta del Movimento No Tav è più viva che mai e continua a essere una battaglia non solo per chi vive in questa valle, ma anche per la giustizia ambientale, sociale e climatica. Una battaglia che parla alla Val di Susa e a tutte le comunità che, in Italia e nel mondo, si oppongono alla logica delle grandi opere imposte.

In Val di Susa continua l’aggressione sistematica al territorio. TELT e i suoi sporchi affari inquinano Chiomonte, Giaglione, San Didero e Salbertrand, ma anche i siti dei futuri depositi di smarino di Susa, Caprie, Caselette e Torrazza Piemonte. I cantieri si moltiplicano, estendendosi come un cancro sul nostro territorio e non lasciando spazio ad altro che a un deserto di catrame e cemento, laddove prima prosperavano boschi, prati, natura e vita.
Eppure, come il 3 Luglio 2011, la risposta di chi vede quest’opera senza il velo opaco e dorato della propaganda non è venuta meno e, anche con la marcia dello scorso anno, lo abbiamo dimostrato.

Oggi come allora, da una parte c’è chi vorrebbe trasformare la Valle in un enorme cantiere unico, una grande metastasi frammentata, resa più digeribile e meno contestabile, che avanza spezzetata con l’obiettivo di normalizzare, insieme alle misure respressive e i Decreti Sicurezza, la devastazione che produce: una zona militarizzata e sacrificabile, da svendere agli interessi delle lobby politico-imprenditoriali.

Dall’altra c’è chi è pronto a impedire che questo avvenga, chi sogna per la Valle un altro modello di sviluppo, nel quale le specificità del territorio vengano rispettate e dove vivere e lavorare non significhi avvelenare la terra e ammalarsi.

Oggi, oltre alla Piana di Susa, dove lo scorso anno abbiamo visto l’avvio di un nuovo cantiere nell’area dell’ex pista di Guida Sicura a Traduerivi, territorio già martoriato la cui ferita rischia di estendersi fino a Bussoleno, un’altra porzione della valle è sotto attacco. Con la Tratta Nazionale Avigliana-Orbassano stiamo assistendo a un nuovo tentativo di assedio, prontamente contrastato e, per ora, respinto da comunità e amministrazioni.

E, nonostante il Governo francese abbia rinviato al 2045 la realizzazione della loro tratta nazionale, sottolineando come quest’opera non sia oggi più attuale né prioritaria, in Italia il Governo Meloni e il Commissario straordinario Calogero Mauceri hanno ribadito la volontà di procedere con la realizzazione della nostra tratta nazionale, sostenendo che l’Italia non possa attendere i tempi della Francia e indicando il 2033 come obiettivo, peraltro irrealizzabile, per la conclusione dell’opera.

Questo dimostra come la Torino-Lione non è un’opera ormai da dare per scontata o a un passo dalla conclusione, nonostante la propaganda continui a raccontarla come tale, a partire da un’incongruenza di obiettivi dei due paesi.

Ma la fretta del Governo si spiega anche con il progressivo disvelamento della Torino-Lione, non come alternativa ecologica, come falsamente è stata presentata negli anni, ma come parte integrante del sistema logistico e di guerra che incentiva il trasporto militare lungo il Corridoio Mediterraneo, collegando l’Europa occidentale a quella orientale. Non è un caso che il Commissario TEN-T (Reti transeuropee dei trasporti) abbia richiamato la necessità di individuare finanziamenti alternativi alle risorse pubbliche, arrivando a evocare il ricorso al debito e il coinvolgimento di finanziatori privati. Non ci stupirebbe, quindi, vedere presto il logo di Leonardo accanto a quello di TELT.

È ormai evidente che il nostro Paese, guidato da Fratelli d’Italia, intende investire nella guerra e nel riarmo, dimostrando ben poco interesse per la tutela dell’ambiente. Così, mentre distrugge suolo agricolo e paesaggio in Val di Susa, cerca di conquistare visibilità attraverso un protagonismo bellico che nulla ha a che vedere con uno sviluppo sostenibile del territorio.

Uno sviluppo che, in Valle e ovunque, ci rifiutiamo di vedere fondato sull’economia di guerra e sugli interessi militari, sull’impoverimento prodotto dalla sottrazione di risorse quali terreni agricoli, acqua e boschi, sulla contaminazione del territorio con inquinanti persistenti come i PFAS, come avverrebbe con lo smarino del TAV o con i fumi tossici dell’Acciaieria Beltrame. Allo stesso modo, non possiamo accettare che il futuro del territorio passi attraverso la speculazione energetica, dalle grandi stazioni elettriche di Avigliana e Borgone o agli impianti fotovoltaici calati dall’alto, funzionali solo agli interessi delle grandi aziende anziché ai bisogni delle comunità.

In occasione dei 10 anni del Festival Alta Felicità e dei 15 anni dalla Libera Repubblica della Maddalena, sabato 25 luglio torneremo a marciare e, quest’anno, saremo ovunque. Con un doppio appuntamento, in partenza da Susa e da Venaus, con carovane di mezzi e a piedi, raggiungeremo i cantieri della devastazione, simboli di tutto ciò contro cui combattiamo.

Contro i vecchi e i nuovi cantieri, per un futuro libero dalla guerra, dallo sfruttamento e dalla devastazione. Per l’autodeterminazione e l’alleanza tra popoli in lotta e la difesa dell’ambiente e della natura.

La Val di Susa è nostra e la riprenderemo. A 15 anni dalla Libera Repubblica della Maddalena, SAREMO OVUNQUE!
Ora e sempre No Tav! Palestina libera!

Rimani aggiornato e leggi qui https://www.notav.info/post/25-luglio-in-marcia-verso-i-cantieri-della-devastazione (sul nuovissimo sito di notav.info!!)

Verità e giustizia per Abderrahim Fakir. Lottiamo per il mondo che vogliamo.È stato ucciso dalla polizia a Bologna Abder...
20/07/2026

Verità e giustizia per Abderrahim Fakir. Lottiamo per il mondo che vogliamo.

È stato ucciso dalla polizia a Bologna Abderrahim Fakir, 43 anni, immobilizzato sul pavimento da due poliziotti. Muore soffocato a terra con mani e piedi legati, sotto gli occhi degli operatori sanitari, dopo che gli agenti avevano infierito con lo spray al peperoncino. Alcuni media arrivano a parlare di “un malore” durante l’intervento delle forze dell’ordine, chiamate da un residente per via delle richieste di aiuto dell’uomo.

È stata immediata la reazione della comunità del rione Pilastro, quartiere periferico di Bologna che negli scorsi mesi ha visto significative mobilitazioni per la difesa di un parco pubblico, luogo di aggregazione del quartiere e unica area verde. In questo caso, un uomo è morto per mano della polizia: simbolo concreto dell’estrema violenza che dall’alto viene scaricata verso il basso a confermare che la vita delle persone non ha alcun valore per chi assume determinate funzioni nella società, atte a garantire la riproduzione di un sistema di sfruttamento e ingiustizie. Nel giro di poche ore, ieri sera il passaparola ha portato migliaia di abitanti per le strade del quartiere per chiedere verità e giustizia per Abderrahim e la sua famiglia.

Spendiamo due parole sulla condotta delle forze dell’ordine in questo Paese che, negli ultimi tempi, hanno goduto di un occhio di riguardo nei loro confronti che ha loro concesso spazi di agibilità e legittimità sempre maggiori. Ricordiamo la morte di Moussa Balde nel CPR nella nostra città e la morte di Ramy El Gaml durante un inseguimento a Milano. Ma anche i più recenti avvenimenti accaduti a Torino in occasione del derby quando, a causa di un lancio di lacrimogeno ad altezza uomo, Marco Basoccu ha rischiato la vita.

Al bisogno di sicurezza nei quartieri delle metropoli italiane, da destra a sinistra, si risponde con una politica securitaria, sostanziando un certo grado di militarizzazione delle strade e di controllo. Con le dovute scale e senza forzare paragoni, il pensiero va a Minneapolis o alle periferie della vicina Francia, dove questa è la quotidianità per molte fasce di popolazione. Occorre innanzitutto guardare al processo di normalizzazione della violenza dall’alto che, anche alle nostre latitudini, viene organizzato. Ciò avviene a tratti in maniera millimetrica attraverso leggi e riforme e, a tratti, con il supporto di personaggi beceri, meschini e razzisti che si mettono a disposizione del potere per alimentare la “guerra fra poveri” o per l’ennesima passarella elettorale, grazie anche alla forte mediatizzazione della strumentalizzazione di bisogni reali. L’uso della forza e della dimensione virtuale si mischiano in una nuova frontiera della violenza istituzionale nei confronti delle dimensioni proletarie. Non si tratta soltanto di un’arma di distrazione di massa ma anche della necessità di intruppamento della società quando soffiano i venti di guerra.

Al bisogno di giustizia, gridato a gran voce dai familiari di Abderrahim Fakir questa sera riuniti in presidio, occorre immaginare come costruire possibilità di risposta collettive e autonome dai percorsi offerti e imposti. Partire dal bisogno di far contare le proprie vite, dall’esigenza di autodifesa a fronte dei costi dai quali il sistema si sgrava per imporre desolazione e frammentazione sociale può essere un passaggio su cui ragionare. Che per gli interessi di altri si possa decidere della vita o della morte delle persone è qualcosa a cui non abituarsi mai. La solidarietà concreta con la Palestina e la lotta che si è espressa sono una bussola anche di fronte a questo.

Vicinanza e solidarietà alla famiglia di Abderrahim Fakir e alla città di Bologna che alza la voce contro questa violenza crudele e raccapricciante. Con nel cuore chi questo sistema malato vuole sacrificare per il proprio interesse, lottiamo per il mondo che vogliamo.

A Torino il sindacato Si Cobas ha chiamato due appuntamenti che diffondiamo:

ore 18 presidio a Porta Palazzo e ore 19 fiaccolata per Barriera di Milano

Un racconto della seconda giornata di lotta al campeggio di Venaus da Notav.info“La serata si è poi spostata al Presidio...
19/07/2026

Un racconto della seconda giornata di lotta al campeggio di Venaus da Notav.info

“La serata si è poi spostata al Presidio di Traduerivi, a Susa, dove aperitivo, musica e iniziativa di lotta hanno riportato al centro uno dei luoghi simbolo della devastazione in Valsusa.
Decine di No Tav hanno raggiunto poi il cantiere, percorrendone il perimetro e facendo risuonare una lunga battitura contro le reti che delimitano l’area. Nonostante il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine la determinazione dei presenti ha permesso di divellere alcuni tratti della concertina installata lungo le recinzioni. La risposta è stata, ancora una volta, a suon di lacrimogeni e idrante nel tentativo di allontanare i/le No Tav dalle reti. Un copione ormai noto, che vede un enorme impiego di uomini e mezzi schierati per difendere l’ennesimo cantiere mentre la mobilitazione No Tav continua a dimostrare, con determinazione e partecipazione, che la resistenza in Valle non si è mai fermata.”

Leggi l’articolo completo su https://www.notav.info/post/seconda-giornata-del-weekend-di-lotta-no-tav-confronto-socialita-e-preparativi-verso-lalta-felicita/

Riprendiamo questo editoriale di InfoAut in merito alla vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour. Un punto di vista ch...
18/07/2026

Riprendiamo questo editoriale di InfoAut in merito alla vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour.
Un punto di vista che riassume alcuni spunti di riflessione che condividiamo e ci uniamo alla solidarietà nei confronti delle famiglie dei rapinatori uccisi.

“C’hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane

Sul nuovo campione della piccola borghesia italiana.

Rincorrere, sparare a freddo a due uomini è giustiziare. Rincarare la dose con una terza persona già a terra, non è farsi giustizia da soli ma essere spietati assassini. Roggero a quanto pare aveva la mano facile viste le cronache giornalistiche sul suo passato giudiziario, di quando minacciò tre persone con una pi***la.

A diventare l’eroe piccolo borghese, coccolato da destra con una buona dose di strumentalizzazione per dipingersi come i maga all’italiana – senza nemmeno tanto riuscirci – è stato facile, ora ci sarà la doccia di realtà con l’arrivo in carcere. Quale sarà il sentire della massa possiamo ben immaginarlo.. “

Continua a leggere qui

Rincorrere, sparare a freddo a due uomini è giustiziare. Rincarare la dose con una terza persona già a terra, non è farsi giustizia da soli ma essere spietati assassini.

Alcuni scatti dalla prima giornata del Campeggio di lotta in Val di Susa e il resoconto di Notavinfo Notav.Si è concluso...
18/07/2026

Alcuni scatti dalla prima giornata del Campeggio di lotta in Val di Susa e il resoconto di Notavinfo Notav
.Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.
👮I primi ad agitarsi, ovviamente, sono state Questura e Prefettura, che hanno emanato la solita ordinanza prefettizia inf retta e furia, che avrebbe voluto limitare la libertà di circolazione nei territori valsusini, imponendo un “divieto di accesso appiedato organizzato” nelle zone limitrofe ai cantieri, anche in giorni in cui non sono previste iniziative (!).
😆A seguirli, probabilmente costretti dal clima di terrore che la polizia è solita instillare attorno a qualsiasi forma di dissenso, anche i Sindaci di alcuni Comuni (si dice il peccato, non il peccatore) che ingenuamente hanno pubblicato delle ordinanze, probabilmente scritte dalla Questura stessa, per divieto di vendita di bevande in “contenitori di vetro, lattine o altri contenitori atti a offendere”.
‼️ Oggi, ricordiamo, dalle ore 15 ci sarà la presentazione e dibattito de “La lunga frattura“, a cura della redazione di InfoAut al presidio di Venaus e dalle ore 19 aperitivo, musica e lotta al Presidio di Traduerivi, Susa. Vi aspettiamo per una nuova giornata di lotta contro la guerra e le grandi opere!
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO 👇
https://www.notav.info/.../1-giorno-di-campeggio-di.../

🌞L’estate di lotta No Tav prosegue!📆 Dal 17 al 19 luglio📍 Campeggio Presidio  NO TAV VenausProgramma del campeggio da No...
08/07/2026

🌞L’estate di lotta No Tav prosegue!
📆 Dal 17 al 19 luglio
📍 Campeggio Presidio NO TAV Venaus

Programma del campeggio da Notavinfo Notav

🤝La Val di Susa tornerà a essere luogo di incontro, confronto e mobilitazione. Tre giornate di campeggio per ritrovarsi, condividere pratiche e analisi, rafforzare i percorsi di lotta e tornare insieme nei luoghi in cui, ogni giorno, si continua a contrastare l’avanzata del Tav.
💲 Mentre governo, imprese e lobby insistono nel voler imporre un’opera sempre più costosa, dannosa e priva di qualsiasi utilità pubblica, la risposta del movimento continua a costruirsi dal basso, attraverso la partecipazione di chi non accetta che la devastazione dei territori e la repressione diventino la normalità.
🔥 La lotta contro il Tav non appartiene al passato: continua ogni giorno, nei erritori e nelle mobilitazioni, contro un modello che consuma risorse pubbliche, devasta l’ambiente e militarizza intere comunità.
PROGRAMMA 👇

L'estate di lotta No Tav prosegue. Dal 17 al 19 luglio la Val di Susa tornerà a essere luogo di incontro, confronto e mobilitazione. Tre giornate di campeggio per ritrovarsi, condividere pratiche e analisi, rafforzare i percorsi di lotta e tornare insieme nei luoghi in cui, ogni giorno, si contin

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Turin

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