12/02/2026
COMUNICATO STAMPA
Scontri Torino, Pantanella (FSP Polizia): “Ospedali presidi di legalità, non zone franche. La Polizia non genera paura, ma garantisce sicurezza a medici e cittadini.”
TORINO, 12 FEB 2026 – In merito alla recente nota diffusa dall’Ordine dei Medici di Torino circa gli episodi seguiti al corteo del 31 gennaio, interviene Luca Pantanella, Segretario FSP Polizia di Torino, per esprimere fermo dissenso su una narrazione che rischia di delegittimare l'operato delle Forze dell’Ordine.
“Affermare che gli ospedali debbano essere 'luoghi di cura e non di paura' in riferimento all'attività di identificazione svolta dalla Polizia è un accostamento che respingiamo con forza,” dichiara Pantanella. “La Polizia di Stato non è sinonimo di timore, ma di legalità. Chi sceglie di non recarsi in Pronto Soccorso per sottrarsi agli accertamenti lo fa per la consapevolezza delle proprie azioni e delle possibili conseguenze penali. Trasformare una libera scelta di chi vuole sfuggire alla giustizia in una presunta mancanza di garanzie democratiche è una distorsione della realtà che non possiamo accettare.”
Pantanella evidenzia poi una palese contraddizione nelle posizioni assunte dall’Ordine dei Medici nel corso degli ultimi anni: “Troviamo singolare che proprio oggi si parli della Polizia come di una presenza che incute timore, quando da tempo riceviamo costanti e accorate richieste di aiuto dagli stessi operatori sanitari. Medici e infermieri chiedono quotidianamente più presidi, più divise e più protezione per far fronte alle inaccettabili aggressioni che subiscono nei Pronto Soccorso. È paradossale invocare lo Stato come scudo contro la violenza per poi additarlo come elemento di disturbo quando si tratta di identificare chi ha partecipato a scontri violenti contro le istituzioni.”
Secondo il Segretario di FSP Torino, il rispetto per il diritto costituzionale alla salute non può e non deve entrare in conflitto con il dovere di garantire la pubblica sicurezza. Se da un lato il personale medico ha il sacrosanto dovere di curare chiunque senza distinzioni di ruolo o condotta sociale – impegno che la Polizia rispetta profondamente – dall'altro è altrettanto fondamentale che le Forze dell’Ordine possano svolgere il proprio ufficio in ogni luogo, ospedali inclusi, per assicurare che chi commette reati ne risponda davanti alla legge.
“L’usanza di evitare le cure per timore di accertamenti è una dinamica purtroppo radicata in certi ambienti dell’antagonismo, ma non può essere imputata a un presunto clima di pressione poliziesca,” conclude Pantanella. “Ognuno deve poter fare il proprio mestiere: i medici curino, ma la Polizia deve essere messa in condizione di tutelare la comunità. Auspichiamo che non si alimentino ulteriori divisioni e che si torni a vedere nella divisa non un ostacolo, ma la prima garanzia di libertà e sicurezza per tutti, medici compresi.”
Ufficio Stampa FSP Polizia di Torino