Torino Possibile

Torino Possibile L'uguaglianza come motore, la diversità come innovazione, l'alternativa per costruire insieme la politica

Le cause sono p***e solo se nessuno è disposto a combattere per loro. Insistiamo ogni giorno. Insisti con noi devolvendo...
01/08/2026

Le cause sono p***e solo se nessuno è disposto a combattere per loro.

Insistiamo ogni giorno. Insisti con noi devolvendo il tuo 2x1000 a Possibile col codice S36.

Quanto accaduto a Bruxelles all’eurodeputata Benedetta Scuderi è un fatto di una gravità inaudita. Ci chiediamo quale si...
16/07/2026

Quanto accaduto a Bruxelles all’eurodeputata Benedetta Scuderi è un fatto di una gravità inaudita. Ci chiediamo quale sia stata la “trasgressione” che avrebbe dovuto scatenare l’intervento aggressivo delle forze dell’ordine: camminare in una strada pubblica, per andare al lavoro, a qualche centinaio di metri da una manifestazione (quella invece presidiata e garantita da uno spiegamento di polizia) a favore della remigrazione, un progetto del tutto in contrasto con i valori solidali e democratici che dovrebbero essere alla base dell’Unione Europea? O avere in mano una bandiera della pace, evidentemente simbolo offensivo e pericolosissimo? Cosa dovrebbe aver giustificato l'uso della forza per strattonare e rimuovere fisicamente, forzatamente, una rappresentante eletta delle istituzioni, che stava recandosi in ufficio, un’attivista appassionata e attenta che svolge il suo ruolo con dignità e onore come prevede la Costituzione italiana, anche in Europa?

Bruxelles - come ogni altro luogo in cui esista lo Stato di diritto - non può e non deve diventare un luogo in cui la paura, l'intimidazione e l'uso arbitrario della forza hanno il sopravvento sui diritti fondamentali e sulla semplice presenza sulla pubblica via delle persone che non si rassegnano all'ondata crescente di odio e discriminazione.

Esprimiamo la nostra piena e totale solidarietà a Benedetta Scuderi, che è una compagna di tante battaglie e una voce preziosa nel Parlamento Europeo, chiedendo inoltre chiarezza immediata sull'operato delle forze dell'ordine.

Francesca Druetti

Anche noi abbiamo aderito alla campagna "Un'altra difesa è possibile", per il disarmo e la difesa civile. Vi invitiamo a...
15/07/2026

Anche noi abbiamo aderito alla campagna "Un'altra difesa è possibile", per il disarmo e la difesa civile.

Vi invitiamo a firmare su firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 e a diffondere la raccolta.

Come scrivono i promotori, "l'Italia ripudia la guerra, eppure ci stiamo armando come mai prima.

Ma esiste un'altra strada concreta. Si chiama difesa civile non armata e nonviolenta, ed è una proposta di legge di iniziativa popolare che ha bisogno della tua firma per arrivare in Parlamento.

Nella pratica, chiediamo:

● l'istituzione di un Dipartimento per la Pace e la Nonviolenza, che dia casa stabile ai Corpi Civili di Pace e a un Istituto di Ricerca sul Disarmo

● il compimento degli articoli 11 e 52 della Costituzione: il dovere di difendere il Paese si può assolvere anche senza armi. Lo ha già detto la Corte Costituzionale, manca solo la legge

● l'opzione fiscale: inserire in dichiarazione dei redditi la possibilità di destinare il 6x1000 alla difesa civile e nonviolenta anziché quella militare

In un momento in cui la spesa per il riarmo aumenta e i conflitti armati strappano la vita di tantissime e tantissimi giovani, soldati e civili, firmare significa scegliere un'altra idea di sicurezza.

✒️ Firma su firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008. Servono SPID o CIE. Bastano solo 2 minuti.

Aiutaci a diffondere questo post.

Un'altra difesa è possibile. Mettiamola in atto".

Cosa abbiamo fatto in questi due anni in Consiglio regionale? E soprattutto: cosa c'è ancora da fare?Mercoledì 8 luglio ...
08/07/2026

Cosa abbiamo fatto in questi due anni in Consiglio regionale? E soprattutto: cosa c'è ancora da fare?

Mercoledì 8 luglio alle 18.30 ci troviamo presso Arcipelago per raccontare il lavoro che abbiamo portato avanti come consigliere regionali di AVS e confrontarci con chi ha voglia di discutere del presente e del futuro di Cuneo e del Piemonte.

In questi due anni ci siamo occupate di sanità pubblica, trasporti, lavoro, ambiente, diritto alla casa, carcere, servizi e tutela delle persone più fragili. Lo abbiamo fatto con interrogazioni, proposte, accessi agli atti, iniziative e una presenza costante sul territorio.

Sarà anche un'occasione per raccontare il percorso che AVS sta costruendo a Cuneo. Dopo la nascita del coordinamento territoriale e l'apertura della sede presso Arcipelago, il lavoro continua e nelle prossime settimane entrerà in una nuova fase.

Se vi va di confrontarvi, fare domande, portare idee o semplicemente ascoltare, vi aspettiamo.

📍 Mercoledì 8 luglio
🕡 Ore 18.30
📍 Circolo Arcipelago – corso Giolitti 31 (entrata cortile via Meucci 34) - Cuneo

Giulia Marro

La giornata più colorata dell’anno! 🌈 Un corteo di festa e di lotta tra le strade della nostra città. Siamo qui, siamo q...
06/06/2026

La giornata più colorata dell’anno! 🌈 Un corteo di festa e di lotta tra le strade della nostra città. Siamo qui, siamo q***r!

Buon pride a tutt* da noi di Possibile Torino ✨

Sabato 6 giugno finalmente Torino sarà invasa da colori, abbracci, musica e rabbia. Non è mai esistito un mondo senza pe...
03/06/2026

Sabato 6 giugno finalmente Torino sarà invasa da colori, abbracci, musica e rabbia. Non è mai esistito un mondo senza persone LGBTQIA+ e non esisterà mai, ma se qualcuno avesse bisogno di un promemoria… beh, ci troverà per le strade della nostra città, loud and proud! ✨

Se sei da sol* e vuoi sfilare con noi, scrivici qui sotto nei commenti e ti faremo sapere orario e luogo del ritrovo. Buon pride! 🧚‍♀️

Quello che sta succedendo sui social di Valentina Cera e Ilaria Salis è indegno e fa bene la collega Cera a denunciare a...
21/05/2026

Quello che sta succedendo sui social di Valentina Cera e Ilaria Salis è indegno e fa bene la collega Cera a denunciare anche per vie legali. Perché non possiamo continuare ad accettare che sia normale reagire a un video postato sui social con insulti, odio e minacce che lasciano segni reali sulle persone.

Viviamo un paradosso evidente: mentre la società va in una direzione di sempre maggiore repressione, sembra invece che siano minimizzati e tollerati come inevitabili discorsi violenti e disumanizzanti. Che quando sono rivolti a una donna rivelano tutta la misoginia e la violenza della cultura dello stupro con cui tutte ci scontriamo quotidianamente.

Ma invece no, non lo accettiamo.

Per questo serve reagire, denunciare e prendere posizione.

Quello che sappiamo, però, è che nella realtà esiste anche tanta solidarietà, fatta di persone che scelgono di non voltarsi dall’altra parte, di non stare in silenzio quando una di noi viene attaccata. Ed è anche da lì che trae un senso il nostro impegno politico quotidiano, per i diritti, l'uguaglianza e una società meno violenta e meno disumana.

Giulia Marro
Francesca Druetti

Innanzitutto grazie a tutte le persone che sono qui a manifestare il nostro desiderio di un’Europa federale. Viviamo un ...
09/05/2026

Innanzitutto grazie a tutte le persone che sono qui a manifestare il nostro desiderio di un’Europa federale. Viviamo un tempo in cui avanzano nazionalismi, autoritarismi e logiche di potenza: da Vladimir Putin a Donald Trump, da Benjamin Netanyahu fino ai loro alleati europei. In questo contesto, costruire un’Europa democratica e federale non è un’utopia: è una necessità urgente.

L’Europa non può continuare a dipendere dagli Stati Uniti per la propria sicurezza e per il proprio peso politico internazionale. Deve imparare a parlare con una sola voce e ad agire in modo rapido ed efficace, nel rispetto della democrazia e dello stato di diritto. Oggi, invece, il veto di un singolo Stato può bloccare decisioni fondamentali sulla politica estera, sulla difesa, sull’energia o sui diritti sociali, rendendo l’Unione debole e divisa.

Per questo chiediamo una riforma delle istituzioni europee: per un’Europa più unita, più democratica e più sovrana. Un’Europa in cui il Parlamento europeo abbia maggiori poteri e la Commissione diventi un vero governo europeo, legittimato direttamente dai cittadini.

Ma serve anche un’Europa più sociale: un’Europa che garantisca diritti uguali per tutti, salari dignitosi, tutela della salute, accesso ai servizi pubblici e lotta alle disuguaglianze. Un’Europa che protegga i lavoratori e combatta il dumping sociale, senza lasciare indietro le periferie, le aree rurali e le regioni più fragili.

Questo significa dare all’Unione maggiori competenze in sanità, energia, industria, istruzione, politica sociale, politica estera e difesa. Significa costruire un vero bilancio europeo, con risorse comuni e investimenti condivisi. Significa rendere le elezioni europee davvero europee, con programmi e liste transnazionali.

E significa affrontare il tema delle migrazioni con umanità e responsabilità. L’Europa è nata anche dall’esperienza di rifugiati, p***eguitati ed esiliati: accoglienza e solidarietà fanno parte della sua identità. Per questo serve un sistema europeo comune per asilo e immigrazione, con vie legali e sicure di accesso, capace di contrastare il traffico di esseri umani e i respingimenti illegali.

Noi, generazioni nate dalla fine degli anni ’80 in poi, siamo le prime ad aver vissuto pienamente le possibilità offerte dall’Unione Europea: la libertà di studiare, lavorare, viaggiare e costruire relazioni senza confini. Siamo cresciuti con l’idea che l’Europa fosse uno spazio comune di diritti, opportunità e pace. Ed è proprio questa generazione, che ha conosciuto i benefici dell’integrazione europea, a chiedere oggi di fare un passo in più: completare quel progetto politico e democratico che ancora manca.

Oggi è il momento di essere generatrici e generatori di cambiamento: da eredi del Manifesto di Ventotene a costruttorici e costruttori di una nuova Europa, capace di garantire pace, libertà, democrazia e giustizia sociale alle future generazioni.

Federica Coviello, Torino Possibile
Marcia per l'Europa - Torino

Se c'è una giornata che infastidisce i fascisti è quella del 25 aprile. Non solo a Roma, dove due partecipanti alla mani...
26/04/2026

Se c'è una giornata che infastidisce i fascisti è quella del 25 aprile.
Non solo a Roma, dove due partecipanti alla manifestazione organizzata dall'ANPI sono stati colpiti da una pi***la ad aria compressa, ma anche la nostra città stamattina si è svegliata con la notizia che la lapide di largo Montebello 31, in Vachiglia, dedicata ai partigiani del quartiere, è stata, per l'ennesima volta, data alle fiamme.
Si, perché quella lapide che ricorda i numerosi partigiani di Vanchiglia era già stata oggetto di distruzione e vandalismo nel 2019 e nel 2022.
Questa ennesima azione squadrista oggi fa ancora più rabbia che mai, perché volta a colpire un quartiere della nostra città già militarizzato, segnato da settimane di tensione dopo lo sgombero di Askatasuna, per decenni spazio politico, sociale e culturale.
In tutto questo, però, ciò che i fascisti non hanno ancora compreso è che la memoria non brucia: resta nelle strade, nei racconti, nei ricordi, nelle persone.
Perché la Resistenza non è una pietra inerte: è vita, è sopravvivenza, è lotta, siamo noi, ogni volta che scegliamo da che parte stare, ogni volta che non ci voltiamo dall' altra parte di fronte ad un' ingiustizia, era nel silenzio triste dei nostri nonni che la guerra l'hanno vissuta davvero ed è nello sguardo limpido dei nostri figli, che la guerra non devono conoscerla mai.
Torino è antifascista, se ne facciano una ragione.

- Torino Possibile

Come comitato Torino Possibile, oggi celebriamo il 25 aprile ricordando Eusebio Giambone.Questo è l’inizio della sua ult...
25/04/2026

Come comitato Torino Possibile, oggi celebriamo il 25 aprile ricordando Eusebio Giambone.

Questo è l’inizio della sua ultima lettera, scritta nel carcere giudiziario di Torino alla moglie Luisetta, poche ore prima di essere fucilato dai fascisti e oggi contenuta nel libro Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana.

Eusebio Giambone fu un dirigente comunista torinese e partigiano, tra gli organizzatori della Resistenza in città. Operaio tornitore, militante fin dal primo dopoguerra, fu costretto all’esilio in Francia dopo le violenze fasciste del 1922. Arrestato a Lione nel 1941 e consegnato all’Italia, venne internato al confino in provincia di Avellino.

Dopo la caduta del regime riuscì a rientrare a Torino nel 1943, dove riprese subito l’attività clandestina e contribuì all’organizzazione della Resistenza nelle fabbriche, entrando nel Comitato militare del CLN piemontese.

Arrestato il 31 marzo 1944, venne fucilato pochi giorni dopo al poligono del Martinetto insieme ad altri compagni.

Oggi è sepolto al Cimitero Monumentale di Torino.

Nelle sue parole resta una straordinaria forza umana e politica: la lucidità di chi sa ciò che sta per accadere, e sceglie comunque di non arretrare.

Ricordarlo oggi significa tenere viva una memoria che non è solo storia, ma responsabilità.

Indirizzo

Via Balbis 13
Turin
10144

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