27/04/2026
[ENG IN THE COMMENTS BELOW]
A due giorni dall’ottantunesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, possiamo dire con ancora più fermezza che questa data non è solo una ricorrenza. Torino ha visto una grande partecipazione la sera del 24, per la fiaccolata, e nella giornata del 25 i quartieri sono esplosi di vitalità: ogni volto portava stampato un grande sorriso, che insieme mostra la voglia di lottare ancora e la consapevolezza che, come allora, oggi si è dalla parte giusta della storia.
I tempi cambiano, ma la resistenza è un concetto che li trascende, e che si manifesta nelle nuove generazioni con la stessa rabbia e lo stesso fuoco. Se oggi spaventa vedere l’ingiustizia e il male manifestarsi da angoli geograficamente lontani fino agli spazi intimi delle nostre vite, riconosciamo anche che dentro di noi abbiamo una forza che ereditiamo accresciuta: dalle nostre nonne, dalle partigiane antifasciste, viene un coraggio e uno spirito di vita che si manifesta nella nostra generazione.
La nostra resistenza è necessaria oggi: il fascismo entra nell’università, danneggia vilmente le lapidi che ricordano la liberazione nei nostri quartieri, ma la nostra risposta è e sarà dura.
Cresce e si intensifica la guerra nel mondo, che riconosciamo come situazione che favorisce la militarizzazione e la fascistizzazione della società. Essere partigiani, sentire la spinta verso la pace e la giustizia, significa quindi opporsi attivamente alla guerra. Contro gli accordi tra università e filiera bellica ed esercito, contro progetti assassini come la Cittadella dell’Aerospazio (spazio di collaborazione tra Politecnico e Leonardo Spa), dobbiamo farci trovare unit3 e reattiv3. Rilanciamo quindi con forza al presidio al Politecnico lanciato da e , mercoledì 29 alle 8:30, in difesa dei risultati ottenuti con le occupazioni e verso la costruzione di un fronte antimilitarista dell3 student3!
Se ci armate, noi non partiamo! Guerra alla guerra, dalle università alle città!