Rifondazione Comunista Torino

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Se manca il personale, non è un fatto naturale 👇 Leggi il post completo e segui L'Altra Torino
26/08/2026

Se manca il personale, non è un fatto naturale

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Se manca il personale, non è un fatto naturale

👉 La notizia delle carenze di personale alla Circoscrizione 5 (vedi link al primo commento) forniscono lo spunto per una breve, ma fondamentale, riflessione.
La carenza di risorse del Comune di Torino (e di gran parte degli Enti Locali) con il conseguente taglio dei servizi alla cittadinanza, non è una disgrazia piovuta dal cielo.

👉 È il frutto di ben precise scelte politiche, decise a livello nazionale su impulso europeo: i noti Patti di Stabilità, che da una quindicina d'anni hanno significato tagli drastici ai trasferimenti ai Comuni, blocco delle assunzioni, riduzione generalizzata dei servizi, privatizzazione di aziende municipali e svendita del patrimonio immobiliare. Non solo. Pur rappresentando una quota minima della spesa pubblica nazionale, quella degli Enti Locali è stata oggetto dei tagli più feroci.

👉 In più, per quanto riguarda Torino, tutto ciò si è aggiunto alla politica dei derivati, ampiamente utilizzata per finanziare le Olimpiadi 2006 e i cui effetti nefasti abbiamo scontato per anni, rendendo la nostra città tra le più indebitate d'Italia. Ora, se è vero che le devastanti politiche neoliberiste di rigore economico sono state calate dai vari governi che si sono succeduti in questi anni, è altrettanto vero che chi ha amministrato la città nulla ha fatto per contrastarle.

👉 Anziché sfruttare il peso oggettivo di una città come Torino per aggregare un'opposizione degli Enti Locali e cercare di tutelare i servizi ai cittadini, si sono allargate le braccia e si è detto: "Sia fatta la volontà di S. Mario (Monti e Draghi) e di tutti le corti celesti dei potentati finanziari europei".

👉 Utopia il pensare di opporsi? Proprio il fatto di averlo creduto sin dall'inizio sta rendendo sempre più difficile contrastare quanto è avvenuto e continuerà ad avvenire nei prossimi anni. Anzi, la situazione non potrà che peggiorare con le folli politiche di riarmo in corso che, peraltro, non paiono turbare molto l'attuale amministrazione comunale, causa le quali la spesa sociale verrà ulteriormente penalizzata. Insomma, le già scarse risorse diminuiranno ancora e i servizi peggioreranno di conseguenza, inutile farsi illusioni.

📌Per questo L'Altra Torino crede che chi governa la città debba attivarsi con i propri cittadini e con gli altri Comuni per contrastare i tagli di bilancio, opporsi al riarmo, proporre una fiscalità che prenda I soldi dove ci sono, cioe tassando supericchi e grandi gruppi economici. E magari rimettendo in discussione il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, trasformata nei primi anni 2000 da soggetto pubblico finanziatore di servizio degli Enti Locali a società per azioni che agisce come un qualsiasi fondo speculativo.
Ricordandosi, in definitiva, di essere soggetto politico, il più prossimo alle persone e il primo a doverne tutelare gli interessi.

21/08/2026
11/08/2026

📣 Città più fresche, città più giuste! 🌿🌳🌲

🔥 Un recente studio di Legambiente, realizzato nell’ambito della campagna “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste”, ha analizzato gli effetti delle temperature estreme nel quartiere Barriera di Milano a Torino. Su 88 punti di interesse monitorati in circa 1 km², 49, pari al 55,6%, risultavano direttamente esposti al sole tra le 11 e le 16.

🥵 L’analisi storica riportata da Legambiente evidenzia inoltre che, negli ultimi dieci anni estivi, il quartiere ha registrato una temperatura media al suolo di 42,6 °C. Particolarmente significativo è il caso del Giardino Giuseppe Saragat, dove la temperatura superficiale della pavimentazione gommata sotto gli scivoli ha raggiunto 75,6 °C, a fronte di una temperatura dell’aria di 42,4 °C.

👉 Questi dati mostrano come il caldo urbano non rappresenti soltanto una questione climatica, ma anche un tema di giustizia sociale e ambientale. La possibilità di trovare ombra, alberi, spazi verdi e luoghi pubblici più freschi non è infatti distribuita in modo uniforme nella città. A essere maggiormente esposte agli effetti delle ondate di calore sono spesso le persone che dispongono di minori risorse e possibilità di proteggersi dal caldo.

🌿 È il tema della “cooling poverty” richiamato dalla stessa campagna: rendere i quartieri più freschi, attraverso più verde, ombreggiamento e spazi pubblici climaticamente adeguati, significa quindi non solo adattare la città al cambiamento climatico, ma renderla anche più equa e inclusiva.

📌 Noi dell’Altra Torino ci impegneremo per raggiungere questo obiettivo!

Tu cosa ne pensi? Lascia un commento 🌳👇



08/08/2026
01/08/2026

E…STATE IN CITTÀ
L’ondata di calore, frutto del cambiamento climatico, frutto a sua volta dell’attività umana e di precise scelte politiche a tutti i livelli, investe nuovamente la città. Ce lo ricorda anche Extinction Rebellion, che ha proiettato sulla Mole la scritta: “Questo caldo è una scelta politica”. Un riferimento, - come spiega il loro comunicato stampa - alle responsabilità politiche di chi, secondo il movimento, negli anni ha minimizzato la gravità della crisi e ha fatto scelte che vanno in direzione contraria”.

Due notizie riportate dai quotidiani di oggi (sabato 1 agosto) avvalorano questa affermazione, che ha naturalmente un significato più generale.

In questa situazione, infatti, malgrado l’ordinanza di fermo delle attività fra le 12.30 e le 16, emessa dalla Regione (che non prevede sanzioni!), chi è costretto a lavorare nei numerosi cantieri della città, continua a doverlo fare anche nelle ore più calde. Ancora più grave e inaccettabile, ciò avviene anche nei cantieri che lavorano per il Comune di Torino, dal Valentino a via Roma. Si apprende inoltre che “Palazzo Civico chiarisce che farla rispettare non è responsabilità del Comune, ma spetta alle singole imprese appaltatrici, anche quando operano per conto dell’Amministrazione.” Tale affermazione è inammissibile. Non è possibile che un Ente Pubblico non faccia rispettare la normativa sul lavoro prevista a tutela della salute dei lavoratori, rifugiandosi dietro cavilli burocratici.

E, come di consueto, GTT ha provveduto a sospendere le corse di molte linee, quest'anno ben 36, e a ridurre l'orario di altre. L’elenco delle sospensioni/limitazioni è lungo e comprende, per un paio di domeniche, anche la metro. Evidentemente i nostri solerti amministratori (e GTT) pensano che un servizio pubblico possa funzionare a singhiozzo, costringendo chi lo utilizza (cioè le fasce di cittadinanza meno ricche), a ulteriori disagi rispetto a quelli già subiti tutto l'anno. Sì, perché la riduzione delle frequenze di passaggio dei mezzi è costante, e pesantissima per molte linee, ormai da anni. Tutto ciò è frutto non solo di carenza di risorse (tema sul quale si dovrebbe aprire una serio ragionamento sulle responsabilità) ma di una concezione del trasporto pubblico subordinato a quello privato. Senza contare il contributo che così si dà all'inquinamento dell'aria e al riscaldamento globale, nel contesto di sofferenza economica nel quale vive una fascia sempre più ampia di popolazione.
Ciò significa che il diritto alla mobilità sta venendo meno per chi un auto non se la può più permettere e il servizio pubblico diviene solo un centro di costo, piuttosto che un servizio da rendere alla cittadinanza.

L’estate in città porterà pesanti disagi per chi è costretto a lavorare all’aperto e per chi deve spostarsi per una visita medica o altre necessità, specie se non ha l'auto o non può permettersi un taxi. Questioni che poco interessano l'amministrazione comunale, come del caldo patito da chi non possiede un condizionatore o non ha i soldi per pagare le bollette. Evidentemente, come cantava Guccini "I politici han ben altro a cui pensare".
photo credit: Extinction Rebellion
Extinction Rebellion Torino

Solidarietà a Nicoletta DosioCome donne e come compagne esprimiamo la nostra piena solidarietà a Nicoletta Dosio, fatta ...
01/08/2026

Solidarietà a Nicoletta Dosio

Come donne e come compagne esprimiamo la nostra piena solidarietà a Nicoletta Dosio, fatta oggetto in questi giorni di insulti e attacchi personali sui social. Il dissenso politico, anche quando è radicale, non può mai trasformarsi in odio, intimidazione o delegittimazione della persona.

Nicoletta rappresenta da decenni una figura simbolica della lotta contro il TAV in Val di Susa. Ha preso parte con coerenza alle mobilitazioni e ha pagato personalmente le proprie convinzioni con il carcere e gli arresti domiciliari, senza mai rinunciare a sostenerle pubblicamente.

Ribadiamo la nostra distanza dagli scontri che hanno caratterizzato la manifestazione del 25 luglio. Siamo convinte che l’escalation del conflitto finisca per indebolire le ragioni di una battaglia giusta, offrendo il pretesto per un ulteriore irrigidimento delle misure repressive, il rafforzamento delle destre e la riduzione degli spazi di democrazia e di dissenso.

Questo, tuttavia, non significa ignorare il contesto. Da oltre trent’anni la Val di Susa vive un conflitto che ha profondamente segnato il territorio, tra espropri, militarizzazione e rilevanti impatti ambientali e sociali. È una vicenda nella quale le responsabilità non possono essere lette in modo unilaterale. A fronte di tutto questo, il TAV procede ancora solo per tratti limitati, alimentando interrogativi sulla sua sostenibilità, sui suoi costi e sulla sua effettiva utilità.

Continuiamo a ritenere che il TAV sia un’opera sbagliata e dannosa e a sostenere il diritto delle comunità a manifestare e a difendere il proprio territorio. Proprio per questo pensiamo che la forza di un movimento risieda nella partecipazione, nella mobilitazione popolare e nella capacità di costruire consenso, senza rinunciare alla determinazione necessaria per difendere le proprie ragioni.

A Nicoletta va la nostra vicinanza umana e politica. Difendere la sua dignità significa difendere il diritto al dissenso e affermare una cultura democratica fondata sulla giustizia, sulla tutela dei territori e sul rispetto delle persone, anche nel conflitto.

Collettivo Menapace Donne Rifondazione Comunista Piemonte

📢 QUESTA È LA GIUSTIZIA CHE CI PIACE!Un plauso al GIP di Torino che con gran senso costituzionale ha archiviato le accus...
24/07/2026

📢 QUESTA È LA GIUSTIZIA CHE CI PIACE!
Un plauso al GIP di Torino che con gran senso costituzionale ha archiviato le accuse contro Extinction Rebellion

Mentre i palazzi del potere cercano in ogni modo di silenziare chiunque si opponga all'economia di guerra, da Torino arriva un segnale importante: il GIP ha archiviato le accuse di violenza privata contro gli attivisti che avevano manifestato davanti agli stabilimenti di Leonardo scrivendo lo slogan "Life Not War" su una vecchia torre.

Il magistrato, applicando l'Articolo 21 della nostra Costituzione antifascista, ha riconosciuto la legittimità della protesta: un'azione pacifica, espressione del legittimo dissenso contro chi specula sui conflitti. Un "messaggio positivo" che non può essere silenziato dalle denunce delle multinazionali con le mani sporche di sangue e protette dallo Stato. Ogni singolo euro investito in armamenti è un euro tolto alla vita, scientemente sottratto al welfare, alla scuola, alla sanità pubblica e ai trasporti.

In un clima di crescente autoritarismo e di restrizione degli spazi democratici, questa archiviazione è una boccata d'aria fresca ed è una decisione che smaschera il tentativo di criminalizzare le lotte politiche e sociali.

Non faremo un passo indietro nella difesa del diritto al dissenso e nella denuncia della militarizzazione della nostra società.

🔴 PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA PER DENUNCIARE L’ATTO VANDALICO IN CUI È STATO IMBRATTATO UN MURALES DI SOLIDARIETÀ CON G...
26/06/2026

🔴 PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA PER DENUNCIARE L’ATTO VANDALICO IN CUI È STATO IMBRATTATO UN MURALES DI SOLIDARIETÀ CON GAZA

🗓️ SABATO 27 GIUGNO ORE 11
📍VIA MONCENISIO, 39 A NICHELINO

Nell’invitare la cittadinanza a partecipare al presidio di resistenza culturale voglio sottolineare come l’atto vandalico di imbrattare il murales esprima fino in fondo l’ideologia e i valori barbarici della destra: da un lato si imbratta un murale che denuncia il genocidio di Gaza, compiendo così un atto di sfregio contro le popolazioni palestinesi martirizzate dal criminale governo di Netanyahu. Dall’altra si imbratta usando lo slogan remigrazione, sottolineando così che i migranti – che sovente fuggono da situazioni di guerra e di repressione - debbono essere rimandati a casa a farsi massacrare. Contro questa barbarie occorre resistere perché non ha nulla a che vedere con il vivere civile.
prc
Segretario Provinciale Prc-Se Torino

Indirizzo

Via Brindisi 18/c
Turin
1052

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